Dopo averti trovato il perfetto mezzo per arrivare in città, abbiamo pensato anche a come farti andare in giro per Milano. Se vieni alla #BattleMI e al #GEC2015, dovrai recarti al MiCo, per poi seguire i partecipanti in un bar alla moda per l’Aperitivo Milanese.
In questi tre giorni hai bisogno di un autista personale per spostarti con stile, e meno male che c’è Uber che ai nuovi iscritti offre un bonus di 15 euro utilizzando il codice promo BATTLEMI.
Cos’è Uber
Uber sta facendo evolvere il modo in cui si muove il mondo. Collegando gli autisti con i clienti grazie ad un’app, rende le città più accessibili, creando nuove opportunità per i clienti e occasioni di lavoro per gli autisti. Fondata nel 2009, oggi è presente in oltre 290 città con diversi tipi di servizi, tra cui UberBlack, UberPop e UberVan.
Attraverso l’app puoi richiedere la corsa condividendo automaticamente la tua posizione, viaggiare con wi-fi e pagare con il tuo telefono cellulare.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-03-16 15:54:592015-03-16 15:54:59Vieni alla BattleMI? Iscriviti a Uber e gira per Milano con stile
Ogni settore è legato al marketing, ed ogni strategia di marketing che si rispetti deve essere in grado di sfruttare gli strumenti più innovativi per distinguersi dai competitors.
E coloro che operano nel mercato del turismo dovrebbero saperlo bene; il marketing tradizionale non è più sufficiente, bisogna saper legare il concetto di turismo al digital marketing. Per tali motivi, vi consigliamo un libro che vi aiuterà nelle scelte strategiche e vi aiuterà a capire meglio la relazione esistente tra digital marketing e turismo.
Da pochi giorni è uscito il libro “Digital Marketing Turistico e strategie di Revenue Management per il settore ricettivo” scritto da Armando Travaglini con Simone Puorto e Vito D’Amico. La prefazione è stata curata da Rodolfo Baggio, docente del Master in Economia del Turismo presso la Bocconi. Ma non finisce quì; numerosi e prestigiosi interventi all’interno del manuale.
Il libro è stato un vero e proprio successo. Infatti, è andato sold-out su Amazon nell’arco di poche ore. Il motivo? Temi importanti trattati in chiave innovativa.
Gli argomenti trattati sono correlati tra di loro in maniera nuova ed è la prima volta che in Italia viene pubblicato un libro dove si associano i concetti legati al web marketing con ciò che riguarda il revenue management, tariffazione dinamica e yield management.
Ma cosa insegna concretamente questo libro? Ecco una sintesi degli obiettivi che gli autori si sono prefissati:
Migliorare e gestire il sito web della struttura ricettiva sotto ogni aspetto pratico e operativo.
Comprendere le logiche del posizionamento sui motori di ricerca al fine di accrescere la visibilità del sito web, migliorare il proprio ranking e posizionarsi più in alto rispetto ai concorrenti.
Ottimizzare e migliorare le performance delle campagne pubblicitarie online.
Applicare strategie efficaci di disintermediazione dalle OTA al fine di aumentare le revenue della struttura ricettiva.
Coinvolgere e dialogare attivamente con i potenziali clienti grazie agli strumenti messi a disposizione dai principali social network.
Farsi trovare più facilmente dai viaggiatori che utilizzano dispositivi mobile Innescare il passaparola, gestire la reputazione online e rispondere in maniera efficace alle recensioni degli ospiti.
Conoscere le principali leve del revenue management al fine di ottimizzare la distribuzione online, applicare le logiche della tariffazione dinamica e strutturare correttamente il marketing del prodotto turistico.
La cosa più importante, però, riguarda i destinatari del libro, che non sono solo coloro che operano nel marketing turistico, ma anche gli appassionati, gli studenti e tutti coloro desiderano migliorare le proprie competenze nei settori del web marketing e del revenue management per l’hospitality.
Leggi il libro e facci sapere cosa ne pensi. Una cosa è certa: se ha avuto così tanto successo ci sarà un motivo! Competenza, Conoscenza ed Innovazione tutto in un unico libro. Vuoi saperne di più?Clicca qui.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Umekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUmeka2015-03-16 13:00:052015-03-16 13:00:05Come fare Digital Marketing nel settore turistico?
La Social Factory, il percorso opzionale “learning by doing” integrato nel Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy è un laboratorio pratico che prevede tre sessioni live e dieci brief di esercitazione. I partecipanti della factory di Milano saranno suddivisi in gruppi di lavoro a distanza e dovranno imparare ad applicare gli insegnamenti del Master Online calandoli sulle esigenze di una vera azienda. Gli appuntamenti dal vivo si terranno presso la sede milanese del TIM #WCAP.
Conosciamo Michaela Matichecchia che sarà tutor – online e dal vivo – dei 30 guerrieri, esperta di strategie di comunicazione online integrate e Google Plus.
Da ricercatrice ed analista per le ricerche di mercato, nel 2007 diventa Web Project & Marketing Manager per Tourtools, agenzia web da lei co-fondata. Oltre a progettare, seguire e misurare strategie di web marketing, si occupa di formare le persone all’interno delle aziende a comunicare attraverso internet. È docente e relatrice in convegni di settore, nel 2014 ha ideato Startconplus, un corso in aula o in house completamente dedicato all’integrazione di Google Plus nella digital strategy aziendale.
Da appassionata di strategie di comunicazione online integrate, Permission Marketing prima ed Inbound Marketing poi, nel 2011 individua Google Plus come grande opportunità di visibilità e notorietà per le aziende. Una piattaforma sociale integrata di servizi Google che apre le porte alla Social Search.Da allora non ha mai smesso di aggiornarsi sulla piattaforma in continua evoluzione, portando anche piccole aziende (tra cui GommeBlog.it e Agriturismo.com) nelle pagine consigliate di Google Plus, tra i colossi dell’automotive e dell’online travel.
Il tuo lavoro è quello di formare le persone all’interno delle aziende a comunicare attraverso internet. Qual è la difficoltà che incontri maggiormente?
Ogni azienda è differente da qualsiasi altra. Ma la cosa che accomuna tutte le aziende è che sono fatte di persone. Quando si parla di comunicazione digitale tutte le persone dell’azienda sono, più o meno consapevolmente, coinvolte nella comunicazione online del Brand.
Basti pensare che qualsiasi profilo sui social network è un profilo pubblico.
Le aziende hanno compreso infatti l’importanza dell’adozione delle social media policy e della necessità di formare le persone, al fine di attuarle.
La parte difficile non è coinvolgere le persone dell’azienda nella comunicazione aziendale: una mirata e diffusa attività di formazione in azienda riesce sempre a motivare ed incentivare la partecipazione delle persone.
Non è facile però dare continuità a questa partecipazione, rinnovare continuamente la motivazione e l’entusiasmo che scaturisce dal sentirsi parte della voce dell’azienda.
Quale pensi sarà la maggiore sfida da affrontare per voi tutor della factory?
La Factory è un’esperienza entusiasmante, anche per noi tutor. Lo dico dopo aver seguito la Digital Factory che si sta per concludere in qualità di tutor.
Il learning by doing è un attività molto impegnativa, che mette le persone di fronte ai propri limiti e li sprona a superarli. Non si impara solo a “fare”, ma si impara a conoscere sé stessi e a far parte di un team.
La sfida del tutor è far emergere i limiti, gli errori e, nello stesso tempo, far crescere la fiducia in se stessi, l’entusiasmo e la motivazione a raggiungere l’obiettivo che ogni partecipante si è prefissato.
Il percorso della factory è costituito da 10 deadline intermedie. Quale attendi con maggiore interesse?
Domanda difficile. In realtà la parte più interessante sarà vedere la strategia prendere forma, level dopo level.
Chiaramente seguirò con particolare attenzione il level su Google Plus, ma posso dire con certezza di attendere con maggiore curiosità gli ultimi 3 level, dove si parlerà di strategia e misurazione dei risultati.
Ci siamo anche questa settimana! Vi presentiamo i migliori annunci stampa pubblicati negli ultimi 7 giorni. Enjoy!
Surfrider Foundation: Barcode scanner
“Tu compri, il mare paga. 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani ogni anno. È ora di cambiare il modo in cui consumiamo”
Gli animali del mare, condannati a morte da una pistola barcode pronta a sparare. Stupenda!
Advertising Agency: Young & Rubicam, Paris, France
Creative Director: Pierrette Diaz
Art Director: Guillaume Auboyneau
Copywriters: Ugo Fossa, Eric Lavenac
Art Buyer: Sylvie Reveillard
Photographer: Pierre Sattin
Production: Toolboxprod
Retouching: Loïc / Sparklink
Guinness: St. Patrick’s Day
Non è certo la prima volta che si vede il caratteremodificato a piacimento, ma qui a colpire è sicuramente il copy: “Con un’altra birra è solo martedì” ; una frase che racchiude tutta la filosofia di Guinness!
Advertising Agency: Traffik, Toronto, Canada
Executive Creative Directors: Cam Boyd, Troy McGuinness
Art Director: Phil Smith
Copywriter: Sarah Deziel
Typographer: Travis Lalonde
Account Director: Andrew Reeves
Account Supervisor: Amanda Johnston
CHOM 97.7: Not enough
A Montreal, in Canada, esiste un locale dove ogni domenica sera vengono suonati dal vivo ( e in streaming web ) interi album in vinile. Perché una singola taccia non è abbastanza per far apprezzare l’intero album dell’artista.
Nella grafica gli album sono spezzettati. Li riconoscete tutti?
Advertising Agency: Bleublancrouge, Montreal, Canada
Creative Director: Jonathan Rouxel
Art Director: Sébastien Lafaye
Copywriter: Cédric Audet
Photographer: Hans Laurendeau
Retoucher: Shoot Studio
Toyota: Don’t shoot and drive
Se scattarsi selfie alla guida è pericoloso, modificare i filtri di instagram, aggiungere posizione e qualche tag e condividere sui social, equivale a morte certa. Non smanettate con i vostri smartphone quando siete in auto!
Non lasciare che la tua audi cada in mani sbagliate. Scegli le autofficine certificate Audi Service.
Advertising Agency: thjnk, Berlin, Germany
Creative Directors: Matthias Walter, Siyamak Seyedasgari
Art Directors: Inga Oßenbrügge, Mike Wenzel, Anika Zanter
Copywriter: Daniel Lamprecht
Photographer: Attila Hartwig
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karokihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaroki2015-03-16 12:00:532015-03-16 12:00:53Guinness, Toyota e Audi: i migliori annunci stampa della settimana
Ti interessa il Video Marketing? Allora avrai seguito il free webinar tenuto da Edoardo Scognamiglio, che ha presentato il corso online in Video Marketing targato Ninja Academy e in partenza il 2 aprile! Se te lo sei perso ti diamo la possibilità di rimediare guardandolo in streaming qui sotto. Nel video potrai avere un assaggio – completamente gratuito – di ciò che ti aspetta: 50 minuti in cui il docente e autore televisivo Edoardo Scognamiglio ti darà degli utili consigli su come progettare video content strategy efficaci.
Se vuoi iscriverti al corso, fino al 19 marzo hai la possibilità di registrarti in early booking!
Vantaggi del Corso Online
✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Test e certificato di partecipazione
Prezzo early booking:249€se ti iscrivi entro il 19 marzo 2015
Prezzo pieno: 299€ se ti iscrivi dopo il 19 marzo 2015
Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change. BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elisa Marinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElisa Marino2015-03-16 11:23:252015-03-16 11:23:25Vuoi rompere YouTube col video marketing? [VIDEO]
I selfie sono uno dei fenomeni social del momento, diffusi soprattutto (ma non solo) tra le nuove generazioni.
Grazie alle nuove tecnologie, anche gli stessi selfie si stanno però “evolvendo”, integrandosi con le soluzioni 3D. Ecco allora che, per esempio e come riportato da Wired, realtà come DOOB 3D danno la possibilità ai propri clienti e a tutti gli interessati di aggiudicarsi la propria figura in 3D, per immortalarsi (e “immortalare” il selfie) una volta per tutte.
DOOB 3D riesce a produrre un personaggio dettagliato nei particolari di 4 pollici del vostro corpo – esattamente, un selfie 3D.
Il prezzo dei prodotti varia da 95$ a 695$, in funzione delle dimensioni degli oggetti finali: considerata la complessità tecnologica e la non banalità del prodotto finale, si tratta di costi più che accettabili.
L’azienda ha anche installato 8 cabine sparse in tutto il mondo, chiamate Doob-licators: per esempio, lo scorso inverno quella di New York ha accolto circa 500 clienti. Si tratta di un business interessante dunque, che integra selfie-mania e nuove tecnologie per creare un oggetto unico, personale, universale. Di seguito, non perdete una mini-gallery dei pezzi più cool!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2015-03-16 11:00:392015-03-16 11:00:39Il futuro prossimo dei Selfie? Benvenuti nell'era dei Selfie 3D
Nei covi Ninja di Milano e Salerno fervono i preparativi per La Battaglia delle Idee 2015, l’evento annuale targato Ninja Marketing in cui si incontrano startup competition, training e musica rap.
Quest’anno saremo al Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa, il 18 marzo 2015 al MiCo di Milano.
Noi siamo pronti per questa fantastica avventura, ma vuoi sapere come è cominciata?
#Battle12: Napoli 2012
La prima edizione de La Battaglia delle Idee è stata organizzata il 12 e il 13 ottobre 2012 a Napoli, al Castel dell’Ovo. Maestro di Cerimonia fu il funky professor Marco Zamperini.
Abbiamo cominciato con 7 coppie di sfidanti, ma solo un’idea ha guadagnato la vittoria, Buzzoole. La startup è entrata nella scuderia di 56Cube ed ora è un’azienda di successo. ReHub, research social platform, ha ricevuto una menzione speciale della giuria.
#BattleSA: Salerno 2014
La seconda edizione de La Battaglia delle Idee, powered by Rocket Fuel, si è svolta a Salerno, il 5 e il 6 luglio 2014. Oltre 1000 presenze e 50 startup candidate da ogni parte d’Italia. Maestra di Cerimonia fu Kris Grove, ex volto di MTV e dj di Radio 105. La seconda edizione fu dedicata a Marzo Zamperini e vide la presenza di sua figlia, Rebecca.
La location dell’evento era il T.A.G. Teatro Girelli, una ex-fabbrica di laterizi circondata oggi da un orto botanico. Da 16 startup finaliste, il pubblico ha premiato l’app Addoway, di tre giovani donne pugliesi. E il premio della giuria tecnica (formata da Domenico Soriano, Cesare Pianese, Giovanni De Caro, Elena Salzano, Giuseppina Mele, Michele Petrone, Enrico Quaroni, Vito Flavio Lo Russo e Francesco Serravalle) è andato a Massimo Morgante, che ha presentato Volumeet.
La battle si è chiusa con un party all’aperto e il concerto di Francesco Paura, DJ Uncino e Funky Pushertz.
Non poteva mancare uno spazio dedicato alla formazione: dal 17 al 19 marzo Ninja Academy offrirà workshop gratuiti su digital marketing, business e startup.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-03-16 08:30:362015-03-16 08:30:36La Battaglia delle Idee, the story so far
Vodafone Turchia ha realizzato un'app per aiutare le donne vittime di violenza: a sostegno di quest'app, una campagna di comunicazione davvero unica e intelligente.
Vodafone Turchia ha creato un’app per la violenza contro le donne. Un tema caldo, di cui si sente parlare troppo spesso. Forse proprio per questo, anche la tecnologia in un certo senso vuole dare il suo contributo anche se siamo tutti consapevoli che una piaga del genere, perché di questo si tratta, non è risolvibile con un’app né con tutta la tecnologia a disposizione.
Resta comunque un tentativo interessante quello di Vodafone Turchia che ha riscontrato l’approvazione delle donne del paese: in Turchia, d’altro lato, i dati sulle violenze alle donne da parte degli uomini sono sconcertanti. Basta guardare i numeri raccolti da Bianet, l’associazione dei giornalisti indipendenti turchi.
In Turchia il tema della violenza sulle donne ha raggiunto in questi ultimi mesi (tristemente, purtroppo) la prima pagina di tutte le maggiori testate internazionali: dopo l’omicidio della studentessa ventenne Ozgecan Aslan, è arrivata l’indignazione dello stesso popolo turco con la protesta di migliaia di uomini che hanno manifestato in minigonna i difesa delle donne su Twitter e in strada. È stato realizzato anche un sito, Anıt sayaç, un “monumento digitale” che raccoglie i nomi delle donne morte per violenza divisi per anni e ne conta il numero.
Tuttavia c’è altro da aggiungere, che ne fa ancor di più un caso interessante: la campagna di comunicazione ha meritato il silver nella categoria mobile nella scorsa edizione dell’Eurobest Awards, il festival della creatività.
Un caso singolare perché si tratta di un’app per sole donne, sia nell’utilizzo che nella modalità di comunicazione. Ma andiamo ad analizzare le due caratteristiche una alla volta.
Discrezione e facilità d’uso per aiutare le donne vittime di violenza
Quando si realizza un’app, una delle scelte più importanti è l’aspetto grafico dell’icona: dall’icona deve essere subito chiaro il servizio che quell’app è in grado di offrire, così che l’utente possa velocemente riconoscerla quando gli occorre usarla.
Ora provate ad immaginare un’app per la violenza sulle donne. Se quanto detto valesse anche per questa app, chi la terrebbe sul proprio dispositivo?! Possedere un’app del genere significherebbe ammettere di averne bisogno e dunque sarebbe come dichiarare apertamente di essere vittima di violenze.
Sebbene chiedere aiuto e parlare di determinate situazioni sia sempre la cosa migliore da fare, molte persone hanno non poche difficoltà ad aprirsi su certi argomenti, specialmente se come in Turchia i limiti sono imposti culturalmente. Per evitare ciò, l’app in questione ha l’aspetto di una torcia e a dissimulare il tutto vi è anche il nome: Red Light Application. Tutto verrebbe da pensare fuorché alla reale funzione.
Rispetto al compito vero e proprio, l’app, una volta effettuato l’accesso, consente di chiamare i numeri d’emergenza oppure, attraverso la funzione Shake&Warn agitando per tre volte il dispositivo, tre messaggi di testo preimpostati saranno inviati automaticamente ai contatti scelti dall’utente così da chiedere soccorso ai nostri conoscenti.
Una campagna di comunicazione unica e intelligente
Un tema così delicato e un pubblico così ristretto, come procedere?
La campagna di comunicazione della app è stata ideata da Y&R ISTANBUL. Un obiettivo non facile da raggiungere: un’ampia diffusione del messaggio rivolgendosi solamente a un pubblico femminile e, soprattutto, escludendo gli uomini.
Y&R Istanbul ha raggiunto abilmente il traguardo tralasciando, nella scelta dei mezzi di comunicazione, tv, outdoor e radio e dunque preferendo veicolare i contenuti attraverso un mezzo davvero tutto al femminile: i tutorial sulla bellezza, ad esempio quelli sul make up. Nel bel mezzo di un video in cui si spiega come applicare l’eyeliner con un cucchiaino ed ottenere il risultato perfetto, la protagonista abbandona l’argomento beauty per spiegare il funzionamento della app dopodiché, con molta naturalezza, riprende il tema make up fino alla chiusura del filmato.
Se volete farvi un’idea, ecco uno dei tutorial originali: dal minuto 1.48 inizia la presentazione della app.
Naturalmente non finisce qui. La domanda da porgere a questo punto potrebbe essere: va bene i tutorial, ma come si conduce il target a ricercare questi video? Nulla è lasciato al caso: le protagoniste dei tutorial erano ospiti in noti programmi televisivi; le loro immagini e i riferimenti ai video sono apparsi anche su annunci stampa ma senza nessun logo che potesse ricondurre né a Vodafone né alla app e la stessa “politica” valeva per i poster affissi nelle toilette femminili.
Ma non finisce qui! Per assicurare una diffusione ancor più capillare, informazioni relative ai tutorial erano presenti anche sulle etichette dell’intimo femminile e sulla superficie di strisce depilatorie visibili soltanto in seguito al riscaldamento della cera, ad esempio con il tipico sfregamento delle mani.
Tutto ciò ha permesso di raggiungere circa 200.000 visualizzazioni in poco tempo e una condivisione tra donne attraverso i social network. In un mese l’app, che non è disponibile in Italia, è stata scaricata circa 4700 volte e la funzione Shake&Warn è stata attivata in 2044 casi.
Insomma un caso tutto particolare. L’esistenza di un bisogno piuttosto radicato nella popolazione, una risposta che c’è ma non si vede proveniente dal panorama della telefonia mobile; un brand che si fa avanti ma non si fa pubblicità nel senso più vero del termine scegliendo di non ostentare logo e marchio e per finire la nascita di un’app per smartphone, così da essere sempre a portata di mano. Altro da aggiungere?!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoko2015-03-15 14:21:562015-03-15 14:21:56Red Light, un'app per combattere la violenza sulle donne in Turchia
La personalità rappresenta ed ha sempre rappresentato un fattore fondamentale in ambito professionale: sia in fase di recruitment sia in quella di lavoro vero e proprio. Non a caso ancora oggi molte aziende utilizzano i Big Five come test di personalità per capire se il soggetto X è adatto a ricoprire il compito Y. Accanto a questo e ad altri strumenti di valutazione della personalità dei dipendenti, si affaccia nel panorama web 2.0 un altro elemento del tutto innovativo: Knozen.
Creato da Marc Cenedella, fondatore e CEO, si tratta di un’applicazione per iPhone che permette a chiunque di esprimere un giudizio positivo o negativo sui propri colleghi di lavoro, valutandone il carattere ed il comportamento nella pratica professionale vera e propria. Più che un’app potremmo definirla come un test di personalità o un gioco sociale in cui ciò che conta sono le vostre opinioni.
Requisito indispensabile per utilizzare Knozen è che a registrarsi siano almeno 7 persone della stessa azienda o dello stesso ufficio. Ogni iscritto può esprimere la propria opinione, in forma assolutamente anonima, sul comportamento, sul carattere e sul modo di lavorare degli altri.
L’anonimato delle valutazioni, però, non ne garantisce la veridicità. Se da una parte spinge le persone ad esprimere giudizi sinceri dall’altra può portarli invece a mentire per fornire una cattiva immagine di un collega con cui si ha avuto un diverbio in passato. Marc Cenedella, però, smentisce questa opzione dimostrando come le alternative di valutazione offerte da Knozen riguardano sempre contenuti “positivi” e “ottimistici”,.
Knozen, capiamo meglio come funziona
Le funzioni sono diverse: dalla descrizione della personalità attraverso una serie di alternative di scelte (“assertivo”, “amichevole”, “paziente”, “convenzionale” e “riservato”) fino ad arrivare ad un giudizio della sfera comportamentale, all’interno della quale compaiono aggettivi quali: “pigro”, “in grado di trovare la soluzione più veloce”, “va via presto per un appuntamento amoroso” e molte altre. Ma le funzioni di Knozen non finiscono qui!
A quelle sopracitate si aggiunge il sondaggio, attraverso cui si chiede agli utenti di esprimere la propria opinione sulla base di un confronto tra due colleghi. Ad esempio: “Chi è più simpatico tra tizio e Caio?” Ogni volta che esprimiamo un giudizio su un collega egli riceverà una notifica; la somma di questi giudizi crea un punteggio, visibile sul suo profilo, il quale indica l’opinione che gli altri hanno di lui.
L’obiettivo del fondatore è quello di rendere l’app uno strumento autorevole a cui i manager possono attingere durante il processo di reclutamento e nell’operato dell’impresa per capire quale clima aziendale si respira. Questo perché un lavoro in team può risultare efficace e profittevole solo se c’è collaborazione tra i dipendenti e quindi, sapere quello che pensano l’uno dell’altro, può aiutare il manager a capire se c’è o non c’è bisogno di intervenire per apportare miglioramenti.
L’idea di Knozen è piaciuta tanto ad alcuni investitori americani, quali: Firstmark Capital, Lerer Ventures, Greycroft Partners, Box Group, Whisper e Brank Brooks tanto che hanno concesso un finanziamento di ben 2 milioni e mezzo di dollari per sviluppare il progetto imprenditoriale.
La sua utilità in futuro è ancora tutta da verificare. Però almeno per ora una cosa è certa: sapere di essere continuamente monitorati e soggetti a “piacevoli” o “spiacevoli” giudizi, espressi pubblicamente, ci rende più profittevoli e responsabili sul lavoro. Già questa è una conquista!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akanehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkane2015-03-14 15:58:082015-03-14 15:58:08App of the Week: Knozen, l’app per valutare i tuoi colleghi di lavoro
Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale.
(di Giuseppe Arnesano)
Streetness rimane on the road, ma da un punto di vista ancora diverso. Ci soffermiamo, infatti, su un caso singolare che riguarda Hyundai, multinazionale sud coreana leader nel settore automotive. In occasione del lancio della nuova gamma i20 Hyundai, da qualche mese circola uno spot che non poteva non attirare la nostra attenzione.
Con la campagna “NUOVA HYUNDAI i20. Lasciati guidare dall’ispirazione” e il concorso #LoginToDrive, è possibile partecipare all’estrazione di vari premi. L’azienda invita tutti gli utenti a visitare gli showroom per un test drive sulla nuova arrivata e a partecipare al concorso. Il progetto promozionale, ideato da Hyundai Italia, permette a chi scatta un selfie davanti a uno speciale backdrop presente in tutte le concessionarie d’Italia di partecipare all’estrazione di un weekend per due persone a Londra, sottolineata come capitale della street art.
Nuxuno Xanin
E chi non riuscirà ad aggiudicarsi il soggiorno londinese, ma che in ogni caso sarà salito a bordo della i20 per effettuare il test drive, riceverà in omaggio dei gadget in tema street art. Dopo l’autoscatto si può scegliere come personalizzare la propria immagine tra cinque diverse “maschere” che “rappresentano la street art”; e qui iniziamo a chiederci – a valere sul video che mostra effettivamente e curiosamente segni differenti del nostro mondo, e questa è quasi una novità – quanti e quali forme della street art siano state scomodate per la produzione, al netto di una formula di concorso che invece ci trova e ci lascia per nulla stupiti.
Slinkachu
Lo spot, realizzato dai registi Dom e Nic in collaborazione con gli artisti JPS, Marco Sobreviela, Luke Egan e Pedro Estrellas, punta sulla street art come scenografica citazione, come ricostruzione di contesto alla messa in scena dell’autovettura, come somma di azioni creative in città nelle forme più varie.
Marco Sobreviela
Agli occhi degli specialisti del settore non saranno sfuggiti alcuni fotogrammi in cui si riconoscono lavori che omaggiano o citano artisti come P183, Nuxuno Xanin, Bansky, Łokuciejewski, Roy Tyson, Slinkachu e Tristan Eaton.
Da quello che vediamo, prim’ancora di arrivare ad alcune firme di street art, si passa tra le più variegate espressioni e tecniche artistiche che adoperano spray, stencil, pennelli, poster, miniature e installazioni realizzate su differenti supporti e in vari ambienti. E ciò potrebbe spalancarci un mondo, vediamo.
Adam Łokuciejewski e SzymonCzarnowsk
Accade dunque che le opere che fanno da scenografia al passaggio della vettura siano lavori realizzati da PJS,Jon Blud, Luke Egan, Marco Sobreviela e Pedro Estrellas. Omaggio o citazione?
Jon Blud
PJS, che agli inizi della sua carriera guardava alla Cartoon Art e a cime come Escher, Salvador Dali, Cezanne e Da Vinci, una volta incontrata e conosciuta l’opera di Banksy, decide di lavorare con gli stencil e la street art. Nonostante PJS utilizzi la stessa tecnica dell’inafferrabile di Bristol, le sue opere rimangono ancorate all’immaginario dalle esperienze che ama, ma anche dai brutti ricordi del suo passato.
P183
Il trentacinquenne Marco Sobreviela lavora con la scultura. Una volta che le sue opere prendono forma, nate dallo spunto di una foto o di un disegno, l’artista spagnolo lavora in riduzione di scala dipingendo i piccoli manufatti direttamente a mano. E il nostro pensiero vola subito a Little People. Slinkachu, artista inglese, usa miniature umane che, attraverso piccole installazioni, abitano luoghi inconsueti delle strade di Londra. Una volta posizionate le micro- opere, le ritrae in foto dalle suggestioni fantastiche.
Filthy Luker aka Luke Egan è famoso per i suoi site specific 3D interventions. Le sue installazioni, che si appoggiano e reinventano in modo fantastico oggetti del quotidiano o grandi edifici, rappresentano in questo ed altri casi dei mostruosi e giocosi tentacoli verdi che nascono dal degrado metropolitano e creano un ironico ma anche spaventoso dialogo con l’ambiente circostante.
Infine, nella lunga serie di immagini, appare sulla facciata di un grande palazzo la locandina di Attack of the 50 Foot Woman, un B-movie di fantascienza del 1958. Accanto a tale citazione cinematografica ricordiamo il tema del murales di Tristan Eaton eseguito a Berlino.
Luke Egan
Insomma, tra citazione, omaggio, arte su arte, street art come scenario e cifra, la sensazione potrebbe essere anche di disorientamento, sciogliendosi lungo lo spot diverse forme di creatività urbana; o vuoi vedere che Hyundai ha fatto un passo così lungo in avanti da trattarsi addirittura e già di manierismo?
Tristan Eaton
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Streetnesshttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngStreetness2015-03-14 13:53:312015-03-14 13:53:31Le belle maniere della nuova i20 Hyundai
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