Match.com e Tinder, il dating online verso la quotazione in Borsa

Match.com e Tinder, il dating online verso la quotazione in Borsa

Avresti mai pensato che rimorchiare poteva farti guadagnare un sacco di soldi? No, non è necessario diventare il nuovo Casanova e lanciarsi alla conquista di ogni donna della città. Puoi invece cominciare ad interessarti ad una delle app più discusse dell’ultimo anno, Tinder, per scoprire l’enorme potenziale nascosto dietro gli incontri online.

Match, lo spinoff dell’amore

Match.com e Tinder, il dating online verso la quotazione in Borsa

IAC/InterActive, la compagnia gestita da Barry Diller, si appresta all’IPO per la parte della compagnia di Match, il Gruppo che comprende Match.com, Tinder e OkCupid, cioè i servizi di dating online.

IAC possiede una quota di maggioranza di Tinder, l’applicazione che permette di dare un “mi piace” o scartare un altro utente semplicemente swippando il dito sullo schermo. A destra per accettare, a sinistra per “cestinare”.

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Nel mese di marzo, Chris Payne, ex responsabile del Nord America per eBay, ha annunciato che avrebbe preso la carica di CEO di Tinder, mentre a febbraio gli analisti di Morgan Stanley avevano già dato una valutazione del valore potenziale di Tinder, concludendo che la società avrebbe difficilmente potuto avvicinare i giovani – ossia il pubblico di riferimento – a pagare per il servizio.

A seguito della notizia della possibile quotazione in Borsa per il Gruppo Match però, le azioni di IAC sono cresciute quasi del 6%.

Dating online, un mercato da 900 milioni di dollari

Match.com e Tinder, il dating online verso la quotazione in Borsa

Tinder, l’applicazione che permette di scegliere o scartare un possibile appuntamento semplicemente strisciando il dito sullo schermo dello smartphone o del tablet, porta comunque con sé una lunga scia di polemiche, sul maschilismo del sistema di selezione delle persone con cui restare in contatto.

Ma Tinder è solo una piccola parte dello spinoff di Match, che nel complesso ha avuto più di 4 milioni di abbonati paganti in tutto il mondo a partire dalla fine del primo trimestre e ha registrato un fatturato di circa 900 milioni dollari nel 2014 e un utile operativo di oltre 240 milioni dollari.

“L’industria del dating ha percorso molta strada dai suoi inizi, ma la categoria resta ancora sotto stimata come possibilità”, ha dichiarato Greg Blatt, Chairman del Gruppo Match.

Il successo di questi siti ha chiaramente indotto IAC a muoversi verso l’IPO e il mercato ha risposto positivamente.

La quotazione in Borsa non dovrebbe riservare grosse sorprese dato che IAC ha già venduto pezzi di altre unità della Corp. al pubblico in passato, tra cui Expedia e TripAdvisor, e possiede anche altri siti e applicazioni molto popolari, tra cui Vimeo, About.com e il motore di ricerca Ask .

Love Wins: 5 brand gay friendly prima che fosse mainstream

Chi di voi non ha visto la propria home di Facebook tutta colorata di arcobaleno in questi ultimi due giorni?!

È il frutto del tool implementato da Facebook per impostare il filtro arcobaleno alla propria foto profilo. Il colosso di Menlo Park ha voluto rendere omaggio in primis al Pride Month (giugno, il mese dell’orgoglio LGBT) ed in secundis alla sentenza della Suprema Corte USA che ha dichiarato il matrimonio egualitario un diritto costituzionale garantito in tutti i 50 Stati dell’Unione.

La decisione della Corte è stata accolta con enorme fervore su tutti i social network. Oltre a Facebook infatti, LoveWins è entrato subito nella top trend mondiale di twitter e tantissime sono state le reazioni positive e gli endorsement da parte di tante personalità nei confronti di questa notizia. Chiaramente, anche i brand hanno fatto la loro parte tingendosi di arcobaleno ed omaggiando il fenomeno. Com’è ormai tradizione per i fenomeni di instant marketing, Ninja ha realizzato questa gallery raccogliendo tutte le reazioni dei marchi più creativi.

Love Wins: le reazioni

Da personalità più dichiaratamente a favore del matrimonio per tutti, a entità meno conosciute, si può dire che tra venerdì e sabato hanno festeggiato praticamente tutti. Particolarmente festante è stata la reazione di Hillary Clinton, candidata alla presidenza degli Stati Uniti 2016, che ha fatto del matrimonio egualitario uno dei quattro pilastri della sua campagna elettorale. Oltre a lei, lo stesso Barack Obama ha twittato a favore.

In questi due intensi giorni, i brand che hanno festeggiato sono stati davvero tanti, e tutti hanno riscoperto la propria anima in favore dei diritti civili. Ma c’è da dire che ci sono stati marchi gay friendly da sempre, prima di queste notizie, prima che fosse cool, insomma, before it was mainstream. Eccone alcuni.

Althea

Comincio citando Althea poichè ha avuto una storia molto particolare. L’azienda parmense di sughi pronti infatti è stata la prima in Italia a lanciare uno spot dove si vedevano due uomini e due donne darsi un bacio. La campagna dal claim “Amore e Sughi” però, ha avuto un polverone mediatico altissimo, tale da essere spostata in seconda serata, in onda solo dopo le 23 per “contenuti non adatti ai minori”.

Google

Già nel 2011 e nel 2012 Google è stata inserita tra le dieci compagnie più gay friendly del mondo, ma in tutti i Paesi da anni ormai sostiene la causa LGBT in modo vero e diretto. Per i dipendenti di Big G è ormai usuale ricevere ogni anno l’invito al Pride della propria città. Nella foto qui sopra vediamo un autobus di dipendenti di Google al Pride di Madrid del 2014 ma quest’anno ha voluto fare di più. E in Italia ha finanziato il Milano Pride con portando anche delle magliette con il proprio logo arcobaleno.

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Ben&Jerry’s

Come dice il sito ufficiale: “Ben & Jerry’s has a long history of commitment to social justice & human rights, including gay marriage and marriage equality.” Ed infatti, sul portale si può leggere di come l’azienda dolciaria sostenga dal 1999 il matrimonio egualitario, avendo creato già dal 1996 un dipartimento interno contro la discriminazione di gay e lesbiche.
L’impegno di questo marchio è forse quello maggioritario in questo ambito e per spiegarlo ha creato una cronistoria dei propri contributi con l’area “equality for all“.

LUSH

Sign of Love” è la campagna di LUSH Worldwide che da sempre sostiene la causa LGBT. Sin dalla sua creazione il brand di cosmetici naturali si è distinto per la creazione di saponette e profumi che recassero le scritte “gay is ok“, stringendo partnership con All Out, associazione di fama mondiale contro le discriminazioni. Anche qui, sul portale ufficiale dell’azienda c’è un’area dedicata alla causa con un invito a sostenere la popolazione gay russa vessata dalle leggi omofobiche recentemente varate dal governo nazionale.

Ikea

Siamo aperti a tutte le famiglie. Noi di Ikea la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante. Ed è per questo che abbiamo pensato alla carta Ikea Family“. Con questo slogan Ikea ha pubblicizzato già nel 2011, su un cartellone, l’apertura del nuovo negozio di Catania. L’immagine è semplice: due uomini che si tengono per mano, uno di loro porta un sacco pieno di prodotti Ikea. La campagna creò molto scalpore ma valse già all’epoca il bollino di gay friendly all’azienda svedese.

Proprio a questo proposito, a questi brand, intendo aggiungerne un altro. È Ninja Marketing, che già nel 2011 a seguito delle polemiche generate da questa campagna di Ikea, ha sostenuto il flash mob in favore delle famiglie egualitarie.

Reed Hastings racconta il successo di Netflix [VIDEO]

Il CEO Reed Hastings racconta il successo di Netflix

In un nuovo divertente video di animazione Reed Hastings, fondatore e CEO di Netflix, ha raccontato l’impervia strada verso successo della popolare piattaforma di streaming video che approderà ufficialmente in Italia ad ottobre.

Anche quando la società si occupava solo di distribuire via posta i dvd, nel 1998, il nome lasciava già intendere una precisa volontà di spostare la fruizione dei contenuti sulla rete e fornire i servizi in streaming in cambio di un abbonamento mensile.

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Quando Netflix è approdato in quel mercato, Hastings possedeva già la consapevolezza che il mercato dei DVD era avviato ad una fine certa grazie allo sviluppo e alla diffusione delle tecnologie digitali, e che una battaglia con colossi del settore come Blockbuster era una impresa quasi impossibile.

Invece  la storia sarebbe potuta essere molto diversa se Blockbuster non avesse rifiutato di investire 50 milioni di dollari per acquisire la compagnia di Los Gatos nel 2003.

Un grosso errore: Blockbuster avrebbe speso in futuro dieci volte tanto per tentare di bloccare l’ascesa di Netflix, che oggi conta ben 60 milioni di abbonati in tutto il mondo, di cui 40 nei soli Stati Uniti.

La startup, al momento della sua nascita in una piccola cittadina nella contea di Santa Cruz prima di trasferirsi a Los Gatos, contava appena 30 dipendenti, diventati 2045 dopo diciassette anni.

Netflix e la rivoluzione di un intero settore

A differenza di molte aziende e startup che puntano a ritagliarsi uno spazio in una precisa area di distribuzione, l’approccio di Reed Hastings e della sua squadra è stato totalmente diverso e unico: Netflix è stato in grado di costruire un nuovo modo di fruire il contenuto, rivoluzionando un intero settore attraverso i servizi offerti.

Una visione, un preveggenza di come i media sarebbero cambiati, si sarebbero evoluti e avrebbero offerto servizi da consumare sempre più on demand su cellulari, tablet e dispositivi collegati alla rete. Detto questo, probabilmente nemmeno lui immaginava quanto la sua intuizione fosse profonda e quanto il successo di Netflix sarebbe cresciuto.

Risulta sorprendente rileggere la storia alla luce dei risultati di oggi.

Da venditore porta a porta a CEO di un business globale

 

Lo sviluppo dei servizi offerti e delle tecnologie è stato accompagnato e influenzato, certamente in larga misura, dalle esperienze personali di Hastings, che rivela un passato da venditore porta a porta di aspirapolvere. E, indovina un po’,  la considera una fantastica prima esperienza di vendita, molto formativa.

Quando Netflix è diventato un colosso dei media da 40 miliardi di dollari, competitor di aziende come Comcast e Time Warner, anche le responsabilità sono cambiate e aumentate: Hastings ha dovuto imparare a gestire le persone, ma anche a gestire i fallimenti, storie che non ha affatto nascosto o evitato di raccontare.

Personal Branding, a lezione dalle star

Anche il nostro nome è un brand e, dopotutto, siamo unici e difficilmente imitabili. Alla base di questo concetto, all’apparenza così poco originale, vi è il termine Personal Branding.

La corretta definizione di personal branding è:

promuovere se stessi come un brand, con le stesse tecniche e strategie di comunicazione”.

La prima azione da svolgere è quella di raccontare se stessi, in modo reale ma soprattutto sincero; ciò che non si deve fare è dare una falsa immagine di come siamo, diventando più ciò che vorremmo essere. Non sappiamo mai, infatti, chi leggerà le nostre informazioni e chi deciderà di darci fiducia.

Diversi blogger hanno, ad esempio, costruito il loro business attraverso il personal branding; tuttavia, osservando da vicino le statistiche e i dati di bounce rate, chi perde follower sono proprio quelle persone che si allontanano dai propri interlocutori, vivendo una vita perfetta, non parlando della propria quotidianità, risultando così molto distanti.

Per renderci dunque interessanti, costruendo un brand efficace, è necessario iniziare a comprendere la strategia delle star e capire a chi vorremmo ispirarci e su quali punti vorremmo focalizzarci.

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Madonna: non lasciare mai nulla al caso

La base da cui partire è sempre la Unique Selling Proposition: far capire dunque ai nostri consumatori, o follower, che il nostro brand ha delle basi solide ed inimitabili.

Pensiamo alla pop star: tutti i messaggi e le attività di comunicazione sono state pensate e condivise al momento giusto.

Ogni cambio look, cambio di vita e di fitness sono diventati trend seguiti da chiunque; ispirarsi alla strategia di Madonna vuol dire trovare il proprio punto di forza e comunicarlo con ogni mezzo. Ne basta anche solo uno, purchè sia unico e strategico.

Jovanotti: il modo giusto per essere social

Tutte le celebrità, italiane ed internazionali, condividono i loro pensieri e la loro vita quotidiana con migliaia di persone. Ciò rende queste persone più vicine ai propri fans, annullando il distacco degli anni passati tra VIP e persone non famose.

Seguire la strategia di Jovanotti vuol dire dare a se stessi una marcia in più; utilizzare in modo interattivo i propri canali social significa anche comunicare con le persone. Jovanotti mostra sempre interesse verso artisti emergenti, case discografiche commentando i post e condividendoli.

Per creare una strategia di personal branding efficace è necessario che i profili sui social network vengano gestiti in prima persona, dal momento che solo così si può dare un taglio personale e umano a tutti i contenuti condivisi.

Kim Kardashian: l’importante è esserci. Ovunque.

Kim Kardashian non ha nessun talento particolare, eppure è diventata una star e il suo nome è ormai un business. Il suo segreto? Essere ovunque e far parlare di se stessa, sempre.

La sua strategia non è la più originale, Coca Cola ha usato spesso questa tecnica, ma di sicuro la più efficace; si basa sul concetto che i consumatori ricordano ciò che vedono di più. Le notizie che la riguardano, infatti, non sono mai studiate a caso.

Per costruire un personal branding strategico bisogna dunque pensare e gestire in modo accurato il proprio brand; i consumatori non possono essere misurati solo in base al numero di click ma, più saremo visibili, più saremo conosciuti e maggiori saranno le possibilità di costruire una brand strategy efficace.

Molte altre star e altri personaggi famosi possono avere qualcosa da insegnare, sia a noi sia al nostro business. Non dimentichiamoci però di noi stessi, dei nostri valori e di chi siamo.

“Il successo porta cattivi consigli. Induce persone intelligenti a credere di non poter sbagliare ed è una guida inaffidabile per il futuro”

Bill Gates.

Pronti per un'estate high tech? I 6 gadget più cool per le vostre vacanze

Ninjetti digital, l’estate è arrivata! Ok partire verso destinazioni vacanziere per il relax mettendo da parte stress e ansie di ogni genere, senza però dimenticare i 6 gadget hi-tech più trendy e utili!

Pronti a godervi le vacanze con un mood sempre più digital? Partiamo!

Le foto

Non è estate se non si scattano e condividono foto con gli amici: in spiaggia, a cena o in discoteca gli scatti che immortalano i momenti di divertimento sono d’obbligo. Per rendere ancora più indelebili questi momenti, non potete partire senza portare con voi Polaroid Zip Instant Photoprinter, che permetterà di stampare subito e ovunque voi siate tutte le foto che vorrete!

Il gadget targato Polaroid è disponibile su Amazon al prezzo di €129,99: in meno di 60” vi darà la possibilità di stampare le foto in formato 2×3 full color, con una pellicola adesiva sul retro, usando la tecnologia Bluetooth o NFC. La mini-stampante, con misure di 2,9 pollici x 4,7 pollici x 0,9 pollici, pesa appena 170 grammi circa e usando la carta ZINK non avrete problemi di inchiostro, nessuna cartuccia o nastro da cambiare. Inoltre, acquistando il prodotto, potrete scaricare gratuitamente l’app Polaroid ZIP per iOS e Android.

…. e anche i video

Da utilizzare per le foto ma soprattutto per i video grazie alla sua compatibilità con la GoPro, Fly X3 plus by Ikan sarà il gadget che vi assicurerà autoscatti e riprese perfetti. Su Amazon è disponibile a un prezzo scontato di $269,00 (anzichè $330,00) e vi permetterà di fare riprese bellissime grazie al controllo elevato della camera, che garantisce la realizzazione anche di video assolutamente ‘fluidi’.

Non ci credete? Guardiamo insieme questo video di presentazione:

Facile da usare, è compatibile con moltissimi smartphone incluso iPhone 6, 6+ e Samsung Galaxy Note 4 e con tutti gli altri smartphone che non pensano oltre 200 gr. Il gadget è dotato di tre assi che permettono di girare il manubrio nelle tre direzioni in maniera agevole per avere riprese perfettamente stabilizzate. Fly X-3 funziona con batterie a litio ma eco-compatibili ed ha un indicatore luminoso per tenere sotto controllo il livello di carica.

La musica

Non è estate senza musica, vero? Per passare le giornate garantendo relax e divertimento sulle note dei vostri brani preferiti, non potete perdere gli  altoparlanti impermeabili targati Monster: SuperStar Backfloat al prezzo di $149,95! Che sia al mare o in piscina grazie a questo gadget potrete stare in acqua ascoltando la musica che più vi piace. E se temete per il volume troppo basso, siete al sicuro: la potenzia è assicurata dal prodotto di Monster.

Dotato di due piccole casse acustiche SuperStar Backfloat funziona con la tecnologia Bluetooth, si connette con qualsiasi device musicale, ha un’autonomia di 7 ore e può essere ricaricato con Usb o batterie al litio.

Eccolo in azione in questo video

Leggi anche: “7 gadget tecnologici da portare sempre in viaggio” 

La (ri)carica

“Ma n’do vai se lo smartphone carico non ce l’hai?!” Eh sì, quando si parte per le vacanze in spiaggia o durante gli spostamenti può capitare che il nostro smartphone si scarichi e non si abbiano prese di corrente a portata di mano per ricaricarlo! Tranquilli Ninjas, ci pensa Leitz a risolvere l’inconveniente con il Caricatore Portatile Usb complite che è in grado di caricare contemporaneamente due telefonini o un tablet di qualsiasi marchio.

Il caricatore è dotato di due porte Usb e una porta micro Usb per la sua carica. Quando il vostro device sta per lasciarvi ‘fuori dal mondo’ basta collegarlo con il cavetto apposito, premere il pulsante di avvio e lasciare che la carica faccia il suo corso, salvandovi dall’oblio della comunicazione.

Inoltre il caricatore di Leitz, acquistabile sul sito dell’azienda e su diverse piattaforme di ecommerce tra cui Amazon, può fornire la carica ad altri dispositivi elettronici dotati di una porta Usb a condizione che la corrente di carica congiunta non superi i 2000 mA. Il prezzo? €59,61 che garantiscono un prodotto compatto di soli 125 grammo, di qualità e da condividere anche con gli amici!

La comodità

Ma come trasportare tutti i vostri gadget, pc e tablet inclusi? La risposta arriva ancora una volta da Leitz che propone lo Zaino Smart Traveller. Il prodotto, realizzato in poliestere leggero e robusto, ha ben 20 tasche e vi dà la possibilità di trasportare il vostro computer 15.6” in una tasca esterna apposita che ne consente facile accesso.

Lo zaino ha anche uno scomparto pensato per tablet 10” o lettore ebook rivestita con tessuto morbido per proteggere gli schermi dei device e poi tanto spazio per smartphone e cartelle documenti. Il prodotto targato Leitz è dotato di Air Ventilation System (A.V.S), ha anche una tasca laterale per la bottiglietta di acqua o l’ombrello, è dotato di accessori intelligenti come il panno di pulizia e il portachiavi. Tra le tante tasche ve ne sono due rimovibili, una separata per adattatore e cavi e una a rete rimovibile per contenere cavi e piccoli accessori. Il prodotto è disponibile a partire da €89,39 su Amazon.

Coming soon

Non è ancora disponibile per essere acquistato ma prossimamente sarà online su KickstarterφLOCK è un innovativo dispositivo che mette al sicuro la vostra bicicletta tramite la tecnologia Bluetooth e collegamento a smartphone consentendo l’uso della bici solo a chi è autorizzato.

Preziosissimo quindi nei viaggi e nei soggiorni vacanzieri se siete degli amanti dei pedali ma anche per proteggere scooter, passeggini, carriole, moto: il fissaggio adattabile permette di sistemarlo su apparecchi a condizione che hanno standard di 1,5 a 3,5 cm bars. Forse potrete portalo con voi per le vacanze estive 2016? Noi ce lo auguriamo  😉

 

Allora, guerrieri: quale sarà il gadget che sceglierete per l’estate 2015? Ditecelo nei commenti

Facebook: in arrivo tante novità, dai video a tempo alle lead ads


Ormai Facebook non è più un semplice social network, ma una fucina di innovazione. Giorno dopo giorno ci stupisce con i suoi ultimi aggiornamenti e le sue idee innovative.

Quali sono le ultime?

Facebook ti riconosce. Sempre.
Facebook ha presentato alla Computer Vision and Pattern Recognition Conference di Boston l’algoritmo che permetterà il riconoscimento facciale nelle foto caricate sul social network fino a suggerire il tag. La responsabile del progetto, Yann LeCun, ha dimostrato in sala le potenzialità di questo nuovo tool che, nonostante debba essere ancora ultimato dagli sviluppatori, riesce già ad essere preciso all’86%, dandone un saggio alla presentazione. Come? Alcune persone del pubblico sono state camuffate con degli accessori e, una volta fotografate, l’algoritmo è stato in grado di riconoscerle.

Il nuovo sistema di riconoscimento è capace di identificare la persona attraverso la postura, l’acconciatura e perfino l’abbigliamento, come ha spiegato LeCun: «Potrebbe riconoscere Mark Zuckerberg molto facilmente visto che indossa sempre una T-shirt grigia».

Per chi è preoccupato per la propria privacy, nessuna paura: si potrà disabilitare questo servizio modificando l’apposita opzione nelle impostazioni del suo account.

(Social) lead collection: per raccogliere contatti bastano due click
Un’altra innovazione stravolgerà con il suo arrivo il mondo del web marketing: i Facebook Lead Ads.

Se fino ad oggi raccogliere i dati degli utenti è stata un’attività faticosa, adesso il processo di lead collection avrà la durata di due click esatti. Il primo sul pulsante “Subscribe“, il secondo, per riconfermare un definitivo ‘interesse, su “Submit“.

Addio a form d’inserimento dati e meccaniche elaborate: per chi vorrà, la compilazione verrà resa automatica. I dati che si potranno ottenere con questo sistema sono: Nome, Cognome, Email, numero di telefono, città – stato – paese, CAP, professione. Ammesso che le informazioni siano inserite sul proprio profilo Facebook.

Questo nuova procedura avvantaggia gli inserzionisti alla ricerca di lead, perché l’utente non sarà scoraggiato dall’attesa del caricamento del sito, dal lungo form da compilare o dalle difficoltà che si possono incontrare cercando di iscriversi da uno smartphone se il sito non é ottimizzato per mobile, aumentando il tasso di conversione e i moduli di contatto.

Anche questa novità solleva dubbi sulla tutela della privacy, ma Facebook ha già pensato a come risolvere il problema: l’inserzionista dovrà rassicurare l’utente con un banner che tutela la sua privacy nell’annuncio stesso in cui richiede l’iscrizione, mentre i dati saranno condivisi solo nel momento in cui l’utente sarà convinto e deciderà di dare la sua conferma all’utilizzo delle informazioni. Facebook stesso, inoltre, richiederà agli inserzionisti di non divulgare, vendere o condividere le informazioni ottenute.

Nonostante i grandi vantaggi per entrambe le parti, ancora bisogna rifinire i dettagli di questo nuovo modo di creare lead perché, se da una parte questo sistema aumenta interazioni e iscrizioni, dall’altro riduce le visite nei siti degli inserzionisti: l’utente verrà tenuto lontano da una conoscenza consapevole e approfondita di cosa l’inserzionista vuole divulgare, vendere, diffondere. Inoltre questo processo standardizza la raccolta dei dati e non permette di rendere mirata l’informazione che si vuole ottenere. Questo ostacola la produzione di contenuti ad hoc che l’inserzionista è interessato a creare, motivo che lo spinge a raccogliere le informazioni.

Riuscirà Facebook a dare vita a una nuova lead generetion capace di accontentare sia user che inserzionista? Aspettiamo solo di sapere quando Lead Ads sarà lanciato ufficialmente in Italia.

Video a tempo: il modello Snapchat contagia Facebook
Facebook vuole ottenere sempre di più dai video e dalla loro condivisione.
Non solo potrai continuare a vedere i video della newsfeed anche mentre scorri la pagina, ma anche il loro sistema della condivisione è stato ulteriormente migliorato.

Condividendo un video sulla propria Timeline, da oggi si potrà impostare anche l’ora e il giorno in cui si desidera cancellarlo, con non più di un paio di passaggi. Nel momento in cui il video “scadrà” non sarà più visibile nel diario, a meno di non cambiare di nuovo idea: il video sarà eliminato definitivamente solo se si deciderà di cancellarlo dopo la scadenza.

Le novità sono tante, da queste parti. Quale di queste non vedi l’ora di provare?

Tumblr TV: arriva la webTV dedicata alle GIF

Il post è su Tumblr, ok: ma prima di cominciare a parlare di GIF e di cosa si la Tumblr TV è necessaria una dichiarazione.
Ci faremo nemici, ma è nostro dovere farlo:

E ora, prima che si scateni il flame: tregua! Riprenderemo a discutere della pronuncia di questa estensione più avanti. Ora è il momento parlare di una novità di Tumblr, la piattaforma di blogging sociale ormai più grande al mondo, che pochi giorni fa ha annunciato un nuovo strumento per scoprire e condividere GIF: Tumblr TV!

Il canale permette di cercare le GIF presenti su Tumblr in maniera innovativa visualizzandole a schermo intero. Questo, insieme all’interfaccia da player video (con tasti play/pausa, avanti e indietro), conferisce alla novità l’attributo di TV.

Il nuovo motore di ricerca è navigabile da tutti – anche chi non è iscritto a Tumblr – è può essere utilizzato in diversi modi. Sì può visitare andando direttamente su tumblr.com/tv, che di default mostra le animazioni in trend sulla piattaforma – misurato sulla base di numerosi fattori, come l’engagement la freschezza.

È possibile lanciare la TV anche da Tumblr stesso, cercando una GIF (Es: “Mad Men GIF”). Ora è presente una piccolissima icona “TV” proprio sopra i risultati, che lancerà la nuova interfaccia. L’animazione sarà mostrata allo spettatore in tutta la sua grandezza (sgranata, per la maggior parte delle volte, come solo le GIF sanno essere) e un ciclo ne proporrà di nuove automaticamente. Passando il cursore sull’interfaccia, sarà possibile scoprire l’origine del contenuto (il blog che l’ha condivisa per prima, visitabile con un click), i tag e i comandi che permettono di mettere in pausa la riproduzione, andare avanti o tornare indietro. Cliccando sugli hashtag sottostanti sarà inoltre possibile navigare tra tutte le animazioni simili.

Chiaramente lo strumento è anche pensato per incoraggiare gli utenti a interagire con il social; per questo sono presenti i bottoni per favorire o rebloggare. Purtroppo, però, non è possibile condividere le GIF al di fuori di Tumblr (nè è possibile salvarle in locale per ripubblicarle), perciò alla fine dei conti senza un account Tumblr c’è poco da fare sulla TV. È un peccato, considerando che la possibilità di condividere contenuti di Tumblr su altri social potrebbe aumentare le visite, e perfino gli iscritti.

L’azienda ha annunciato che Tumblr TV dimostra il continuo sforzo volto a espandere l’accesso a una delle caratteristiche più peculiari di Tumblr, la diffusione di GIF. E considerando i numeri della piattaforma di social blogging (239 milioni di blog, con più di 80 milioni di nuovi post al giorno, per un totale di 112 miliardi di post), si parla di tante, ma tante animazioni da scoprire.

E ora, che riprenda la guerra: si dice GIF, non GHIF.

Cannes Lions 2015, bottino magro per l'Italia

Si sono appena chiusi i Cannes Lions 2015. È stata una gara che ha voluto dare peso alle campagne di sensibilizzazione sociale – proprio quest’anno ha esordito la categoria “Glass”, contro gli stereotipi di genere – e in questo senso si spiega, tra gli altri, il grande successo di “Like A Girl” e del “The Ice Bucket Challenge”.

Nel 2012 l’Italia fu insignita di 17 Leoni (più un Grand Prix), nel 2013 di 19 (più un Grand Prix, anche se in “condivisione” con la Germania), mentre nel 2014 di 15 (tre Ori, quattro Argenti e otto Bronzi). Quest’anno il bottino per il Bel Paese è decisamente magro: soltanto 10 i trofei. Tra questi, nessun Oro, un Argento e nove Bronzi.

Vediamo quali sono le agenzie e le iniziative italiane premiate.

BackMeApp – Always – Leo Burnett

“BackMeApp”, l’applicazione (che difende le donne dalla violenza di strada) concepita da Leo Burnett Italia per il marchio Always di P&G,  ha vinto un Argento nella sezione “Mobile“: è la prima volta che il nostro Paese si aggiudica un trofeo in tale categoria.

LEGGI ANCHE: Nasce BackMeApp, l’app di Always che accompagna le donne

The Hero – Heineken – Publicis

Si aggiudica un Bronzo nella sezione “Film” la campagna “The Hero”, firmata da Publicis Italia per Heineken. In questo spot che invita a bere alcol con moderazione, delle donne cantano “I need a hero” di Bonnie Tyler, mentre scorrono le immagini con uomini ubriachi e addormentati. Alla fine comparirà un eroe, e cioè un uomo sobrio e cortese.

Saving Aslan – Fixodent – Saatchi & Saatchi

Questo emozionante documentario, realizzato da Saatchi & Saatchi Italia per Fixodent, si è guadagnato meritatamente un Bronzo nella categoria “Film“. Il filmato mostra l’operazione chirurgica che un’equipe di medici ha eseguito per aiutare Aslan, un leone bianco, a riavere una vita normale dopo la perdita di due denti.

LEGGI ANCHE: Fixodent restituisce l’orgoglio al leone bianco 

Own Board Magazine – TAM Airlines – FCB

TAM Airlines, compagnia aerea brasiliana, festeggia così l’ottavo anniversario della rotta Milano-San Paolo: creando, con l’aiuto di FCB Milano, “Own Board Magazine”, una rivista (sfruttando dati e immagini prese dai profili social) totalmente personalizzata per ogni passeggero. Un’idea che vale bene un Bronzo nella categoria “Media“.

Downloaded with #Fastweb – Fastweb – M&C Saatchi

Un Bronzo in “PR”  a “Downloaded with Fastweb”, l’iniziativa di instant advertising che M&C Saatchi e Isobar Milano hanno realizzato per Fastweb, sfruttando la storica débacle calcistica del Brasile contro la Germania. Una riproduzione del Cristo Redentore di Rio de Janeiro fu piazzata a Napoli, come simbolo della velocità di connessione tra due luoghi molto distanti.

LEGGI ANCHE: Downloaded with Fastweb: M&C Saatchi ci racconta il backstage della campagna [INTERVISTA]

#RoccoTieniDuro – Durex – Havas Worldwide

Altra campagna sorta nel contesto dei Mondiali di Calcio 2014, #RoccoTieniDuro di Havas Worldwide per Durex fa leva sulla fama del pornodivo Rocco Siffredi: è Bronzo nella categoria “PR“.

Dacia Sponsor Day “The Split” – Renault – Publicis

Premiata nel 2014 con un Argento e un Bronzo, quest’anno “Dacia Sponsor Day” con “The Split” (campagna che pubblicizza sport “minori” attraverso il calcio, l’Udinese in particolare) ha ottenuto due Bronzi: uno in “PR” e uno in “Promo and Activation“.

Samsung Smart PlayBoard – Samsung – Leo Burnett

Sempre nella sezione “Promo and Activation“, vince un Bronzo l’iniziativa per l’educazione infantile “Samsung Smart PlayBoard”, un progetto tutto italiano, ideato da un giovane allievo dello IED di Milano e promosso da Leo Burnett Italia.

The Special Proposal – CoorDown – Saatchi & Saatchi

Nel 2014 Saatchi & Saatchi Italia aveva presentato – per la onlus CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) – “Dear Future Mom” e si era aggiudicata ben due Ori, tre Argenti e un Bronzo. Quest’anno, con “The Special Proposal” (la proposta di Salvatore a Caterina di andare a vivere insieme), ha ottenuto soltanto un Bronzo in “Promo and Activation“.

LEGGI ANCHE: Special Proposal di CoorDown: la conquista dell’indipendenza

Samsung, Air Asia e Siemens: i migliori annunci stampa della settimana

Siamo pronti per somministrarvi la vostra dose settimanale di creatività con i migliori annunci stampa della settimana. Chi sarà stato il più convincente ed efficace?

Siemens: Odors Out – house/restaurant

Un simpatico effetto ottico dentro-fuori che ci svela dove spariscono gli odori con la nuova cappa da cucina Siemens

Advertising Agency: Medina Turgul DDB, Istanbul, Turkey
Executive Creative Director: Gokhan Erol
Associated Creative Directors: Ozan Can Bozkurt, Erdem Koksal
Art Director: Gokhan Buluk
Copywriters: Gokhan Akca, Kerem Tuten
Illustrator: Lighthouse vfx
Photographer: Emre Gologlu / Rpresenter

Air Asia: book now

Air Asia sa in quali giorni della settimana è preferibile visitare le proprie destinazioni. A te rimane solo il compito di prenotare.

Advertising Agency: BBDO Proximity, Thailand
Chief Creative Officer: Suthisak Sucharittanonta
Executive Creative Director: Anuwat Nitipanont
Creative Director: Anuwat Nitipanont
Art Director: Kantapon Metheekul
Copywriter: Thiti Boonkerd

Éxito Mobile: Don’t shoot yourselfie

Postare troppi dettagli della propria sfera privata sui social è pericoloso: i malintenzionati sono dietro l’angolo.

Un messaggio chiaro di Éxito Mobile a tutti i bimbiminkia miliardari della rete.
Fucile al posto dell’asta per selfie…..trovata geniale!

Advertising Agency: Sancho BBDO, Bogotá, Colombia
Creative Directors: Hugo corredor, Giovanni Martinez, Diego Ortiz, Oscar Muñoz
Art Directors: Ivan Henao, Andrés Roa
Copywriters: Diego Ortiz, Paulo Cesar Gonzalez
Photographer: Martin Köhler / Köhler Studio

Turkish Airlines: Goodbyes Arnold/Diego/Freddie

Qualche addio si è dimostrato essere la scelta giusta. Qui i giovani Maradona, Schwarzenegger, Mercury salutano la famiglia, pronti con i loro biglietti aerei che gli apriranno le porte della celebrità e della gloria.

p.s.= esiste davvero un volo diretto Napoli – Buenos Aires?

Advertising Agency: ​Lowe Istanbul, Istanbul, Turkey
Art Director: Asil Yıldız
Copywriter: Emre Lafçı
Illustrator: Javier Martínez Sánchez
Typographer: Asil Yıldız

Samsung NX 3000: Kiss/Workers

Dettagli famosissimi inseriti nel loro contesto ricostruito ad arte. Ogni pixel è importante per la nuova compatta di casa Samsung.

Advertising Agency: J. Walter Thompson, Italy
Creative Director: Paolo Cesano
Art Director: Simone Adami
Copywriter: Cristiano Nardò
Post Production: Alessandro Bavari
Production Manager: Nicola Morino
Account Director: Sandra Dossi

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Meet the Mentor: Guido Giordano, TIM Wcap Roma [NINJA GUEST]

startup

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su wcap.tim.it ed è stato scritto dallo staff di TIM #Wcap.

Fare startup è diventato ormai come fare la rockstar. Ma io voglio musicisti e non rockstar. Tutti vedono il lato sex & rock, lo sballo, le groupie… la parte figa, insomma. Ma pochi hanno capito che bisogna prima imparare a suonare la chitarra.

Sono appassionato da sempre d’imprenditoria, di qualsiasi tipo. Tanto che al primo anno di laurea specialistica ho aperto un negozio di abiti da sposa.

All’università c’era un corso sul venture capital. Sapevo cos’era, ma non avevo approfondito. Sono entrato in fissa con l’argomento e durante le lezioni mi sono comportato come il classico secchione che siede sempre in prima fila, interviene su tutto, legge dei paper extra.

Tempo dopo, un amico mi ha segnalato un lavoro per il fondo d’investimento Lventure. Ho mandato il cv, ho fatto dei colloqui e mi hanno preso. Stavo ancora all’università e il mio compito era quello di studiare i programmi di accelerazione nel mondo, perché in Italia non c’era ancora molto.

Dopo la laurea, nel 2011, ho deciso di andare in Canada. Avevo un’idea imprenditoriale ben precisa: comprare una barca, metterla su un fiume e farci andare sopra i bambini per giocare ai pirati. Ma poi il progetto è naufragato, metaforicamente… Tuttavia non mi ero posto il problema del visto lavoro (non avevo né visto né lavoro). Quindi, seguendo la mia passione per l’impresa e l’hi-tech, mi sono messo a cercare un acceleratore in cui trovare un’occupazione. Mi metto in contatto con Scott Annan e ci faccio un colloquio telefonico. Mi dà appuntamento il giorno dopo in ufficio alle 23.30. “Scott, ma sei sicuro?”. Lo era.

Inverno canadese, meno trenta gradi con tormenta di neve. Scott esordisce: Volevo lanciare un acceleratore, ma non ho tempo perché mi sto dedicando alla mia startup. Ho finanziatori per 5 milioni e alcune startup”. Poi mi manda a parlare con le startup. Vado bene e mi dice: “Da oggi dovrai incontrare tutte le startup di Ottawa.”

Da quel momento Scott mi lancia, scrive post in cui invita tutti i team di Ottawa a prendete un caffè con me: Coffee with Guido, un vero e proprio format per conoscere le realtà imprenditoriali della città. In due mesi avrò preso quattrocento caffè. Arrivavo a fine serata tremante, così sono passato al the.

In Canada ho seguito molte startup, ho fatto esperienza. Con Mercury Grove abbiamo avuto un exit in meno di un anno e creato due leader mondiali nei settori vegan e health. Ma a un certo punto mi sono fissato con l’idea di fare anch’io la mia startup. Tanto, mi dico, so come si fa, e decido di tornare in Italia.

Primavera 2013, sono di nuovo in Italia e mi metto a lavorare come un pazzo sul mio progetto. Ma non riesco a costituire il team tecnico. Solo così ho capito veramente che fare startup significa prima di tutto fare impresa.

Mi aspetto che le startup 2015 siano in grado di capire quali sono i driver importanti e di perseguirli. Non si pensa ai fondamentali, non si pensa che bisogna fare un’impresa. Le entrate devono essere maggiori delle uscite. Ma soprattutto non si capisce il senso del capitale di rischio. Non è un regalo, è un anticipo su un business che qualcuno pensa possa funzionare. È una specie di “prestito”, non è assistenzialismo.

I migliori founder che ho visto sono quelli “cattivi”. Quelli che sanno dove devono andare. Scegliete un numero, quel numero è tutto ciò su cui vi dovete concentrare. I subscriber, per esempio, o altro. C’è un driver e uno solo che ha senso. Tutto il resto non conta. Facebook sapeva di dover fare massa, tutto il resto non contava. Una cosa, una sola, ma fatta davvero bene.

Le startup vengono da me e mi chiedono cosa devono fare per andare avanti. Io dico loro: Quello che state facendo, in questo momento storico, in questo preciso istante, non lo ha mai fatto nessuno. La cosa importante è andare più veloce che potete.”