ADworld Experience: arriva l'edizione 2015 dell'evento dedicato al mondo AdWords

Ormai da qualche tempo, le campagne AdWords non sono più una “semplice” leva di digital marketing, ma piuttosto un elemento imprescindibile per marketer e pubblicitari, al fine di creare valore dalle azioni implementate online e offline. Conoscere la piattaforma di advertising made in Google diventa una skill imprescindibile per fare la differenza: ecco l’importanza di ADworld Experience, uno degli eventi più importanti dedicati al tema a livello nazionale e internazionale!

Alle prime due edizioni hanno partecipato oltre 300 persone, che nel 99,7% dei casi si sono dichiarate molto soddisfatte dell’evento. Il programma di ADworld Experience è stato pensato per evitare tempi morti e per farti interagire il più possibile con i relatori. I casi di campagne AdWords reali saranno presentati in 20 minuti + almeno 10 minuti di domande e risposte con con ogni speaker. Tutti i casi presentati sono in competizione per essere scelti dal pubblico tra i vincitori del SEM Award Italia. Il vero motore della giornata siete quindi voi partecipanti.

In particolare, ADworld Experience si rivolge a professionisti AdWords, aziende, inserzionisti non ancora pienamente soddisfatti delle performance ottenute dal pay per clic.

Il programma prevede 2 giorni – 16 e 17 Aprile 2015 presso lo Zanhotel Europa di Bologna – di seminari avanzati (giorno 1) e case study (giorno 2) tenuti dai migliori professionisti italiani e internazionali, pronti a raccontare segreti, esperienze e tips&tricks di questo mondo così affascinante. Vi abbiamo già ingolosito, vero?

Due sale in parallelo, tantissimi ospiti e temi realmente innovativi. Ninja, non vedete già l’ora di partecipare e diventare esperti aggiornati di Google AdWords? Non aspettate un secondo di più: iscrivetevi subito e vediamoci tutti all’ADworld Experience 2015! Ne rimarrete molto, molto soddisfatti 😉

10 social advertising best practice per le startup

Buongiorno Startupper! Avete creato prima il sito o la pagina aziendale della vostra impresa? Qualunque sia la risposta, lo avete fatto essenzialmente per un motivo: la visibilità. Tempo pochi giorni e molti dei vostri amici hanno messo il fatidico “Mi piace”, hanno retwittato news sulla vostra idea imprenditoriale, vi hanno fatto le congratulazioni per il nuovo lavoro e… adesso?

Adesso, se volete davvero investire sui social media, è il momento di pensare ad un po’ di advertising.

1. Definire gli obiettivi per il social advertising

Prima di tutto, definire gli obiettivi. Le Key Performance Index (K.P.I.), gli indicatori di prestazione, sono frutto di un’analisi top-down a partire dalle necessità del management (voi!) o dalla risoluzione di uno specifico problema. Non si parte da un social network, ma da un obiettivo di comunicazione che deve essere raggiunto attraverso i canali più appropriati.

“Voglio più fan” non è un K.P.I. Quello di cui parliamo sono dati certi, misurabili: click, reach, CPC, condivisioni, visite ad una pagina nel sito, download di un’app, bounce rate e chi più ne ha più ne misuri!

Gli strumenti di analytics non mancano, siano essi direttamente messi a disposizione dai social network o forniti da programmi specializzati. Imparate a tenerli d’occhio per capire quale indice risponde alle vostre necessità e se la vostra permanenza nei social network è solo un costo o un buon investimento.

2. Il giardino del vicino

“Certo – direte voi – ma io sono appena arrivato: come faccio ad orientarmi nel social advertising?”.

Tra le risorse gratuite da tenere sott’occhio, ricordatevi i blog di settore, soprattutto quelli degli esperti: andate a dare un’occhiata a quelli dei docenti della Ninja Academy! Non sottovalutate le pagine dei vostri concorrenti, perché l’analisi di benchmark l’avete fatta, vero? Bene, se avete i nomi, andate a dare un’occhiata ai loro piani editoriali o alle loro strategie di lead generation e verificate se adottano modelli implementabili (e migliorabili!) nella vostra azienda.

Infine, i report condotti da società specializzate come il Salesforce Marketing Cloud Social Advertising Benchmark Report o il Digital, Social and Mobile in 2015.

3. App…rofittatene

A questo punto avrete intuito che i social network offrono una buona varietà di indici per misurare l’efficacia delle vostre campagne. Uno strumento decisamente attuale, soprattutto per le startup, è la possibilità che Facebook e Twitter offrono di controllare quanti utenti hanno scaricato la vostra app.

Approfittatene per offrire loro un’esperienza gratificante e proficua, poiché le app sono il nuovo spazio virtuale privato delle aziende: fate in modo che esso sia lo specchio delle vostre eccellenze e un nodo adeguatamente connesso alla vostra rete comunicativa. Ma non fermatevi!

Attraverso ad mirati potete mandare gli utenti in zone specifiche della vostra app, creare engagement, sfruttare le liste di clienti che avete stilato tramite altri canali comunicativi e aumentare l’engagement. Date un’occhiata a Facebook SDK e Custom Audience Targeting.

4. Don’t fear the dark side

A proposito di uso intelligente delle feature dei social: conoscete i Dark Post di Facebook? Sono post creati appositamente per essere promossi tramite Facebook Ads, che però non vengono resi pubblici sulla sua pagina, ossia rimangono invisibili per gli utenti che non ne costituiscono il target.

La loro utilità si manifesta appieno quando allestite comunicazioni lievemente differenti per diversi tipi di target o effettuate dei test su vari post simili tra loro: grazie ai Dark Post non riempirete la vostra pagina con contenuti ripetitivi, annoiando i vostri fan. Per realizzarli dovete ricorrere al Power Editor.

5. Le dimensioni contano

E anche il colore! Piano con la malizia e focalizzatevi sulle immagini che corredano i vostri contenuti: un buon supporto visivo è ciò che attira l’occhio, spesso ancor prima del titolo, perché quest’ultimo è frutto di un codice, l’alfabeto, mentre forme e colori sono qualcosa che possono emozionare immediatamente, senza filtri.

A proposito: scegliete immagini accattivanti per le anteprime, cercatene di attinenti all’argomento che state trattando e/o al tone of voice dell’azienda, e limitate la post-produzione per non produrre effetti banali o inguardabili.

LEGGI ANCHE: Dimensioni immagini social: istruzioni per l’uso [INFOGRAFICA]

Non abbiate remore ad investire in un aiuto professionale per la grafica, perché essa è l’abito con cui vi presentate. Ne vale la pena? Date un’occhiata a questa news dell’Expo 2015e decidete voi il valore della visual experience.

6. A/B test

Pilastri del social advertising, gli A/B test sono esperimenti controllati, condotti proponendo ad un target due versioni di un medesimo contenuto che si differenzino per un’unica variabile: l’headline, l’immagine di anteprima, il colore di un bottone virtuale.

Questi test servono ad ottimizzare i risultati delle campagne, lanciando più versioni dello stesso messaggio, per poi mandare avanti solo quella che otterrà i risultati migliori. Testare è fondamentale, ma valutate bene quanto sia il caso di rompervi la testa su ogni dettaglio.

7. Date dati

Una volta che iniziate ad avere dati, usateli! I first party data sono la base per valorizzare la vostra rete di contatti. Avete indetto un webinar? Create un gruppo o contattate gli iscritti via Facebook. Hanno scaricato il vostro e-book? Spingete per avere un feedback via mail.   Siti come questo forniscono utili tool a pagamento per redigere liste di utenti, creare sinergie tra i vari canali di comunicazione online e ottimizzare l’organizzazione aziendale. Oltre a questo, gratuitamente, bene illustrano la necessità di accompagnare il cliente in un viaggio che lo porterà sempre più in basso nel connection funnel, ossia sempre più vicini ad un acquisto soddisfatto che genera fidelizzazione. Qualcuno ha detto lead generation? Ha detto bene.

8. Internet of things

Gli ultimi tre suggerimenti arrivano direttamente dall’infografica di Google sulle tendenze digitali per il 2015.

Big G ci segnala innanzitutto la crescita vertiginosa delle ricerche relative agli “oggetti connessi”, mediamente triplicate nel corso degli ultimi 12 mesi: wereable tech, smart TV e smart lightbulbs sono solo alcuni esempi. Quanti di voi hanno avuto un’idea imprenditoriale che segue il trend degli smart device?

Ad ogni modo, valutate se l’enorme mole di dati generata da questo tipo di apparecchiature può interessare il vostro business e il vostro social advertising, cercando eventualmente di offrire ai clienti un’esperienza gratificante e personalizzata.

9. La donna è mobile

E l’uomo anche. Almeno questo è quello che dicono i dati del colosso di Mountain View, parlando di Internet of Me. Gli smartphone diventeranno veri e propri telecomandi virtuali, centri nevralgici delle esperienze digitali delle persone.

Per fregiarsi dell’etichetta Mobile Friendly il vostro sito deve essere responsive, con contenuti adattabili, link distanziati e testi leggibili. A questo tipo di pagine devono mandare i vostri annunci, se volete mantenere un CTR  (click-through-rate, percentuale di click) alto. L’avete fatto il test di compatibilità?

10. Meglio un uovo oggi

L’ultimo dato fornitoci da Google racconta della possibilità che tutti abbiamo di ottenere immediatamente quello che vogliamo: informazioni, intrattenimento, assistenza. Perfino digitare sta diventando obsoleto, dato che molti dispositivi prevedono ricerche e messaggistica attivabili vocalmente.

Tenetelo in debito conto quando realizzate una campagna pubblicitaria online: tempus fugit, i clienti potrebbero rispondere subito, richiedendo un feedback altrettanto immediato, che dovete essere in grado di fornire.

Google+: a cosa serve? Risponde Claudio Gagliardini [INTERVISTA] #ninjamasterSMM

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Sappiamo che molti di voi si stanno ancora chiedendo come si può utilizzare Google+ per il business. Claudio Gagliardini, docente del Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy, ci racconta quale opportunità ci riserva questo canale.

1. La domanda che ti aspetti: c’è qualcuno su Google+?

Su Google+ c’è più vita che in discoteca al sabato sera, ma la maggior parte degli utenti si diverte nei privè, piuttosto che in pista; frequentano community in funzione dei loro interessi, seguono gli argomenti e gli hashtag che preferiscono e interagiscono soltanto con chi è bravo a farsi notare e a scrivere di argomenti interessanti e ben targettizzati.

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2. Non ho mai messo piede su Google+, qual è la differenza tra profilo, cerchie e community?

Il profilo è l’account utente, da non confondere con le pagine aziendali e con le pagine locali, entrambe disponibili su G+ attraverso la dashboard Google My Business.

Le cerchie sono le liste di utenti che ciascuno crea per interagire con altri utenti in funzione dei loro interessi e delle loro competenze.

Le community, infine, sono gruppi di utenti che condividono gli stessi interessi, dai quali possono emergere utenti che andremo ad inserire nelle nostre cerchie, oltre che sulla community stessa.

3. Come posso utilizzare Google+ per il mio Business?

L’introduzione di Google My Business ha messo ordine nella gestione delle pagine aziendali e locali, che già esistevano ma che non erano ancora state dotate di una loro dashboard.

Creare una pagina consente di selezionare un target, creando cerchie come fanno gli utenti e di partecipare o creare community, per ascoltare le conversazioni che ci interessano e trovare nuovi utenti con cui interagire.

Google+ fa bene sia alle aziende locali che a quelle a più ampio respiro, perché consente di creare una propria audience e di segmentare il pubblico.

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4. Posso usare Google Hangout per comunicare con il mio pubblico, e non solamente con il mio amico di Università che è andato a vivere a Londra?

Certo, gli hangout di G+ (videoritrovi) sono adatti sia ai singoli utenti che alle aziende, che addirittura possono trasmetterli in diretta sul proprio canale YouTube.

Ad un hangout è possibile aggiungere fino a 10 persone contemporaneamente, in video conferenza da PC, tablet o smartphone; condividere documenti, guardare assieme video o presentazioni e conversare in tempo reale.

Gli hangout sono uno strumento potente e versatile, ottimo per alimentare il canale video di un’azienda e per interagire con esperti del settore, blogger, clienti, addetti ai lavori e partner.

5. Qual è il vantaggio più grande che possiamo trarre dall’utilizzo di Google+?

La segmentazione del pubblico e la possibilità di indirizzare sempre il messaggio giusto verso il target giusto, ottenendo l’attenzione anche di utenti che non ci conoscono e che non hanno mai interagito con noi.

La forza di G+ è insita nel suo ragionare da motore di ricerca, piuttosto che da social network, lasciando ampio spazio ad un’interazione che va ben oltre gli standard sin qui resi disponibili dagli altri canali (amicizia, following).

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6. Come e perché un post pubblicato su Google+ può ottenere una grande visibilità e un forte impatto sui motori di ricerca?

Quello che posto in forma pubblica su G+ è indicizzato dal motore di ricerca e mostrato agli utenti loggati, quando fanno delle ricerche su Google Search.

Se siamo bravi a usare G+, esso può rappresentare un ottimo trampolino per i nostri contenuti; i post su G+ possono rappresentare, in un certo senso, delle ottime “landing page” per chiavi con le quali fatichiamo ad emergere, con i nostri siti o con i nostri blog. Inoltre, +1, condivisioni e commenti rappresentano social signals cui Google attribuisce importanza, in termini di posizionamento e possono aiutarci a migliorare la nostra visibilità e la nostra capacità attrattiva.

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE AI 13 SUPEREROI DEL MASTER NINJA ACADEMY:

Come portare i Social Media in azienda? La parola a Filippo Giotto

Admoji: ecco le emoji per ogni situazione d'agenzia creativa

Cosa dico ai miei quando mi chiedono cosa faccio. - La loro faccia dopo.

Chiunque lavori in un’agenzia creativa sa bene che la vita al suo interno è spesso riconducibile a una moltitudine di luoghi comuni. Gli basterà, infatti, parlare con qualsiasi collega da qualunque parte del globo per rendersi conto che i loghi non sono mai abbastanza grandi, che i clienti sono geneticamente programmati per farli impazzire, che i brief (quando esistono) sono quasi sempre indecifrabili e che la maggior parte degli inglesismi design-chic-on-top sono inseriti nelle e-mail probabilmente tirando i dadi.

Controllo delle email.

Insomma, tutto il mondo è paese, e il mondo pubblicitario più che mai: nascono così le Admoji, un progetto del copywriter Scott Wolf che dà un volto ai luoghi comuni della vita d’agenzia integrando le popolarissime emoji con didascalie che efficacemente le reinterpretano in chiave sarcastica, riproponendo quelle situazioni d’agenzia in cui è praticamente impossibile per un creativo non identificarsi.

Le Admoji sono tante e in continua evoluzione: eccovi dunque una ghiotta selezione che rivoluzionerà il vostro modo di chattare con i colleghi!

Chi può restare fino a tardi stasera? - Ordineremo la cena.

Dopo il 12° giro di modifiche del cliente.

Il cliente boccia una sola idea.

Possiamo fare il logo più grande?

Nessuna modifica.

Quale riunione questa mattina?

Non abbiamo budget.

Quando il brief cambia dopo una settimana e poi torna alla versione originale la settimana dopo.

Lavoro da casa.

Quando sei dietro il direttore creativo che sta chiedendo al tuo collega se potete lavorare per il weekend.

L'unico creativo dell'agenzia che si veste in modo stravagante senza alcun motivo.

Quattro idee su cinque che tu ami ma sono troppo dispendiose.

No, questa non ve la traduco 😀

Content Marketing: ecco perchè fa bene alla tua azienda

Content Marketing azienda

Che il marketing moderno sia dinamico ed innovativo non è di certo una novità, ma capire come sfruttare le potenzialità che il mercato offre può rivelarsi una mossa vincente, che tutte le aziende ed i digital marketer dovrebbero saper cogliere.

I media che usiamo per comunicare con i clienti cambiano frequentemente ed inaspettatamente, per tali motivi è necessario adattarsi ad essi, generando contenuti di qualità, ed inevitabilmente valore.

Ma che cos’è il Content Marketing?

cos'è il Content marketing

È la strategia che prevede la creazione e la condivisione di contenuti rilevanti e di qualità al fine di attrarre, coinvolgere, acquisire e fidelizzare la propria target audience, attuale e potenziale.

L’idea alla base del content marketing è tanto semplice quanto efficace: trasmettere informazioni di alta qualità, pertinenti e di valore per clienti e prospect. Fare in modo che questi associno brand e/o prodotto ad un’effettiva esigenza.

seo e Content Marketing
LEGGI ANCHE: Influencer nel social media marketing: come sceglierli e soprattutto come coinvolgerli

Ma cosa succede quando un marketer percepisce la necessità di contenuti di marketing, ma non ha il potere decisionale per la sua attuazione? Ecco dei consigli che permetteranno al vostro capo, di capire cos’è il Content Marketing e quali vantaggi può portare.

Non parleremo di teorie o modelli, ma di spunti di riflessione e discussione da condividere con il vostro superiore.

1. Il Content Marketing è un segmento in rapida crescita

È il settore che più sta crescendo, soprattutto nell’ambito delle relazioni B2B; proprio nel prossimo anno il 45% delle aziende prevede di assumere specialisti di Social e Digital; e 9 su 10 aziende B2B creano già contenuti di marketing. Sarà forse un segno?

Beh, forse, i vostri concorrenti stanno già utilizzando contenuti di qualità o prevedono di farlo. Voi cosa volete fare? Aspettare? Stare a guardare? O cos’altro?

2. La qualità dei contenuti riduce i costi

Ebbene si, non ci crederete ma la commercializzazione dei contenuti di marketing costa il 62% in meno rispetto al marketing tradizionale e generano ricavi, 3 volte, superiori.

qualità contenuti

3. Il Content Marketing facilita il processo di acquisto

Ovviamente questo si traduce in un aumento delle vendite; infatti, se si costruisce una strategia di contenuti di marketing, ci sarà un forte impatto sulle decisioni di acquisto sin dall’inizio del processo.
Non a caso, per circa il 57% degli acquirenti vi è un lungo processo d’acquisto, dove solo l’ultimo tassello è quello delle vendite.

4. Non è solo per le aziende B2C

Sono proprio le aziende B2B che dimostrano grandi contenuti; non a caso è il settore più in crescita.
I manager di marketing delle B2B stanno spendendo il 33% del loro budget in content marketing, che fino al 2013 era del 23%.

Pensate ancora che il contenuto di qualità non sia rilevante per la vostra azienda? Le aziende più competitive stanno investendo in una varietà di contenuti per guidare le loro attività e renderle più innovative.

Tu sei pronto per ‘rinnovarti’ o vuoi attaccarti a tutti i costi al marketing tradizionale? Per meglio intenderci, vuoi essere ‘rock’ o vuoi rimanere ‘lento’?

The Bank of Things: il futuro del settore finanziario secondo Accenture

Oggi come oggi, tanti ambiti della nostra vita ruotano attorno ad una parola – o meglio a un concetto: l’Internet of Things. Esso trova applicazione quasi in ogni momento della nostra quotidianità. C’era un ambito altamente informatizzato (almeno lato consumer) che non ne aveva ancora sentito l’influenza; Accenture ha pensato di colmare questo vuoto pubblicando un bellissimo documento che ci mostra il futuro, dal titolo esplicativo: The Bank of Things.

Nel report, la società di consulenza globale afferma un fatto ovvio ma allo stesso tempo non banale: aumentando il volume di dati che ogni consumatore invierà attraverso il proprio smartphone (e non solo) nel Cloud, è lecito pensare che anche le banche possano sfruttare questi dati ed interagire in modo più spinto con l’utente finale e – ad esempio – con la sua smart home per eseguire un calcolo in real-time delle proprie disponibilità economiche (dunque, di quanto il consumatore può spendere per le proprie necessità come riscaldamento, acqua, spesa alimentare, ecc).

Da questi concetti nasce la necessità di trovare una nuova definizione per i consumatori, proponendo il cosiddetto di “Consumatore 3.0” (Customer 3.0).

Cambiando il ruolo del consumatore, inevitabilmente, cambierà anche il ruolo della banca. Essa si troverà a caratterizzare un nuovo ecosistema basato sulle nuove necessità quotidiane del Consumer 3.0. Per soddisfare le necessità del consumatore, la stessa banca dovrà quindi seguire ed implementare tre concetti primari appartenenti a quello che Accenture chiama “Extended Banking Ecosystem” e riassunto perfettamente dalla seguente immagine.

La Bank of Things anticiperà quindi i bisogni e le necessità del consumatore adattandosi e adeguandosi a cambiamenti continui, fornendo quindi all’utente soluzioni ad hoc capaci di rispondere alle esigenze reali di cui lo stesso ha bisogno. La BoT sarà quindi in grado di soddisfare tutti i tipi di cliente, partendo dal privato per arrivare ad esigenze industriali e a livello business, fornendo quindi un’integrazione verticale a tutti i layer. Per creare realmente il nuovo ecosistema della BoT le banche dovranno creare partnership solide e durevoli con provider di servizi Cloud, così come dovranno adottare una serie di implementazioni dedicate con focus su data analytics e connettività costante.

Come tutte le innovazioni tecnologiche ci sono e ci saranno innumerevoli pregi ed altrettanti difetti, utilizzi impropri e problemi oggi non immaginabili; ma non dobbiamo dimenticare che le vere innovazioni sono fatte per raggiungere lo scopo di facilitare la vita degli utenti e rendere semplici operazioni che sino a non molto tempo prima sarebbero state complicatissime.

LEGGI ANCHE: In Cosa Consiste il CRM Cloud 2.0?

Il concetto di Bank of Things è una vera e propria estensione ed “esasperazione” (almeno secondo il mio punto di vista) dell’Internet Banking tradizionale.

A proposito di innovazione, non dimenticate l’appuntamento del 18 Marzo 2015 per la #BattleMI, la Battaglia delle Idee made in Ninja Marketing. Giunta ormai alla terza edizione, essa sarà il main event del Global Enterpreneurship Congress!

Come integrare il social con gli eventi: il caso Saxo Capital Markets

I social media sono uno strumento fondamentale per l’event marketing e non solo perché contribuiscono attivamente alla diffusione dell’evento, ma anche perché generano brand awareness e aumentano il successo dell’evento stesso. I social network riescono a coinvolgere e a dare respiro all’evento già a partire dalle primissime fasi organizzative, fino ad arrivare a farlo vivere in prima persona e a contribuire a creare contenuti dell’evento stesso, insieme a chi lo organizza e ci lavora. Ma non finisce qui.

La potenza del social media marketing applicato all’organizzazione di un evento sta anche nel prolungare l’esperienza vissuta ed estenderne il valore.

Oggi nessun brand può fare a meno di utilizzare i canali social e ormai risulta anche inutile fare la differenza tra online e offline, in quanto i social media sono parte integrante della nostra vita. L’integrazione tra online e offline è talmente profonda che viviamo contemporaneamente entrambi gli ambiti, ormai fusi tra loro.

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La parola chiave è integrazione; unire gli strumenti online e offline non significa aggiungere, ma rendere completa la nostra strategia di marketing e riuscire a raggiungere non solo i nostri clienti, ma tutte le persone potenzialmente interessante a quello che stiamo facendo o promuovendo. Occorre, quindi, una gestione complessiva, trasversale e coerente di un’unica strategia integrata di marketing, utilizzando sia strumenti online che offline. Ecco come ad esempio l’evento Saxo Capital Markets sia un esempio da manuale.

Evento #TradingDebates

Saxo Capital Markets, specialista negli investimenti e nel multi-asset trading online, per l’organizzazione dell’evento #TradingDebates che si è tenuto a Londra il 22 ottobre 2014,  ha implementato una strategia di social media marketing sfruttando  i canali della comunicazione digitale integrando le competenze del proprio team di marketing a quelle di agenzie esterne specializzate in content marketing e digital PR.

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La collaborazione trasversale di tutte queste specializzazioni di marketing ha contribuito al successo dell’evento, brillantemente gestito in ogni sua fase.

Pre-evento

LEGGI ANCHE: Torna BattleMI: diventa partner dell’evento globale sull’imprenditoria innovativa

Questa è la fase di sensibilizzazione, promozione e raccolta delle adesioni.

In questa fase, i social media sono determinanti per diffondere l’evento, raccogliere le adesioni, coinvolgere le persone e far vivere anche la fase organizzativa.

Conversare con la nostra community e condividere contenuti utili al nostro target, fa aumentare l’interesse attorno all’evento e il desiderio di essere presenti in prima persona.

Nel caso specifico della Saxo Capital Markets, questa prima fase, è durata sei mesi.
Il nome dell’evento? Naturalmente l’hashtag stesso: #TradingDebates.

Il coinvolgimento del pubblico sui social media è stato incentivato anche attraverso organizzazione di contest su Twitter che hanno visto i partecipanti più attivi e dinamici vincere un iPad.
C’è da dire, infatti, che Twitter offre un’ottima visibilità in tutte le fasi dell’organizzazione di un evento e genera conversazioni efficaci ed utili sia per diffondere l’iniziativa, che nel corso dell’evento e in fase di monitoraggio

Per incuriosire ed animare il dibattito sui temi principali dell’evento, in questa fase, sono state diffuse anche infografiche divertenti e articoli utili al target.
Dare delle piccole anticipazioni e svelare delle pillole di ciò che si andrà a trattare in seguito, serve a creare aspettativa, a suscitare curiosità e ad alimentare il desiderio di prendere parte all’evento.

L’interazione con il target, fin dall’inizio, ha conferito al #TradingDebates un’autenticità tale che si è riusciti ad avvicinare anche un pubblico difficile come è quello del mondo della finanza e degli uomini di affari.

Gli influencer

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Prima dell’evento fisico sono stati identificati gli influencer chiave per generare sempre più interesse e stimolare le conversazioni online.

Durante l’evento

Live-tweeting al #TradingDebates

I relatori si stanno alternando nei loro speech e la platea fa tesoro di quello che l’evento offre loro. Una buona strategia di marketing integrato prevede sicuramente la condivisione, in tempo reale, dell’evento sui social media. Il live tweeting, la condivisione di fotografie su Facebook ed Instagram lo streaming dell’evento, ad esempio, aumentano la partecipazione e generano conversazione diffusa, conferendo un valore aggiunto al nostro evento.

Auditorium #TradingDebates

Un’ottima idea attuata al #TradingDebates è stata quella di trasferire le conversazioni social anche su un grande monitor fisico posto sopra il palco. Nel corso dell’evento, i relatori hanno potuto rispondere, in tempo reale, ad alcune conversazioni online riportategli dal community manager, aumentando ancora di più la partecipazione di chi non era presente fisicamente.

Post-evento

Teminano gli speech, cala il sipario, si spengono le luci…
L’evento è finito? Certo che no!

Ora è il momento di raccontare ciò che è successo, condividere foto, video, slide, contatti utili, raccogliere feedback ed opinioni. In breve: estendere il valore dell’evento!

Continuare a diffonderlo anche dopo la sua realizzazione, cattura l’attenzione perfino degli assenti e dei curiosi ed alimenta il desiderio di voler partecipare, in prima persona, al prossimo evento. In questo modo si inizia già a “fertilizzare il terreno” per l’evento successivo e si mantiene sempre vivo l’interesse.

Nel caso specifico del #TradingDebates, i risultati del monitoraggio hanno fornito importanti informazioni su come migliorare la comunicazione per il target specifico e hanno portato alla luce il successo dell’evento anche da un punto di visto quantitativo, oltre che qualitativo (il social media impact è stato il triplo dell’evento Camp Alphaville organizzato dal Financial Times).

Ciò dimostra che le aziende che sono in grado di adottare tool e tecniche di marketing moderne ed integrare offline e online, riescono ad avere successo e a far sentire il pubblico il vero protagonista e co-creatore dell’evento stesso.

«Dimmi e dimenticherò. Mostrami e ricorderò. Coinvolgimi e capirò».
Confucio

Ninja Social Oroscopo dal 29 gennaio al 4 febbraio

Carissimi guerrieri, è già tempo di un nuovo Ninja Social Oroscopo della settimana, e per fortuna diciamo noi di Una Parola Buona Per Tutti perché proprio poche ore fa Venere ha salutato il segno dell’Acquario per traslocare in quello dei Pesci. “Un cambiamento mai visto, da vivere in diretta” potrebbero esclamare i più entusiasti tra di voi, e invece no, non per ora, non ancora, e il segreto sta tutto nella concretezza professata da Saturno in Sagittario e Giove in Leone.

I segni di terra, Toro, Vergine e Capricorno dovrebbero sentire più degli altri il transito di Venere nel segno dei Pesci, ma il condizionale è d’obbligo perché certamente non cercheranno una scusa per struggersi o litigare con il partner, anzi: approfitteranno di questa situazione per fare una panoramica sull’andamento delle ultime settimane e vedere dove e cosa si potrebbe migliorare, trasformando una presunta problematica in un’opportunità. 

Chi potrebbe lanciarsi impavido verso una moltitudine di sentimenti romantici saranno i segni d’acqua: i Pesci cercheranno di trasformare la loro umile dimora in una reggia, sperando che Venere non se ne vada mai più, Scorpione e Cancro faranno i conti l’uno con il proprio lato più romantico, l’altro con quello più passionale… chissà cosa sarebbero in grado di scarabocchiare su un catalogo Ikea, verrebbe fuori il loro vero io, quello che tentano, loro malgrado, di tenere segreto, segretissimo, ma che ormai abbiamo scoperto!

Giove e Saturno continuano ad assistere con particolare zelo Ariete, Leone e Sagittario. Nessuna occasione deve essere sprecata per voi guerrieri nati sotto un segno di fuoco e per questo siate sempre sinceri, sia con voi stessi sia con gli altri. Non c’è nulla di male nel voler mettere i propri obbiettivi davanti a tutto, a volersi innamorare o ad avere poco tempo e poca voglia da dedicare agli altri. Investite sulle vostre funzionalità e lasciate che gli altri borbottino in segno di disapprovazione!

Gemelli e Acquario dovranno evitare critiche gratuite, siano esse provenienti dall’esterno o “auto inflitte”, diciamo così. Il vostro cielo vi porterà ad avere reazioni diverse ma tutte molto istintive, per non creare falsi allarmi o ingigantire problemi la parola d’ordine sarà semplificare, fare chiarezza, scomporre, se necessario, ogni situazione. Chi, questa settimana, ci lascerà senza parole sarà la Bilancia: alla ricerca di autenticità non si tirerà indietro dal suo caos calmo, sicura di trovare nell’ignoto le sue risposte.

Buona settimana, guerrieri!

LinkedIn: 5 consigli per il successo delle vostre pagine aziendali

Linkedin company pages

LinkedIn è uno dei modi migliori per trovare lavoro (già nel 2013 il 53% delle attività di selezione lavorativa è avvenuta su Internet). Di solito quindi ci si concentra sui consigli da dare all’utente per poter essere il candidato ideale. Ma se invece siete i gestori di qualche pagina aziendale che cerca impiegati?

Oggi quindi vi proponiamo una serie di consigli per gestire con successo le vostre pagine aziendali, tratti da casi reali dell’ultimo anno. E non stiamo parlando di casi generici, ma delle Best LinkedIn Company Pages. Per redigere questa classifica, il social propone ai propri utenti di elencare le pagine che trovano innovative e consultano come fonte d’ispirazione.

Delle dieci migliori pagine aziendali analizzeremo nel dettaglio le prime cinque, ricavando preziosi consigli che forse vi permetteranno di raggiungere la classifica del 2015, o per lo meno migliorare i vostri risultati!

1. Dell: investimento

Dell Linkedin

Come abbiamo anticipato nei trend di quest’anno social, i post sponsorizzati diventeranno un vero e proprio must have. Se siete restii a investire nelle vostre pagine social, ricredetevi! Dell vince la medaglia d’oro del 2014, proprio grazie all’uso di post sponsorizzati.

Com’è ben noto, l’uso di questi post permette di raggiungere un’audience decisamente più consistente. I teorici del complotto sicuramente sosterranno che LinkedIn ha deciso di inserire Dell come prima azienda per spingere anche altri utenti a investire nei propri contenuti.
In realtà si tratta di semplice strategia, applicata a un minimo di furbizia: scegliete di sponsorizzare i contenuti di qualità, in modo da massimizzare il risultato con il minimo costo.

2. Evernote: social strategy

Evernote Linkedin

Medaglia d’argento per Evernote. Il consiglio da portare a casa questa volta è: usare una strategia integrata sui diversi social.

Quando Evernote rilascia una nuova feature viene postato un update che viene aggiunto (pinned) su Pinterest. Il pin e l’update permettono di mantenere le prime posizioni nella Home di LinkedIn, assicurandosi un ampio numero di visualizzazioni.

Diffidate quindi da chi vi dice di non proporre lo stesso contenuto su più piattaforme: una strategia di comunicazione integrata e ragionata è spesso imbattibile.

3. Hootsuite: contenuti di valore

Hootsuite Linkedin

Terzo posto per uno degli strumenti sacri di ogni “Social Media Coso” che si rispetti. E la sua strategia si basa proprio su questo: condividere dati tecnici, che interessano agli utenti perché dovranno usarli per lavorare su Hootsuite.

Spesso ci si dimentica che i social network sono un lavoro per molte persone, e LinkedIn rappresenta il social lavorativo per eccellenza. Sfruttate queste potenzialità, condividendo con i vostri follower dati di interesse, statistiche di settore e contenuti di valore che terranno incollati gli utenti alla vostra pagina, in attesa del prossimo aggiornamento.
Potreste anche decidere di dedicare uno spazio alle FAQ o ai post Q&A, in modo da creare un maggior engagement.

4. L’Oréal: dialogo

Loreal Linkedin

Non tutti pensando a L’Oréal si immaginano un’azienda con un approccio “friendly”. Invece la famosa casa cosmetica ha dimostrato a tutti che dialogare col proprio pubblico paga.

L’Oréal ha infatti umanizzato il suo brand, incominciando conversazioni con i follower, per stimolarli a seguire la pagina (creando quindi un circolo virtuoso).
Inoltre ha celebrato su LinkedIn il raggiungimento dei 500.000 follower, coinvolgendo ulteriormente il proprio pubblico.

Imparate a rendere il vostro brand umano, e interessatevi ai vostri follower: tra qualche anno magari sarete anche voi nella top ten di LinkedIn.

5. Luxottica: Career Page

Luxottica Linkedin

Un esempio per tutte le aziende italiane. Avere Luxottica in Top Five, riesce ad azzerare il #verybello che sta facendo scuotere la testa a tutto il web. L’azienda nata nel 1961 nel bellunese, ha da insegnare anche a P&G che si piazza solo ottava in classifica.
Ma venendo al consiglio di riferimento che ci viene fornito in questo caso: ottimizzate la Career Page.

Non limitatevi ad aprire nuove posizioni, condividete contenuti che mostrino la vostra cultura aziendale. In questo modo chi cerca lavoro presso la vostra azienda riuscirà a trovare non solo offerte interessanti, ma anche un’opportunità di fidelizzazione.

In diretta dalla Silicon Valley: Oscar Di Montigny racconta il futuro del Mondo [WEEK 1]

Marketing Manager, speaker internazionale, promotore di un’economia sostenibile e fondata sull’Amore, ma soprattutto viaggiatore. Oscar Di Montigny segue la via dell’innovazione ed è disposto a raggiungerla in tutti i modi possibili.

In questi giorni si trova negli Stati Uniti, insieme a Michele Berra, per un Viaggio nel futuro del Mondo, un tour che parte da San Francisco e che ricopre tutta la Silicon Valley. Startupper, scienziati, innovatori, aziende che vogliono fare la differenza: scopriamo chi ha incontrato e lasciamoci ispirare.

#1 – Martin Luther King Day, wearable e immortalità

Per approfondire: Spire; Riccardo Sabatini, filosofo e data scientist.

#2 – Startup, customization e social QI

Per approfondire: 500 Startups, CoinPipCloud Academy, Italist, FluidMind The Bridge.

#3 – Stanford: Scienziati, filosofi ed economisti

Per approfondire: Prof. Alberto Salleo.

#4 – Convivenza e cervelli non in fuga

Per approfondire: Plug and Play, Silicon House.

#5 – I grandi: innovazione, intenzioni, commodity

Per approfondire: Salesforce, Nuance, PayPal, Google, Facebook.

Il tour continua, alla prossima settimana!