Molto spesso, soprattutto tra i non addetti al lavoro, si associa il marketing a una serie di trucchi e magie per presentare la nostra azienda nella maniera più attraente possibile, senza mai mostrare alcun segno di debolezza. Eppure, nessuno è perfetto e a volte essere trasparenti e sinceri dà i suoi risultati. È questo il modo in cui si conquista la lealtà e la fiducia dei clienti. E soprattutto un vasto seguito.
Se state cercando di generare traffico sul vostro blog e conquistare la fiducia degli utenti questo è una possibile soluzione ai vostri problemi. Essere genuini rafforza l’empatia tra il lettore e blogger, tra consumatore e azienda.
Se ancora non siete convinti ecco qualche esempio che vi farà cambiare idea. Ricordate che tutti i casi che vi stiamo presentando, grazie a un approccio aperto e trasparente, hanno avuto un enorme ritorno sia d’immagine che in termini di traffico e di fidelizzazione. Quindi perché non pensare di iniziare a condividere un maggior numero d’informazioni con il vostro pubblico?
La compagnia di Seattle che vende software di marketing pubblica annualmente i propri dati sui profitti, siano essi positivi o negativi. Nel proprio blog, inoltre, si parla apertamente delle lezioni imparate, degli obiettivi raggiunti e delle aree di miglioramento scoperte durante l’anno.
#2 Groove
Groove è un’azienda che fornisce software per la gestione dei clienti e del teamwork. Anche Groove pubblica mensilmente dati sui profitti ma non si limita a questo. Il blog aziendale genera un traffico considerevole. Gli utenti, che devono iscriversi, ricevono in cambio la condivisione di lezioni e strategie attuate nel viaggio verso i 500$ al mese che Groove vorrebbe raggiungere.
#3 McDonald’s Canada
Vi siete mai chiesti se è vera la storia del pink slime del Mc’Donald’s? E se le french fries siano davvero fatte solo di patate? Con la campagna Our food.Your questions McDonald’s Canada ha deciso di rispondere alle domande degli utenti riguardo a ingredienti, preparazioni e quant’altro. Una scelta azzardata ma vincente. Il rischio del fail c’era. Ma solo con la sincerità e la trasparenza si possono combattere le critiche più dure.
#4 Buffer
Buffer è un’applicazione usata per programmare contenuti sui social media. Quando nell’ottobre 2013 ne è stato attaccato sistema di sicurezza l”azienda, invece di incolpare un anonimo hacker, ha prontamente diffuso la notizia su tutti i canali a propria disposizione, scusandosi con gli utenti per l’inconveniente. Inoltre alla fine del 2013 l’azienda in un post ha reso pubblici gli stipendi dei propri dipendenti.
Forse penserete che la concorrenza possa utilizzare i dati che condividete a proprio vantaggio. Questo non è il caso. Se avete un blog, rendere pubblici i dati sul numero di utenti raggiunti, in che modo può agevolare i vostri competitor? Anzi, condividendo traguardi e obiettivi creerete coinvolgimento con chi vi legge.
Se è vero che la rete è condivisione, l’unica scelta che avete per vincere è mettervi in gioco.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Meluchkhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMeluchk2015-01-28 12:00:582015-01-28 12:00:58Vuoi conquistare i tuoi follower? Sii sincero!
Come ho già detto in questo articolo, nel 2015 vedremo sempre più aziende adottare il content marketing. Questo perchè gli utenti, che sono i potenziali clienti di un brand sono stanchi di vedersi interrompere la navigazione da campagne pubblicitarie invasive e che talvolta non rispecchiano ciò che stanno cercando.
In quest’ottica la soluzione è attrarre l’utente, non interromperlo. Si può cercare la sua attenzione con la creazione di contenuti che gli risultino utili e interessanti, anche talvolta utilizzando materiale che viene dall’utente stesso tramite gli User Generated Content.
Abbiamo avuto modo di approfondire questo discorso con Simone Tornabene, docente del Corso Online in Content Marketing della Ninja Academy.
1. Come inserisco la content strategy nella mia strategia digital globale?
Nella mia visione della strategia digitale, la Content Strategy viene prima della scelta dei canali. Sposo la tesi secondo la quale le aziende oggi non hanno bisogno di qualcuno che inventi una storia per loro, in modo da apparire rilevanti. Credo che le aziende abbiano bisogno di mettere a fuoco perché sono rilevanti. E allora i contenuti e la storia sono conseguenza spontanea.
E solo allora si passa alla Digital (Communication) Strategy intesa sostanzialmente come scelta dei canali e produzione dei contenuti. I canali sono da definire in base alla storia e non viceversa, come spesso succede quando si parla di storytelling.
2. Come posso utilizzare il content per creare engagement con la mia community?
Sicuramente tenendo conto di due aspetti strutturali del digital: la bidirezionalità e la multicanalità. Internet è un ambiente che abilita diversi canali con regole proprie: il search, il mobile, il social e così via. Con tutte le sotto-declinazioni che conosciamo. Lavorare sul digital significa pensare a questa multicanalità che non è più un’opzione (come nel mondo offline) ma è una premessa.
Questo significa più competizione per l’attenzione (e il tempo) degli utenti e quindi necessità di essere rilevanti con contenuti che abbiano un senso (per l’interlocutore, non per l’azienda). E poi bidirezionalità: su Internet tutto è commentabile. Tutto, proprio tutto. Persino la censura è vana. Creare engagement significa lavorare ad azioni e contenuti rilevanti per la comunità. Ma anche dialogare: parlare ma anche ascoltare. Soprattutto ascoltare.
3. I miei fan sono molto creativi, quasi quasi licenzio l’agenzia e ingaggio loro. Come posso utilizzare in mio favore gli user generated content?
Dell’agenzia ci sarà sempre bisogno (per fortuna!). Gli User Generated Content sono una forza comunicativa, ma come tutte le forze può fare del bene se si riesce a controllare. Oppure può distruggere tutto, se non si riesce ad imbrigliarla. Non è tanto una questione di modo in realtà, quanto una questione di DNA: se l’azienda non è davvero social, gli UGC non hanno efficacia.
In qualsiasi caso il vero problema degli UGC è saperli accettare: nel momento in cui il consumatore si esprime lo fa con i propri codici culturali. E non sempre questi rispettano il lavoro di posizionamento del brand. La strada migliore è la co-creazione: ingaggiare gli utenti per creare all’interno di linee guida e piattaforme strutturate. Come ad esempio in #civuoleuneroe di Ceres.
4. Cos’è la Content Curation? Perché dovrei condividere con la mia community contenuti di altri?
Internet è stato celebrato come il luogo dell’informazione. Ed è così: contiene una quantità di informazioni incredibile. Mai vista nella storia dell’umanità. Ma non sono solo tante: sono troppe. Così tante che non ce ne facciamo nulla. Se cerco un ristorante a Milano e devo trovarlo fra 5.000 possibilità è un po’ come non avere nessuna scelta.
La Content Curation è un modo per sfruttare la conoscenza altrui per orientarsi. Arrivando alle informazioni rilevanti. Rilevanti per me sulla base dell’affinità (o della fiducia) con altri soggetti la cui esperienza diretta ha portato a definire qualcosa come rilevante (vi ricordate le Guide di Super-Eva? Oppure il primo Mahalo?).
Se la Content Curation genera valore, allora chi la padroneggia è in grado di generare valore. E potenzialmente ha dunque un potere. Dovrei condividere con la community perché questo genera un vantaggio per me: accumulo potere (in senso lato). Che più tardi potrò convertire in qualche altra risorsa (ad esempio economica).
5. Cosa fa in pratica il Content Manager? Quali strumenti utilizza?
Ciascuna organizzazione utilizza il ruolo in modo differente. Di certo è responsabilità del Content Manager la gestione dei contenuti. In primis la pubblicazione sui canali, l’ottimizzazione del contenuto per il canale (ad esempio il formato della foto) e l’analisi delle performance del contenuto.
In alcuni casi, si occupa anche della creazione/rielaborazione di un contenuto o della sua selezione (quindi sconfina nella Content Strategy e nella Content Curation), oppure della gestione dei feedback al contenuto (quindi Community Management e Reputation Management).
Oggi si occupa anche, in rari casi, della distribuzione a pagamento dei contenuti (quindi Advertising). A livello di strumenti utilizza senza dubbio le piattaforme di analisi dei singoli canali (es. Google Analytics, Facebook Page Insights, Twitter Analytics, ecc.), strumenti di gestione del calendario editoriale e dei contenuti (es. Hootsuite, Buffer, PostCron, ecc.), piattaforme di collaborazione (come Google Drive), piattaforme di ricerca contenuti (come tag board, prismatic, product hunt).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-01-28 11:30:122015-01-28 11:30:12Simone Tornabene ci racconta i segreti del content marketing [INTERVISTA]
Dal 1975, anno della sua fondazione, la Microsoft Corporation ne ha fatti di passi in avanti. Dall’espansione nel mondo del gaming, all’impegno nel campo dell’educazione, l’azienda di Redmond fa del cambiamento la propria mission, all’insegna di una tecnologia sempre più flessibile ed adattabile alle esigenze del digital customer.
Windows decide di volgere lo sguardo al futuro saltando una release e puntando al nuovo sistema operativo Windows 10, promettendo l’inizio di un’era informatica più personale e flessibile, ritagliando nuovi spazi e modi d’uso nella vita dei propri utenti.
Nella presentazione della “nuova generazione di Windows“, l’azienda di Redmond promette una tecnologia sempre più personale, flessibile e integrata.
“Windows 10 segna l’inizio di un’era informatica più personale nel mondo dei dispositivi mobili e dei servizi cloud”, ha dichiarato Satya Nadella, CEO di Microsoft.
Dispositivi, servizi ed esperienze d’uso sempre più mobile. La keyword di questa nuova ondata innovativa in casa Microsoft è “adattabilità”. Il nuovo sistema, infatti, è stato progettato per adattarsi a tutti i dispositivi: dalla Xbox ai PC, dagli smartphone ai tablet e ai piccoli gadget, dai dispositivi di piccole e grandi dimensioni a quelli senza schermo. Con un aggiornamento gratuito disponibile durante il suo primo anno di release, Windows 10 punta a fidelizzare i propri clienti puntando su un’esperienza sempre più integrata con i nuovi dispositivi olografici.
Quali sono le principali novità introdotte dal lancio di Windows 10? Ecco una overview!
Cortana su PC e tablet
Grazie ai feedback entuasti degli utenti Windows Phone, l’assistente personale digitale Cortana presterà i suoi servigi digital anche su computer e tablet Windows 10.
“La nostra ambizione è che gli 1,5 miliardi di utenti Windows attuali si innamorino di Windows 10, e far sì che miliardi di altri utenti decidano di fare di Windows la propria casa”.
L’AD di MicrosoftSatya Nadella non promette una storia d’amore in stile “Her” (la celebre pellicola del 2013 di Spike Jonze), ma una delle carte vincenti di Windows 10 è proprio l’interazione immediata, vocale o tramite tastiera, con Cortana. Mutuato dalla game series Halo, Cortana è un software di assistenza e riconoscimento vocale sviluppato per identificare le preferenze e le modalità d’uso dell’utente, per poter offrire suggerimenti personalizzati, un accesso rapido ad informazioni mirate e promemoria importanti.
Dall’angolo in basso a sinistra dello schermo, l’assistente digitale di Windows 10 consente di migliorare l’esperienza dell’utente, analizzando e osservando le informazioni che lo riguardano, assicurando la propria presenza su diversi device dotati della piattaforma Windows 10: su PC ma anche su dispositivi mobile, per una digital experience sempre più integrata e assistita. Con la possibilità di un’interazione più immediata, ponendo domande e impartendo comandi, Cortana offre un’ulteriore apertura ad attività multitasking, consentendo, ad esempio, l’accesso ad email e, contemporaneamente, la ricerca di brani musicali o l’utilizzo di App e così via, senza interruzioni dai contenuti visualizzati sul dektop.
Il nuovo browser Project Spartan
Dopo l’epica lentezza che ha reso Internet Explorer il browser più deriso dagli utenti sul web, la nuova generazione Windows punta su Project Spartan.
Anche il nome di battaglia del nuovo browser progettato in casa Windows 10 proviene dal mondo Halo. La mission del web browser Project Spartan diventa garantire l’interconnessione tra dispositivi ed un’esperienza di navigazione più efficiente grazie ad un’interfaccia ridisegnata per gli utenti di Windows 10 e che offre nuove features come:
l’inserimento di note e commenti direttamente sulla una pagina web, con la possibilità di evidenziare e condividere le annotazioni con la propria rete professionale o di amici, consentendo un’esperienza più touch con i dispositivi dotati di Windows 10
una modalità di lettura priva di distrazioni, che strizza l’occhio ad un’esperienza di lettura di contenuti web e offline più rapida e mirata, permettendo un layout semplificato e l’opzione Reading List che consente all’utente di salvare articoli e pagine da leggere successivamente
l’integrazione con Cortana per ricerche, annotazioni ed operazioni online più rapide
Nuove esperienze di gioco
Con Windows 10 la rete Xbox Live diventa ancora più estesa ed accessibile per tutti i gamers e gli sviluppatori, sia da computer che su Xbox One.
Con lo sviluppo di una delle features più apprezzate, il Game DVR, gli Xbox One players potranno registrare, editare e condividere sempre più rapidamente i migliori momenti di gioco con la propria rete di amici, trasformando l’esperienza digitale di gaming in un’esperienza sempre più social.
Game streaming diventa una delle parole chiave del nuovo sistema operativo Windows: grazie all’integrazione tra Xbox e Windows 10, infatti, le esperienze di gioco disponibili su Xbox One possono essere condivise in streaming su PC e tablet dotati del nuovo sistema operativo, consentendo all’utente di scegliere il device più congeniale alle proprie esigenze.
Con l’innovativa Xbox App Windows 10 contribuisce a rendere l’esperienza di gioco più social, consentendo agli utenti di condividere le proprie prestazioni e i propri risultati, attraverso servizi di instant messaging ed activity feed, da qualsiasi dispositivo: PC o console. Windows 10 vira verso un’esperienza di gaming all’insegna della multimedialità e dell’interattività.
Office per Windows 10
L’upgrade delle versioni di Word, Excel, Power Point, OneNote ed Outlook sono state anch’esse riprogettate dal team Microsoft per offrire un’esperienza sempre più touch agli utenti, consentendo, ad esempio, di aggiornare e creare un foglio di calcolo in Excel senza ricorrere a tastiera e mouse, ma anche di aggiungere note alle diapositive di una presentazione in Power Point in tempo reale. Tutto questo grazie alla tecnologia touch. Anche il pacchetto Office, insomma, punta su un restyling per riposizionarsi tra i competitors sul mercato.
Microsoft Surface Hub: la forza della collaborazione
Microsoft progetta anche un nuovo dispositivo per ottimizzare le esperienze collaborative sulla piattaforma Windows 10.
Con il display multi-touch Surface Hub, Microsoft punta a rendere più efficiente presentazioni e riunioni di gruppo. L’ideazione e la condivisione di idee e progetti in team, infatti, può avvalersi dei nuovi tool disponibili sul device progettato da Microsoft.
Surface Hub consente una nuova esperienza di co-working anche a distanza, grazie alle features disponibili, come la lavagna digitale, le funzioni di conferenza a distanza istantanee attivabili direttamente dalla home screen, la possibilità per più persone di condividere e modificare contenuti sullo schermo da diversi device – laptop, tablet o smartphone. Le keyword identificative del nuovo dispositivo progettato da Microsoft diventano interazione e collaborazione.
“La nuova generazione di Windows è un impegno a liberare le persone dalle complessità della tecnologia e consentire loro di fare grandi cose”.
A sostegno di quanto affermato da Terry Myerson (Executive Vicepresident of Operating System Group in Microsoft), arrivano anche le Universal App: applicazioni integrate disponibili su tutti i dispositivi che consentono di passare con disinvoltura da un device all’altro tramite OneDrive, memorizzando e sincronizzando tutti i contenuti desiderati (dalle fotografie alla musica, passando dai contatti personali alla messaggistica, includendo posta e calendario).
Microsoft HoloLens
La vera innovazione della nuova generazione di Windows si chiama Microsoft HoloLens, la tecnologia olografica che promette di traslare l’esperienza del nuovo sistema operativo dal mondo digital a quello reale. La prima piattaforma informatica olografica al mondo consente di creare e posizionare ologrammi tridimensionali nel mondo fisico, volgendo lo sguardo a nuovi metodi di comunicazione, ponendo la persona al centro dell’esperienza informatica, per un’esplorazione più personalizzata degli ambienti ed un’integrazione sempre più profonda della tecnologia nell’esperienza umana.
Senza la necessità di cavi, telefoni o connessione a un PC, infatti, Microsoft HoloLens consente di visualizzare ed ascoltare gli ologrammi che prendono vita nello spazio circostante, grazie all’utilizzo di lenti olografiche trasparenti ad alta definizione e sensori avanzati.
Con Microsoft HoloLens si inaugura un nuovo modo di guardare e di interagire nello spazio, ma anche di accedere alle informazioni e di comunicare, integrando le esperienze olografiche nella realtà. La possibilità di creare ed interagire con immagini tridimensionali diventa più “tangibile” con il visore a realtà aumentata progettato dall’azienda di Redmond. Qualche settimana fa abbiamo provato a riflettere su alcune delle rivoluzioni rese possibili dalla stampa 3D in diverse aree, ora provate ad immaginare le possibilità, i benefici e le sfide future inaugurate con l’esperienza olografica promessa dal progetto Micrososft HoloLens. Prossimamente approfondiremo questa novità marchiata Microsoft.
Una tecnologia sempre più centrata sulle persone, che punta su mobilità e crossmedialità, per offrire esperienze all’insegna dell’interconnessione e della condivisione, rendendo il cloud computing una risorsa fondamentale ed irrinunciabile.
Siete curiosi di testare tutte le novità disponibili con Windows 10?
Con i nuovi dispositivi e servizi progettati, come pensate Windows 10 potrà mutare le vostre esperienze di gaming, ricerca, collaborazione e lavoro?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kamaehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKamae2015-01-28 11:00:522015-01-28 11:00:52Windows 10: tutte le novità della nuova generazione di Windows
Cos’hanno in comune un sognatore e un appassionato dell’IKEA? Apparentemente nulla, certo. Come coniugare, direte infatti voi, l’estro indomabile di un creativo con l’estetica seriale della società che ha fatto della standardizzazione la chiave del suo successo?
Questa però è la storia tutt’altro che prevedibile di Sarah Horne, illustratrice e mamma che come tutti i creativi disegna un po’ dappertutto e, per diletto, ha iniziato a farlo anche sul catalogo IKEA, ambientando le sue fantasie tra librerie BILLY e tavolini LACK.
La mobilia svedese diventa così teatro di fantastiche avventure: mostri e fate da altri mondi siedono a tavola con i bambini per pranzi e cene davvero fuori dal comune!
Il progetto non è passato inosservato ai piani alti IKEA, che ha offerto alla Horne un lavoro presso uno dei suoi negozi londinesi, nominandola Illustratore Residente: durante l’evento “Mythical Meals” l’illustratrice ha così collaborato con centinaia di bambini, ascoltando le loro richieste e trasformandole in fantastici disegni multicolor.
Tutti a tavola con la fantasia, dunque, e una stellina di merito a IKEA che, ancora una volta, si conferma tra le più sensibili alla creatività!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Manuramakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngManuramaki2015-01-28 10:50:462015-01-28 10:50:46Nuova vita al catalogo IKEA con le illustrazioni di Sarah Horne
Da quando le aziende hanno capito che con creazione di contenuti digitali si riesce a coinvolgere in maniera più attiva i consumatori rispetto alle pubblicità tradizionali, in tanti si sono improvvisati social media manager, blogger o grafici. E’ proprio in questo momento che articoli poco interessanti, post senza alcun senso e foto poco appropriate hanno cominciato a invadere le bacheche Facebook di tutti noi non senza qualche fastidio.
Creare contenuti interessanti per i nostri clienti (attenzione, per loro, non per noi!) può essere effettivamente un’arma importante con cui iniziare uno scambio di esperienze e opinioni, nonché un modo per instaurare quel dialogo che sarà in grado di accrescere la fiducia reciproca; in fondo, ogni relazione che si rispetti si basa proprio su questo.
Qui, i cinque errori più comuni nella creazione di contenuti digitali, quelli che hanno colto in fallo prima o poi tutti noi, con le relative soluzioni perchè, come diceva Confucio, “l’importante non è non cadere mai, ma risollevarsi sempre”.
Pronti con matita e blocco per gli appunti?
1. “Io, io, io”, il narcisismo del brand
La maggior parte delle aziende, che si affaccia al mondo della creazione dei contenuti digitali, lo fa pensando solo a se stessa, a quello che ritiene importante, a cosa crede sia interessante senza prestar abbastanza attenzione a quello che è, invece, il punto di vista dei suoi fruitori.
SOLUZIONE: Cercate di concentrarvi di più su quello che i vostri clienti ritengono davvero interessante, d’ispirazione o utile e fornite loro ciò che stanno cercando e si aspettano da voi.
Un esempio è la To Write Love on Her Arms, associazione che si occupa di persone in difficoltà con problemi di depressione, autolesionismo, suicidio o dipendenza, che grazie alla condivisione di messaggi di speranza e conforto sui suoi canali, ha costruito una comunità di milioni di persone.
Il suo direttore, Jonathan Frazier spiega la filosofia che c’è alla base con queste semplici parole: “Orgoglio e paura bussano in continuazione alla nostra porta offrendoci cose come fama e soldi, così facendo ci distrae de da quello che il bisogno primario degli esseri umani – il significato”. Proprio sull’importanza del significato si basa la loro campagna di comunicazione ed è evidente che questo atteggiamento sta ripagando il loro lavoro.
2. L’ostinazione di puntare troppo sulle caratteristiche del prodotto/servizio
Le persone non creano una connessione emotiva né con la lista dei servizi che proponiamo né con il libretto d’istruzioni del nostro miglior prodotto, piuttosto lo fanno con l’immagine di sé stessi che questi sono in grado di regalargli.
Per far un esempio pratico: molti resisteranno senza grandi sforzi alla tentazione di comunicare ad amici e colleghi che sul loro smartphone è installata una app in grado di eseguire comandi dati vocalmente, mentre molti di più, invece, moriranno dalla voglia di condividere con tutti la storia che Siri gli ha raccontato prima di andare a letto per farlo addormentare. Caratterista fredda di mera utilità vs Inserimento nella quotidianità, 0-1.
SOLUZIONE: Focalizzatevi sul contesto d’uso, su dove le persone utilizzano i vostri prodotti, quando lo fanno e come si sentono in quel momento, che cosa rende quell’esperienza piacevole, unica e indimenticabile.
Ma cosa si fa per creare questo legamene emozionale con i nostri clienti? “Pensa in modo creativo”, suggerisce Dario Meli, CEO della piattaforma Quietly. “Esplora quanti più angoli diversi degli stili di vita di quelle persone che interagiscono con il tuo prodotto e scopri come le cose si fondono”. Insomma, trova il modo di creare contenuti digitali in grado di far venir voglia alle persone di scoprire che cosa avete da offrire e di andare oltre.
3. Fingere
Non avete scampo, i consumatori sono abituati a scovare come segugio ogni balla che cercherete di rifilargli, evitate.
SOLUZIONE: Il vostro brand nasce da un’idea, da qualcosa che per voi ha un valore ed è proprio questo quello che le persone si aspettano che voi gli regaliate. Siate genuini, basatevi su ciò che di meglio avete da offrire e è proprio da lì che dovete cominciate a creare con autenticità e onestà: le bugie hanno sempre le gambe corte, tenetelo a mente.
“Devi essere davvero onesto e parlare attraverso i contenuti che produci di quali sono le cose importanti per il brand e spiegare perché lo sono.” Con queste parole Mazdack Rassi, co-fondatore e direttore creativo della Milk Studios, agenzia media americana, spiega la chiave alla base del successo che li ha portati ad avere oggi più di 100.000 followers in Instagram.
4. Aspettarsi troppo, troppo presto
Il web è un mondo meraviglioso ma che necessita costanza e pazienza, vi basti pensare a quante pagine fan siete invitati a mettere “mi piace” ogni giorno. Una volta si diceva: “only the brave”, ora sembrerebbe proprio il caso di dire “only the lasting!”
SOLUZIONE: Il contenuto digitale è uno dei metodi che avete di mostrare agli altri chi siete, che cosa fate e attirarli nella vostra direzione curiosi di conoscervi meglio. Questo processo ha bisogno, però, dei suoi tempi e non ci si deve aspettare di goderne i frutti dall’oggi al domani.
Stefan Merriwweather, il coordinatore della parte multimedia delle Harvevs Industries, spiega l’atteggiamento nei confronti dei contenuti digitali prodotti dal suo team in questo modo: “Contaminiamo i contenuti della compagnia dandogli una personalità, raccontando che cosa ci interessa e ci piace. Questo ci permette, non solo di scoprire interessi comuni con i nostri clienti ma anche di creare un’interazione di valore con loro”. E’ proprio questa che farà la differenza e che bisogna coltivare con pazienza giorno dopo giorno.
5. Concentrarsi su quello che si può prendere, invece che su quello che si può dare
Ci proteggiamo naturalmente da chi è interessato a noi solo per quello che può guadagnarci, lo stesso lo facciamo con le aziende. Se ci accorgiamo che il loro obbiettivo è solo quello di arricchirsi alle nostre spalle, scappiamo a gambe levate e è così iniziano a piovere gli “unsubscribes” o, peggio, spiacevoli hashtags.
SOLUZIONE: Cambiate la prospettiva della domanda di base e invece di dare troppa importanza al guadagno che i contenuti digitali prodotti porteranno alla vostra azienda, concentratevi su quello che avete da offrire ai vostri clienti. Pensate a ogni pezzo che producete come ad un regalo che farà nascere un sentimento nel vostro audience, un sentimento che vi metterà in connessione.
Michael Bubin, CEO del Dollar Shave Club, ci mette in guardia: “Preoccupatevi che (i clienti) se ne vadano con qualcosa per loro, potrebbe anche essere un qualcosa di semplice come una risata. Non fate si che giri tutto intorno a voi, non vorrete certo essere gli unici soddisfatti a seguito dell’esperienza che avete creato.”
Detto questo, ora tocca a voi sbizzarrirvi con contenuti che siano interessanti anche per chi legge ma, mi raccomando, solo dopo aver riflettuto bene su quali sono i valori che volete comunicare, individuato i contenuti che meglio rispondono alla richiesta del pubblico a cui andrete a riferirvi e esservi messi in testa che ci vorrà del tempo.
Ricordatevi che ogni singolo pezzo rappresenta un passo in più nella direzione dei vostri clienti e più lo farete con coscienza e attenzione, più la falcata sarà lunga. Riuscire a creare con loro una relazione basata sulla fiducia e sull’affinità di interessi e quella sarà la conferma dell’ottimo investimento che state facendo portandovi sicuramente risultati sul lungo periodo. Buon lavoro!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Nickyhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNicky2015-01-28 10:00:592015-01-28 10:00:59Contenuti digitali: 5 errori di cui puoi fare volentieri a meno
Twitter si rinnova. Sarà la naturale tendenza a migliorare il servizio o la preoccupazione per essere stato superato da Instagram come numero di utenti attivi mensili (300k contro i 284k di cinguettatori)? Qualunque sia la causa, il social network dei 140 caratteri ha introdotto nuove ed interessanti novità, vediamole nel dettaglio:
I video potranno avere una durata di 30 secondi e possono essere girati sul momento o essere caricati dal rullino dei dispositivi Apple, ma non ancora dalla galleria dei device Android.
Ecco il primo tweet con video, caricato da Neil Patrick Harris, prossimo presentatore degli Oscar. Già state pensando al selfie da record della scorsa notte degli Oscar? Magari quest’anno faranno un video 😉
La seconda novità annunciata è la possibilità di inviare dei messaggi diretti di gruppo, in pratica una chat che include più persone (che non necessariamente si seguono tra di loro).
Anche qui una domanda sorge spontanea: Twitter è sempre stato il social della comunicazione in real time, con questa mossa vorrà mica fare concorrenza a WhatsApp e alle app di messaggistica istantanea?
Un’altra novità (disponibile per ora solo per iOS, gli utenti Android e desktop dovranno attendere ancora) è la funzione di recap introdotta da Twitter, che riassume ciò che vi sei persi dal vostro ultimo accesso. Una funzione utile per non perdere i tweet importanti dei contatti che seguiamo ed evitare di scrollare all’infinito la timeline.
4. #PlanTheMoment
Una novità che risulta utile perlopiù agli addetti ai lavori è l’introduzione della versione italiana di Plan The Moment: un calendario che riporta tutti gli eventi del periodo suddivisi in varie categorie.
Si può scegliere di personalizzare il calendario filtrando gli eventi in base alla tipologia (stagionale, tv, sport, cultura e spettacolo, business, twitter) e si può twittare a @TwitterAdsITA per segnalare eventuali date da aggiungere. Un tool in più per i Social Media Manager alle prese col loro calendario editoriale.
5. Traduzione dei tweet in tempo reale
Ve lo abbiamo già annunciato due giorni fa, ma repetita iuvant 😉 Grazie alla partnership tra Twitter e Bing, si può impostare sul proprio profilo la traduzione automatica dei tweet postati in lingue differenti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Rocco Iannalfohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRocco Iannalfo2015-01-28 09:30:242015-01-28 09:30:24Twitter introduce 5 nuove funzionalità
Il wearable è stato uno dei trend del CES 2015. Tra tanta tecnologia internazionale, anche un prodotto italiano, Hiris (Human Interactive Reliable Integrated System), un orologio esagonale hi-tech dall’uso quotidiano che conta passi, calorie bruciate, temperatura e molto altro per migliorare il proprio stato di salute.
Hiris, attraverso applicazioni specifiche, si adatta alle necessità di chi lo utilizza. Ad esempio, nella riabilitazione può essere utilizzato per analizzare movimenti in real-time, nello sport può monitorare e migliorare le proprie abilità, nell’entertainment può essere utilizzato per mixare la musica e controllare un drone, nella domotica per alzare il volume dello stereo o accendere il condizionatore.
Hiris è stato sviluppato da Circle Garage, startup nata dall’idea di Marco Gaudina, già ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ed ora incubata presso l’Incubatore del Politecnico di Torino.
Questo dispositivo evidenzia un cambiamento nell’industria dei wearable computer verso un nuovo modo di intendere le tecnologie indossabili, non più esclusivamente tracker dei propri stati fisici, ma interfacce attraverso cui interagire con l’ambiente circostante.
Per comprendere meglio questa tendenza, abbiamo intervistato Marco di ritorno dal CES di Las Vegas.
Smart Watch. Activity Tracker e poi… wearable computer. Come si distingue Hiris dal resto delle tecnologie indossabili?
Le tecnologie indossabili esistenti fino ad oggi concentravano la loro funzioni sul dirti quanti passi fai al giorno, come dormi la notte e quante calorie consumi.
Per noi questa è solamente un’applicazione. Vogliamo far capire alle persone che il corpo è molto di più che un numero di passi. Hiris è un estensione del nostro corpo, delle nostre passioni. Musica, videogame, motion tracking, fitness e così via.
Così come siamo abituati a utilizzare differenti applicazioni con il nostro computer, o il nostro smatphone, Hiris può fare la stessa cosa come tecnologia indossabile.
Fin dove possiamo arrivare non lo sappiamo neanche noi perché vogliamo lasciare libere le persone di sviluppare nuove applicazioni per utilizzare Hiris come preferiscono.
Quali sono i principali ambiti in cui Hiris può essere applicato?
Lo sport, il controllo remoto e l’entertainment. Le caratteristiche di espandibilità e customizzazione offerte da HIRIS consentono in realtà di poter spaziare in molti altri ambiti ma per il momento vogliamo concentrarci e fare bene in questi settori.
Quali sono le principali competenze necessarie e difficoltà incontrate nella realizzare di un wearable?
Le dimensioni, la vestibilità, il design, la durata della batteria. Sono tutti componenti chiave che devono essere ben bilanciati e trovare un equilibrio. Poi ci aggiungiamo tutte le difficoltà usuali per chi produce hardware.
Da una tesi di dottorato, vi hanno portato al CES di Las Vegas, quali sono state le tappe di questo viaggio?
Se non avessi trovato le splendide persone che fanno parte del team sicuramente oggi farei dell’altro. Da lì, insieme, siamo cresciuti, abbiamo iniziato a vincere riconoscimenti, siamo stati selezionati al Pioneers Festival di Vienna, siamo arrivati alla finale delle 25 migliori startup d’Europa a Dusseldhorf per finire recentemente appunto, al CES.
Il CES è incredibile, migliaia di persone, spazi giganti, persone che hanno sete di tecnologia. E’ stato bello confrontarsi con altre startup provenienti da tutto il mondo e avere la possibilità di dire la nostra.
E dopo Las Vegas?
Crowdfunding! Ovvero finanziamento collettivo. Siamo partiti il 20 con la campagna di crowdfunding su Indiegogo che terminerà il 1 Marzo, chiediamo alle persone di aiutarci per completare HIRIS e poterlo produrre. Stiamo salendo bene e stiamo mettendo tutto il nostro entusiasmo per raggiungere il nostro goal. Se non lo raggiungiamo infatti non vediamo neanche un centesimo e tutto viene restituito.
Perché avete scelto Indiegogo?
Il crowdfunding è un fenomeno in forte ascesa. E’ la piattaforma ideale per applicare il metodo delle tre F ovvero Family, Friends and Foolish. E’ un modo per dire al mondo “Ehi ci siamo anche noi!” e avere dei feedback diretti dal mercato.
Abbiamo scelto Indiegogo perché è uno dei due maggiori siti al mondo di crowdfunding e tra i due è quello più legato alla tecnologia.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akamehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkame2015-01-28 09:27:492015-01-28 09:27:49Il wearable computer Hiris: dal CES di Las Vegas al crowdfunding [INTERVISTA]
Uno dei principali trend del 2015 è proprio la crescita del content marketing. Un approccio basato non più sull’interruzione del potenziale cliente, ma sulla ricerca del “permesso” dell’utente, tramite la creazione di contenuti attraenti, interessanti e che possano risultare utili a chi legge.
Scrittura, immagini, prospettive transmediali e storytelling: il contenuto è tutto questo. Uno strumento in grado di coinvolgere e trattenere i clienti in modo trasversale creando interesse intorno ad un determinato prodotto o servizio. News, e-book, immagini, video, infografiche, articoli: un contenuto funziona nella misura in cui risulta utile ed attrattivo per l’utente finale.
Nel Corso Online in Content Marketing, i docenti Alberto Maestri, Francesco Gavatorta e Simone Tornabene ci spiegheranno i fondamenti della disciplina: le logiche dietro i contenuti digitali di successo, la pianificazione editoriale e l’implementazione di una content strategy, gli strumenti più efficaci per il corporate storytelling.
Free Webinar del Corso Online in Content Marketing
Mercoledì 4 febbraio, dalle 19 alle 20 si terrà il FREE Webinar di presentazione del Corso Online in Content Marketing(con SCONTO Early Booking fino al 17 Febbraio 2015): una lezione gratuita in cui i docenti Alberto Maestri, Francesco Gavatorta e Simone Tornabene spiegheranno le premesse di qualsiasi contenuto digitale di successo: impostare un metodo comunicativo per narrare storie sulla propria impresa trasformandole in piani editoriali strategici.
Iscriversi è semplicissimo! A partire da questa pagina, cliccando su “Iscriviti, é Gratis!” vi si aprirà il form di iscrizione, da compilare in tutte le sue parti. Una volta registrati, vi arriverà una mail di conferma con tutte le indicazioni.
I posti disponibili sono solo 500: quindi “chi prima arriva meglio alloggia”!
Ricapitolando quindi:
FREE WEBINAR Corso Online in Content Marketing con Alberto Maestri, Francesco Gavatorta e Simone Tornabene Mercoledì 4 febbraio 2015, dalle ore 19
E non dimenticate di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!
Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change! BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-01-27 17:47:092015-01-27 17:47:09Corso Online in Content Marketing: partecipa GRATIS al Free Webinar
Come probabilmente già saprete, sabato scorso è stato presentato il sito www.verybello.it, ideato per raccogliere tutti gli eventi culturali che si terranno in Italia da maggio ad ottobre, in occasione della chiacchieratissima Expo 2015.
Saprete anche che il sito ha raccolto una marea di critiche da parte di influencer, digital guru, popolo della rete che negli ultimi giorni non ha fatto altro che chiedersi “ma come diavolo gli è venuto in mente?”, mentre il ministro si vanta del numero degli accessi.
In 6 ore 500.000 accessi a http://t.co/CjBDPOEGxp ! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web… Verygrazie!
VeryBello! non ha avuto qualche critica: è stato letteralmente demolito da 15 mila tweet in 24 ore. E non c’è da gioire per questo, ministro. C’è da farsi una sola domanda: dove ho sbagliato? Rispettosamente, costruttivamente, le dico, ministro, che di errori ne ha collezionati parecchi in questa vicenda. E le scuse – assieme al rifacimento di parte del sito – sarebbero obbligatorie. E sarebbero una buona pratica, perché potrebbero servire a innescare un processo virtuoso e a capire come deve gestire il digitale un governo che dice di considerarlo determinante per il nostro futuro.
Tra gli errori fatti notare da Luna c’è la scelta del nome, la realizzazione del sito, la mancanza di trasparenza sull’agenzia che lo ha realizzato.
Guido Scorza – docente, avvocato e giornalista – su Il Fatto Quotidiano pone delle domande a Franceschini: perché non è stato utilizzato il sito Italia.it? Quanto è costata l’iniziativa? Come è stata scelta la società che ha realizzato il sito? Perché è esclusivamente in italiano?
Tutte domande legittime a cui Franceschini ha dato una risposta, sempre su Il Fatto Quotidiano: l’idea era quella di creare un portale ad hoc per l’Expo, che fosse comunque collegato ad Italia.it. L’ideazione e la realizzazione sono costate 35mila euro (più Iva) per l’ideazione e la realizzazione e i fornitori della pubblica amministrazione presenti sul mercato elettronico (Mepa) sono stati selezionati in seguito ad una gara. Il sito sarò multilingue.
Il ministro aggiunge:
Mi permetto infine di aggiungere che tra sabato e domenica la rete si è divisa tra chi ha criticato #verybello a testa bassa e chi invece ha espresso critiche costruttive per migliorarne il funzionamento. Terremo sicuramente conto di queste critiche per perfezionare la funzionalità della piattaforma che è stata rilasciata nella versione Beta e sarà oggetto di significativi miglioramenti già nei prossimi giorni. Anche perché i tanti accessi di sabato e domenica (superiori al milione e mezzo!) hanno già permesso ai tecnici di individuare e superare alcuni problemi di sovraccarico. Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker.
Massimo Melica, avvocato, non utilizza mezzi termini per esprimere il suo dissenso. Ci spiega cosa non va da punto di vista giuridico:
Il portale è già un caso di studio, studiare verybello.it significa imparare in pochi minuti tutto ciò che non si deve fare nella progettazione e realizzazione di un portale, in particolare – sotto l’aspetto giuridico – non sono presenti o rispettate:
policy privacy previste obbligatoriamente dalla normativa nazionale e comunitaria, anche in riferimento alla tracciabilità dei visitatori attraverso l’utilizzo di cookies e sugli obblighi dell’informativa;
ottemperanza alle norme sull’accessibilità di cui alla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”; con i seguenti: Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75, Regolamento di attuazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e Decreto Ministeriale 8 luglio 2005, Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici.
ToS Terms of Service (Termini di servizio) non presenti ed essenziali al fine di comprendere diritti e obblighi del visitatore nella consultazione del sito.
Matteo Flora, esperto in digital reputation, spiega cosa non va in generale: manca la privacy policy, i link rimandano alla homepage e non all’evento, il singolo evento non possiede una pagina propria, mancano la SiteMap e il file Robots.xml, il marchio non è registrato, il dominio non è intestato al Ministero, ma all’agenzia, il sito non è accessibile.
Una sua dichiarazione in esclusiva per Ninja Marketing:
“Non si è verificata l’onda di positività di cui Franceschini ha parlato su Twitter. Sono più che altro basito, perché Franceschini aveva un documento del TDLab, consegnato ad ottobre, con delle preziose e utili raccomandazioni. Il dominio del sito è stato registrato a novembre, quindi non capisco perché quei consigli non sono stati seguiti”
E la reazione della rete?
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In questi casi gli esperti non sono gli unici a voler – e dover – dire la loro. Prevedibile la reazione della rete, che sui social network ed in particolare su Twitter non ha mancato di ironizzare e polemizzare su #verybello.
Analisi: 11.446 tweet pubblicati tra le ore 11:18 del 24/01/15 e le ore 08:35 del 25/01/15. Nel momento in cui scrivo siamo a quota 29.090.
Utenti: gli utenti più popolari sono risultati capitanati da @dariofrance che trova menzione in un totale di 904 tweet, subito seguito da @expo2015milano con un totale di 610 tweet che lo menzionano e da @pamelaferrara con 472 menzioni e @vittoriozucconi a quota 300 citazioni.
Impression: troviamo in prima posizione per quantità @expo2015milano con un totale di 3.954.841 Impression generate, @repubblicait con 2.917.256, @corriereit e @ttmobile_ rispettivamente con 2.681.755 e 1.576.756 Impression.
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Superstar: gli utenti che vantano il maggior seguito che hanno twittato all’interno della finestra presa in esame sono stati @skytg24 con i suoi 1.479.296 follower, @repubblicait con un numero pari a 1.458.806 follower, @corriereit con 893.918 follower e @rainews a con i suoi 630.760 seguaci. Parole chiave e hashtag: Gli hashtag più popolari e più utilizzati (contando le ripetizioni) sono stati #verybello (9.851 utilizzi), #expo2015 (2.482 utilizzi), #franceschini (185) e #happybirthdaycalumhood (141). Le parole più utilizzate sono state “sito”(citata 1.622 volte), seguita da “eventi” con 1.428 citazioni, “portale” a quota 1.427 e “verybello” utilizzata complessivamente 1.360 volte.
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-01-27 15:32:592015-01-27 15:32:59VeryBello: la mappa delle reazioni digitali al sito per l'Expo
Questa mattina intorno alle 7 ora italiana i due social network Facebook e Instagram sono andati in down per circa 40 minuti.
Voci da Palo Alto attribuiscono la causa a un problema di configurazione dei sistemi, anche se rumors non confermati indicano nel gruppo hacker Lizard Squad (già saliti agli altari delle cronache per l’attacco sferrato contro gli utenti di Playstation e Xbox lo scorso dicembre) i responsabili.
A conferma della tesi “complottista”, dei tweet lanciati proprio dall’account ufficiale del gruppo, che rivendicavano l’attacco a Facebook e Instagram e ne annunciavano altri, fra cui alla piattaforma Tinder e MySpaces.
Sarà vero? Tenete gli occhi aperti, amici lettori, perché i problemi in ambito social network, dopo il down di Facebook e Instagram, potrebbero non esser finiti qui…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Gavatortahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Gavatorta2015-01-27 14:20:232015-01-27 14:20:23Facebook e Instagram down: è stato attacco hacker? [BREAKING NEWS]
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