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300 droni per Lady Gaga al Super Bowl: la rivoluzione aerea di Intel

Gli halftime show del Super Bowl lasciano sempre ricordi indelebili e quello di Lady Gaga ha confermato questa lunga tradizione. È troppo presto per dire se il suo spettacolo resterà agli annali, ma ha sicuramente offerto qualcosa di nuovo: un esercito di droni danzanti sul cielo di Houston, che durante lo spettacolo si sono persino trasformati nelle stelle della bandiera americana.

Si tratta dello Shoting Star di Intel, un drone che è programmato per volare in formazione: probabilmente lo show di Lady Gaga  è stata la prima volta in cui si sono visti ben 300 droni che hanno volato insieme, ma non sarà quasi certamente l’ultima occasione per vederli in azione. La tecnologia alla base di questa flotta di droni è affascinante in sé e per sé, ma le sue potenziali applicazioni sono tantissime. Gli stessi droni che hanno accompagnato Lady Gaga un giorno potranno rivoluzionare campi come il salvataggio, l’agricoltura, lo spettacolo e molto altro ancora.

Uno show di droni

Intel ha già schierato circa 3 settimane fa a Disney World la flotta di droni  e l’anno scorso 500 droni sincronizzati sono volati sul cielo di Sydney, stabilendo così un record mondiale.

Ogni drone Intel ha un corpo in plastica e gomma piuma per ammorbidire gli impatti accidentali e non è grande quanto quelli normalmente in commercio, ma al momento del volo, tra le combinazioni di colori creati dai LED a bordo e le acrobazie aeree, si fa sicuramente notare.

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Ogni drone comunica in modalità wireless con un computer centrale per eseguire le sue coreografie: il computer controlla il livello della batteria e il GPS di ogni drone segnala e assegna la posizione durante la formazione. Se un drone vacilla durante lo spettacolo, un’unità di riserva prende il suo posto in pochi secondi.

Le restrizioni FAA sul volo dei droni


Le normative FAA, l’equivalente statunitense del nostro ENAC, proibiscono severamente i droni nel raggio di 34,5 miglia (circa 55 chilometri) dall’NRG Stadium di Houston e vietano ovviamente che questi volino sopra 80.000 persone. Come ha fatto Intel a superare queste limitazioni?

Innanzitutto il momento dei droni in azione è stato filmato non durante lo show, ma all’inizio di questa settimana: eggià, lo spettacolo dei droni offerto da Intel si è svolto in realtà in differita e gli spettatori hanno osservato proiettata sugli schermi dello stadio semplicemente la coreografia registrata nei giorni precedenti. Lo show dal vivo è iniziato invece con l’arrivo di Lady Gaga sul palco che, grazie ad un’imbracatura, è stata catapultata dall’alto fino al centro dell’NGR Stadium.

Le prove per lo spettacolo hanno avuto inizio a dicembre, quando gli ingegneri di Intel hanno iniziato a pianificare la logistica di questa coreografia eseguita da 300 droni danzanti.

La performance dei droni è durata poco rispetto allo spettacolo completo ed è stata secondaria rispetto allo show canoro e estremamente d’effetto di Lady Gaga sul palco del Super Bowl: eppure per quel poco tempo, il team di Intel ha dovuto richiedere una dispensa ai federali per far volare i propri droni nei giorni precedenti il Super Bowl. Un compito particolarmente difficile dato che lo stadio NGR si trova all’interno del traffico aereo di competenza dell’aeroporto Houston Hobby e che Intel e la NFL avevano solo poche settimane a disposizione per preparare il tutto.

Lo show di Lady Gaga  dimostra dunque che i droni, sebbene siano facili da controllare, consentono effetti speciali impensabili: questa tecnologia offre però  anche applicazioni più pratiche, come il loro utilizzo in spedizioni di ricerca e soccorso dopo una frana, oppure per ispezionare zone a rischio o cantieri.

Al momento le normative FAA non permettono però sempre questi utilizzi dei droni: chissà se il Super Bowl 2017 aprirà nuove prospettive in merito e consentirà in futuro ai droni di volare più liberamente e di essere utilizzati per scopi più pratici e importanti del semplice show.

Arriva il NinjaBot, il chatbot per restare sempre aggiornati con Ninja Marketing

È uno dei trend del 2017 e naturalmente anche i Ninja non potevano farne a meno. Da oggi infatti potrai interagire con il NinjaBot direttamente su Messenger, per restare sempre aggiornato sulle ultime imperdibili novità relative a Social, Tech, Business e Life.

Parlare di digital e di innovazione significa testare e utilizzare in prima persona le tecnologie delle quali si parla, per apprezzarne e sperimentarne tutte le potenzialità.

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Con il nostro Chatbot vogliamo accompagnarti ogni giorno nel tuo lavoro anche su Messenger e proseguire nel progetto di aggiornamento costante dei nostri canali che abbiamo intrapreso in occasione del lancio del nuovo sito e dell’app Ninja Gong!

Il NinjaBot, punta a migliorare la user experience di voi lettori e follower, che ogni giorno ci seguite per restare sempre “sul pezzo” in tema Digital.

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Oral-B, Skittles, Nike: i migliori annunci stampa della settimana

L’appuntamento imperdibile per gli amanti della creatività: abbiamo raccolto gli annunci stampa più belli dell’ultima settimana.

Da Oral-B a Nike, lasciate volare la fantasia e seguite i migliori: è da loro che è necessario prendere esempio.

Oral-B Satin Tape

Oral-B Satin Tape è il filo interdentale a forma di nastro capace di avvolgersi negli spazi più ampi tra i denti.

Facile da inserire e manovrare anche tra i denti più stretti è diventato oggetto dell’agenzia creativa DDB di Bogotà, che lo ha inserito nelle situazioni più particolari: dalla nonna che sorprende i nipoti in atteggiamenti intimo-sadomaso (in pieno stile 50 Sfumature di Grigio) al paparazzo che sorprende il vip nel camerino.

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Agenzia: DDB, Bogotá, Colombia
Creative Director: Juan Carlos Espitia
Art Directors / Copywriters: Luis García, Jennifer Rincon
Illustrator: Francisco Quinche

Skittles – The Rainbow Fruit

Provare le nuove caramelle Skittles è un po’ come immergersi un arcobaleno di frutta: questo il messaggio della campagna stampa di Simon Waloszek.

Le immagini cattureranno senza dubbio la tua attenzione.
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Art Director: Simon Waloszek

Nike: Serena 23

Una proficua collaborazione tra NikeCourt e Air Jordan: le scarpe da ginnastica Serena 23 sono state progettate per festeggiare lo storico 23esimo slam di Serena Williams.

Le nuove NikeCourt Flare, entrambe ispirate alle Air Jordan I, saranno un must.
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Agenzia: Where It’s Great, Los Angeles, USA
Creative Director / Photographer: Dan Hall
Art Director: Mel Zehar

Spot di Barbie padre che gioca con bambina alle barbie nello spot pubblicitario di Barbie

Lo spot di Barbie abbatte gli stereotipi di genere: i papà giocano con le bambole

Dopo il lancio nel 2016 delle nuove Barbie multietniche, più basse o più formose, continua l’evoluzione del brand che fino a poco tempo fa incalzava quelli che sono gli stereotipi di genere:

Il colore rosa è per le femmine“, l’azzurro per i maschi”, oppure “la Barbie è un gioco da femmine”

Lo spot pubblicitario che è stato lanciato durante i playoff di NFL a gennaio, mostra padri di diversa etnia seduti per terra o sul letto, che giocano a Barbie con le loro figlie in maniera naturale, storpiando le voci, ridendo e divertendosi.

Il primo impatto dello spot è una rappresentazione rivoluzionaria. Scene che nel 2017 dovrebbero essere “normali” in buona parte del continente evidentemente non lo sono affatto. Non lo sono in paesi conservativi e tradizionalisti, dove il ruolo del padre è quello di un maschio virile e intoccabile.

pubblicità spot di Barbie con padri

Lo spot di Barbie che comunica un messaggio importante: “You can be anything”

Il messaggio della campagna pubblicitaria è davvero importante: “il tempo che investiamo nel loro mondo immaginario, è il tempo che investiamo nel loro futuro reale”.

Leggendo tra le righe di questo messaggio, i padri che giocano con le loro figlie all’astronauta, al medico o all’insegnante di Yoga, trasmettono alle bambine la sensazione che nella vita possano diventare quello che sognano. Un valore che si ritrova anche nella frase finale dello spot di Barbie: “You can be anything”.

Sei anni prima che il brand di Barbie cambiasse strategia, la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini ha pubblicato un’analisi critica che risulta in buona parte ancora attuale:

Quali sono i modelli delle ‘nuove’ bambine? Che cosa sognano di essere? Madri? Ballerine? Estetiste? Mogli di calciatori? Le eroine dei fumetti le invitano ad essere belle.

Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. La moda le vuole in minigonna e tanga. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni: diventare madri, ballerine, estetiste, infermiere, mogli di calciatori, appunto. Questo è il mondo delle nuove bambine.

(da Ancora dalla parte delle bambine, La Feltrinelli, 2010.)

È tempo di nuovi orizzonti

Lo spot di Barbie lancia sicuramente un messaggio positivo e rivoluzionario, abbattendo stereotipi ed archetipi, anche se il brand stesso nel video sceglie di mostrare solamente tre bambine, escludendo quindi i bambini. Che si tratti di target oppure no, la rappresentazione indistinta di bambini e bambine nelle pubblicità di giochi come bambole e macchinine aprirebbe, col passare del tempo, nuovi orizzonti non più stereotipanti.

LEGGI ANCHE: 5 Barbie che Mattel dovrebbe produrre per ispirare le nuove generazioni

Cambiamenti che lentamente avverrebbero anche nella mentalità della società, andando a modificare la percezione dei ruoli nel mondo del lavoro, dove ancora oggi la “donna tech” deve combattere contro molti pregiudizi, ugualmente l’uomo che lavora come educatore all’asilo.

spot di Barbie, padre che gioca ad astronauta

Lo spot è firmato BBDO San Francisco

La campagna creata da BBDO San Francisco prevede la divulgazione su TV, cinema, digital e stampa.
Social Native, Tongal and Time Inc. cooperano con il brand e continueranno a diffondere la campagna #DadsWhoPlayBarbie.

Professioni del futuro

Personal Branding Manager, Architetti digitali e Nano Medici: ecco le professioni del 2030

Autisti sostituiti dalle auto a guida autonoma, camerieri soppiantati dai robot e addetti alle vendite sostituiti da chatbot. Secondo la Oxford Economic, la rivoluzione tecnologica avrà un impatto tangibile su 54 milioni di persone in Europa, mentre in Cina si arriverà a 394 milioni e in India a 233. Quali dovranno essere, allora le skill necessarie per le professioni del futuro?

Big Data e proiezioni possono offrire una prospettiva solo nel breve periodo, ma se la tecnologia e l’evoluzione del digitale continueranno a svilupparsi a ritmi sostenuti, neanche medici e architetti potranno essere al sicuro con le loro tradizionali competenze.

Secondo i numeri dell’European Centre for the Development of Vocational training (Cedefop), entro il 2025 circa 46 milioni di opportunità di lavoro, su un totale di 107 milioni, saranno costituite da lavori altamente qualificati, con una preparazione di livello universitario o fortemente specializzata.

Professioni del futuro, quali saranno i lavori del 2030?

L’imperativo per tutte le professioni del futuro sarà innovazione, ma quali saranno i lavori più richiesti? Lo scopriamo grazie all’analisi effettuata da COPERNICO RADAR – l’osservatorio smart di COPERNICO sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle.

In questo percorso attraverso gli smart job del futuro, scopriremo lavori alternativi che non hanno una postazione di lavoro fissa, in cui le quattro mura dei vecchi uffici diventano superflue e le nuove figure professionali potranno continuamente esplorare alla ricerca di opportunità interessanti e redditizie.

skill per le professioni del futuro

1. Architetti digitali: progettazione virtuale

Tra le professioni del futuro che richiederanno maggiore specializzazione, ci saranno gli architetti. Rendering e schizzi a mano diventeranno più un’espressione artistica.

I professionisti dell’architettura dovranno essere specializzati nella progettazione virtuale, in grado di offrire proiezioni e visioni realistiche di quanto i costruttori hanno in mente di realizzare.

2. Minatori spaziali e guide turistiche lunari: conoscenza ed esperienza di volo nello spazio

Con le missioni di SpaceX sempre più vicine a un effettivo successo e i viaggi spaziali sempre più a portata di mano, il futuro del lavoro sarà anche nello Spazio. Se la Terra diventerà sempre più povera di risorse e la Luna ad un passo dal turismo intergalattico, trivellatori di asteroidi ed esperti in allunaggi turistici sembrano fra i lavori del futuro più promettenti.

Se tuo figlio ti dice entusiasta “da grande voglio fare l’astronauta”, comincia a pensare all’Università migliore per la sua preparazione.

Tech e digital le skill necessarie per le 12 professioni del futuro

3. Sviluppatori di avatar: tra web design e fashion

Ologrammi e realtà virtuale sono già una realtà, per questo motivo in un futuro non troppo lontano, in un’area al limite tra tech e personal care, quella dello sviluppatore di avatar potrebbe essere un professione del futuro più prossimo.

Immagini virtuali curate nei dettagli, spaziando tra le skill più tipiche del web design e quelle del fashion, dissolveranno il limite spazio-temporale dell’ubiquità: molti manager saranno in grado di partecipare a eventi o conferenze senza presenziare fisicamente, e per gli artisti significherà poter essere in scena con lo stesso spettacolo in diversi parti del mondo nello stesso momento.

4. Costruttori e riparatori di parti del corpo: stampa 3D e anatomia

I progressi della scienza e della stampa 3D renderanno possibile la creazione di protesi “vive”: vere e proprie parti del corpo, valvole sostitutive e organi.

La specializzazione nella conoscenza dell’anatomia umana, ma anche nella progettazione 3D, daranno spazio alle fantasie di tutti quelli che hanno letto Frankestein almeno una volta nella vita, ma con applicazioni davvero inimmaginabili finora.

skill per le professioni del futuro medici e farmacisti

5. Nano-medici: tecnologia all’ennesima potenza e programmazione di macchinari

Il futuro della medicina è tech, non c’è dubbio che si vada in questa direzione. Anche grazie a robot sempre più precisi e sofisticati, tra i lavori più redditizi in questo campo si affermeranno sempre di più quelli capaci di rispondere a questa tendenza, fra interventi subatomici e tecnologie innovative per la auto-medicazione.

Una skill indispensabile diventerà la capacità di programmazione e taratura delle macchine, per poter procedere con cure sempre meno invasive e più efficaci.

6. Responsabili di farmacie staminali: ricerca e capacità organizzative

Con la diffusione di un uso sempre più capillare delle cellule staminali per la cura di alcune malattie o per stimolare la rigenerazione cellulare, le farmacie specializzate avranno bisogno di figure professionali altrettanto competenti.

Per reperire in tempo utile, in qualsiasi luogo del mondo le nuove cure, saranno indispensabili farmacie ad hoc, ma anche esperti di logistica in grado di assicurare un trasporto tempestivo dalla produzione al paziente.

7. Consulenti per il benessere degli anziani: tra medicina e filosofia

Reparti di geriatria e ospizi, potrebbero diventare solo un triste ricordo, di un tempo in cui gli anziani diventavano un peso per famiglie e società.

Il futuro dei nostri nonni sarà all’insegna del take-care, per questo fra le professioni più richieste ci saranno i consulenti del benessere degli anziani, competenti in ambito medico, ma con un approccio quasi filosofico nello studio di trattamenti customizzati sui pazienti.

8. Ispettori ambientali: monitoraggio e analisi

Con un ambiente sempre più afflitto dai problemi legati all’inquinamento e alla dissipazione delle risorse, figure specializzate nel controllo monitorato delle condizioni di terra, aria e acqua saranno indispensabili per tentare di mantenere in vita il pianeta.

Tech e digital le skill necessarie per le 12 professioni del futuro

9. Contadini urbani: capacità di programmazione e sviluppo con il pollice verde

Anche le fattorie del futuro saranno costruite in città, sviluppate in verticale, come già abbiamo visto durante EXPO 2015, per risparmiare acqua e energia, abbattendo i costi di trasporto verso i grandi centri urbani, in favore del km zero.

I nuovi contadini dovranno essere in grado di sviluppare soluzioni tecnologiche nuove per automatizzare il controllo della crescita delle piante, la somministrazione di sostanze nutritive, la raccolta e la successiva distribuzione.

Tech e digital le skill necessarie per le 12 professioni del futuro

10. Addetti allo smaltimento dei dati informatici: i custodi dell’oblio digitale

Siamo già consapevoli di essere continuamente tracciati nelle nostre operazioni on e offline. In un mondo sempre più digital, in cui tutto resta memoria, i professionisti specializzati nella cancellazione definitiva dei dati dalla rete diventeranno sempre più necessari.

E forse anche l’oblio diventerà un diritto riconosciuto dalle costituzioni mondiali.

11. Personal branding manager e omnipotence delimiter: una guida spirituale contemporanea

Consulenti capaci di ricostruire l’immagine manageriale e di farci credere che niente è impossibile, con il compito di controllare e motivare per costruire la personal branding e amplificare il potenziale individuale.

Se la chiave del successo è dentro di noi, i professionisti del branding personale saranno una via di mezzo tra guide spirituali e personal trainer.

Tech e digital le skill necessarie per le 12 professioni del futuro

12. Guardiani della privacy: capacità di controllo e gestione delle informazioni

La potenza di internet è destinata a crescere ancora in maniera esponenziale, anche grazie alla diffusione del web al quadrato, quello cioè che interagisce con grazie i sensori intelligenti  presenti su smartphone e oggetti di uso quotidiano.

Per questo motivo, tra le professioni del futuro più richieste ci sarà quella del privacy officer: si occuperà di tutelare dati e informazioni personali dalle intemperie del mare magnum della rete.

Netflix presenta Mindflix: Binge-watching assicurato!

Scommetto che hai ben presente quelle lunghe maratone di Netflix, le intense sessioni di bingewatching in cui diventi metà essere umano e metà divano: le tarde mattinate che scivolano nel pomeriggio e le piovose serate che si trasformano in nottate in bianco. Ecco, in questo articolo ti parlo di un oggetto che renderà il tuo bingewatching un’esperienza ancora più immersiva: il Mindflix.

Arriva Mindflix e rivoluziona Netflix

Netflix presenta Mindflix: Binge-watching assicurato!

In occasione del Netflix Hack Day 2017 è stato presentato da quattro sviluppatori di Netflix il MindFlix, una fascetta da posizionare sulla testa.

Grazie a un visore Muse EEG, al pigro bingewatcher basterà muovere la testa per navigare all’interno dell’interfaccia di Netflix, per scegliere i titoli da selezionare. Muovendo la testa in avanti, inoltre, si seleziona un titolo o un episodio, oppure si seleziona “play”.

LEGGI ANCHE: Flix Arcade, il videogioco di Netflix dedicato ai personaggi delle sue serie

Quando potrai acquistare Mindflix?

Netflix presenta Mindflix: Binge-watching assicurato!

Se ti sei posto questa domanda, gli sviluppatori di Netflix devono aver fatto centro: ai non appassionati del servizio di streaming potrà sembrare un’invenzione del tutto inutile, eppure migliaia di persone ogni giorno dedicano ore allo streaming compulsivo e uno strumento come Mindflix va incontro esattamente all’esigenza di fonderci con il divano e non esser costretti a ricorrere al telecomando!

In occasione del Netflix Hack Day è stato presentato anche Stranger Games, un videogame che strizza l’occhio ad Atari Games e ci proietta nel mondo di Stranger Things, Netflix For Good che ci permette di effettuare una donazione per un progetto che abbiamo appena visto e che ci è piaciuto, oppure Picture-in-Picture, che ci permette di vedere cosa stanno guardando gli account collegati al nostro.

LEGGI ANCHE: Netflix Doorbell, il pauroso campanello DIY per maratone non stop

E tu, sei curioso di provare MindFlix? Oppure temi di diventare un binge-watcher seriale? 😉 

Beyoncé, Santeramo2017, Aranzulla, Media World: epic win e fail della settimana

Alziamo le mani: il meglio deve ancora venire. Sappiamo perfettamente che Sanremo è alle porte e possiamo già contare su tutta l’epicità che coinvolgerà il nostro amato web. Tranquilli, noi saremo sempre pronti ad annotare, a prendere appunti, a non farci sfuggire nulla.

Ma ora, torniamo a noi: cosa è accaduto di epico in questa settimana a cavallo tra gennaio e febbraio? Scopriamolo subito!

Win

 

Il miracolo della vita, il miracolo di Instagram.

7,3 milioni di like in meno di 12 ore, quasi 10 milioni in tre giorni. Metti una foto con il pancione, una delle cantanti più seguite al mondo, un set fotografico costruito ad hoc ed è subito epic win. Auguri!

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Aspettiamo o cediamo alla tentazione Sanremo già da ora? Avevamo anticipato che il meglio sarebbe arrivato la settimana prossima, però, dai..!  Dopo lo “spot no words”, questa trovata social fa sorridere, è divertente e coinvolgente.

No, scusate! Ma quale Sanremo? Siamo in Puglia, a Santeramo2017.

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Eh sì, #TuttiCantanoSanteramo! Win! Win! Win!

Momento, momento, momento. Abbiamo un epic win per Aranzulla che supera Facebook nella search.

Prossimo step? Diventare un genio. Mmm, no, lo è già! Win!
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Fail

Una tra le persone più potenti al mondo continua  a far parlare di sé: Trump, ma che combini? Dovresti essere da esempio per tutti ed invece..! Per chi se lo fosse perso, secondo quanto riferito dalla stampa americana, il neo presidente ha imposto alle sue dipendenti femminili un nuovo dress code. A quanto pare, la poca femminilità nel vestire delle sue collaboratrici non è molto gradita dal caro Donald.

Ora, se Trump parla, Twitter risponde: #DressLikeAWoman è l’hashtag ufficiale della risposta globale del popolo social. Davvero un abito è in grado di definire la bravura, la professionalità, la competenza di una donna? Godetevi questo epic win che cinguetta!

E ancora..

Non ci credete? Fate una ricerca con il suddetto hashtag su Twitter. E non chiamatele femministe!

Un epic fail di Media World, la nota catena di distribuzione di elettronica, ha avuto ripercussioni anche nel mondo social. Colpa di un volantino che ha annunciato il concorso in occasione di San Valentino: aperto a tutti purché maggiorenni e di sesso opposto al proprio.

Ha offeso la sensibilità di molte persone, quindi il fail ci sta tutto.

Ma è anche vero che ha chiesto scusa. Che si fa? Epic fail e andiamo avanti.

Eh..Tutta colpa di San Volantino!

Abbiamo aperto la rubrica citando Sanremo, ma chiudiamo con una situazione un po’ a cavallo tra il Fail e il Win. Chi di voi ha già twittato con l’hashtag #sanremo2017 si sarà sicuramente reso conto che non tutto è come al solito. L’hashtag di Sanremo include, infatti, il logo di Tim, sponsor del festival. 

Una scelta che ha fatto discutere molto sui social: politically correct sì o no?

Stringete i denti, martedì è vicino, Sanremo: il clan Ninja c’è.

Come sfruttare al meglio LinkedIn ADS per il vostro business

LinkedIn Ads è un ottimo modo per aumentare la visibilità e generare una lista di possibili clienti e professionisti effettivamente interessati ai prodotti o servizi offerti dalla vostra azienda. La piattaforma “professionale” per eccellenza infatti non è più un’opzione, e se ne sono accorte anche le piccole imprese che iniziano a comprendere la necessità di essere presenti anche su questa piattaforma per farsi conoscere e promuovere il proprio brand.

Del resto, come mostra uno studio del Pew Research Center, l‘utilizzo di LinkedIn è particolarmente alto tra le persone aventi un’età compresa tra i 18 e i 49, in possesso di un diploma superiore o di laurea, e con un reddito familiare annuo di $ 75.000 o più. Quindi, se si vuole mettere in atto una strategia volta a colpire e coinvolgere un pubblico ben preciso, è importante capire come funzionano le LinkedIn Ads.

Gli esperti di Social Media Marketing sanno bene quanto personalizzare le interazioni online sia fondamentale per raggiungere con successo un pubblico specifico. Infatti, più si riesce a interessare e catturare l’attenzione del pubblico con un contenuto, tanto più si riuscirà successivamente a coinvolgerli e ottenere una risposta.

Linkedin

Ma vediamo come funziona esattamente. LinkedIn per sviluppare una strategia pubblicitaria.

Usare il Campaign Manager

LinkedIn Ads Campaign Manager vi consente di pianificare la vostra campagna in anticipo, scegliere il giusto pubblico, visualizzare grafici dettagliati che mostrano aziende o profili professionali e livello di anzianità degli utenti che cliccando sul vostro annuncio. Ne esistono diversi tipi.

Il contenuto sponsorizzato
Consiste in un aggiornamento della vostra pagina aziendale (post condivisi con news aziendali, promozioni, articoli rilevanti del settore, presentazioni in SlideShare e video Vimeo/ YouTube) che viene promosso ad un pubblico specifico. Gli annunci appaiono nel feed dell’home page (su desktop, mobile e tablet) e sul lato destro della home page del desktop.
La particolarità di questo genere di annunci è dato dalla possibilità di aumentare la brand awareness attraverso un contenuto che verrà diffuso su tutte le piattaforme, nonché d’impostare delle opzioni di Targeting per raggiungere con precisione il pubblico prescelto.

Annuncio di testi e immagini
Questo tipo di annunci è disponibile solo per la versione desktop e il suo punto di forza sta tutto nella personalizzazione. Infatti, questa opzione vi permette di scegliere il vostro target utilizzando specifici filtri, nonché di impostare il budget desiderato senza alcun vincolo di contratto o impegno a lungo termine. Potete dunque scrivere il vostro annuncio, scegliere una efficace call to action, utilizzare immagini generate dinamicamente dai profili dei membri di LinkedIn. Questo tipo di pubblicità è dunque particolarmente utile per sviluppare rapporti e relazioni, spingendo i membri più influenti del vostro pubblico a prestare attenzione alla vostra azienda.

InMail sponsorizzati
Linkedin offre anche la possibilità di inviare contenuti sponsorizzati direttamente nelle caselle di posta degli utenti Linkedin. Questo genere di annuncio viene consegnato solo quando i membri sono attivi, in modo da svolgere la sua funzione al 100 per cento. È un’opzione efficace se state cercando di creare messaggi personalizzati e/o di incrementare i tassi di conversione attraverso l’offerta e la promozione di prodotti e servizi mirati.

A chi vi state rivolgendo?

Qualunque opzione voi scegliate, che sia un contenuto sponsorizzato o un annuncio di testo, è importante definire l’audience a cui intendete parlare.  E’ essenziale dunque identificare il target partendo dall’area geografica, ma non limitandovi a questa. Potete scegliere quale tipologia di azienda volete raggiungere, di quali dimensioni, la professione e le funzioni aziendali, il livello di anzianità, ma anche i gruppi specifici a cui aderiscono i vostri potenziali acquirenti. Tutte queste funzioni sono necessarie al fine di raggiungere il vostro target specifico.

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La scelta del budget

Procedete ora alla definizione del vostro budget. Esistono due possibilità, il CPC (cost per clic) o CPM (cost per thousand impressions). Optare per il CPC vi permette di specificare l’importo massimo che siete disposti a pagare per ogni clic, e pagherete solo per i clic effettuati sui vostri annunci. Se invece decidete di optare per una campagna CPM, andrete a pagare fino all’offerta massima ogni volta che l’annuncio verrà visualizzato 1000 volte su LinkedIn, indipendentemente dal numero di clic ricevuti.

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Analizzare per migliorare

Misurare, misurare, misurare. I social media non sono una scienza esatta, pertanto qualunque strategia deciderete di utilizzare non ci sono garanzie di successo. Ma se volete capire come sta procedendo la vostra campagna è fondamentale misurarne la performance. Campaign Manager vi permette di tenere traccia delle vostre prestazioni monitorando impressioni, clic, costi e altre metriche. Potrete così comparare le performance dei contenuti sponsorizzati e degli annunci di testo, e valutare quali opzioni sono più performanti. Con ogni nuova campagna potrete capire così cosa funziona e cosa è invece necessario reimpostare. Il costo di LinkedIn tende ad essere un po’ più alto rispetto ad altre piattaforme di social media anche perché vi dà la possibilità di consultare a fondo gli Analytics.

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Pertanto, proprio per la sua capacità rispetto agli altri social network di generare contatti qualificati sopratutto nel contesto B”B, non è da sottovalutare la portata quindi che potrebbe avere per la vostra azienda un investimento in Linkedin advertising.

E voi amici ninja, usate i LinkedIn ADS? Ditecelo sul nostro gruppo LinkedIn (ovviamente), oppure sulla nostra pagina Facebook!

carriera nel digital marketing

Digital marketing: come creare un piano adatto al tuo business

Costruire un piano di digital marketing adatto per il proprio business è per molti una sfida e molto spesso questa attività viene ritardata – se non tralasciata – nonostante sia sempre più necessaria per generare entrate e crescita.

Ecco sei step per muovere i primi passi, che puoi seguire per ottenere buoni risultati con un piano di digital marketing.

1. Pensa a un “sistema marketing” e non al singolo website

Spesso il sito web è considerato come qualcosa a sé stante. Questo è un errore in quanto anche il sito più efficace non avrà da solo un impatto sul business. Creare invece un sistema di digital marketing con obiettivi misurabili costantemente avrà sicuramente degli effetti positivi sui risultati dell’impresa.

Alcune delle metriche da monitorare sono il traffico e gli utenti attivi, le conversioni da visitatori a contatti e da contatti a clienti.

2. Decidi qual è il tuo target e proponigli la giusta offerta

Nessuna azienda di successo ha come target tutti. Segmentare è vitale in quanto focalizzarsi solo su alcuni gruppi di clienti permette di non sprecare risorse, concentrandoci sui nostri clienti migliori.

Analizza demografia, posizione geografica e psicologia dei tuoi potenziali clienti. Monitorare gli Analytics e il comportamento degli utenti sul tuo sito web, ad esempio, può essere un ottimo punto di partenza.

Ma non fermarti qui, definisci con più concretezza le personas verso le quali vuoi indirizzare il tuo marketing: ipotizzare gli obiettivi, le competenze, le attitudini, e l’ambiente in cui questi potenziali clienti si muovono, renderà più realistica anche la strategia.

Digital marketing

LEGGI ANCHE: User Onboarding: come fidelizzare subito gli utenti della tua app

3. Rendi facile farti trovare dai possibili clienti

Il tuo business cresce grazie al digital marketing quando i visitatori del tuo website si trasformano in clienti profittevoli. Per questo, è importantissimo creare un sistema volto ad aumentare il traffico che comprenda l’uso di advertising, SEO, influencer marketing, email e non ultimo, social media.

Curare questi aspetti non ti permette solo di comparire più in alto nei risultati di ricerca, ma serve anche a costruire relazioni, offrendo punti di contatto diversi con il tuo brand.

4. Il website

digital marketingLe persone spesso non hanno tempo né voglia di leggere quello che viene proposto dai siti internet. Nella maggior parte dei casi si esegue uno scan rapido.

Per questo motivo è fondamentale che un sito internet sia snello e semplice da utilizzare: usa sempre un linguaggio facile da capire e quando è possibile prediligi le immagini al testo. Il nostro obiettivo è quello di incoraggiare i nostri visitatori alla conversione e l’unica maniera per ottenerla è di dare ai clienti la possibilità di interagire con un sito ben strutturato, accattivante e di facile utilizzo.

Rendi accessibile la ricerca all’interno del sito e utilizza le call to action per spingere gli utenti all’azione.

5. La giusta tecnologia

Anche in questo caso, non è possibile definire una tecnologia migliore per tutti. A seconda della maturità del piano marketing, della tipologia di impresa e delle risorse disponibili, le diverse opzioni in termini di tecnologia variano.

Pensando all’email marketing, ad esempio, si può cominciare anche con strumenti poco dispendiosi e man mano che l’impresa cresce, far evolvere la tecnologia utilizzata.

Lo stesso vale se pensi ad un piano di fidelizzazione dei clienti che integri store fisico e store virtuale.

Digital marketing: non avere timore di farti aiutare!

Il digital marketing è in continuo cambiamento. La chiave del successo è rimanere sempre aggiornati e continuare ad imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, senza aver paura di chiedere aiuto a chi è più esperto o rivolgersi a professionisti del settore in grado di seguire l’azienda nella creazione di un piano digital.

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Digital Factory 2017: i Guerrieri alla prova nell’incontro intermedio

Siamo alla prima prova sul campo per i Guerrieri che hanno scelto di intraprendere il cammino della Digital Factory, il laboratorio pratico che affianca il Master Online in Digital Marketing di Ninja Academy.

Sabato 21 gennaio, nei TIM #Wcap Accelerator di Roma e Milano, i gruppi hanno presentato le proprie proposte basate sul brief Moleskine: dalla Digital Strategy agli Analytics, da SEO&SEM al Video Marketing. Dopo tanto lavoro online, tra Skype call, telefonate e lezioni del Master è finalmente arrivato il momento di esporre per la prima volta i progressi fatti. Due location e quindi due punti di vista, quelli di due Ninja che vi racconteranno com’è andata: Chiara e Federica.

Qui Roma, di Federica Fattori

Un bel sole invernale splende su Trastevere e il sabato mattina inizia con tanta voglia di fare. Durante il welcome coffe al TIM #Wcap di Roma ci si ritrova, ci si confronta, e poi tutti giù a lavorare.

Resta solo qualche ora per mettere a punto le presentazioni prima dei pitch intermedi. I tutor Cinzia Gallenzi e Simone Mariani discutono con i gruppi gli ultimi dettagli, ben consapevoli del duro lavoro svolto fino a questo momento. Siamo a metà percorso: 3 brief completati con creatività, determinazione e capacità di analizzare le sfide e gli obiettivi.

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Dunque 10 minuti per ciascun team, che in questo tempo limitato dovrà riuscire a raccontare efficacemente la propria digital strategy per Moleskine.

Quando iniziano le presentazioni dei sei gruppi è chiara una cosa: tutti hanno risposto alle esigenze dell’azienda, ma ognuno in modo differente. Ogni team è stato capace di declinare in modo originale le richieste dei brief, che spaziavano dall’analisi di scenario e obiettivi, alla creazione di una community, passando per una strategia che comprendesse contenuti video.

Ed è questo che colpisce della Digital Factory: persone con background diversi che, proprio grazie all’eterogeneità di punti di vista, arricchiscono il lavoro che stanno svolgendo. E alla fine il risultato lascia davvero sorpresi: il buon esito delle esercitazioni non è solo dovuto alla professionalità acquisita durante il corso, ma ai rapporti personali che si sono creati tra i ninja, non solo all’interno del team di appartenenza, ma anche tra i diversi gruppi.

Una volta finite le presentazioni ci si saluta ma con voglia di rivedersi all’ultimo appuntamento di aprile per il pitch finale!

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Qui Milano, di Chiara Zappacenere

Alle 09.30 i ragazzi del laboratorio di Milano sono già pronti al Tim Wcap di via Magolfa per la seconda sessione della Digital Factory 2017. Giusto il tempo di un caffè, ed arriva il momento di mettersi al lavoro mentre i tutor Michaela Matichecchia e Marco Magnaghi girano tra i tavoli, supervisionando il lavoro e consigliando i ragazzi su come sistemare le presentazioni in vista del pitch che concluderà la sessione di oggi.

In questi mesi i ragazzi hanno imparato a conoscersi, costruendo amicizie e legami molto solidi, complici le numerose serate (e nottate) passate a lavorare ai progetti.  Le ore dedicate ai brainstorming passano velocemente: è mezzogiorno, è arrivato il momento per i sei team di prendere la parola e raccontare la propria digital strategy per Moleskine. Ogni gruppo avrà a disposizione 10 minuti, ed il timer scandisce inesorabilmente il termine di ciascun pitch!

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I ragazzi iniziano ad esporre le proprie presentazioni: i progetti sono tutti molto interessanti e basati su analisi approfondite e ben eseguite. I ragazzi hanno studiato la tattica attuale, gli utenti e addirittura i fatturati per l’ideazione delle proprie strategie, dando vita a presentazioni decisamente interessanti: un buon risultato per questo secondo step che ci porterà al pitch finale di aprile!

Anche se ciascun gruppo ha affrontato in modo diverso il project work richiesto da Moleskine, sono spesso presenti dei punti in comune: l’utente viene sempre messo al centro della strategia, ed i contenuti video insieme allo sviluppo della community rappresenteranno alcuni dei focus. I 60 minuti di presentazioni terminano velocemente, prima di salutarsi però Michaela e Marco forniscono ancora qualche utile consiglio ai ragazzi per la presentazione finale.

Ci vediamo ad aprile!

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