Cosa avrà chiesto Giovanni Minoli, uno dei conduttori e giornalisti che hanno fatto la storia dell’informazione televisiva in Italia, a Mirko Pallera, founder di Ninja Marketing e Ninja Academy? Scoprilo ascoltando il podcast della puntata “Nuove Forme di pubblicità: Il Guerrilla Marketing” della trasmissione Mix 24, su Radio24.
Ascolta l’intervista qui
Dopo aver fatto tremare leader politici ed imprenditori con le sue interviste in tv, con Mixer e La Storia siamo noi, Gianni Minoli ha, infatti, da qualche anno, lasciato il piccolo schermo per dedicarsi alla collaborazione con Radio24, dove conduce Mix 24, in onda tutti i giorni dalle 9 alle 11.
Proprio qualche settimana fa, ha voluto dedicare una parte del programma a Ninja Marketing e Ninja Academy e ha chiesto a Mirko Pallera le sue considerazioni su guerrilla marketing, social media e marketing transpersonale.
Una intervista che in un certo modo “storicizza” la saga dei Ninja riconoscendo a Ninja Marketing il suo ruolo di evangelizzatore culturale di un nuovo approccio alla professione.
Il marketing non-convenzionale oggi è diventato convenzionale? Questa è solo una delle domande che Minoli ha posto al nostro founder, che ha anche approfondito il tema di un marketing che diventa sempre più transpersonale, andando a rispondere a bisogni delle persone sempre più profondi che derivano da un “Io espanso” che arriva ad abbracciare la comunità e l’intero pianeta. Una visione ancora tutta da realizzare: “il segreto della pubblicità di oggi che va verso il futuro, perchè dobbiamo ancora arrivarci”, come dice Mirko. Ascolta tutta l”intervista nel podcast!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-06-19 12:00:522015-06-19 12:00:52Giovanni Minoli alla scoperta della storia di Ninja Marketing [PODCAST]
“Gli Oscar della pubblicità” li definisce Bruno Bertelli, direttore creativo di Publicis, in una recente intervista. Si tratta dei Cannes Lions, l’annuale competizione internazionale tra pubblicitari di tutto il mondo che ogni anno setta lo standard della creatività mondiale annunciandone i futuri trend.
Sono 40.133 le iscrizioni pervenute per questa 62esima edizione del Festival Internazionale della Creatività. “Si tratta di una delle più agguerrite arene competitive mai viste ai Cannes Lions ” – spiega Francesco Bozza, giurato italiano della competizione. Per l’Italia, tra le sigle che hanno iscritto il maggiore numero di progetti troviamo Publicis con 62 entry, Leo Burnett con 56, McCann Worldgroup Milan con 53, Y&R con 51, S&S con 48. Solo 9 iscrizioni in Lions Innovation e 17 in Lions Health.
In questa edizione, sono tanti i progetti che hanno avuto uno straordinario successo e che possono meritevolmente aspirare alla vittoria. Uno di questi è ‘Saving Aslan‘ realizzato da Saatchi&Saatchi Italia per Fixodent (P&G). Un documentario di sei minuti che in quindici giorni ha raggiunto quasi 7 milioni di visualizzazioni e che narra la storia dell’operazione dentistica ad un leone bianco, animale sacro in Africa, per restituirgli la capacità di mordere. Ma anche “The other side” di W+K per Honda, dove grazie all’elevato utilizzo della tecnologia applicata alla creatività si è avuto un risultato altamente sorprendente e innovativo.
Ecco una carrellata delle campagne di maggiore successo.
1. Fixodent – Saving Aslan
Aslan è un leone bianco che ha perso due dei suoi denti canini un anno fa, ed essere un leone è stata una sfida da allora. Il documentario racconta la storia di come Fixodent ha aiutato Aslan a riavere la sua vita come re della savana. Il parallelo del brand è quello tra gli esseri umani e i leoni, entrambi infatti perdendo i denti vivono una vita più complessa.
La storia di Aslan sensibilizza attorno alla, spesso difficile, transizione emotivo in seguito alla perdita dei denti. Realizzato da Saatchi&Saatchi Italy, attraverso questo viaggio, Fixodent vuole dimostrarci come anche quando ci sentiamo a dura prova, esso può aiutarci ad iniziare un nuovo capitolo e mai smettere di mordere la vita.
Prima del goal, prima della gloria, c’è un segno, un “gioco” che nessuno vede. Questo video musicale, realizzato da R/GA London per Beats by Dre, racconta in cinque minuti i rituali pre-partita di Neymar Jr., Cesc Fabregas, Luis Suarez e altri, il tutto mixato con “Jungle” di Jamie N Commons & The X Ambassador.
3. ONU World Food Programme – 805 Million Names
L’agenzia coinvolta è Forsman&Bodenfors e il testimonial è Zlatan Ibrahimović. Il 14 febbraio infatti, il capitano del Paris Saint-Germain ha segnato contro il Caen, poi si tolse la maglietta per rivelare una serie di tatuaggi temporanei particolarmente sorprendenti. Erano 50 nomi. Nomi che lui non aveva mai conosciuto ma che voleva tenere più vicino.
Erano i nomi dei 805 milioni di persone che oggi vivono una condizione che fa più vittime della malaria, della tubercolosi e dell’AIDS combinati. Erano i nomi delle persone che ad oggi soffrono la fame in tutto il mondo.
4. IKEA – The Power of a Bookbook
Durata della batteria eterna? Interfaccia touch flessibile? Pagine che caricano istantaneamente, con zero blocchi? Suona come una meraviglia tecnologica. Ed è, è il catalogo stampato Ikea! Questo è probabilmente il promo più sharato dell’ultimo anno. Un divertente e iconico video lanciado da BBH Singapore che va a colpire non solo il target più hi-tech del brand ma soprattutto che lascia parlare di sè.
Ci siamo sicuramente tutti chiesti però, Apple che ne penserà?!
5. P&G Always – Like a girl
Uno dei promo più favoriti dai giudici dei Cannes Lions per tutta la primavera è stato questo lavoro eccitante realizzato da Leo Burnett Toronto. In sostanza, Always, brand da sempre impegnato nella lotta contro le discriminazioni di genere, sfida gli spettatori a ridefinire la frase “come una ragazza” considerata tradizionalmente un insulto. Li si invita a ridefinirla invece come espressione di forza. Un video partito durante il Super Bowl 2014 e divenuto in virale in poco tempo.
6. Honda – The other side
The Other Side è il titolo del cortometraggio (no, non possiamo definirlo spot) che ritrae le due anime di questa azienda, catapultando lo spettatore in una doppia linea narrativa con risvolti da cardiopalma. Quello che dovete fare è far partire il video e, quando vi sentite pronti, premere il tasto R.
Il cortometraggio intero lo trovate qui: The Other Side
A nessuno piace aspettare, per questo i semafori sono alcuni dei luoghi più pericolosi. Ma come si fa a fare in modo che i pedoni attendano fermi al semaforo rosso? Semplice, rendendo l’omino rosso più divertente! La casa automobilistica stavolta punta tutto sulla sicurezza, riuscendo anche a far divertire i pedoni.
8. Samsung – The Safety Truck
In un paese con un tasso di mortalità elevato auto-incidente, Samsung ha sviluppato la tecnologia per rendere le strade più sicure. Grazie a Leo Burnett Argentina, è stato progettato un sistema per i camion Samsung che hanno usato una telecamera senza fili nella parte anteriore e quattro monitor esterno sul retro per permettere ai piloti dietro i camion di vedere meglio la strada da percorrere.
9. Guinness Africa – Made Of Black
BBDO London per Guinness provocatoriamente connette il colore della sua birra allo spirito vibrante di giovani africani in questa campagna. Il pezzo era un montaggio di due minuti abbagliante di danza, performance art e surreali calci piazzati, spinto dalla pista Kanye West “Black Skinhead“.
10. Gatorade – Made In New York
Davanti a suoi ultimi giorni di gioco Derek Jeter si manifesta in una passeggiata nel Bronx. Questo spot sta facendo il giro via YouTube con gentile concessione di Gatorade. Ed è altrettanto buono, se non migliore, rispetto al mega-viral “RE2PECT” da all’inizio di questa stagione. Il capitano Yankees in pensione trascorre gran parte del video salutando i fan con gli occhi spalancati in rotta per lo Yankee Stadium. Con Frank Sinatra in “My Way” che condisce con il miglior sottofondo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-06-19 11:30:422015-06-19 11:30:42Cannes Lions 2015: chi vincerà il Festival della Creatività?
Im2Calories: così si chiama il nuovo progetto di Google che si rivolge ai food lovers che vogliono essere attenti alla propria dieta. Im2Calories è infatti un’applicazione che promette di riuscire a stimare le calorie del piatto che hai di fronte, semplicemente attraverso una foto.
L’idea è stata presentata da Kevin Murphy, ricercatore Google, al Rework Deep Learning Summit a Boston e fonda le sue radici sulla tecnologia di DeepMind, start up acquistata da Google nel 2014 per 400 milioni di dollari, che si occupa di intelligenza artificiale.
Murphy, durante l’evento, ha spiegato che l’applicazione è ancora in fase di sperimentazione, ma l’obiettivo sul quale lavorano i ricercatori di Google è riuscire ad analizzare la profondità di ogni pixel dell’immagine e distinguere ogni singolo alimento dalla foto, comprendendo le quantità dalla capienza del piatto.
Il progetto è talmente ambizioso che Google promette di riuscire a fare un calcolo preciso anche a partire da immagini a bassa risoluzione, come quelle inviate tramite Whatsapp o caricate su Instagram (filtri permettendo?).
Una tecnologia che ha ancora bisogno di ulteriori progressi per definirsi ultimata: i calcoli sulle calorie hanno infatti un margine di errore di circa il 20%.
Come gran parte dei servizi di monitoraggio, il contributo degli user dell’app sarà di fondamentale importanza. Ogni utente avrà la possibilità di aiutare il sistema ad affinare calcoli, algoritmi e riconoscimento dei piatti, inserendo manualmente i dati interpretati in maniera erronea dall’app, aumentando e migliorando qualitativamente il database di Im2Calories.
Im2Calories non solo ironizza sulla tendenza contemporanea che spinge le persone a pubblicare foto dei deliziosi piatti che sta per addentare, ma permette di avere risvolti utili, aiutando le persone a rendersi conto di ciò di cui si sta cibando e magari combattere l’obesità.
Non sei curioso di scoprire quante calorie contiene il tuo piatto preferito?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Puckhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPuck2015-06-19 10:20:562015-06-19 10:20:56Im2Calories: Google stima le calorie con una foto
Metti un evento sportivo di portata mondiale come quello degli Internazionali BNL, tenutosi dal 7 al 17 maggio a Roma, al Foro Italico. Metti il connubio tra la musica più vibrante dei dj più noti a livelli internazionale e l’idillio artistico con l’arte urbana. Metti un contesto reale che non può più fare a meno di quello digitale e pare proprio che il successo, se non altro in termini di risonanza e visibilità, per i più pignoli, di reach e di brand awareness, sia garantito.
Per il secondo anno consecutivo, a Justbit, la digital factory italiana, in collaborazione con Tramp, è stato affidato l’incarico di gestire l’evento per la parte digital e social. Squadra che vince, non si cambia, verrebbe da dire. Anche per l’edizione 2015 infatti, l’agenzia ha gestito la manifestazione attraverso il format interattivo di entertainment Ballroom dedicato alla musica e all’arte, sviluppando un sito, una app ,”Internazionali Ballroom” gratuita per i dispositivi Android e iOS e il Social Wall, una bacheca virtuale da cui poter seguire live l’evento.
Infografica sulle performance digitali dell’evento
QR Code e tecnologia NFC
Come si evince dall’infografica, un dato inaspettato sicuramente riguarda il successo del QR code, che forse qualcuno aveva dato per morto, all’interno delle strategie di comunicazione. Invece, le evidenze dimostrano il contrario. Sarà che di code e file interminabili gli italiani non ne hanno proprio voglia, sarà che siamo tutti diventati più smanettoni, ma su 28.000 registrati sul sito o dalla app che hanno ricevuto il pass digitale, ben 10.000 hanno avuto accesso attraverso questo codice identificativo.
Grazie alla tecnologia NFC integrata sui braccialetti elettronici gli influencer e i vincitori del concorso Ballroom 2015 (che prevedeva un istant win al quiz o allo scatto della foto brandizzata da app) hanno varcato gli ingressi avvicinando il bracciale agli appositi dispositivi di tracciamento. Oltre 2.500 gli accessi registrati.
La app e il sito
Si stimano ben 7.500 download dell’app nata per l’evento. Attraverso questo mezzo gli utenti hanno consultato il programma della manifestazione e hanno partecipato al concorso Ballroom, che tra i premi prevedeva la vincita dei biglietti della semifinale e finale degli Internazionali BNL.
85.726 utenti unici hanno visitato il sito per tutta la durata della manifestazione. Smartphone e tablet si confermano i dispositivi più utilizzati (71%) attraverso cui gli utenti hanno avuto accesso al sito. Oltre 11.000 le sessioni registrate nel solo giorno di apertura!
I social network: Facebook e Twitter
Occhi puntati sulla fanpage dedicata: nel giro di breve, si sono contati 7.000 fan iscritti alla pagina social. L’account Twitter ha registrato in un mese 1.300 follower.
Chi non ha potuto essere presente alla manifestazione è riuscito a seguire comunque l’evento grazie ai due hashtag #ibi15 e #ballroom15. Infatti, attraverso il Social Wall, i fan si sono scatenati in un tripudio di foto e commenti dei loro beniamini costruendo in real time la cronaca degli Internazionali e catturando gli scatti più emozionanti delle serate musicali.
Tutto questo conversare ha prodotto, numeri alla mano, 4.758.571 impression complessive su Facebook e almeno 56.800 visualizzazioni sull’account ufficiale Twitter. Un 30% di traffico al sito è stato generato proprio delle attività di ingaggio sui social e dalle attività di promozione.
L’edizione 2015 di Ballroom ha replicato il successo della scorsa edizione, memorabile anche perché nel 2014 la piattaforma si è aggiudicato il riconoscimento “Best Fan Experience” da parte dell’ATP Awards di Montecarlo. Quando si dice event marketing…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kora-Bakerihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKora-Bakeri2015-06-19 09:59:132015-06-19 09:59:13Ballroom 2015 per gli Internazionali BNL Italia: analisi dell'evento digitale
Il Mashable Social Media Day è uno degli eventi più attesi del settore che celebra la rivoluzione digitale, le dinamiche, le potenzialità dei social network e gli impatti da questi generate.
Quest’anno l’appuntamento si sdoppia: il 29 giugno presso l’Università cattolica del Sacro Cuore e il 30 giugno presso il Talent Garden, lo spazio di CoWorking degli innovatori digitali a Milano (Via Merano, 16).
Con oltre 30 milioni di pagine visualizzate al mese, Mashable si classifica come uno dei più grandi siti ed il terzo blog più popolare al mondo.
L’evento consisterà in due giornate di aggiornamento e formazione allo stesso tempo, che vedranno l’innovazione raccontata attraverso case study di successo presentate da professionisti del settore.
Come partecipare?
L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare bisogna solo iscriversi qui.
Il programma
Oltre 40 eccellenze in campo digitale racconteranno come ottenere risultati di successo attraverso l’utilizzo dei principali strumenti in ambito social media. Tra i relatori figurano Orazio Spoto, Claudio Gagliardini, Diana Piemari Cereda e anche la nostra managing editor Nunzia Falco Simeone che parlerà di Shareable Content: divertire e conquistare la tua audience ogni giorno (il 29 giugno).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-06-18 14:00:572015-06-18 14:00:57Mashable Social Media Day: ci vediamo il 29 e il 30 giugno a Milano
Nel nostro percorso di avvicinamento al corso in SEO e SEM Strategy della Ninja Academy, dopo aver parlato di SEO con Luca De Berardinis, vogliamo completare il discorso rispetto alle qualità e competenze che un SEO strategist deve mostrare.
#1 Andiamo dritti al punto: spiegaci in poche e semplici parole cos’è l’Inbound Marketing e come può essere utile alle aziende.
Fare inbound marketing significa utilizzare al meglio gli strumenti del marketing digitale per attrarre visitatori, convertirli in clienti e possibilmente trasformarli in evangelist del proprio brand al fine di incrementare contatti, opportunità e contratti.
Come? Sfruttando i principi del permission marketing: non interrompendo o disturbando il proprio target potenziale ma intercettando le sue domande e rispondendo alle sue necessità. Alla base della strategia dell’inbound marketing sta la produzione di contenuto digitale (c.d. content marketing) da diffondere e veicolare al meglio in Rete attraverso la SEO, il social media marketing, l’email marketing, la SEM (o pay per click). La logica dell’Inbound Marketer è quella di incontrare il potenziale cliente (c.d. buyer persona) nel momento in cui questi decide di acquistare un prodotto o servizio (c.d. Zmot) presidiando tutti i luoghi digitali in cui ( i c.d. touch points del buyer’s journey) si ritrova la propria “tribù”. Naturalmente perché si possa parlare di inbound marketing bisogna fissare con chiarezza obiettivi (tramite indici di performance) per misurare risultati e Roi dell’attività svolta.
Se l’attività di inbound non aiuta l’impresa o il professionista ad accrescere fatturati ed opportunità e non è monitorabile, non serve a niente.
Spero di essere stato chiaro, ma se vuoi saperne di più e se hai tanta pazienza ti consiglio di leggerti questo mattone.
#2 Un professionista che vuole diventare un SEO strategist quale background deve possedere?
Ti rispondo con un ottimo grafico che ha postato Rand Fishkin:
Il moderno SEO strategist deve avere una conoscenza a forma di T (T-shaped). Deve essere curioso, conoscere almeno superficialmente le attività che compongono il web marketing e poi deve approfondire alcuni aspetti SEO che lo interessano particolarmente. Deve avere soprattutto una “visione” strategica di lungo periodo: deve studiare il ”campo di battaglia digitale” valutando minacce ed opportunità che si profilano all’orizzonte per il proprio brand. Google non deve essere l’unico fattore da tenere in considerazione.
#3 Diamo un piccolo assaggio del tuo modulo ai nostri lettori: ci dai 3 suggerimenti utili su come stilare un post che venga incontro alle esigenze dei motori di ricerca?
Perché un post venga incontro alle esigenze dei motori di ricerca deve necessariamente venire incontro alle esigenze dei potenziali lettori: deve rispondere cioè in maniera originale ed approfondita alle loro domande.
Io solitamente suggerisco di:
studiare le ricerche correlate alle tematiche affrontate nel post e cercare di considerarle ed approfondirle perché sono quelle che realmente destano interesse;
scrivere articoli in depth (o long form) che sviscerino a fondo l’argomento e dicano cose nuove ( evitate a tutti i costi i copia ed incolla!) ed utili;
creare un articolo” hub” che citi sempre fonti autorevoli ed interessanti. Spesso in Italia per miope paura di linkare il contenuto di un concorrente si perdono opportunità interessanti e non si comprende che tale modus agendi provoca un disservizio duplice:ai lettori ed a sé stessi.
#4 In questi anni, le tecniche SEO hanno subito una serie di modifiche impattando nel concreto nella struttura di siti istituzionali, blog aziendali etc. Cosa vedi all’orizzonte? Ti aspetti un nuovo cambiamento a breve e se sì, quale potrebbe?
Non ho la bacchetta magica, ma non credo all’efficacia di sole tecniche o stratagemmi SEO. La SEO è uno strumento di fondamentale importanza nel marketing digitale, ma da sola non basta e non porta frutti (o se ancora lo fa, lo farà sempre meno in futuro).
Per salire sui motori di ricerca sarà sempre più importare fornire qualità: il bravo SEO strategist sarà come il medico dell’attività online (credo che qualcuno lo abbia già detto in passato e mi scuso se non cito la fonte, non la ricordo), dovrà guardare non solo alla forma (l’attività o il sito devono essere Google friendly, device friendly ecc ecc) ma alla sostanza. Faccio un esempio concreto: immagina un sito di annunci (immobiliari, di auto usate, di promozioni), potrà essere realizzato in maniera eccellente, avere un milione di link in entrata, ma se poi avesse pochi annunci (ovvero poca sostanza) e fosse abbandonato dopo il primo click credi possa avere una vita lunga?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hikari-Kunhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHikari-Kun2015-06-18 11:00:152015-06-18 11:00:15Cos'è l'Inbound Marketing e cosa fa davvero un SEO Strategist? [INTERVISTA]
Cari Ninja Segni, questo social oroscopo della settimana parte a tutta birra con Venere in Leone e Marte e Mercurio nei Gemelli. Il risultato è una carica espolosiva per il Leone, che riuscirà ad esprimere come un Empowerment tutto il potenziale inespresso dei mesi appena passati.
I Gemelli sono così euforici che faranno finta di non sentire alcuna lamentela nemmeno se la trasmettesse Spotify per non udenti, mentre il Cancro festeggia il suo compleanno liberandosi di più di un’ansia.
Grandi prove da superare per Pesci e Scorpione ma seguendo i sette migliori consigli per una carriera professionale di successo la spunteranno su tutto.
L’Acquario tende a vedere un po’ troppo il suo orticello (anche se ci starà benissimo) e il Toro avrebbe bisogno di una fresca STARTUP in amore.
Il Capricorno prova a mettersi in discussione ma dovrebbe provare a sfruttare di più le situazioni come un sito il proprio traffico web.
La Vergine smette di stare sulla difensiva mentre la Bilancia continua a fare la dura dando a credere a tutti di saperne una più degli Yuccies. Sagittario in stato di Nirvana sentimentale mentre l’Ariete supera la crisi e passa alla fase 2.0 della propria relazione (magari fosse arietino anche il Social Media!!)
Buona settimana e che i Social Pianeti siano con voi!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00zodiakkuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngzodiakku2015-06-18 10:45:352015-06-18 10:45:35Ninja Social Oroscopo dal 18 al 24 giugno
Come presentare al meglio la propria startup? I consigli di Davide Dattoli, co-founder di Talent garden e giurato dello Startup Pitch Lab
Digital Strategist, innovatore e imprenditore, ma soprattutto co-creatore di Talent Garden, il network di co-working space che portato in Italia un nuovo modo di lavorare. Davide Dattoli sarà giurato dello Startup Pitch Lab, il Percorso Premium a numero chiuso in aula, 100% learning by doing della Ninja Academy.
Per l’occasione gli abbiamo fatto qualche domanda su come presentare un’idea innovativa e sulla sua esperienza da imprenditore di successo.
1. Ricordi il tuo primo pitch? Quali consigli ti daresti per migliorarlo?
Il mio primo pitch è stato al primo Startup Weeekend in Italia. Quando ho cominciato non si parlava quasi di startup, pitch, presentazioni, investitori. Non c’erano neanche tutti questi corsi che ci sono ora per imparare a fare l’imprenditore. Chi comincia ora è molto avvantaggiato sotto questo punto di vista. Lo migliorerei soprattutto nei contenuti, più diretti e brevi.
2. In questi anni avrai sentito decine e decine di idee innovative. Quali sono gli errori più comuni che si tendono a fare nei pitch?
Gli errori più comuni sono la grafica poco chiara, troppe parole per pagina e la tendenza a dimenticarsi che è il cliente al centro del pitch e non il nostro prodotto. Deve essere tutto relazionato al vantaggio che possiamo offrire a chi ci ascolta e non a quanto potenzialmente possa essere innovativa la nostra idea.
3. Hai una scrivania riservata in ognuno dei 14 TAG presenti al mondo? 😀 Scherzi a parte, quale credi sia il motivo che debba spingere un innovatore a condividere il proprio spazio di lavoro?
Non ho una scrivania riservata neanche in quello di Milano dove vivo di base! 🙂 La cosa positiva dei TAG è proprio la flessibilità di poter andare dove si vuole e sapere di avere una base. Così è anche per i talenti che vengono da noi.
Condividere lo spazio ti dà la possibilità non solo di entrare in contatto con persone che possono far crescere il tuo business, ma ha il vantaggio di poter essere il più dinamico possibile, sia per allargare il proprio team sia per quanto riguarda la mobililtà tra i campus. Privacy, proprio ufficio, spazio di lavoro chiuso sono concetti ormai sorpassati!
4. Ritieni la tua prima società, Viral Farm, un fallimento poiché “tra i soci fondatori non c’era accordo su nulla”. Quanto conta il feeling del team nel successo di un’impresa?
E’ una parte fondamentale. Bisogna aver ben chiaro perché lo si fa, come si deve fare e dove si vuole andare. Se c’è disaccordo non può funzionare. Nel mio caso ma anche in tanti altri non eravamo allineati sulla visione della società o del prodotto che stavamo creando, questo crea frizioni che in una sfida complessa come quella di creare un impresa non possono resistere.
5. A 25 anni hai già aperto (e chiuso) un’agenzia, ideato un’app e creato la rete di co-working più famosa in Italia. Quali sono i tuoi progetti per il prossimo lustro?
Al momento stiamo crescendo tantissimo come Talent Garden e abbiamo grandi progetti per il futuro, vogliamo passare da 12 campus attuali in Europa a 50 nel mondo aggregando sempre più founder di talento. Stiamo poi allargando il nostro business in settori come gli eventi e la formazione quindi per il prossimo lustro abbiamo parecchio da fare!
6. Ci aggiorni sulle prossime attività dei TAG da non perdere?
La più importante è sicuramente il CodeMaster, un percorso di 12 settimane che porterà i ragazzi ad imparare a programmare e a diventare junior web developer per essere pronti per andare sul mercato del lavoro. E’ un grande progetto capitanato da Alessandro Rimassa e ha l’obiettivo di formare i giovani sulle nuove professioni richieste dalle aziende.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-06-18 10:40:212016-11-17 18:02:48Consigli per startupper da chi ce l'ha fatta: Davide Dattoli [INTERVISTA]
Con la sfida lanciata da Netflix (anche in Italia da ottobre) e un mucchio di nuove apparecchiature video digitali, l’industria televisiva ha fronteggiato cambiamenti radicali negli ultimi anni. Ma una costante è rimasta: la TV è ancora, e di gran lunga, il più potente degli strumenti che la pubblicità ha a disposizione. Parafrasando i Daft Punk, Television rules advertising. Malgrado tutto.
Questo, in buona sostanza, il succo di uno studio sistematico di Turner Broadcasting e Horizon Media, realizzato in collaborazione con MarketShare e riportato da Adweek. MarketShare ha analizzato le performance pubblicitarie degli organi mediatici quali appunto la televisione, l’online display, la paid search, la stampa e la radio.
Altro che superata
E la TV risulta avere l’efficacia più alta nel soddisfacimento dei principali indicatori di performance (detti anche KPI, che sta per “Key Performance Indicators”), come vendite e nuovi clienti. Se paragoniamo prestazioni a livelli simili di spesa, la televisione genera un volume di vendite che è in media quattro volte superiore a quello del digital.
In una ricerca condotta su un marchio automobilistico di lusso e citata in quello stesso articolo, la televisione era l’unico mezzo che conservava quasi intatta la propria incisività (il calo è stato appena dell’1,5%), mentre gli altri media pubblicitari, sia online che offline, registravano riduzioni superiori al 10%.
Videodrome
Secondo un’analisi elaborata da Nielsen intervistando più di 30.000 consumatori online in diversi Paesi, gli italiani manifesterebbero un interesse per la fruizione di video maggiore rispetto agli abitanti di altre nazioni europee.
E se è vero che proliferano i vari device, è ancora la televisione il mezzo più utilizzato per guardare video in Italia e nell’Europa tutta. La TV viene usata soprattutto per vedere film e documentari, e per seguire notiziari. Fanno eccezione i filmati di breve durata, dove predomina il computer (62%) ed emerge anche un buon uso di smartphone (27%) e tablet (24%).
Ripresa italiana
Stando a Business People (ma i dati sono di Nielsen), il mercato pubblicitario italiano sarebbe in ripresa. Nei primi tre mesi di questo 2015 abbiamo assistito ad un graduale avvicinamento alla parità. Gli investimenti, nel solo mese di marzo, sono cresciuti dell’1,2%, portando il trimestre a -2,1% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Quanto ai singoli media, la televisione è rimasta stabile e ha chiuso con un calo del 2%. La stampa, quotidiana e periodica, ha recuperato qualche punto, attestandosi rispettivamente a -6,9% e -3,9%. La radio ha confermato il grande momento (+6,2%), mentre internet, pur senza Google e Facebook, è sì tornata in zona positiva, ma il suo bilancio è stato ancora di segno meno (-2,4%).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Yuto Kuroihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngYuto Kuroi2015-06-18 10:30:332015-06-18 10:30:33Investimenti pubblicitari: la TV è ancora il mezzo più efficace
Né Hipster, né Yuppies, ma Yuccies, una sintesi perfetta tra queste due categorie. Hanno preso solo il meglio dai due stereotipi: la passione per la moda, l’essere ipertecnologici ed iperconessi, il successo creativo al giusto prezzo. Insomma gli Yuccies mettono al centro il loro stile e le loro idee. Sono pagati per inventare app, servizi, prodotti, vivendo in una realtà di impresa come quella delle startup, in continua evoluzione.
Yuccies è un termine coniato da David Infante nel suo articolo comparso su Mashable intitolato, The hipster is dead, and you might not like who comes next, in cui definisce questa categoria di creativi un vero proprio stile di vita, giovani freelance impiegati nella realizzazione delle loro passioni: arte, design, grafica, fotografia, editoria, web design e attraverso le quali vogliono guadagnare.
Essere Yuccie vuol dire essere grandi lavoratori, ma soprattutto lavoratori per passione, facendo della propria Partita IVA e della propria professionalità un brand.
Parola d’ordine: personal branding
Ogni brand che si rispetti rappresenta un prodotto o un servizio universalmente riconosciuto, facilmente identificabile ed anche in questo caso non c’è niente di diverso: ogni Yuccie ha un brand da promuovere, che sia un prodotto o un talento, l’importante è che sia qualcosa che lo distingua dagli altri creativi.
In altre parole uno Yuccie promuove sé stesso, creandosi quindi un personal branding che lo differenzi in mezzo all’offerta creativa, inventandosi un marketing ed una comunicazione tutti personalizzati.
Yuccies non sono solo immagine, creatività o design, ma anche lavoro ed impegno; la passione per quello che fanno viene prima di tutto nella mente di questi freelance, anche prima di un ricco stipendio, rendendoli non solo appagati, ma soprattutto felici.
Che siano attrezzi veri e propri, o strumenti messi a disposizione dalla rete e dalla tecnologia, o reti di conoscenze e di clienti, sono gli ingredienti che, se correttamente miscelati, fanno il successo di un Yuccie.
Uno su tutti lo strumento di promozione per lanciarsi sul mercato: il web.
Si parte dal creare un sito web personale, un portfolio digitale, professionale e che metta in luce la competenza rapportata ad esempi concreti di realizzazioni, si passa poi, in modo consequenziale, ad una presenza social: Pinterest, Instagram, Twitter o Facebook, tutti quei canali che portino ad interagire direttamente con il cliente e che ne provochino il suo coinvolgimento, non solo per semplici apprezzamenti, ma anche per ottenere commissioni o feedback.
Ed è proprio l’insieme dei feedback e delle interazioni che compone lo strumento forse più importante del kit di sopravvivenza per Yuccies: la rete di relazioni, non solo clienti o futuri tali, ma anche altri Yuccies con cui scambiarsi idee, spazi, attraverso sistemi di co-working, e collaborazioni.
Kind Aesthetic, Freelance.com sono sono alcuni esempi di portali dove poter trovare snodi per uno Yuccies’ network.
Parlare di compensi, un male indispensabile
Non si può vivere di sola arte, quindi, seppur parlare di compensi sia scomodo, è necessario farlo ed è importante che uno Yuccie definisca un equo compenso per la sua professionalità e il suo brand. Riuscire a parlare in modo aperto e corretto di prezzi con un cliente è il segreto per arrivare a definire un prezzo realistico, senza sopravvalutarsi o sottovalutarsi. Un cliente, infatti, sarà disposto a pagare un giusto compenso se intuisce la professionalità che definisce un brand e la sua qualità, chiunque è disposto a investire un po’ di più se il prodotto o servizio che compra è unico, personalizzato e qualitativamente superiore.
Non è facile valutare in modo corretto il proprio lavoro e questo uno Yuccie lo sa bene, vendere un’idea non è così semplice, esistono quindi strumenti, come quello fornito dalla Freelance Union, che aiutano i nostri creativi a valutare in modo economicamente corretto il loro lavoro.
Dopo aver chiarito che Yuccies non è una parolaccia né una moda, lo possiamo identificare in un terziario che vuol avanzare creando una professione il cui centro è la passione creativa, in cui chi lavora lo fa per passione e non per il guadagno, in cui creare un forte brand di se stessi è essenziale, per avere successo ed essere felici.
Ma in concreto dove si possono ammirare questi Yuccies? A Milano tra le vie dei quartieri più “creativi” come Isola, Lambrate e Chinatown; a Roma al Pigneto.
Un esempio di Yuccie? Il creatore di queste grafiche Ruben Piemari Cereda, meglio conosciuto con l’hashtag #rpcdesign, e come graphic designer per il collettivo di freelance SUKA CREW.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Emikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEmiko2015-06-18 10:30:192015-06-18 10:30:19Perché tutti parlano degli Yuccies?
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