Quest’anno La Battaglia delle Idee è main event del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa, organizzato per la prima volta in Italia. L’appuntamento è dal 17 al 19 marzo al MiCo di Milano, ecco 5 buoni motivi per cui non puoi perdere questo evento.
#1 Un evento internazionale per la prima volta in Italia
Il GEC è patrocinato a livello globale dalla Kauffman Foundation, la fondazione no profit che riunisce le startup più innovative a livello mondiale.
Nata a metà degli anni ’60 dall’imprenditore e filantropo Ewing Marion Kauffman, la Fondazione Kauffman è tra le maggiori fondazioni private negli Stati Uniti, con una base patrimoniale di circa 2 miliardi di dollari. La visione della Fondazione è quello di promuovere una società di individui economicamente indipendenti, e per questo focalizza le sue operazioni in due aree: istruzione e imprenditoria.
La Kauffman Foundation ha riunito 60 nazioni per il primo Global Entrepreneurship Congress nel marzo 2009 presso la sua sede a Kansas City. Dopo Dubai, Shangai, Liverpool, Rio De Janeiro e Mosca, quest’anno il GEC arriva per la prima volta in Italia, a Milano.
Se sei uno di quelli che si lamentano sempre perché nel nostro Paese non succede mai niente di bello per l’imprenditoria, stavolta non puoi mancare all’appello.
#2 10.000 presenze attese e oltre 200 investitori da 150 Paesi
La BattleMI si terrà al MiCo, il centro congressi più grande d’Europa che accoglierà nell’Auditorium e nelle altre numerose sale i workshop, gli stand delle aziende, il primo SME Ministerial, il Global Angels Summit e tanti altri eventi. Formazione, innovazione e networking saranno le buzzword dell’evento e il gotha del venture capitalism mondiale sarà qui.
#3 Formazione GRATIS per te
Quali sono i modi più efficaci per far nascere e crescere nuove imprese e nuovi imprenditori? Questa è la domanda a cui il congresso vuole rispondere attraverso il confronto fra rappresentanti dei governi, policy maker, ricercatori e analisti.
Ninja Marketing e Ninja Academy propongono la nostra annuale battaglia tra startup a ritmo di rap, La Battaglia delle Idee, il 18 marzo nell’Auditorium. Tra i protagonisti dell’evento Kris Grove, i rapper Esa e Nerone, Dj Daf.Tee e la crew di breakers Natural Force.
Sia che tu sia stato a Napoli e Salerno o che tu non abbia mai visto la nostra Battle, sarà la lotta più epica mai realizzata. Far divertire un investor è il miglior modo per attaccare bottone 😉
#5 Più #NinjaPower al tuo Networking
Vieni a conoscere chi può aiutare il tuo progetto, l’opportunità balla solo con chi è già in pista!
Voglio esserci
Per partecipare al GEC 2015, iscriviti gratuitamente sul sito. Per assistere ai workshop targati Ninja Academy e alla BattleMI prenota il tuo ticket gratuito su Eventbrite.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-03-12 08:30:252015-03-12 08:30:25GEC 2015 a Milano: 5 motivi per cui non puoi mancare
L’oroscopo della settimana, che ritrova Marte nel segno dell’Ariete, riparte da un mood guerriero per eccellenza, quello dell’energia, della forza, della determinazione, soprattutto se ben bilanciato da altri pianeti o dalle attitudini personali dei protagonisti dello zodiaco. I segni di Fuoco si daranno un gran da fare per non rimpiangere occasioni mancate; se Ariete, Leone e Sagittario prendessero tutti e tre il treno per partecipare al BattleMI sarebbero facilmente individuabili dal loro atteggiamento. Il primo, a seconda dell’umore, potrebbe provarci secco con il lui o la lei seduto accanto oppure parlare solo di lavoro. Il crinierato sicuramente non attaccherebbe bottone per primo, ma potrebbe subito dopo aver ricevuto il là dallo sfortunato di turno, attaccargli una bella pezza. Il Sagittario, invece, sgomiterebbe cercando approvazione per una battuta, una smorfia… come se fosse in gita con i compagni delle medie. Che dite, meglio non rischiare di finire in un vagone di matti e raggiungere Milano in rollerblade??
Chi davvero del pianeta rosso non ne potrà più, saranno i guerrieri della Bilancia: la sua opposizione rischierà di dar loro sui nervi più del conteggio alla rovescia dei Mi piace su Facebook, provare a comprenderne il perché e a trarne un insegnamento potrebbe diminuire il senso di frustrazione. Anche i nati sotto il segno della Vergine avranno da ridire un po’ su tutto, sarà così importante per loro avere l’ultima parola che dai messaggini di WhatsApp mandati a raffica senza farsi notare potrebbero azzardare addirittura una telefonata. Punto!
Scorpione e Capricorno vivranno sette giorni di rivoluzione, come se fossero i protagonisti di uno di quei film dove ci si scambiano i ruoli. I più ligi sul lavoro?? I guerrieri dello Scorpione, che nemmeno per un minuto saranno distratti da donzelle o giovanotti. Chi sognerà ad occhi aperti?? I nati sotto il segno del Capricorno… a che se conoscendoli potrebbero sognare di lavorare, ehehe… non è vero, l’oroscopo della settimana li condurrà piacevolmente sulle nuvole!
Poco prima del weekend i guerrieri nati sotto il segno dell’Acquario dovranno separarsi da Mercurio che traslocherà nel segno dei Pesci, il tutto nella massima trasparenza e senza traumi, nessuno tenterà di violare la privacy dell’altro per avere un confronto sui risultati portati dal pianeta simbolo dell’intelligenza. I guerrieri dell’Acquario proseguiranno il lavoro intrapreso nelle score settimane mentre i Pesci non vedranno l’ora di dimostrare a tutti che le loro non sono buone idee, sono idee geniali!
I nati sotto il segno del Toro ripeteranno “Venere in arrivo il 18” come un mago farebbe con una formula magica, convinti così di ottenere dei superpoteri. Risparmiate un po’ di energie perché il vero potere di un guerriero sta nella sua forza. Torelli, non potrete ritrovarvi esausti! Ve lo diciamo così, molto candidamente, come accadrebbe se davanti a voi ci fosse un Gemelli che andrebbe dritto al sodo. State tutti un po’ tranquilli, quindi, che non c’è motivo di agitarsi, ogni cosa accadrà a tempo debito. Quasi per tutti, bisognerebbe aggiungere, perché per il Cancro l’oroscopo della settimana dice che il momento propizio è questo. Per cosa?? Ma per recuperare quei rapporti con colleghi e amici che a causa dell’aspetto dissonante di Mercurio stavano andando a ramengo! Avete una seconda chance pinzuti Guerrieri: concentratevi sui bisogni del vostro interlocutore e fatelo sentire coccolato!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00zodiakkuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngzodiakku2015-03-12 08:00:302015-03-12 08:00:30Ninja Social Oroscopo dal 12 al 18 marzo
La famosa casa automobilistica ceca Skoda ha da poco pubblicato il suo ultimo video dal titolo “The new Skoda Fabia Attention Test“. Un filmato divertente e curioso che, non a caso, ha totalizzato già 3 milioni di views su YouTube.
Il montaggio è creato per giocare con lo spettatore e la sua capacità di cogliere tutto ciò che accade sullo schermo mentre la sua attenzione è focalizzata su un punto preciso del video (in questo caso, ovviamente, l’automobile, che lo speaker suggerisce di osservare).
Utilizzando una serie di veloci flash neri che lo spettatore interpreta come una sorta di effetto flicker un po’ old style, i realizzatori riescono prima ad attirare la curiosità, per poi apportare, tra un taglio e l’altro, piccoli cambiamenti alla scena, quasi impercettibili alla prima visione.
La sceneggiatura di questo ad si sposa molto bene con il concept principale della campagna, The New Attention Stealing Skoda Fabia, appunto. In un ambiente altamente affollato come quello del video marketing risulta sempre più importante scegliere idee, contenuti ed esecuzioni originali, e inquesto caso la casa automobilistica di proprietà di Volkswagen sembra esserci riuscita!
Della campagna fa parta anche un video interattivo, fightforattention.com, dove l’utente può immergersi in un’esperienza articolata di virtual reality.
Cosa ne pensate?
Credits:
Advertising Agency: AIS, London, UK Art Director: Jay Packham Copywriter: Ian Cochran Director: Luke Bellis Producer: Ben Sullivan Production Manager: Carmen Siu Production Company: MindsEye 1st AD: Jonathan Sidwell Director of Photography: Dan Stafford-Clark Gaffer: Stefan Mitchell DIT: Nelson Oliver Art Department: Hayley Macdonald Art Assistant: Ruth Pickard Postproduction: Tundra Head of Post: Espen Haslene
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2015-03-11 18:03:112015-03-11 18:03:11Metti alla prova la tua attenzione con Skoda [VIDEO]
Il digitale in Italia fa ancora tanta fatica ad emergere. Se è vero che le aziende stanno dando sempre più attenzione al marketing e all’online, è vero anche che difficilmente si comprende perché usare i social media. Molto spesso infatti nelle aziende non esiste un centro social media, bensì un unico social media manager per tutti i brand ed i canali di quella azienda.
Ormai si è capito che i social media sono importanti quanto il brand e la sua riconoscibilità, al pari delle vendite. La vostra presenza sui social media conta esattamente quanto la vostra strategia di business.
“Lo dice il web!”
Non importa quanti soldi si spendono sul branding, sul marketing e sulla pubblicità; tutto si ridurrà a come sono percepiti i vostri prodotti. Come dice spesso un mio docente di marketing: “non esiste la qualità, ma solo la qualità percepita”. E queste percezioni ormai possono essere ascoltate e valutate da tutti grazie al web. Ecco perché usiamo Google prima di acquistare qualsiasi cosa. O TripAdvisor prima di andare in qualunque posto.
Un modo rapido per capire quanto è apprezzata la tua azienda è vederne le recensioni su Google. Ma non fatevi prendere dal panico di ottenere cinque stelle su cinque; un punteggio perfetto può essere visto come sospettoso e poi, avere recensioni sulle aree di miglioramento può essere sempre positivo.
Personalità, ne abbiamo?
Il modo di gestire i vostri account online deve riflettere il tuo business. Ormai la gente si aspetta più di un tweet dal suono professionale. Le aziende che non lasciano trasparire la propria “personalità” dal proprio tono sono sempre viste con sospetto. Quando si scrive un tweet o si posta un aggiornamento, bisognerebbe sempre chiedersi se quel post o quell’aggiornamento rifletta davvero i valori del brand. Se parla come parlerebbe quell’azienda, il concetto di brand personality.
Chi sei e cosa fai sono i due mantra che bisognerebbe tenere sempre in mente. Molto spesso si vedono aziende dialogare, scambiare battute, favourite e retweet con celebrità ed ottenere così qualche seguace. Altrettanto spesso, non ci si chiede se quei seguaci rispecchiano il target aziendale e le persone con le quali quell’azienda deve parlare.
Tenendo sempre presente il core business dell’impresa e la sua identità online non si rischia di sbagliare su questi aspetti.
Ognuna è speciale
Avere tanti seguaci su Facebook e Twitter è giusto, ma non bisogna fermarcisi qui. Ogni piattaforma di social media ha il suo pubblico: per esempio, la cosiddetta “Generation Z” – coloro che sono nati dagli anni 2000 in poi – preferiscono rapide raffiche di comunicazione, come ad esempio per sei secondi Vine. I millennials, nel frattempo, si rivolgono a Tumblr.
E, come brand, il vostro scopo è quello di raggiungere tutti, quindi attaccare gli stessi canali con lo stesso pubblico è limitante.
Una volta che siete su questi canali, continuate ad usarli. Se smettete d’improvviso, i vostri seguaci si chiederanno dove siete finiti e smetteranno di seguirvi. La costanza è importante, soprattutto per chi fa social CRM. Se gli utenti hanno un problema e vengono ignorati, non faranno altro che inondarvi di tweet arrabbiati e rovinare la vostra relazione.
Engagement non è solo fidanzamento
Il tempo è danaro, sia per te che per i tuoi clienti. Ricorda che non sempre il focus è spostato su di voi, e non sempre dire quanto sono fantastici i vostri prodotti o servizi ripaga. Prova a dare informazioni utili e a creare dialoghi, fare amicizie e conversare. Molto spesso sono proprio le relazioni che un brand stringe che spingeranno le persone a continuare ad acquistare da quel brand, nonostante i competitor. Costruire relazioni durevoli e significative con i clienti è il segreto.
Fornendo un servizio rilevante, le aziende possono attirare subito una discreta quantità di seguaci, ma guadagnare seguaci non è tutto; è necessario mantenerli. C’è bisogno di un incentivo per interagire con il vostro marchio. Consigli e suggerimenti utili sono un ottimo modo per tenere gli utenti in ascolto. Io, per esempio, viaggio spesso ma non seguo ogni pagina di compagnia di trasporti esistente, solo quelle che mi danno sconti, promozioni o consigli.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2015-03-11 12:00:172015-03-11 12:00:17Social media: cosa stai sbagliando?
Per promuovere il suo nuovo servizio di video call center dedicato agli utenti con disabilità uditive, Samsung e Leo Burnett hanno ideato “Hearing Hands“, una campagna ascrivibile al genere “stunt” ma dall’animo tenero che, senza adrenalinici colpi di scena o scherzi da mozzare il fiato, è riuscita ad emozionare gli spettatori e il protagonista, un ragazzo non udente.
Muharram, questo il nome del giovane, una mattina è uscito di casa con la sorella e, passando da un negozio all’altro, attraversando la strada scontrandosi con pedoni disattenti o aiutando un maldestro ragazzo a raccogliere la sua frutta, si è presto reso conto che tutte le persone che lo circondavano conoscevano il linguaggio dei segni.
Alla fine di quella che doveva essere una passeggiata come tante in compagnia della sorella, Muharram si trova davanti ad un totem video dove scopre perché è stato scelto per essere protagonista di questa iniziativa.
Come leggerete nei primi secondi del video, per preparare il tutto ci è voluto un intero mese di preparazione, tra l’allestimento dlele telecamere nascoste per documentare l’esperienza e l’insegnamento del linguaggio dei segni a quelli che sono i veri vicini di casa e di quartiere di Muharram.
Credits:
Advertising Agency: Leo Burnett, Istanbul, Turkey Creative Directors: Emrah Akay, Oktar Akin Art Director: Ümit Senturk Copywriters: Sezgin Rizaoglu, Deniz Cavdar Creative Group/Art Director: Aren Selvioglu Creative Group/Copywriter: Öykü Berberoglu Production: Casta Diva Pictures Istanbul
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2015-03-11 11:33:262015-03-11 11:33:26Samsung insegna il linguaggio dei segni ad un intero quartiere [VIDEO]
Il conto alla rovescia è partito: mancano solo pochi giorni alla #BattleMI, la sfida tra startup a ritmo di rap targata Ninja Marketing. Il 18 marzo, all’interno del GEC 2015, La Battaglia delle Idee powered by Quag, vedrà sfidarsi 12 startup – selezionate da Ninja Marketing e Kauffman Foundation – sul palco del MiCo di Milano.
La nostra maestra di cerimonia, Kris Grove, sarà accompagnata da Esa, artista sulla cresta della scena rap italiana per più di un ventennio e che ha contribuito nei leggendari anni del rap nostrano ad evolverne ritmo e linguaggio. Se siete cresciuti negli anni Novanta ricorderete i suoi OTR e Gente Guasta e le sue collaborazioni con La Pina, Neffa e Fish.
Per mostrare agli aspiranti imprenditori come funziona un vero duello musicale, il rapper Nerone, vincitore della terza edizione di Mtv Spit, ci mostrerà come sfidare un altro MC a colpi di rime al vetriolo.
A marcare il ritmo dei match, round dopo round, sarà DJ Daf.Tee, che dopo aver fatto ballare i pubblici prima di Londra e poi di Tenerife, è tornato a Milano per diffondere la cultura hip hop nel nostro Paese.
Non poteva mancare un gruppo di breaker, i Natural Force, la crew composta da Melo, Bboy Cirino, Peppe Speed e Bboy AirOne, già protagonisti di numerosi show televisivi, tour e video musicali.
Sei pronto per fare il pieno di creatività, innovazione e musica?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-03-11 11:03:422015-03-11 11:03:42Startup e musica rap alla BattleMI con Kris Grove, Esa, DJ DAFTEE, Nerone e i Natural Force
L’avvento degli smartphone ha, di fatto, cambiato la geografia dei rapporti tra le immagini, i professionisti che le curano, il modo in cui vengono usufruite dai clienti.
La facilità di accesso a strumenti di editing anche complesso ha ingenerato una sorta di processo virale di saturazione nella produzione di contenuto video. Se prima i nostri amici appassionati di fotografia erano quelli un po’ smanettoni ed un po’ intellettuali che giravano per la città con macchina fotografica al collo, adesso ci troviamo di fronte a schiere di direttori di fotografia e registi in erba pronti a lanciare nell’etere le loro opere.
Se questo da un lato è da prendere come una notizia positiva, perchè è sempre da accogliere con entusiasmo il ritorno di fiamma per una forma espressiva, dall’alto rischia di mortificare passioni e competenze di chi ha investito anni nella propria formazione tecnico-artistica, rischiando di far diventare dei professionisti delle gocce in un mare di materiale visivo di difficile discernimento.
Da questo punto di vista forse è necessaria una forma di rieducazione ai mezzi di produzione video, un modo attraverso il quale venga sì garantita la libertà d’espressione più ampia, ma riavvicinando l’utenza media ad un approccio più tecnico volto alla scoperta di talenti veri.
In questo senso Canon, per il terzo anno consecutivo, prova a riaffermare questo principio attraverso la campagna “Project Imagination: The Trailer”.
Grazie al patrocinio prezioso del regista premio Oscar Ron Howard, il colosso della fotografia offre la possibilità a tutti coloro i quali vogliono avvicinarsi al mondo del cinema di produrre e pubblicare un trailer che racconti un momento significativo della propria vita. L’autore del trailer vincente vedrà il suo lavoro trasformarsi in un cortrometraggio che sarà interpretato dall’attore Josh Htucherson, il Peeta degli Hunger Games.
Canon ed i nuovi cineasti: cos’è il Project Animation
Il progetto è affascinante in quanto Canon ha deciso, pur nell’interesse di promuovere i propri prodotti di alto profilo (il corto infatti verrà girato con le macchine da presa Cinema EOS), di adottare un approccio quanto più friendly ed open-source possibile, lasciando ampia scelta ai candidati rispetto all’hardware da utilizzare. Sul sito sul quale vanno poi caricati i trailer, il cuore della campagna The Trailer, sono disponibili tutta una serie di suggerimenti tecnici ed una piattaforma di caricamento dedita alla produzione di un filmato che esalti le qualità dei partecipanti.
E’ fuori discussione quanto questa edizione rappresenti per Canon una ricerca di appropriazione di quella fetta di mercato, tra gli under 18 e gli under 35, che consideriamo nativi digitali o dei primi adottanti. Quelli che di fatto muovono il mercato milionario degli smartphone ai quali si cerca di instillare il piacere verso la fotografia e l’editing video di qualità fatto con strumenti ad hoc e non attraverso la componentistica dei prodotti di telefonia.
La scelta di Hutcherson è volta in questo senso per ammissione di Amy Tunick, presidente della Grey Activation, l’agenzia promotrice del progetto. Un volto che facesse da catalizzatore proprio per quella fascia di utenti così propensi alla condivisione per immagini di tutti gli aspetti della propria vita. Negli intenti della Canon si vuole unire alla freschezza di Josh la guida magistrale del “veterano” Howard, padrino di Project Animation sin dalla sua prima edizione.
Tutti coloro i quali volessero partecipare hanno tempo sino al 29 Aprile (ma purtroppo solo per i cittadini Usa) per caricare il proprio trailer con la speranza per Canon di trovare i nuovi premi Oscar a colpi di click.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hikari-Kunhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHikari-Kun2015-03-11 11:00:432015-03-11 11:00:43Project Imagination: The Trailer. Canon alla ricerca di nuovi cineasti
All’inizio era sinonimo di sport estremi, di avventura, di “pazzi” pronti a filmare le loro azioni spericolate. Oggi di campagne di Digital Marketing vincente.
Stiamo parlando di GoPro, la prima e più famosa tra le action camera in commercio: portatile, leggera, resistente al calore, all’acqua, agli urti, perfetta quindi per accompagnarci durante l’azione. Uno strumento che sta sempre più diventando chiave per i brand e la loro content strategy. 12 anni e milioni di video sono passati da quando un surfista, Nick Woodman, nel tentativo di trovare un modo per riprendere le sue calvalcate nell’oceano, diede forma al progetto GoPro, ed oggi, miliardi di visualizzazioni dopo, la piccola camera made in USA continua la sua incredibile ascesa anche e soprattutto nella visione di marchi e aziende.
Cambieranno pure i trend del marketing digitale, ma c’è una cosa che resta intatta: il valore dei contenuti di qualità. Content is the king, sempre e dovunque. Motivo valido, validissimo, che spinge i brand in una continua rincorsa a cercare sempre nuove tematiche e mezzi per migliorare la loro comunicazione, soprattutto nel mondo digitale e del social. GoPro racchiude tutto questo, dando la possibilità di creare video coinvolgenti e dalla forte capacità di engagement.
Una risorsa che non può quindi lasciare indifferenti, ancor di più in un anno, il 2015, che tutti i principali esperti di settore dicono essere all’insegna dei video. Il crescente impatto a livello di visualizzazioni dei video in Facebook, l’arrivo di quelli nativi in Twitter, sono solo alcuni esempi di questo trend.
Avete voglia di iniziare una strategia di di content con la GoPro ma non sapete da dove iniziare? Seguite questi esempi di grandi brand internazionali e lasciatevi ispirare.
1) GoPro
Forse ovvio come esempio, ma non potevo non partire da qui. Sarà la naturale dimestichezza con la Hero, ma GoPro in questi anni è riuscita a costruire una strategia di content marketing unica, capace di riconoscergli risultati ragguardevoli, come awareness, brand loyalty e reputation. Come? Non creando nessun contenuto (o quasi)…
L’intuizione degli specialisti dell’azienda americana è semplice quanto geniale: non soffermarsi tanto sul prodotto, quanto più su quello che i clienti/utenti riescono a fare con esso, facendone “evangelisti di marca”. Proprio per questo il marketing team GoPro è sempre alla ricerca di video sul web realizzati con le loro camere. I migliori diventano così contenuti da riutilizzare e condividere attraverso le leve della content curation. Cosa meglio dei contenuti e dell’apprezzamento dei fan per dimostrare il valore dei propri prodotti? Probabilmente niente.
GoPro ci spinge a divenire “eroi” (ecco da dove deriva il naming “hero”) nella vita di tutti i giorni, vivendo e condividendo con il mondo i celebri “5 minuti di gloria”. L’azienda favorisce la voglia di condivisione dei fan creando contest e facendo propri i loro contenuti. Una lezione fondamentale quella di GoPro, tesa a valorizzare in primis le persone e le loro emozione.
Se aveste qualche dubbio gli oltre 7,9 milioni di fan su Facebook e i 3,2 milioni di follower su Instagram, sono la migliore dimostrazione di come questa strategia sia vincente. Se a ciò aggiungiamo la scelta da parte di Youtube di GoPro come caso di studio il gioco è fatto.
2) Red Bull
Ecco un altro brand che ha fatto di sport estremi ed azioni spettacolari un suo marchio di fabbrica. Red Bull da sempre è sinonimo di eventi mozzafiato: downhill, tuffi, sino ad arrivare alle imprese di Baumgartner. Una scelta da sempre chiara ed evidente, l’event marketing nella sua forma più spettacolare come principale strategia di marketing, occasione per associare al prodotto determinate caratteristiche (energia, forza, determinazione).
Ovviamente le potenzialità della GoPro non potevano passare inosservate al team Red Bull, che ormai da anni utilizza l’action camera ed i video in prima persona per immergere i propri utenti in questi eventi straordinari e farli sentire, anche solo per un istante, protagonisti. Non c’è iniziativa della bibita austriaca che non trovi terreno fertile nei video emozionali che la GoPro sa regalare.
Rispetto alla strategia dell brand GoPro, Red Bull punta ancor di più sull’utilizzo di testimonial celebri (solitamente campioni sportivi) da utilizzare nei video e soprattutto è maestra dello storytelling, creando veri e propri racconti capaci di coinvolgere l’utente. I video di Red Bull non sono mai one shot, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono vere storie per immagini, seguendo passo passo il grande evento di turno (basti pensare a quanti video sono stati rilasciati solo per Stratos).
Strategia vincente? Stando ai numeri sì. Solo il salto di Stratos ha registrato 8 milioni di spettatori nel livestream ed un aumento di abbonati al canale YouTube di Red Bull dai 2142 media al giorno a 87.801 nel giorno dell’evento. I contenuti pubblicati sulla Fan Page Facebook durante il salto hanno avuto 900.000 interazioni, di cui 83 mila condivisioni. E se pensate sia solo questioni di social vi dico che nei sei mesi immediatamente successivi Stratos, le vendite di Red Bull sono aumentate del 7% nei soli Stati Uniti.
Red Bull mette le ali… anche ai suoi affari!
3) Vogue
Chi lo dice che la GoPro è cosa solo da sport estremo? Se ben studiati i video in soggettiva possono diventare strumento funzionale per campi molto diversi. La moda, anche se forse non l’avreste mai detto, è uno di questi. Provate anche solo ad immaginarne i numerosi utilizzi: dal video di una sarta che confeziona l’abito, alla modella che sfila, passando magari per la giornalista a bordo passerella. Situazioni potenzialmente interessanti, spesso ancora tutte da scoprire.
Ma c’è già chi ha compreso l’utilità della GoPro. Un esempio è Vogue, la nota rivista di moda, che alla scorsa New York Fashion Week ha dotato per un intera giornata la supermodella Karlie Kloss di una Hero. Passo dopo passo la camera ha registrato cosa significhi partecipare ad un evento unico e celebrato come la Fashion Week, regalando agli utenti la possibilità, seppur virtuale, di viverla in prima persona. Un vero e proprio video diario, capace di raccontare molto di più di qualsivoglia articolo o servizio.
Altro esempio firmato Vogue e GoPro è quello che ha visto protagonista il makeup artist James Kaliardos. Un racconto particolare del dietro le quinte delle sfilate, un modo di essere, anche solo per pochi minuti, un professionista del mondo della moda.
Certo, una collaborazione ancora agli albori, quella tra Vogue e GoPro, ma sono certo che il fashion business saprà regalare contenuti davvero interessati nei prossimi mesi. Non resta quindi che restare vigili.
Ninja, altre buone pratiche nazionali e internazionali da segnalare?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kuccimurahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKuccimura2015-03-11 11:00:352015-03-11 11:00:353 casi innovativi di GoPro Marketing da non perdere
Il mio insegnante di marketing dell’università ci diceva sempre: “se la gente non lo sa, allora non esiste”.
Partendo da questa massima, possiamo ben intuire quanto far conoscere i nostri prodotti, servizi, location o eventi che siano, sia fondamentale. Se nessuno li conosce, nessuno potrà comprarli, usufruirne o recarcisi. Non ci si scappa.
Il mio professore di comunicazione si raccomandava tanto con noi: “dovete essere presenti in internet, o rimarrete confinati nel vostro quartiere”.
Altro consiglio: la nostra realtà oggi è nazionale, internazionale, globale e il web è il luogo che ci permette di accorciare le distanze, velocizzare i tempi, aumentare il numero e il livello delle connessioni e raggiungere mercati o utenze che fisicamente sarebbero decisamente improbabili.
Mark Pollard, allora Director of Planning Innovation a Saatchi & Saatchi a NY, mi suggerì: “impara a fallire, sii pronta a sbagliare. Si commettono errori, per poter poi far bene”. Sono passati cinque anni da quando quelle parole confusero la mia mente di giovane studentessa abituata alla vergogna dell’errore, alla gogna del fallimento e ancora oggi mi rendo conto che tutto questo è ben poco riconosciuto dalla nostra società. Qui non puoi sbagliare ed è proprio così che lo facciamo meglio.
Vi state chiedendo dove voglio andar a parare e perché ho voluto iniziare con questi tre punti? Perché credo che tutti e tre siano la base per una buona strategia di comunicazione, così come per un piano strategico di pubblicità online. Tre elementi imprescindibili da tener a mente prima di iniziare e dopo questo giro largo, avviciniamoci a quello che vi aspettate da questo post.
Per fare pubblicità online esistono moltissimi strumenti tra cui scegliere e vediamo di far una panoramica su quelli a nostra disposizione così da poter scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Il piano di comunicazione racconta l’azienda così come fa il nostro abbigliamento nella vita di tutti i giorni, dobbiamo scegliere con cura come raccontarci o rischiamo di investire tempo e denaro a vuoto, o peggio dar un’immagine sbagliata.
Immaginatevi di andare a fare shopping: prima di tutto dobbiamo sapere qual è lo stile che più ci rappresenta (ad esempio, hip-hop dal cavallo basso o un po’ posh con il risvoltino alto?), i nostri punti di forza e debolezza, i colori che meglio ci raccontano e il messaggio che vogliamo trasmettere .
Veniamo al punto:
Perché pagare per la pubblicità online?
È vero, esistono moltissimi strumenti gratuiti, o comunque molto economici, a disposizione per farci conoscere e sicuramente questi vanno utilizzati ma non sempre bastano e, ancora una volta, la sinergia di più strategie e più canali è la chiave giusta. Tenere un blog (o avere chi lo fa per noi), usare i social media, avere una strategia di email marketing o un sito ottimizzato per i motori di ricerca sono metodi che, se utilizzati nel modo giusto, possono portare valore reale. Usiamoli.
Fare della pubblicità a pagamento ci consente, però, di colpire in modo più preciso il target a cui facciamo riferimento ed avere riscontri più precisi in termini di ROI (ritorno degli investimenti).
Da dove iniziare?
Sicuramente per rispondere a questa domanda dobbiamo sapere dove stiamo andando. Ricordate il vestito di poco fa? Ecco, è proprio questo il caso: la nostra campagna ci deve calzar a pennello e se non abbiamo definito degli obiettivi chiari, difficilmente sapremo qual è la strada migliore da prendere e rischieremo di perderci.
Quale piattaforma scegliere?
Come detto poco fa, se sappiamo a chi vogliamo parlare, che tipo di riscontro vogliamo avere, siamo già a metà dell’opera. Ogni piattaforma ha caratteristiche e potenziali diverse, scegliamo quelle più adatte a noi. Tra poco vedremo quali sono le opzioni a nostra disposizione tra cui scegliere e come misurarne i risultati.
Quindi prima di buttar soldi dalla finestra, come dicono gli inglesi, partiamo con tre domande che dobbiamo porci prima di iniziare qualsiasi azione, domande che ci aiutano ad aggiustare meglio il tiro:
1. Quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere?
Lo sto ripetendo alla nausea, me ne rendo conto, ma se non abbiamo chiaro il risultato che vogliamo raggiungere, beh, non ci arriveremo mai: continueremo a brancolare nel buio sprecando risorse preziose. So che uno dei tre punti iniziali diceva che è importante imparare a fallire, però con la testa. Vogliamo aumentare il numero di visitatori del vostro blog? Vogliamo attrarre più leads? Vogliamo che questi acquistino i nostri prodotti? Più chiara sarà la nostra idea, più semplice sarà lavorare ad una strategia per svilupparla.
2. Quali mezzi di misura utilizzeremo per leggere i risultati?
Esistono diversi modi per misurare il valore di una campagna pubblicitaria online, sta a noi scegliere quello più adatto alle nostre esigenze:
– CTR (click through rate): la percentuale di click sulla nostra inserzione rispetto al numero di volte che questa è stata pubblicata
– CONVERTION RATE: la percentuale di persone che hanno aderito alla nostra offerta rispetto a quelle che hanno cliccato per visualizzarla
– NUMERO DI ISCRITTI: tener traccia di quanti si sono iscritti alla nostra pagina, newsletter o canale in relazione al tipo di annuncio fatto
– COSTO PER ISCRITTO: una proporzione per capire quanto ci è costato ogni nuovo iscritto (costo della promozione / numero totale nuovi iscritti)
– NUMERO DI LEADS: tener traccia di quanti di quanti possibili nuovi clienti sono arrivati sulla vostra pagina in relazione al tipo di annuncio fatto
– COSTO PER LEAD: una proporzione per capire quanto ci è costato ogni nuovo lead (costo della promozione / numero totale nuovi leads)
– DA LEAD A CLIENTE: proporzione per capire quanti potenziali clienti sono poi diventati tali grazie alla nostra promozione
– RICAVI TOTALI: è importante tener, comunque, sempre traccia dei ricavi a seguito di un’operazione di promozione
– RITORNO DEL ROI: mappare l’investimento a seguito di ogni campagna, è importante per aver chiari i risultati e poterli poi comparare con altre attività di comunicazione
3. Qual è il budget che abbiamo a disposizione?
Non so voi, ma se c’è una cosa che mi fa impazzire è quando un cliente a questa domanda risponde “non abbiamo budget”, quindi di che cosa stiamo parlando? O ancora “abbiamo il budget che sarà necessario”, benissimo, ma che cos’è “necessario” direi che è abbastanza relativo. Mettere dei paletti è fondamentale per poter sviluppare un piano che abbia un senso e una continuità, se questo si esaurisce nei primi passi mossi, quelli che dovrebbero servire per tastare il terreno, allora saranno soldi buttati.
Stabilite un piano di marketing con il budget che siete disposti a investire e il periodo interessato suddividendolo a seconda di particolari momenti strategici, se ce ne sono, o in modo uniforme, se si tratta di un messaggio continuativo che va dato con la stessa intensità.
Avere un buon budget da investire, non per forza altissimo, permette di svolgere diversi test su differenti canali così da poter tirare le somme e capire quale ha funzionato meglio e perché, qual è stato il target più ricettivo e a quali messaggi. All’inizio si faranno dei buchi nell’acqua ma saranno un investimento.
Ora vediamo quali sono le tipologie di ADV che il panorama web ci offre, ovviamente non c’è modo di sapere fin d’ora quale sia il più adatto a voi, soltanto sperimentando si potranno avere risposte certe e veri e propri numeri da confrontare.
GOOGLE ADWORDS
Le pubblicità di Google, così come quelle di altri motori di ricerca come Bing e Yahoo, si basano sul principio del PPC(pay-per-click), ovvero si paga soltanto se qualcuno ci clicca sopra. Il loro prezzo varia a seconda delle parole chiave che vogliamo siano collegate al nostro annuncio, quanto queste sono competitive e alla posizione all’interno della pagina (in alto o nella parte destra della pagina dei risultati della ricerca).
Una piccola curiosità, sapete qual è il settore più competitivo dove le parole chiave sono più costose in assoluto e i suoi fruitori se le contendono con il coltello tra i denti? O meglio, con la chiave inglese tra i denti? Già, quello degli idraulici, l’avreste mai detto?!
pro: sono molto targettizzati e la nostra pubblicità apparirà solamente a chi ha digitato le parole chiave che noi avremo scelto, non colpisce nel mucchio ma è mirata.
contro: il conto può risultare molto salato e bisognerà scegliere fin da subito se riferirsi a un grosso bacino di utenza (pagando, quindi, di più) o se andare più verso piccole nicchie (risparmiando, così, qualcosa ma rivolgendoci a meno persone).
ha senso se: avete a disposizione un buon budget da spendere, le risorse per fare una buona ricerca di quali siano le parole chiave su cui ha più senso per voi investire e potete contare su una costante ottimizzazione della campagna in relazione ai risultati ottenuti.
SOCIAL MEDIA ADS
Facebook, Twitter e Linkedin mettono a disposizione buone campagne pubblicitarie attraverso cui promuovere i vostri contenuti, post, campagne e incrementare il vostro numero di like e fan o followers.
pro: sono canali divertenti e meno istituzionali dove dar spazio alla creatività e attraverso cui coinvolgere un pubblico particolarmente attivo e proattivo, che ha voglia di partecipare. In più è possibile targetizzare l’annuncio così da andar a riferirsi al pubblico che più ci interessa.
contro: il successo delle pubblicità sui social è strettamente collegato al settore di riferimento e a quanto questo abbia community attive o meno. Se non esiste una buona presenza su questi canali, ha poco senso investirci in pubblicità.
ha senso se: il vostro target di riferimento è presente sui social media e il consiglio è, comunque, quello di testarne la risposta in tutte e tre le piattaforme per poter decidere su quale vale la pena investire di più.
BANNER
Si tratta di piccole vetrine dove rappresentare il proprio prodotto/servizio o la sua descrizione in diverse dimensioni e formati variabili di piattaforma in piattaforma. Possono essere statici, a pop-up o animati attraverso delle .gif.
pro: molto efficaci dal punto di vista visivo per un mercato B2C, specialmente per l’e-commerce.
contro: bassa conversione CTR, ovvero, questo tipo di strategia rischia di diventare particolarmente costosa se non genera i risultati di conversione che ci si è stabiliti.
ha senso se: si ha a disposizione un buon budget per poterlo testare, ci si affida a siti, app o comunque piattaforme altamente targettizzate e se l’impatto visivo della grafica è forte e accattivante.
CONTENT DISCOVERY
Sono molto positivi se il nostro interesse è quello di aumentare le visualizzazioni del nostro blog e aumentare il suo rate. Su queste piattaforme, infatti, è possibile condividere link che rimandano ai nostri contenuti e venir, magari, richiamati da grossi siti di interesse come la BBC, ad esempio.
pro: grande possibilità di esposizione anche su siti di alto interesse, aumento del traffico e generazione di nuovi leads.
contro: è necessario testare più e più volte per cercare di individuare quali sono i tipi di testi più appetibili e in grado di generare il maggior numero di contatti, capire i fattori che lo renderanno in qualche modo virale. E’ altamente improbabile, invece, la conversione diretta.
ha senso se: il vostro scopo è quello di aumentare il traffico del vostro sito o del vostro blog.
La parola d’ordine, insomma, è test. Fatene tanti e diversi, anche con budget ridotti, (quindi su campioni più piccoli), ma saranno fondamentali per indagare il vostro audience a capire qual è il modo migliore per attirare la sua attenzione e coinvolgerlo.
Se avete letto questo blog sperando di trovare le risposte facili a tutte le vostre domande, o a quelle dei vostri clienti, mi dispiace avervi in qualche modo deluso ma spero, comunque, che abbiate trovato qualche spunto nuovo e soprattutto che sia passata l’idea che, come si dice: “chi fa, falla; chi non fa, non falla” . Provate, sperimentate e costruite il vostro vestito su misura, the sky is the limit.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Nickyhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNicky2015-03-11 11:00:102015-03-11 11:00:10Pubblicità online: come funziona e quanto spendere
Cosa significa per voi speakeasy bar?
Locali fumosi, retrobottega loschi, alcolici illegali, swing, charleston, cocotte e feste forsennate da roaring twenties?
Ok, ci siete quasi. Adesso però ripensatelo in chiave contemporanea.
L’architetto italiano Alberto Caiola ha progettato uno speakeasy bar nascosto all’interno di The Press, un negozio di sandwich che si affaccia su una delle affollatissime strade di Shanghai.
Lo speakeasy bar si chiama Flask, ed è un cocktail lounge con un ingresso ben nascosto.
Dove? Esattamente dietro un distributore vintage di Coca Cola.
Entrando nella vending machine, l’atmosfera cambia: niente più sandwich e Shanghai, ma un mondo completamente diverso di whiskey, luci minimali e soffuse, elementi geometrici di design, toni scuri, affascinanti e misteriosi.
L’arredamento è vintage minimal: poltrone, divanetti e pouf in pelle marrone, pavimenti e arredi in legno con nuances tono su tono. Sugli scaffali ampolle e oggetti che rimandano al mondo della miscelazione di alcolici.
Su un lato troneggia il bancone, con le bottiglie protagoniste, valorizzate da una retroilluminazione perfettamente intonata con l’ambiente.
Un mix decisamente strano: si parte dal pop fluo, divertente e sbarazzino di The Press per passare all’eleganza di Flask.
Dietro il bancone di The Press troneggia una scritta a led: “get your hands dirty”.
Un messaggio che rimanda chiaramente al momento dell’assaggio di un sandwich, ma può calzare bene anche una doppia lettura riferita all’esperienza “proibita” nello speakeasy bar.
E voi, ninjas? Siete mai stati in uno speakeasy? Ne conoscete qualcuno?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Gabakeshihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGabakeshi2015-03-11 10:50:162015-03-11 10:50:16Flask, lo speakeasy bar nel negozio di sandwich
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