Digital Marketing: facciamo il punto [INFOGRAFICA]

Sapevi che internet è utilizzato dal 40% della popolazione mondiale?
Se vuoi fare digital marketing, sia che ti occupi di un piccolo brand, o di una grande azienda è necessario che tu abbia una visione complessiva dell’utilizzo di internet nel mondo in termini quantitativi e qualitativi. È necessario quindi che tu conosca lo stato dell’arte del digital marketing. Che cosa vogliamo dire?

L’infografica realizzata da Smart Insight e TFM&A ci spiega visualmente che sono ben 3 miliardi di persone al mondo ad usare internet tramite supporti digitali. Il desktop rimane la piattaforma più utilizzata per l’accesso al web ma è interessante vedere i trend di crescita dei supporti mobile. L’80% di chi è su internet, usa uno smartphone; il 47% è proprietario di un tablet. E questi numeri sono in crescita, vediamo in che modo.

Lo stato del Digital Marketing

Tenendo presente dunque i numeri di quest’infografica, come accrescere la tua digital audience?
Sia che tu ti occupi di B2C che ti occupi di B2B, puoi subito notare come le tattiche di contenuti digitali più utilizzate siano:

  • Social media content
  • Newsletter
  • Articoli sul tuo sito web

Molto spesso da digital marketer ci sentiamo dire dai nostri capi: “Si, ma in termini di conversione?“. Chiaro è, che il canale che maggiormente converte rimane ancora la piattaforma desktop. Ed è facile capire che ancora oggi, i consumatori si sentano più sicuri ad affrontare spese ed acquisti su un supporto statico fisso piuttosto che sul mobile. I numeri probabilmente cambieranno ma per ora è fondamentale, per far sbarcare il tuo brand online, tenere a mente questi dati. I consigli per pianificare, gestire ed ottimizzare i canali digital sono essenzialmente tre:

  1. Hai bisogno di una digital marketing strategy
  2. Integrare le attività online ed offline
  3. Ottimizzare, ottimizzare, ottimizzare

Ecco l’infografica completa per fare il punto sullo stato del digital marketing:

30 copy indimenticabili della pubblicità italiana

Dopo aver discusso sulle 10 campagne il cui successo è il connubio tra visual e copy, abbiamo pensato: quali sono invece quelle tagline che ci sono rimaste impresse e che abbiamo ripetuto fino alla nausea? I pubblicitari, cari persuasori occulti, sanno bene che la frase giusta al momento giusto può entrare nel cervello del consumatore e non uscirne più.

Ecco quindi i 30 copy che la redazione di Ninja Marketing ha scelto dopo ore di brainstorming online 🙂

No Alpitour? Ahi ahi ahi

Ti piace vincere facile?

Buonaseeeeera

Mira el dito

Ciribiribi Kodak

Denghiu

Fei belliffima

Anto’, fa caldo

Non ci vedo più dalla fame

No Martini? No party

La mia non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di buono

Per dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande o un grande pennello?

Toglietemi tutto, ma non il mio Breil

Chi c’è c’è, chi non c’è, non c’è

A te ti piace, a me me piace

C’è Gigi?

Un diamante è per sempre

Milano da bere

Alle morbide Fruit Joy tu resistere non puoi

Sono finteeee

Fenomenale

Two is megl che one

La potenza è nulla senza controllo

No, lavato con Perlana

Altissima, Purissima, Levissima

Le ho provate tutte

Metti un tigre nel motore

Svizzero? No, Novi

Non so voi, ma io bevo Aperol

E chi sono io, Babbo Natale?

Quali abbiamo dimenticato?

Siamo sicuri che nei meandri di YouTube si nascondano altri spot degni di entrare in questa lista. Suggeriscili tu nei commenti al post sulla nostra fanpage!

Facebook Messenger: un nuovo mix di business e divertimento

Facebook Messenger

Quando nel 2011 Facebook lanciò Messenger, gli utenti si divisero tra scettici sulla sua utilità e annoiati all’idea di dover scaricare un’ulteriore app per chattare via Facebook.

A tre anni dal lancio di Messenger, il numero di utenti attivi dell’app ha superato recentemente i 500 milioni: è ovvio che il download obbligatorio ha dato una bella spinta in questo senso, ma non si può negare che in questi tre anni Facebook ha lavorato molto per rendere Messenger sempre più cool. Eppure “essere cool” non è tra i primi obiettivi di Mark Zuckerberg, come affermò nel 2013 in un discorso passato alla storia:

La gente da per scontato che stiamo cercando di essere cool. Non è mai stato il mio obiettivo. Io sono la persona meno cool al mondo! (…)

Forse l’elettricità era cool quando è nata, ma abbastanza rapidamente la gente smise di parlarne perché il punto importante non è la cosa nuova, la vera domanda che voi dovete considerare a questo punto è “Ci sono meno persone che accendono le luci perché è meno cool?”.

All’F8, il mega evento a San Francisco dedicato agli sviluppatori su Facebook che si è tenuto il 25 e il 26 marzo di quest’anno,  l’obiettivo principale di Mark è stato ancora più chiaro: Facebook è ora un ecosistema di applicazioni che mira a sostituirsi al concetto stesso di Web. Da semplice iconcina blu sul nostro smartphone, ora Facebook ha intorno a sé un mondo di applicazioni, ma soprattutto un esercito di sviluppatori a cui proprio durante l’F8 sono state rivelate molte novità allettanti.

Facebook, le app e l’Internet of Things

Niall Kennedy @Flickr

LEGGI ANCHE: Mark Zuckerberg presenta Connectivity Lab: “Invieremo internet dal cielo con aerei senza pilota” [BREAKING NEWS]

Ai developer su Facebook è stata annunciato il rilascio del kit per lo sviluppo con Arduino sulla piattaforma in cloud Parse : ok, facciamo un passo indietro per spiegare meglio ciò di cui stiamo parlando.

Parse è la piattaforma per realizzare app creata da Ilya Sukhar che è stata acquistata un anno fa da Facebook: Parse è un platform as a service, cioè permette agli sviluppatori di creare app senza doversi preoccupare di aspetti quali cloud, storage, backend, analitici, ecc.

Arduino è l’hardware che permette di realizzare cose come controllori di luce, di velocità, sensori di umidità, di temperatura, ecc: in sostanza tutto ciò di cui sono composte le tecnologie della demotica. Per gli sviluppatori lavorare su Parse con Arduino significherà in sostanza poter realizzare applicazioni che hanno utilità nella vita di tutti i giorni: sì, stiamo parlando di Internet of Things, l’Internet delle Cose.

Messenger ora è un’app per il business

Ed eccoci di nuovo a Messenger  e alle grandi novità rivelate agli sviluppatori durante l’F8: non più solo un’applicazione per  chat e chiamate, ma ora una piattaforma dedicata alle aziende, Business on Messenger.

Business on Messenger offre alle aziende su Facebook un accesso diretto e immediato ad un servizio di assistenza clienti. Progettato per essere facile come chattare su Messenger, elimina il disagio delle telefonate, delle code e delle email.

Ecco alcuni esempi d’uso reali che potranno essere realizzati via Messenger:

Fare acquisti da Messenger;

– Confermare un ordine;

– Inviare gli aggiornamenti automatici di spedizione;

– Effettuare ricevute e fatture;

– Rintracciare le Spedizioni.

Facebook Messenger è anche divertimento

Il nuovo servizio è parte della nuova piattaforma di Messenger di Facebook, che si apre  gli sviluppatori di terze parti e si lancia con diversi partner, come Zendesk, Everlane e Zulily.

Cosa significa di fatto per noi utenti questa novità? In pratica potremo ricevere contenuti di vario tipo (immagini gif, video, file audio…)via Messenger e potremo scegliere se aprirli installando l’applicazione necessaria per vedere quel contenuto o aprendo quell’app stessa sull’app di Messenger.

Inoltre nella chat di Messenger visualizzeremo anche le app usate dagli amici e quelle suggerite. Alcune app sono già disponibili e includono app per realizzare video come Magisto, app per creare gif come Giphy, Dubmash e app per realizzare piccoli testi in musica come Ditty. It’s very funny, guardate:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?t=10&v=MUAW2RDAJWU’]

Zuckerberg sa che in un mondo di applicazioni di messaggistica sempre più varie, l’unica scelta possibile è la diversificazione: nel futuro di Messenger ci sono però così tante possibilità che questa volta possiamo dire che Facebook è andata oltre al puro concetto di “diversificazione”. Facebook sembra puntare ad essere sempre di più un servizio indispensabile e non un semplice social network… sì, insomma, come l’elettricità di cui parlavamo sopra.

Ambizioso o troppo arrogante? Vedremo…

Le 10 surfiste più belle da seguire su Instagram

Playboy, all’inizio dell’anno, ha stilato la classifica delle 21 surfiste mondiali più hot e più seguite dei social media. Ci sono proprio tutte le più sexy, alcune new entry e in prima posizione la bellissima Sage Erickson, rivelazione del 2014.

Vi mostriamo le prime 10!

Perché? Perché la psicologia ci dice che quando siamo stressati al lavoro immaginare cose belle ci rilassa e ci motiva; inoltre potete sempre imparare qualche lezione di marketing spulciando i social di queste ragazzone.

QUINDI ricarichiamoci con queste visioni:

10. Coco Ho

surf

9. Alejandra Guilmant

8. Nikki Van Dijk

7. Kelia Moniz

kelia moniz

 

6. Ellie Jean Coffey

ellie jean coffey

 

5. Erica Hosseini

erica hosseini

 

4. Bree Kleintop

Bree Kleintop

 

3. Lani Doherty

Lani Doherty

2. Laura Enever

Laura Enever

 

1. Sage Erikson

Sage Erickson

Digital Storytelling: come creare un legame interattivo [CASE STUDY]

Quella dello storytelling è un’arte difficile ed in continua evoluzione che, però se analizzata nella maniera giusta può sfruttare al meglio i mezzi che offre l’era digitale.

Seppur sia un’opinione diffusa non è più sufficiente eseguire un “copia e incolla” della storia pubblicata su carta o sul sito online; bisogna andare oltre.

In sostanza, questo tipo di lavoro deve essere una conversazione ed un processo di continua scoperta. Bisogna rischiare, imparare, adattarsi ed andare avanti, sfruttando tutte le potenzialità che il mercato offre.

Ecco cosa racconta Frances Perraudin della sua avventura:

Nella parte finale del programma di giornalismo digitale ci hanno dato la possibilità di trascorrere quattro settimane a lavorare su un progetto di “narrazione digitale”.

Il progetto si è concentrato sulla ricerca degli strumenti migliori per spiegare una notizia. Lo studio dimostra che giornali come The Guardian presumono troppo spesso che i lettori abbiano tutte le conoscenze necessarie alla comprensione, tuttavia, di frequente, non è così.

“Intrattenere, informare ed educare” è lo scopo che devono perseguire tutte le testate giornalistiche.
The Guardian informa e diverte, ma fornisce tutti gli elementi culturali? Purtroppo, no. Proprio, per questo motivo si dovrebbe, per quanto possibile, mirare a dare a tutto pubblico la possibilità di comprendere perfettamente ogni articolo.

Il progetto

L’idea del progetto è nata nel mese di luglio. Sostanzialmente il concetto, fondamentale è quello di inserire all’interno di ogni articolo riferimenti a notizie che siano risorse educative per i lettori. Oltre al dettaglio di una storia, possono essere utilizzati anche biografie, processi scientifici e/o legali ecc.

Il modello che questi “studiosi innovativi” hanno fornito si basa sul design interattivo preesistente su The Guardian.

Ecco alcuni esempi di ciò che è stato monitorato per alcuni mesi:

Il progetto ha ricevuto un buon feedback. La conclusione? È importante utilizzare mappe interattive, link, brevi profili, figure chiave ecc per spiegare la notizia e renderla comprensibile e, di conseguenza, interessante per tutti i lettori.

Se tutte le testate giornalistiche prenderanno spunto o meno da questo progetto è presto per dirlo, sicuramente quelle più innovative ci stanno già pensando.

Colloquio di lavoro, istruzioni per prepararsi alla selezione

Hai trovato l’annuncio di lavoro giusto per te. Le tue competenze rispecchiano perfettamente la posizione da ricoprire. È l’azienda dei tuoi sogni e vuoi fare colpo in tutti modi! Invece di candidarti subito sulla spinta dell’emozione, aspetta! Fermati un attimo a riflettere.

Prima di inviare il tuo cv, ci sono delle cose che dovresti fare; piccole strategie, o meglio accorgimenti, che apparentemente potrebbero sembrare banali, ma che in realtà non lo sono affatto.

LEGGI ANCHE: Cinque domande da non sottovalutare per prepararsi ad un colloquio

Ma come arrivare pronto e preparato ad un colloquio di lavoro? Ebbene, esistono dei fondamentali passaggi da seguire.

Reputazione online: aggiorna i tuoi profili sui social media


Sembra banale, ma i social network stanno diventando sottili “armi a doppio taglio”.

In ambito professionale vengono, infatti, sempre di più utilizzati dai datori di lavoro per indagare ed ottenere qualche notizia in più sul candidato. Assicurati per questo che i tuoi profili online siano prima di tutto aggiornati, ad esempio che all’interno del tuo account LinkedIn ci sia l’esperienza più recente. Non è proprio “carino” per un tuo potenziale o futuro datore di lavoro (ma questo vale anche per chi un lavoro già ce l’ha), vedere proprio tutto ciò che hai condiviso: stati che raccontano ogni istante della tua vita, gli album delle tue vacanze, foto di serate troppo “allegre”. Limitati a fornire, almeno negli aggiornamenti pubblici, un’aria professionale di te.

Per il resto, usa gli strumenti a tutela della privacy per decidere cosa è meglio mostrare a parenti e amici. Le foto dell’addio al celibato, belle e divertenti, possono diventare un boomerang agli occhi di un esaminatore.

LEGGI ANCHE: Come rovinare la tua reputazione online

Cerca l’azienda online


Una volta letto l’annuncio, fai qualche ricerca. Questo passaggio è fondamentale. Studia prima di andare ad un colloquio o verrai bollato e messo sul registro degli impreparati.
Dai perciò uno sguardo al sito dell’azienda, ai commenti che trovi online, alle notizie relative alla società. Approfondisci più che puoi ogni notizia rilevante e che trovi ai fini del tuo colloquio. Otterrai un’idea migliore della posizione e mansioni che andrai a ricoprire.
Concentrati sulla mission statement, le performance passate e gli obiettivi futuri. Preparati sul settore di mercato.

Trova e memorizza il nome del reclutatore


Piccolo accorgimento: se l’annuncio riporta il nome del reclutatore, personalizza la lettera di candidatura con il nominativo della persona in questione e memorizzane il nome e cognome.

Aggiorna il tuo CV in modo che sia in linea con l’annuncio


Mai mentire sulle esperienze lavorative passate. Le bugie hanno le gambe corte, lo sappiamo bene, soprattutto se provi ad essere pagato per qualcosa che non sai fare.

Metti semplicemente in luce le caratteristiche che sono più in linea con l’annuncio a cui ti stai candidando. Perfeziona il Curriculum Vitae di volta in volta e studia bene ciò che c’è scritto su, in modo da saperlo illustrare in fase di colloquio. Sii sempre pronto a rispondere a domande riguardanti le tue precedenti occupazioni professionali, i rapporti con i superiori e le tue mansioni prevalenti, sulle quali dovrai, ovviamente, essere preparatissimo.
Porta sempre una copia del cv con te ed assicurati di avere tutti i documenti necessari e richiesti.

Inoltre, leggi sempre molto attentamente la descrizione del lavoro per cui ti sei candidato e pensa ai modi in cui la tua esperienza potrà apportare dei benefici al potenziale datore di lavoro (è proprio uno di quei temi che può diventare oggetto di domanda in un colloquio di lavoro).

La lettera di presentazione


Quando elabori la lettera di presentazione devi sempre ricordare di fornire la giusta presentazione di te. Professionalità, serietà e personalità sono le caratteristiche più gettonate e spesso vincenti da mostrare al futuro datore di lavoro.

E ricorda che ad un colloquio di lavoro…

È sempre buona cosa preparare certificati, referenze, una copia dell’annuncio e una scaletta di risposte a eventuali domande, come: “Mi parli di lei”,”Quali obiettivi ha raggiunto fino ad oggi?”, “È  soddisfatto/a della sua carriera finora?”, “Mi parli della situazione più difficile che ha dovuto affrontare e come l’ha risolta.”, “Cosa non le piace del suo ruolo attuale?”, “Quali cono i suoi punti di forza e di debolezza?”, “Che tipo di decisione trova difficile dover prendere?”, “Perché vuole lasciare il suo attuale lavoro?”.

LEGGI ANCHE: 25 domande insolite per un colloquio di lavoro

Sii pronto a proporre, poi, anche tu delle domande. Preparale prima! Ciò dimostrerà ancor più il tuo interesse per la posizione.

E una volta giunto il “grande giorno”, mai arrivare in ritardo. Anche se il colloquio non è ancora iniziato cerca di apparire sicuro di te stesso e soprattutto calmo.
Preparati con entusiasmo e presentati sempre con un bel sorriso!

Il carattere dell’Unicum non è né Street né Art

Unicum

Questa settimana cambiamo decisamente settore e proviamo a gustare il sapore deciso e speziato di un famosissimo amaro ungherese. Cosa succede quando il noto liquore Unicum incontra, in qualche modo, la street art?

Il nome dello storico liquore, creato nel 1790 dal dottor József Zwack, medico alla corte di Giuseppe II imperatore d’Asburgo e re d’Ungheria, nasce da una frase del sovrano dopo il suo primo assaggio: “Dasistein Unicum!” esordì.

Unicum street art

Oggi accade che i discendenti del dr. Zwack, nello specifico di Isabella Zwack, rappresentante della sesta generazione, decidano di guardare ai giovani, alle novità nel campo delle arti visive e in particolare alla Street Art per la nuova veste grafica del liquore ungherese. In occasione della special edition 2015, infatti, l’amaro Unicum lancia il contest Carattere Unicum Tour.

carattere unicum tour

Il progetto itinerante dell’azienda di famiglia, che coinvolge giovani artisti e street artist per la realizzazione della nuova etichetta, tra febbraio e marzo fa tappa a Milano, Napoli, Roma e Firenze. Il tour di Unicum, accolto in quattro locali delle diverse città, realizza quindi una serie di appuntamenti aperti a tutti.

In queste serate all’insegna della creatività, ognuno degli artisti ha la possibilità di presentare i propri lavori attraverso esibizioni live di Street Art. Durante le serate non manca l’occasione di gustare, comodamente seduti a cena, l’Unicum e l’Unicum barricato prugna, nuova specialità della casa di Budapest.

unicum concorso

Una volta che gli artisti avranno presentato i propri lavori, i disegni saranno pubblicati sul sito ufficiale e successivamente votati dal web. L’idea grafica maggiormente votata sarà infine la vincitrice dell’edizione speciale 2015 di Unicum.

Da un punto di vista squisitamente estetico, la nota positiva è che questo “concorso” (anche se non riusciamo a reperire convincenti specifiche regolamentari, stilistiche, valutative e progettuali) va di pari passo con la tradizione familiare, imprenditoriale e promozionale del liquore.

unicum

Infatti, anche in altre occasioni l’azienda ha guardato con curiosità ed interesse alla realizzazione del logo, e le tracce di questa stretta relazione sono custodite nel Museo Nazionale di Budapest con alcuni affascinanti esemplari di manifesti pubblicitari di inizio Novecento.

unicum

Visto che il contest Carattere Unicum Tour è dichiaratamente incentrato soprattutto sulla Street Art, ci siamo chiesti come mai manchino riferimenti artistico-culturali alla Street art, in grado di inquadrare al meglio la scelta di marketing, di agevolare la comprensione della scelta anche ad un pubblico non del tutto competente e, in primo luogo, di restituire dignità alla stessa street art, che molte volte pare saccheggiata suo malgrado nell’estetica, nei protagonisti e nelle suggestioni che, al di là di tutto, pare sia ancora e sempre capace di rendere.

Pur pensando alla non facile manovra di incrocio tra target, eppure incuriositi dalle motivazioni che spingono il marketing e l’ art director, non poche volte, ad un trattamento davvero curioso della street art, avremmo forse voluto che il Carattere Unicum Tour manifestasse molto più di un vestimento street per presentare, in verità con sobria eleganza e mondanità, un nuovo prodotto. In attesa che il popolo della rete dichiari il vincitore, a proposito di manifesti ci viene da pensare che, ad ogni modo, semmai un vero street artista dovesse vincere il concorso, non sappiamo giudicato da chi nel suo essere tale, potrebbe avere un giorno la sua opera presso il Museo Nazionale di Budapest e, se davvero rappresentante della street art come potremmo sperare, il suo caso sarebbe Unicum.

Mad Men: le pubblicità più belle firmate da Don Draper

Mad Men

Per sette anni lo abbiamo visto incantare CEO e marketing manager negli uffici della Sterling Cooper sulla Madison Avenue. Ci siamo innamorati ascoltandolo parlare,  con una Lucky Strike in una mano e un Old fashioned nell’altra, di pubblicità, donne e mass media.

Dopo così tanto tempo quasi ci sembra che sia stato un vero creativo di quegli anni, alla stregua di Leo Burnett e David Ogilvy. E in effetti Don Draper ne ha firmate di pubblicità memorabili.

Negli Stati Uniti la seconda parte dell’ultima stagione di Mad Men sta per cominciare, e ci sembra giusto onorare queste serie che abbiamo tanto amato con una carrellata del portfolio dell’agenzia di cui mr Draper è  Creative Director.

Kodak

kodak

Samsonite

sterling cooper

Glo Coat

storytelling

Lucky Strike

mad men lucky strike

Hilton Hotels

LEGGI ANCHE: 10 pubblicità in cui visual e copy spaccano

Life

Jantzen

Belle Jolie

LEGGI ANCHE: Ecco perché devi assumere un copywriter

Mohawk Airlines

American Airlines

american airlines

Popsicle

sterling cooper draper pryce

Playtex

Hawaii

Vuoi conoscere un “vero” mad man?

Don Draper è un personaggio di finzione, ma di creativi come lui ce ne sono eccome! Ne è un esempio Bruno Bertelli, Executive Creative Director di Publicis italiana, uno dei creativi italiani più premiati al mondo. Il 10 e l’11 aprile a Milano puoi conoscerlo e imparare da lui i segreti di web copywriting e visual storytelling: iscriviti al Digital Content Lab targato Ninja Academy.

Spotonway, l'app che fidelizza i tuoi clienti

Fidelizzare i tuoi clienti non è mai stato così semplice. Con Spotonway crei il tuo personale programma fedeltà e trasformi un normale cliente in un “super cliente”, un cliente fedele.

Il metodo è chiaro: il cliente spende, accumula punti, ritira i premi. Un sistema a ricompensa che gratifica chi compra con un risparmio indiretto.

Ho fatto qualche domanda a Paky Michele Russo, founder e CEO di Spotonway.

Dato per scontato che conquistare un nuovo cliente risulta più dispendioso che coccolare le persone che già comprano i nostri servizi, l’obiettivo di Spotonway, “luci sulla strada”, è migliorare la loro customer experience.
L’entusiasmo nelle sue risposte mi semplicemente conquistato e ho richiesto una prova gratuita sul sito. Ora luci su Paky! 

Primo posto con Wind Business Factor, l’ingresso nel programma di accelerazione LUISS Enlabs e infine un finanziamento micro-seed da parte di LVenture Group. Quella di Spotonway è una storia ordinaria di una startup in Italia?

Un esordio niente male, considerando che al primo finanziamento micro-seed da parte di LVenture Group ricevuto a gennaio 2014, ne sono seguiti altri due: uno ad agosto 2014 di € 165.000,00 e l’ultimo, ricevuto da pochi giorni, di € 500.000,00.
La nostra più che una storia ordinaria, la definirei storia straordinaria! Con tanta perseveranza, impegno e lavoro, siamo riusciti in un anno a raggiungere grandi traguardi, ad avere la fiducia e l’attenzione degli investitori, degli esercenti e degli utenti. Una forte spinta che motiva quotidianamente il nostro team, composto da 12 persone, e che ci invoglia a migliorare il nostro modello di business, crescere ed espanderci. Presto, dopo Roma, arriveremo a Milano!

Spotonway applica un modello tipico della grande distribuzione ai piccoli esercenti. Come fa un piccolo commerciante a massimizzare il ROI con una raccolta punti?

Il nostro obiettivo è proprio quello di dare la possibilità concreta ai piccoli esercenti di adottare un modello tipico della grande distribuzione.

Spotonway, infatti, letteralmente significa “luci sulla strada” e i nostri riflettori sono tutti puntati su ristoranti, parrucchieri e tutte le piccole e medie attività che la GDO sta pian piano mettendo in ombra, ma che costituiscono ancora il cuore pulsante dell’economia del nostro Paese.

Il Programma Fedeltà Spotonway consente a un piccolo commerciante di fidelizzare i suoi clienti con efficacia ottenendo un reale ritorno dell’investimento, soprattutto nel medio e lungo periodo. I clienti possessori della Card, se invogliati e allettati da premi e regali, sono portati a tornare più spesso nella stessa attività e quindi a spendere di più.

Fidelizzare è importante perché i costi per l’acquisizione di nuovi clienti sono quasi sempre superiori a quelli sostenuti per il mantenimento di quelli vecchi: insomma, tenersi un vecchio cliente costa meno che doverne rincorrere uno nuovo. E il Programma Fedeltà Spotonway è uno strumento semplice, veloce e accessibile a tutti avendo un costo sostenibile per ogni piccolo e medio esercente.

Un tempo era il sito vetrina, oggi per ogni attività è utile rendersi disponibile anche attraverso app dedicate. In che modo cambia Spotonway grazie alle app iOS e Android?

Il Programma Fedeltà Spotonway si pone come uno strumento innovativo, tecnologico e digitale. Puntiamo sulle nuove tecnologie e le app danno la possibilità ai piccoli e medi esercenti di creare un legame digitale con la propria clientela che duri nel tempo. Permettiamo a tutti i nostri affiliati di essere sempre a portata di smartphone dei loro clienti e di essere trovati facilmente anche da nuovi tramite il sistema di geolocalizzazione.

Al tempo stesso vogliamo migliorare la customer experience, far sentire i clienti parte di una community, dedicare loro trattamenti speciali e indirizzarli nelle loro attività di shopping in modo immediato e digitale, questo il nostro obiettivo.
Con l’app Spotonway, infatti, vogliamo offrire sempre più servizi ai nostri utenti e ai nostri affiliati, ampliare e facilitare le modalità di comunicazione e interazione che ci consentono di soddisfare le richieste e quindi le esigenze degli utenti finali.

In che modo Spotonway rende efficace l’email marketing?

Rendiamo le nostre email marketing uno strumento efficace che consente ad ogni esercente di rimanere in contatto costante con i suoi clienti, di riattivare la relazione con un cliente che non torna da molto tempo e di premiare i clienti più fedeli.

Tutto ciò è possibile grazie al nostro pannello di controllo in dotazione ad ogni nostro affiliato. Con questo tool i nostri partner conoscono il comportamento della propria clientela, la frequenza di acquisto, le preferenze e hanno accesso a informazioni demografiche che permettono di lanciare campagne di email marketing altamente profilate, personalizzate e targettizzate. In questo modo ogni esercente crea un rapporto intimo e privilegiato con i suoi clienti.

Rispetto ad altri strumenti che favoriscono l’incontro tra consumatore ed esercente grazie a sconti e coupon, qual è il vantaggio di Spotonway?

Crediamo che una piattaforma di marketing non debba solo generare nuovi clienti, attratti dalla super offerta occasionale, ma debba farli ritornare.

Uno dei vantaggi di Spotonway è la semplicità e l’immediatezza con cui è possibile rafforzare la “relationship tra customer e merchant”, creare un rapporto intimo e soprattutto duraturo tra esercente e consumatore.

I siti e tutti gli strumenti di sconti e coupon sono complementari al nostro business; i primi puntato all’acquisition, mentre noi alla retention e il nostro segmento di utenza non coincide con quello dei siti di couponing. I nostri utenti, infatti, all’offerta scontatissima, preferiscono la qualità e un rapporto diretto con l’esercente stesso, vogliono vivere attivamente l’experience in store divertendosi, ricevendo premi e fidelizzandosi, sentendosi coccolati.

 

Le app per non farsi trovare impreparati nella vita di tutti i giorni

Certezze in diminuzione e tempo sempre più scarso, la vita di tutti i giorni non ci permette di essere sempre al top e di errori spesso se ne compiono: perché abbiamo la testa tra le nuvole, per la mancanza di tempo o perché siamo inconsapevoli di alcune cose, lacune che a volte non colmiamo perché travolti dallo scorrere degli eventi.

Se quanto detto vi rappresenta in particolar modo non preoccupatevi, nulla è irrimediabile e con un dispositivo mobile e le app giuste c’è rimedio anche per i più distratti! Oggi vi mostriamo con queste 5 app come in realtà esista una soluzione a portata di smartphone per ogni imprevisto. Due di queste app sono disponibili solo all’estero, ma non vi preoccupate: vi segnaliamo anche delle app con cui potete avere funzioni simili e che potete scaricare dagli app store italiani 😉

Dark Sky, pioverà?!


Nubi sospette, tempo molto incerto e una domanda che ritorna:”Pioverà?!”, vale la pena uscire con un ombrello o no?…Che scarpe mi metto? Prendo l’impermeabile o forse è esagerato? Tutta una serie di decisioni che prendiamo, assecondando quella nuvoletta minacciosa che poi si rivelerà del tutto innocua.

Evidentemente un cruccio comune al quale però oggi volendo si può porre rimedio grazie a Dark Sky, l’app meteo minuto per minuto. Ho un appuntamento e devo uscire, in caso di maltempo tutto diventa più complicato, traffico e mezzi pubblici affollati aumentano il livello di difficoltà dell’impresa, che noia! Ma immaginate se si potesse essere più organizzati sapendo con esattezza l’orario di inizio delle precipitazioni…Una svolta!

Dark Sky permette di fare proprio questo con affermazioni del tipo “Una leggera pioggia inizierà tra 22 minuti”. Un’app meteo dalla precisione sorprendente che ha trovato nell’esattezza il suo punto di forza, facendola differenziare dal vasto panorama delle app simili e già enormemente diffuse. D’accordo sulla sua utilità?

Disponibile a 3,99 euro solo in US Store per Iphone e Ipad. Per l’Italia vi consigliamo tre app Meteo davvero valide: la famosa IlMeteo, Yahoo Weather per il design davvero molto bello e WeatherPro se proprio volete sapere tutto sul meteo e in qualsiasi città del mondo vi troviate!

Key me, impossibile restare fuori


Perdere le chiavi di casa, situazione scomoda e noiosa nella quale non vorremmo mai trovarci, purtroppo però a volte capita e non possiamo farci niente, quello che resta da fare è risolvere la questione.

Per chi diventa protagonista di disavventure del genere arriva l’app Key Me pensata per azzerare totalmente il problema: basta fare una foto alla propria chiave attraverso la app che ne garantisce la sicurezza e, in caso di smarrimento, da quella si può ricavare una copia reale recandosi presso i negozi specializzati o da un normale fabbro consultando le istruzioni fornite dalla stessa app.

Dal momento che diventa digitale è possibile personalizzarla e condividerla con chi si ritiene più opportuno via email.
Presto sarà disponibile per Android, lo è già gratuitamente per iOS ma non per l’Italia.

E per chi non perde solo le chiavi di casa…

In sostituzione di KeyMe vi segnaliamo Tile, di cui vi abbiamo parlato in un articolo di già due anni fa: Tile è il minigadget della forma e della grandezza di una tesserina da “attaccare” all’oggetto che temete di perdere (le chiavi di casa, il portafogli, la valigia…) e che grazie ad un’app è rintracciabile via bluetooth 4.0.

Yoga Studio, per non rinunciare alla lezione


Relax e costanza spesso vengono meno quando si è travolti dagli eventi e dalle migliaia di cose da fare. Se siete appassionati di yoga o vorreste esserlo ma non avete tempo per iniziare a seguire un corso, con l’app Yoga Studio potreste provare quest’esperienza in versione mobile, ovunque voi siate.

A vostro servizio troverete delle lezioni di Yoga in formati video HD e con diversi livelli di difficoltà, dal beginner all’advanced passando perl’intemediate. Le lezioni hanno una durata di 15, 30 o 60 minuti e potete scegliere quella che preferite, sempre accompagnati dalla voce del maestro che vi guiderà nella corretta assunzione delle pose, in totale 280 e interamente raccolte in una libreria alla quale attingere per rivederle anche tramite dei “Pose Blocks” cioè delle brevi sequenze dalle quali imparare semplicemente e velocemente.

Lo Yoga sempre a portata di mano, anche senza una connessione ad internet poiché è compresa la possibilità di download dei contenuti con dimensioni 10 volte inferiori rispetto ai normali video HD di cui usufruire dall’interno della app, così da non occupare troppo spazio. Inoltre, proprio per non avere scuse e tralasciare l’esercizio, si può programmare l’appuntamento, individuando già quale lezione si vorrà fare, sul calendario interno alla app.

La grafica è minimal così da rendere la fruizione davvero focalizzata sull’esercizio e facilitare l’apprendimento “a distanza” limitando ogni forma di distrazione.
Disponibile per iOS a 3,99 euro.

Think Dirty, contro le sostanze tossiche


L’acquisto di prodotti per la cura del corpo riguarda un po’ tutti, sia l’universo maschile che femminile. E’ vero però che non tutti siamo esperti conoscitori di sostanze in essi contenuti e quindi, anche se l’informazione su di essi in nome di un sano utilizzo, di denuncia di sostanze tossiche in essi contenute e di prevenzione di effetti collaterali è sempre più diffusa, molto spesso un po’ per la fretta o perché non ricordiamo i loro nomi, l’interazione con le confezioni è del tutto passiva, ci lasciamo convincere più dalla marca che dal reale contenuto.

Think Dirty nasce proprio per questo, per aiutare i consumatore ad identificare i potenziali rischi associati ai prodotti per il corpo, per evitare di affidarsi totalmente a ciò che ci viene raccontato, per fare in modo di essere attivi e lasciarsi coinvolgere solo se siamo stati noi deciderlo.

L’iniziativa nasce da Lily Tse Founder and CEO della società, che afferma “There are hormone disruptor chemicals in many products that have been possibly linked to breast cancer. I was shocked the cosmetics industry was not regulated like the food and drug sectors. And like most women, my lipgloss and shampoo are products I would never think to describe as “toxic” or could contain cancer-causing chemicals” e prosegue “Finding safer alternatives for myself was a huge challenge[…]With my background in design and marketing, I wanted to develop and create something not only for myself but for others as well, and that’s how Think Dirty® was founded.”

Attraverso la scansione del codice a barre l’app restituisce un punteggio indicativo della “pericolosità del prodotto” in termini di “Cancerogenicità, tossicità, allerginicità e immunotossicità”. Le valutazioni sono determinate sulla base di dati pubblicamente disponibili rilasciati da agenzie non-profit e governative in Nord America per quanto riguarda la salute e la sicurezza dei singoli componenti presenti nei prodotti per la cura personale. Che ne pensate? La ritenete utile?
Disponibile gratuitamente per Iphone, Ipod Touch e Ipad.