Questa settimana vi propongo una top 5 davvero carica di creatività! Pronti a vedere i migliori annunci stampa ? GO!
Evolve: Balloons/Claws/Fort
Questa la migliore della settimana.
Se le trovano, ci giocano. Mettete sempre sotto chiave le vostre armi.
In questo caso gli oggetti che vengono utilizzati dai bambini, se pur privati e inadatti al gioco, risultano innocui.
Ottima la scelta di mostrare il pericolo senza mettere in scena fucili o pistole.
Advertising Agency: McCann, New York, USA
Chief Creative Officers: Sean Bryan, Thomas Murphy
Associate Creative Directors: Ferdinand Daniele, Thomas Weingard
Photographers: The Selby, Kevin Zacher
Sony: Strike/Traffic
Le nuove cuffie Sony, cancellano i rumori. ( suono = testo canzoni / disturbo = traffico e sciopero)
Advertising Agency: Cerebro Y&R, Panama City, Panama
General Creative Director / Creative Director: Jorge Heilbron
Art Directors: Mario Monteza, Alberto Weand, Raul Pardo, Denise Quintero
Other Credits: Juan Francisco Bernal
Tambour Paint:Diego/Michael/Lance/Monica
Il concept non è certo originalissimo, ma la scelta dei personaggi ci pare spassosa. Riuscite a ricordare tutti gli episodi di storia recente qui mostrati dalla ditta di pitture Tambour?
Advertising agency: ACW Grey, Tel Aviv, Israel
Executive Creative Director: Tal Riven
Creative director: Ziv Meiri
Art Director: Carmit Ken-Dror
Heineken: Happy New Year
Si è da poco aperto l’anno cinese della capra. Heineken festeggia a suo modo!
Advertising Agency: Rothco, Dublin, Ireland
Art Director: Sam Caren
Copywriter: Martin Corcoran
Account Director: Grace Looney
UniPin: The Big Ones
Qui abbiamo un vero concentrato di creatività! I grandi progetti iniziano con un pennarello UniPin!
Advertising Agency: Target McConnells, Dublin, Ireland
Creative Director / Art Director: Robert Boyle
Illustrator: Steve Doogan
Photographer: Liam Murphy
Retoucher: Walter MacLachlan / iCraft
Finished Art: Eamon Quigley
Account Director: Enda Kelly
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karokihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaroki2015-03-02 12:30:352015-03-02 12:30:35Heineken, UniPin e Sony: i migliori annunci stampa della settimana
La sezione Digital ha affrontato più volte l’agormento Internet Of Things, analizzandone tutte le implicazioni ed i differenti campi di riferimento (marketing, ratail, analytics, smart-home, ecc.) ma non abbiamo mai (finora) toccato uno degli argomenti maggiormente importanti legati a questo “nuovo” business: il giro di affari multi-milionario che genererà.
Il business generato dall’IoT (volume d’affari vero o presunto che sia) è sicuramente uno degli argomenti più interessanti degli ultimi anni. Questo ed altri motivi ci hanno portato a mostrarvi una interessante infografica realizzata daCapgemini Consulting riguardante, appunto, il giro d’affari che l’IoT sta generando e genererà da qui al 2020. La ricerca tenta di rispondere ad un quesito semplice ma importantissimo: le aziende sono pronte ad affrontare un business multi-milionario?
Quale è il livello di maturità dell’IoT nei vari settori?
Come sottolinea l’infografica ci sono differenti settori in cui l’IoT sta entrando di prepotenza e nei quali la maturità delle soluzioni sta crescendo. Come indicato nell’infografica l’incremento maggiore dele soluzioni disponibili si avrà nel settore industriale dato che, ad esempio, a livello applicazioni domestiche siamo già in presenza di molte soluzioni. Una delle industry che saranno maggiormente interessate dall’aumento delle soluzioni disponibili è il settore medico.
La ricerca mostra un aspetto estremamente interessante e veritiero indipendentemente dal settore di riferimento: a volte non è detto che una grossa opportunità di business e quindi di guadagni siano alla portata di tutti gli attori che potrebbero beneficiarne. Se l’organizzazione non è pronta, i guadagni andranno ad altri. E voi Ninjas? Cosa ne pensate? 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Andreahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAndrea2015-03-02 11:00:522015-03-02 11:00:52Internet Of Things: le aziende sono pronte per un Business da trilioni di Dollari? [INFOGRAFICA]
Google. Basta il nome per dire tutto. Con circa 2.095.100.000.000 di ricerche effettuate nel 2014, Big G è di gran lunga il motore di ricerca più usato al mondo. Uno strumento che da più di un decennio condiziona il nostro modo di navigare, e che nessuno sembrerebbe poter discutere: neanche colossi come Apple, Facebook o Yahoo.
Eppure, come tutte le cose, anche per Google si sta prefigurando l’esigenza di evolversi.
Prima, una piccola premessa.
Nel capitolo #7 del report pubblicato lo scorso gennaio da GlobalWebIndex sui 5 trends attesi per il 2015, si legge un dato interessante. Seppur confermandosi come player indiscutibile del web mondiale, Google ha un problema: e quel problema si chiama mobile.
Pensateci: quando usate il vostro smartphone, adoperate Google con la stessa frequenza di quando navigate con un laptop? Anche se avete uno smartphone che monta Android, quel gesto così normale su una tastiera è per così dire, meno automatico su uno schermo touchscreen di un iPhone o di un Galaxy.
Fino al novembre scorso, anche i device Apple avevano impostato su Safari Google come motore di ricerca di default: un cambiamento che non deve aver influito su queste statistiche, ma che probabilmente incideranno sul tasso finale alla fine di quest’anno abbassando una percentuale forse già abbastanza deficitaria.
Il 2015, secondo le previsione, potrebbe rivelarsi il primo anno in cui il motore di ricerca più utilizzato al mondo subisca una decelerazione rispetto al suo abituale trend di crescita. Certo: Google non si farà certo cogliere impreparato, no? E poi: perché preoccuparsi? In fondo la ricerca è ormai solo uno dei settori in cui Google eccelle. L’azienda di Mountain View è un provider di servizi diversificati, un player importante nel campo del social networking con Google Plus, oltre che la culla dell’innovazione per eccellenza.
Tutto vero. Ma è anche vero che Google ha, attraverso la ricerca, l’imput per erogare la pubblicità più perfetta che sia mai stata immaginata: quella profilata.
Io cerco qualcosa su Google, Google è in grado di suggerirmi prodotti e servizi attinenti alla mia ricerca. Il principio è ormai diventato parte integrante del nostro modo di pensare il web e il marketing digitale: ma, appunto, vede il suo hype nel gesto della ricerca, che è il link indispensabile per costruire la navigazione personalizzata.
Un principio mutuato anche nelle piattaforme in grado di memorizzare i cookie per “ricordarsi” l’utente che naviga: anche questo, un trend che il report di GlobalWebIndex prevede in discesa per quest’anno, considerando il proliferarsi dell’abitudine a navigare in modalità “anonima” per tutelarsi dalla privacy.
In ogni caso: una diminuzione del numero di ricerche possono portare, per forze di cose, a un depotenziamento del mezzo con conseguentemente possibile diminuzione di investimenti. Certo, stiamo parlando di un qualcosa di non epocale e che non ridimensionerà certo Google nel breve periodo: ma è certamente un segnale da registrare pe provare a interpretare ciò che succederà nel lungo periodo.
Proviamo quindi ad interpretare le scelte compiute da Mountain View e, in particolare, un investimento fatto negli anni scorsi che potrebbe esser considerato indicativo: quello in Uber, appunto.
250 milioni di buoni motivi per credere in Uber
Era il 23 agosto del 2013 e ilSole24ore batteva la notizia: Google Venture aveva investito nella startup Uber 250 milioni di euro. Gli analisti prevedevano già allora un’IPO sull’azienda creata da Travis Kalanick e Garrett Camp. Ufficialmente, questa non è mai avvenuta.
Ufficialmente: perché Google ha comunque mantenuto una sorta di “contatto diretto” con Uber.
Se si leggono infatti i nomi del board, si può appurare come fra i quattro consiglieri d’amministrazione ci sia David Drummond, della Google Inc. Una notizia risaputa, che può esser verificata semplicemente navigando su Bloomberg.
Chi è David Drummond? Il Chief Legal Officer, Senior Vice President of Corporate Development e Secretary di Google Inc.
Anche questo, niente di nuovo: è possibile leggere della sua presenza nel board Uber anche sul sito ufficiale di Google. Drummond è responsabile oltre che delle operazioni legali della società, anche della stessa Google Ventures e dello sviluppo aziendale.
Non è un mistero che Google stia cercando di sviluppare un sistema di trasporti senza conducente. Un ambito non esclusivo di Google, intendiamoci: aziende come Cruise stanno già provando a esplorare il mondo delle driveless car e le sue possibilità, e in rete è possibile trovare molte notizie sul tema, ad esempio su blog specializzati come Driveless Future.
Il terreno però rimane apparentemente lontano da Google stesso: anche se, a quanto si apprende da una notizia
apparsa su Telecrunch qualche settimana fa, non così lontana dal concretizzarsi. Pare infatti che lontano da Mountain View sia stato già avviato il laboratorio di ricerca per trovare la chiave di volta e lanciare un sistema di taxi robotici.
Rumors non confermati affermano che lo stesso Drummond abbia mostrato al board di Uber le prime bozze dell’app mobile di questo nuovo servizio, sentendosi chiedere dagli altri consiglieri d’amministrazione le dimissioni.
Eppure, come sottolinea in un’interessante analisi Formiche.net, Uber poggia il suo servizio sulla suite di Google Maps. Se si rompesse quest’alleanza, a rischio ci sarebbe addirittura la possibilità di erogare il servizio.
Posto che la questione è delicata e non siamo in grado di sapere quale sia la reale intenzione di Big G nei confronti di Uber (almeno a livello amministrativo), rimane però la domanda del perché tanti sforzi da parte di Google per un settore che non sembra poter influire concretamente sul suo core business.
Una teoria, però, l’abbiamo formulata: ve la esporremo nel prossimo post di questa serie.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Gavatortahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Gavatorta2015-03-02 10:20:322015-03-02 10:20:32Google e l'alleanza con Uber: perché? - [PARTE 1]
In un intervento presso l’Interactive Advertising Bureau Annual Leadership Meeting Erin McPherson, Chief Content Officer presso Maker Studios, ha evidenziato quali sono gli ostacoli principali che un marketer troverà nel tentativo di raggiungere e fidelizzare i Millennial. La pubblicità tradizionale non basta più.
Questa generazione non disprezza i brand. Ciò che odia è la pubblicità.
Si guarda sempre meno TV, in favore dei dispositivi mobile, e il pubblico richiede contenuti sempre più brevi. Nel caso dei Millennial dobbiamo sempre tener presente quali sono gli interessi di un pubblico così eterogeneo. La tattica del One size fits all ormai è impossibile da applicare. E allora, come addattarsi a un utente così esigente?
Insomma, un buon contenuto è un ottimo punto di partenza. Inoltre un pubblico come quello dei Millennial preferisce un tipo di pubblicità che non sia avvertita come pubblicità. Un buon marketer deve cercare di divertire e intrattenere senza fare il simpatico.
McDonald’s e NFL, ad esempio, hanno sfruttato un famoso format di Youtube, Bad Lip Reading, a proprio vantaggio. Ed ecco che sembra che i migliori giocatori di football americano impazziscano per le Chicken Wings.
#2 I Millennial apprezzano l’autenticità
Le storie che raccontiamo sono efficaci solo se coinvogono davvero chi ci ascolta. Una buona strategia di storytelling si fonda sull’autenticità e una narrazione efficace non deve essere per forza complessa, essa può focalizzarsi su un dettaglio, un punto di vista.
La campagna #seetherealme di Clean & Clear (Johnson&Johnson’s) non pone l’attenzione sul prodotto ma su quelle che sono le paure e le speranze del proprio target, le teenager.
#3 Cerca di attivare il coinvolgimento
I Millennial vogliono sentirsi parte di ciò che gli interessa. E i brand devono avvicinarsi ai propri utenti, non solo emotivamente. La creazione di un touchpoint è fondamentale e qui non s’intendono solo i punti vendita. Il consumatore vuole entrare a contatto con il brand.Vuole essere un attore attivo.
Pensate a Nike, che riesce a creare un’esperienza unica e differenziata per ogni suo cliente. Lo segue con i dispositivi indossabili, gli permette di customizzare i prodotti e infine lo avvicina attraverso i punti vendita.
#4 Il tuo impegno sociale conta
I Millennial hanno a cuore il proprio futuro, e perciò anche quello del pianeta. È una generazione consapevole, attenta a molte cause diverse. E questo ne influenza anche la scelta in fatto di brand. La responsabilità sociale d’impresa non può essere solo un espediente per migliorare le pubbliche relazioni. Certo è che anche piccole iniziative possono migliorare la rispettabilità del brand.
Esemplare è la campagna di Coca-Cola in Israele per sensibilizzare i clienti al riciclo: The Recycling King
#5 Gli influencer sono tuoi amici
I Millennials passano una quantità enorme di tempo su una quantità di social network differenti, il che rende necessario per le aziende trovare un modo per mettersi in contatto con queste comunità. Per certe nicchie il giusto influencer può essere più efficace di un testimonial pagato con cachet stratosferici.
Oreo ha recentemente invitato svariati Youtuber a partecipare alla lick race: due persone che fanno una gara a chi lecca via più velocemente la crema dai famosi biscotti. Espediente originale, moderna forma di product placement, ha portato a un enorme visibilità salvaguardando al contempo la dimensione ludica.
In conclusione, ci sembra interessante notare come nuovi tipi di comunicazione si stiano diffondendo: i cosiddetti contenuti nativi oggi vengono giudicati per la loro qualità al contrario degli annunci tradizionali che sono visti con sempre maggiore diffidenza.
Erin McPherson conclude:
La nuova autorità è l’autenticità.
E riguardo al concetto di contenuto nativo e la sua vasta diffusione:
Penso che manderemo in pensione questo termine (nativo) per tornare a chiamarlo semplicemente contenuto.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Meluchkhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMeluchk2015-03-02 10:00:042015-03-02 10:00:045 modi per conquistare anche i Millennial più diffidenti
Dopo il successo del primo Ninja Talk, andiamo avanti con la collana di appuntamenti onlinedel tutto gratuiti, pensati per i professionisti del digital & social media marketing.
Il secondo free webinar offerto dalla Ninja Academy, previsto per il 25 marzo 2015 dalle ore 13 alle ore 14, sarà in inglese perché avrà per protagonista un’ospite internazionale: Beth Higbee, European Director del Webby Media Group.
The Lovie Awards presents: The Golden Age of Expectations
I consumatori oggi possono ottenere tutto quello che vogliono quando lo vogliono, magari con un semplice tap all’interno di un’app.
Quest’eccesso di disponibilità e scelta ha dato vita ad un’era in cui i consumatori hanno delle aspettative più alte che mai. In base alla ricerche svolte da The Lovie Awards ed Harris Interactivequeste aspettative possono solo crescere ancora di più. L’Età delle Aspettative d’Oro è già qui.
Durante il Ninja Talk scoprirai che implicazioni l’aspettativa del consumatore può avere sul tuo business e come sopravvivere all’economia dei servizi on-demand. Beth ci illustrerà le evidenze della ricerca approfondendo cosa sta cambiando nella mente del consumatore.
Abbiamo pensato a questo incontro per aiutarti a capire com’è fatto il “consumatore tipo” dei servizi digitali e quali sono delle possibili soluzioni creative per continuare ad accontentarlo. Sei curioso di scoprire quali aziende riescono a soddisfare le esigenze più alte dei consumatori e quali sono le possibili soluzioni sostenibili economicamente? Leggi qui il programma completo.
Come partecipare ai Ninja Talks?
I nuovi appuntamenti #NinjaTalks targati Ninja Academy sono completamente gratuiti, basterà iscriversi qui per prenotare il proprio posto digitale e collegarsi alla nostra piattaforma per seguire il webinar.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-03-02 09:00:462015-03-02 09:00:46Come soddisfare le aspettative dei consumatori? Partecipa GRATIS al Ninja Talk targato The Lovie Awards
Dopo una lunga attesa ieri finalmente i nuovi Samsung Galaxy S6 sono usciti allo scoperto con un evento interamente dedicato, anticipando in un certo senso l’apertura del Mobile World Congress 2015 di Barcellona che ufficialmente inizia oggi.
Da tempo se ne parla e rumor e mezze verità possono finalmente trovare un riscontro nella realtà dei fatti, quindi entriamo subito nel vivo della novità.
Samsung Galaxy S6 e Samsung S6 Edge
I due nuovi gioiellini Samsung si distinguono innanzitutto per la forma: il Galaxy S6 ha un aspetto conforme agli ultimi Samsung usciti sul mercato mentre l’Edge presenta una superficie curva che dà anche al display una forma arrotondata, una caratteristica motivata da alcune funzionalità non concesse al solito display! A schermo spento, grazie a questa particolare conformazione, è possibile veder scorrere lateralmente le notifiche, l’ora e altri tipi di informazioni.
Con lo schermo acceso si attiva la funzione People Edge che permette di accedere ai cinque contatti più frequenti evidenziati con colori differenti che li renderanno riconoscibili anche al momento della chiamata poiché il display lateralmente si illuminerà di quel colore rendendo subito chiaro da quale contatto stiamo ricevendo la chiamata.
Ma non solo questo, riconoscendo il colore, se lo smartphone ha il display rivolto in basso, saremo in grado di rifiutare la chiamata e inviare automaticamente un messaggio per posticipare l’appuntamento telefonico, poggiando il dito sul sensore cardiaco posto sul retro dello smartphone.
Queste le funzionalità che li distinguono, per il resto i due modelli sono all’incirca uguali.
Caratteristiche
Lo schermo è di 5,1 pollici, in vetro così come il retro. La scocca è unica e i device infatti non sono apribili perciò la batteria non è estraibile.
Il processore è un Exynos octa-core a 64-bit, la RAM è da 3GB e la memoria interna, rigorosamente non espansibile, sarà da 32GB, 64GB e 128GB.
Il Galaxy S6 misura 143,4 x 70,5 x 6,8 millimetri e pesa 138 grammi, l’S6 Edge misura 142,1 x 70,1 x 7,0 millimetri e pesa 132 grammi, appena più leggero perché non ha i bordi in metallo.
Anche in casa Samsung la fotocamera ricopre un ruolo fondamentale, non solo a causa delle caratteristiche ma anche per la modalità d’accesso ad essa riservata. La fotocamera con HDR ha 16 Megapixel, stabilizzatore ottico d’immagine e apertura focale 1.9 (superiore ai precedenti) mentre la fotocamera frontale ha 5 Megapixel. La velocità di reazione della fotocamera è di 0.7 secondi, accessibile con doppio clic dal tasto home, per uno scatto veloce, immediato e sempre a portata di mano. Non mancano le funzioni avanzate da personalizzare, che permettono di avere foto sempre più professionali.
L’interfaccia TouchWiz è stata rivista e alleggerita così da raggiungere estrema velocità e fluidità dei movimenti. Novità anche per il sistema di sblocco tasti avviene dal tasto home con lettore di impronta digitale. Per quanto riguarda il SO, naturalmente si tratta di Android, versione Lollipop 5.0.2.
In tema di pagamento da mobile, entrambi supportano Samsung Pay, che integra tre tipi di piattaforme di pagamento elettronico, NFC, Barcode e MST che lo rende compatibile con gli attuali lettori di carte di credito più diffusi.
Rispetto alla batteria, l’S6 ne ha una da 2550 mAh mentre l’Edge da 2600 mAh. In questo campo due novità: possibilità di ricarica wireless mediante contatto tra il retro e l’apposita base, da acquistare separatamente o da ricevere in omaggio con un pre-ordine a partire dal 15 marzo; oppure classica modalità da cavetto ma con la funzionalità Fast Charging, ovvero ricarica veloce che assicura 2 ore di riproduzione di video con soli 10 minuti di ricarica e il 100% dell’autonomia in 80 minuti.
I due Samsung saranno disponibili dal 10 aprile in quattro colori: platino, nero e bianco per entrambi, mentre l’Edge sarà disponibile anche in verde smeraldo e l’S6 in azzurro.
Il prezzo non è stato ancora annunciato, ma si vocifera sarà di 739 euro per la versione da 32GB, quindi gli altri saranno disponibili a un prezzo superiore.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoko2015-03-02 07:55:482015-03-02 07:55:48Le novità Samsung: Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge allo scoperto
Sapete già che esistono app che non servono soltanto a farvi divertire, a fotografare, a telefonare: ne esistono di molto interessanti per migliorare il vostro rendimento a lavoro, per conservare le vostre password più importanti, per mantenervi in forma, ecc.
Oggi vi parliamo di 5 killer app che ancora non conoscete e che vi aiuteranno a guadagnare nel vostro tempo libero, senza impegnarvi oltre agli orari di lavoro e senza alcuno sforzo. Non vi promettiamo che con il download di queste app riuscirete a racimolare una fortuna; ma sicuramente, se le utilizzerete costantemente, vi permetteranno di avere qualche buono sconto, o qualche offerta extra online!
La prima regola per risparmiare qualche soldo è stare attenti alle spese. Per questo ci viene incontro Expensify, che ci permette di salvare tutte le nostre spese direttamente fotografando il vostro scontrino fiscale ed inserendo l’importo della spesa.
Quante foto vengono scattate dallo smartphone ogni giorno? Se siete degli appassionati di fotografia tramite il vostro cellulare, con Foap potete guadagnare qualcosa vendendole direttamente agli interessati.
Se avete tanto tempo libero e non vi dispiace provare nuove app, AppCasher fa al caso vostro, con quest’app potrete provare gratuitamente delle app per ricevere in cambio dei buoni Amazon, iTunes, denaro da trasferire su PayPal o altri sconti da poter spendere online.
E’ molto semplice quest’applicazione, l’unica cosa che dovrete fare è rispondere ad eventuali sondaggi basati sui vostri interessi. In cambio avrete dei buoni da spendere sul Google Play Store, quindi in ulteriori app per il vostro smartphone.
Tramite quest’app di messaggistica potrete chattare normalmente con i vostri amici ma nel frattempo riceverete alcune pubblicità che però non bloccano il normale funzionamento dell’app. A fine mese potrete vedere quanto avete guadagnato e verrete pagati tramite Paypal.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karasauhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKarasau2015-03-01 17:45:322015-03-01 17:45:325 app che ti aiuteranno a guadagnare online nel tempo libero
Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale.
(di Giuseppe Arnesano)
Dopo una breve pausa, Streetness riaccende i riflettori per parlarvi di nuovi ed interessanti casi aziendali che legano i grandi brand alla Street Art.
Accade a Milano, dove Pirelli, marchio leader nel settore dei pneumatici in Italia e nel mondo, apre le porte dell’Hangar Bicocca e fa entrare tutto il dinamismo e la vivacità della Street Art in un’unica e imponente installazione.
Tra gomme, bombolette spray, scale, vernici e rulli, la brasiliana Marina Zumi, il tedesco Christian Kramer a.k.a. Dome e il russo Alexey Lukari pensano e ridisegnano la ruota, simbolo dell’azienda milanese, in occasione della presentazione dell’Annual Report 2014.
L’inaugurazione del progetto artistico, curato da Christian Omodeo, ha visto la partecipazione di Marco Tronchetti Provera (Presidente e Ceo di Pirelli), Achille Bonito Oliva (critico d’arte) e Antonio Calabrò (Senior Advisor Cultura di Pirelli).
Ad ogni artista è andato un lato della base tronco-piramidale installata nell’Hangar Bicocca. Su questi grandi formati, i giovani creativi si sono divertivi a realizzare colorate e variegate immagini. Marina Zumi, una delle poche donne a portare l’arte nelle strade di San Paolo, ha creato una suggestivaed onirica visione naturalistica dove il pneumatico è trasformato in luna.
L’illustratore e streetartist Dome, il cui stile è caratterizzato da uno spirito surrealista nei confronti della figura umana, si è lasciato ispirare dal teatro delle ombre. L’artista tedesco ha messo in scena un gesto romantico,con un uomo che, indossatauna maschera d’alce, spinge una carriola – trionfo della ruota – con dentro una rosa, in dono alla sua donna. Alla base dell’insolita scacchiera una scritta recita “Innovationrequirespassion” (l’innovazione richiede passione).
Alexey Luca, che rientra tra gli illustratori russi più innovativi, è rimasto invece curiosamenteprossimo alla tradizione della sua avanguardia nazionale. Nel suo percorso artistico urbano, ha sviluppato un articolato e ingegnoso dialogo con l’architettura, con opere che ospitano e mostrano un mix di figure, linee, curve e forme tridimensionali in legno e altri materiali. In quest’occasione, Luca ha raccontato l’incontro come elemento di congiunzione tra differenti culture in diverse città, immettendo la ruota nell’insieme.
Pirelli, che negli ultimi anni ha visto proprio in Brasile, Germania e Russia un flusso positivo delle capacità produttive, ha dunque voluto omaggiare questa rinnovata internazionalità con un progetto di Street Art interpretato da tre rispettivi campioni nazionali.
L’azienda ha scelto ancora una volta di realizzare con stile un’idea di comunicazione nella quale, attraverso lo slancio dinamico della Street Art, emergano non solo i risultati aziendali e l’innovazione tecnologica per il pneumatico, ma anche il desiderio di essere aggiornati sulle ultime tendenze artistiche del momento, come l’Hangar Bicocca già dimostra da qualche tempo.
Prima di ripartire, per chi è a Milano in queste ore, correte a visitare l’esposizione. Oggi è l’ultimo giorno e non dimenticate di fare foto e filmati con l’hashtag #TakaPArt. I più interessanti saranno pubblicati sui social di Pirelli!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Streetnesshttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngStreetness2015-02-28 15:55:382015-02-28 15:55:38Con Pirelli la street art sgomma nell’Hangar Bicocca!
Molte persone pensano che il marketing su piattaforme come Facebook e/o Twitter non funzioni, o quanto meno non funziona nel modo in cui si spera. Proprio per tali motivi, alcuni brand noti, stanno provando ad utilizzare Snapchat per iniziative di marketing.
L’utilizzo di storie su Snapchat rende possibile la creazione di campagne di marketing innovative; gli utenti, infatti, insieme al brand possono creare con foto e video una narrazione.
In questo post vedremo 8 esempi di brand che, già, utilizzano Snapchat come strumento di digital marketing.
#1 American Eagle
American Eagle, noto brand di abbigliamento e accessori fashion, ha utilizzato Snapchat, permettendo agli utenti uno sguardo esclusivo sulla linea di abbigliamento autunno 2014. Ha usato la funzione Story Snapchat costruendo un quadro completo per il lancio della nuova collezione.
#2 Whole Hearted Abbigliamento
Non è, di certo, un brand di abbigliamento noto, ma grazie ad una campagna marketing su questo nuovo canale, si è garantito una certa esposizione. Ha permesso di dare uno sguardo dietro le quinte dei suoi nuovi prodotti e delle nuove linee di abbigliamento.
#3 McDonald
Anche, McDonald non si è lasciato scappare questa nuova possibilità; ha infatti utilizzato l’applicazione per condividere le foto ed i filmati dei suoi annunci: scatti di famosi giocatori ed atleti. Infine, ha utilizzato Snapchat per il lancio di un nuovo panino.
#4 Sour Patch Kids
Sour Patch Kids sono i dolci zuccherati fatti da Mondelez, che pochissimi conosciamo in Italia.
È stata utilizzata la funzione Story, ce ha permesso di promuovere in maniera comica ed eccentrica il prodotto.
#5 Heineken
Lo scorso anno Heineken ha utilizzato l’applicazione per dare ai fans indizi su concerti a sorpresa; gli utenti avevano il compito di indovinare l’artista. Questo è, senz’altro, un modo intelligente per creare relazioni e contenuti esclusivi.
#6 Association of Surfing Professionals
L’Association of Surfing Professionals (ASP) utilizza Snapchat per inviare le foto dei vari concorsi e delle manifestazioni, ma non solo, stuzzica gi utenti con l’invio di selfies di surfisti famosi.
#7 Southampton FC
Southampton ha promosso il lancio di un nuovo kit, grazie ad una caccia al tesoro. È ovvio, che questa strategia è migliore rispetto alla semplice condivisione di foto ed annunci pubblicitari. La relazione è stata generata grazie all’utilizzo di un hashtag: #EarnYourStripes.
#8 Audi
Audi, ha inizialmente utilizzato Snapchat durante il Super Bowl 2014 per inviare agli utenti immagini stravaganti relative al gioco ed allo spettacolo del primo tempo. Tutto ciò è parte di una campagna per aumentare la consapevolezza e la popolarità tra i consumatori più giovani; alla fine del Super Bowl, l’account Snapchat, ha attirato 10.500 seguaci.
Audi ha successivamente utilizzato Snapchat , in virtù dell’ accordo di sponsorizzazione con la serie televisiva Pretty Little Liars, per l’invio di contenuti esclusivi.
Per questi brand Snapchat rappresenta una nuova opportunità, se produca più o meno risultati di altri canali social, forse è un pò presto per dirlo; senza dubbio però permette la creazione di un legame con l’utente, spetta poi al brand sviluppare la conversazione con contenuti originali e coerenti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Umekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUmeka2015-02-28 09:30:292015-02-28 09:30:29Snapchat come strategia di marketing: funziona?
Facebook ha iniziato ad aggiungere nuovi strumenti per assistere gli utenti che esprimono la loro intenzione di suicidio. Facebook ha infatti annunciato che sta lavorando con le organizzazioni che riguardano la salute mentale per trovare il modo più giusto per offrire assistenza e prevenzione attraverso il social network.
Ad esempio, se un utente posta messaggi che potrebbero mostrare l’intenzione al suicidio o pensieri suicidi, gli amici e i conoscenti potranno segnalare a Facebook il post. Questi saranno esaminati e il social network deciderà se raggiungere l’utente per offrire consulenza e sostegno, ad esempio incoraggiandolo a parlare con un esperto.
In particolare, le opzioni che si troverà davanti l’utente con il messaggio incriminato, saranno due: parlare con un esperto o con un amico, o ricevere suggerimenti e consigli.
Anche per coloro che segnaleranno i post, sarà mostrata la possibilità di contattare direttamente l’utente o di consigliare a qualche amico più stretto di chiamarlo. In alternativa, potranno parlare anche loro con un supporto per saperne di più.
Spesso Facebook è stato criticato rispetto alla poca sensibilità che offre ai suoi utenti in caso di malessere, crediamo che però questo sia davvero un grande passo in avanti!
Queste opzioni saranno disponibili per i cittadini americani nel giro di pochi mesi, ma il social network ha dichiarato l’intenzione di voler espandere a tutto il mondo questi strumenti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elisa Marinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElisa Marino2015-02-27 17:00:282015-02-27 17:00:28Facebook per la prevenzione dei suicidi
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