Performance Marketing: i trend da cavalcare secondo Gianpaolo Lorusso [INTERVISTA]

performance marketing intervista a gianpaolo lorusso

Chiunque lavori con il web sa che per essere trovati in rete bisogna avere una strategia di performance marketing. Oltre a sfruttare le potenzialità dei motori di ricerca e delle reti sociali, un efficace metodo per aumentare la visibilità è conoscere e cavalcare i trend del momento.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Gianpaolo Lorusso, docente della Ninja Academy che abbiamo conosciuto nel free webinar sugli errori delle campagne di online marketing.

Gianpaolo ci guiderà nella prima parte del corso in Performance Marketing che inizierà il 7 maggio, a cui puoi iscriverti con lo sconto early booking entro il 21 aprile.

Quali sono differenze sostanziali nei trend della rete italiana rispetto a quelli globali? Italians do it better?

In realtà il motto qui si potrebbe cambiare in Italians do it later, nel senso che siamo in ritardo su molte cose. Di fatto il mercato italiano sul web è un mercato secondario e quindi tutte le novità arrivano con un certo ritardo rispetto ai mercati principali (nord America e nord Europa).

Questo però in realtà per chi fa web marketing può essere un grande vantaggio, perché hai modo di prepararti per tempo ai trend di sviluppo che altri paesi stanno già sperimentando.

Esiste una formula segreta per parlare contemporaneamente a umani, robot, panda e colibrì?

Sì. E non è neanche segreta: bisogna essere interessanti! Il brutto è che è più facile a dirsi che a farsi.

Bisogna innanzitutto partire dalla conoscenza del proprio target. Una volta che ho capito chi sono i miei migliori potenziali clienti, la domanda chiave non è adesso come li raggiungo? ma cosa gli posso dare che sia per loro interessante? E poi, subito dopo: come faccio a veicolarlo nei modi e nei canali giusti (any device, any time, anywhere)?

Trovare le risposte giuste a queste domande non è facile e non ci sono ricette segrete valide per tutti i settori. Se ci fossero, e io fossi in grado di dartele, non sarei qui a rispondere alle domande, ma probabilmente in giro per il mondo in barca a vela!

corso web analytics

Ho configurato gli Analytics di Google, ma tra tutte le informazioni quali mi servono realmente?

Dando per scontato che io stia tracciando tutte le conversioni possibili, in Analytics i dati assoluti senza comparazione storica valgono abbastanza poco.

Sapere che ho fatto Xmila visite negli ultimi 30 giorni senza comparare il dato con il periodo precedente o, ancora meglio, con lo stesso periodo dell’anno precedente, mi aiuta ben poco a capire se le mie strategie di comunicazione stanno funzionando oppure no.

Detto questo, io mi concentrerei sull’analisi dell’andamento delle fonti di traffico e sulle interazioni con i contenuti più visti (che sono poi quelli più importanti per raggiungere i miei risultati), soprattutto in relazione ai tassi di conversione.

Il mio sito è ottimizzato, ricco di contenuti e user-friendly, come mai le visite non decollano?

Perché non sei interessante, posti poco o non hai ancora trovato il modo di veicolare nei canali, nel modo e nei tempi giusti il tuo valore aggiunto. Un sito perfetto con contenuti poco rilevanti, rimane un sito poco utile.

Rendere interessante un progetto web non è cosa da tutti. Infatti la grande maggioranza dei siti non se li fila letteralmente nessuno!

misurare il roi

L’investimento che dovevo fare l’ho fatto. Ora come faccio a misurare il ROI?

Bisogna tracciare tutte le conversioni possibili, tenendo conto che va considerata conversione ogni attività fatta dall’utente che mi pone poi in grado di ricontattarlo, anche in via indiretta, ad esempio, tramite un Social.

Qui non si tratta di prendersi in giro da soli, ma di capire come tracciare bene da dove mi arriva il traffico di qualità. Seguite il corso di performance marketing e lo capirete!

Vuoi saperne di più? Consulta il programma del corso e iscriviti per imparare dagli esperti Ninja!

Così Circuit Scribe rivoluziona il mondo dell'elettronica

Se vi dicessimo che potreste disegnare un circuito elettronico funzionante su un normalissimo foglio di carta con una penna, cosa pensereste? Esatto, probabilmente pensereste che siamo impazziti, oppure che stiamo per parlarvi di un film di fantascienza; ma non è così.

È tutto vero, grazie all’ingegno di un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois che hanno fondato una start-up chiamata Electroninks Incorporated (un nome geniale, tra l’altro!).

Quale è la sfida di Circuit Scribe?

Realizzare un prodotto che possa consentire a chiunque, anche a chi è a digiuno di ingegneria e di scienza dei materiali, la creazione di piccoli impianti elettrici a bassissimo costo.

Come? Grazie a Circuit Scribe, una penna con inchiostro d’argento conduttore, non tossico, facilissima da usare.

Per poter finanziare la loro idea, i ragazzi hanno attivato una campagna di ricerca fondi su Kickstarter, che ha raccolto $ 674,745  grazie a 12,277 sostenitori,  oltre ad attirare l’attenzione di un marchio come AutoDesk, il gigante dei software 3D che l’ha inserita nel progetto 123D Circuits.

Grazie ad un Editor Visuale realizzato proprio dalla software house che ha sviluppato AutoCAD – il “migliore amico” degli architetti e degli ingegneri – è possibile progettare dei circuiti elettrici in 3D pensati proprio per essere poi realizzati con Circuit Scribe.

Sviluppi e applicazioni di grande interesse

La penna, associata alle quattro tipologie di moduli magnetici – Power, Input, Connect e Output – disponibili sul market dedicato, ha delle applicazione veramente molto interessanti, dall’ingegneria alla progettazione hardware (è compatibile con Arduino), ma anche – ed è questo il vero obiettivo – alla didattica.

Immaginate di poter insegnare ai bambini piccoli a costruire dei prototipi di circuiti elettrici senza dover ricorrere a materiali tossici e pericolosi, e a costi molto contenuti, elemento questo non da poco visto che i budget destinati all’istruzione ed alla ricerca sono sempre inadeguati allo scopo.

Volendo pensare in grande, Circuit Scribe potrebbe aiutare anche a sviluppare l’economia nei paesi del Terzo Mondo, dove gli impianti elettronici sono pochi e spesso di fortuna, solitamente alimentati tramite generatori a gasolio; per non parlare della mancanza di strumentazioni destinate alla formazione, un settore sul quale invece bisognerebbe investire molto di più.

Grazie a Circuit Scribe i ragazzi della Electroninks Incorporated hanno già ottenuto numerosi riconoscimenti, e al momento sono tra i finalisti nella categoria Material Science (sezione Technology) del 2015 Edison Awards, che si terrà il prossimo 23 Aprile a New York.

Coca Cola Zero: quando la comunicazione è da bere

Se avete in mente i tornei universitari italiani, dimenticateli.

Negli Stati Uniti le partite NCAA sono eventi che hanno poco da invidiare a quelli professionistici. Migliaia di fan, dirette televisive in tutto il mondo e atmosfera infuocata, tanto che a riguardo si parla di March Madness, la follia di marzo.

Fonte: La giornata tipo

Lo sa bene Coca Cola, che ha deciso di sfruttare le Final Four, fase finale del torneo di basket universitario, per lanciare la sua nuova campagna integrata in collaborazione con Ogilvy and Mather.

Danielle Henry, direttrice della comunicazione integrata di Coca Cola Nord America, sostiene che il 60% di chi prova Coca Cola Zero è destinato a ripetere l’acquisto. Quale modo migliore per fidelizzare la clientela, quindi, se non la prova del prodotto?

Ecco quindi come nasce la campagna di riferimento di Coca Cola Zero per il 2015: ““You Don’t Know Zero ‘Till You’ve Tried It” – Non conosci Zero fino a quando non l’hai provata. Ed è proprio all’interno di questa campagna che si inseriscono le azioni messe in atto durante le Final Four.

La campagna è un ottimo esempio di comunicazione integrata e unisce sapientemente uno spot televisivo e un’istallazione outdoor, oltre ad essere completata da eventi correlati all’iniziativa. Denominatore comune: la prova del prodotto.

L’installazione

Centro dell’iniziativa è la billboard installata al White River State Park di Indianapolis. Non un semplice 6×3 cartaceo, ma una costruzione di circa 8 metri di altezza per 11 di lunghezza e del peso di più di 8 tonnellate.

L’installazione è composta da una bottiglia di Coca Cola Zero e un tubo, utilizzato come cannuccia, che forma la scritta Taste it e termina ai piedi del cartellone stesso in una postazione di distribuzione. Il prodotto quindi scorre dalla bottiglia fino alla postazione, dove i fan NCAA possono riempire bicchieri e bottiglie a proprio piacimento.

Lo spot TV

Ad accompagnare l’istallazione uno spot tv che sfrutta Shazam per l’interazione con l’utente. Avviando l’app si accede ad una pagina web in cui viene riempito un bicchiere di Coca Cola Zero. A bicchiere pieno, l’utente ottiene un coupon per una bottiglia gratis presso i rivenditori Coca Cola.

Interessante in questo caso l’uso a fini commerciali di Shazam. Se già era stato utilizzato in alcuni spot televisivi, anche in Italia con Allianz, con questo spot Coca Cola fornisce una concreta reason-why, grazie alla ricompensa del coupon, per spingere l’utente all’interazione con lo spot.

Dal semplice utilizzo per accedere a pagine informative ad una vera e propria ricompensa per l’interazione: un’inedito nel campo pubblicitario che può fare la differenza e cambiare l’utilizzo di Shazam nel constesto commerciale, se la risposta del consumatore sarà positiva.

Gli altri eventi collegati

A lato di tutto questo, una sfida andata in scena in un centro commerciale e a un concerto collegato alle partite NCAA. I fan e gli studenti presenti sono stati chiamati all’interazione grazie al proprio smartphone. Un grande schermo raffigura due bicchieri di Coca Cola Zero pieni: soffiando sul microfono del proprio dispositivo, gli utenti “svuotano” virtualmente i bicchieri. Per il primo a finire il bicchiere, neanche a dirlo, una Zero in omaggio.

Una strategia di successo?

Certamente una campagna creativa e di impatto, ma la chiave è sicuramente la prova del prodotto. Molte impression e molti coupon distribuiti senza poi una prova effettiva non avrebbero sicuramente l’effetto sperato, come ha sottilineato la stessa Danielle Henry:

Sappiamo che sarà un successo solo se riusciremo a consegnare il sample nelle mani dei consumatori

I risultati? Durante la durata della campagna sono stati distribuiti più di 150000 campioni gratuiti di Coca Cola Zero nella sola Indianapolis e la billboard sarà utilizzata per concerti ed altri eventi durante tutto il 2015. Se è vero che il 60% dopo la prova acquisterà il prodotto… bhe, fate voi i conti!

Made in Italy eccellenze in digitale, un’iniziativa per i giovani

Il Made in Italy bussa e il digitale risponde. E lo fa grazie a una fusione tra Google e Unioncamere.

Tutti certamente sanno di cosa parliamo quando nominiamo Google: leader tecnologico a livello mondiale, da sempre impegnato a migliorare le modalità di connessione tra persone e informazioni. L’innovazione di Google nella ricerca e nella pubblicità sul web hanno reso il suo sito, nel corso degli anni, una delle principali Internet property e il suo brand uno dei marchi più riconosciuti al mondo.

Non tutti invece conoscono l’attività di Unioncamere: l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Fondata nel 1901, realizza e gestisce servizi e attività d’interesse delle Camere di commercio e delle categorie economiche, coordinando le iniziative del Sistema attraverso direttive e indirizzi agli organismi che ne fanno parte.

La fusione di questi due leader ha generato un’iniziativa molto interessante per giovani talenti: Made in Italy eccellenze in digitale.

Google e Made in Italy, quando è il digitale a offrire un’arma in più ai giovani

Alla sua terza edizione, Made in Italy eccellenze in digitale è un’iniziativa che prevede il finanziamento di ben 92 borse di studio per giovani laureati, laureandi o diplomati che abbiano l’obiettivo di incrementare la digitalizzazione delle imprese italiane, per aiutarle a far conoscere all’estero le eccellenze del Made in Italy.

Sarà importante per la manifestazione favorire la digitalizzazione dei territori, in maniera che tutti i beni tipici nostrani siano in grado di reggere il passo con il mercato globale. Si cercherà in questo caso di favorire lo sviluppo internazionale dei settori di punta del Made in Italy e alle filiere caratterizzanti l’immagine dell’Italia nel mondo.

LEGGI ANCHE: MadeinItalyfor.me: l’artigianato a Singapore parla italiano

Made in Italy eccellenze in digitale è un’offerta interamente dedicata ai giovani, dato che spesso sono proprio loro a cercare di investire in questo settore, ma con scarsi risultati e poche risposte da parte delle istituzioni. Quest’offerta rappresenta invece una bella opportunità per i ragazzi che decidono di offrire tutto il loro talento all’arte nostrana e ai contesti aziendali.

Ultimo, ma non per questo meno importante, focus dell’evento sarà quello di dimostrare l’importante ruolo che può svolgere la digitalizzazione in un settore molto interessante, ma che troppo spesso viene sottovalutato.

Made in Italy eccellenze in digitale: come funziona

L’iniziativa assicura una copertura su quasi tutta la penisola italiana. Ciascuna provincia potrà avvalersi dell’ausilio di due giovani che, dopo aver passato l’iter di selezione, in base alle loro conoscenze del contesto locale, del web, del marketing e dei social media, da giugno 2015 ad aprile 2016 avranno l’opportunità di lavorare a stretto contatto con le aziende locali.

Il loro lavoro riguarderà principalmente attività di promozione online, business e-commerce e campagne di marketing online. In tutto ciò protagonista indiscussa sarà la digitalizzazione che avrà l’obiettivo di favorire un migliore accesso ai mercati internazionali.

Tutto il lavoro sarà supportato da 46 Camere di Commercio aderenti all’iniziativa che svolgeranno azioni promozionali presso le imprese del territorio di riferimento ed ospiteranno i giovani selezionati, presso la propria sede o presso determinate strutture predisposte.

Per partecipare c’è ancora tempo e chiunque sia interessato può informarsi sul sito di Made in Italy eccellenze in digitale, per approfondire le modalità di partecipazione. Per entrare di diritto nell’iniziativa i giovani neolaureati o laureandi dovranno dimostrare, tramite prova scritta e colloquio, di avere competenze di economia, marketing e management, competenze digitali orientate al web marketing, conoscenza dei processi di internazionalizzazione e padronanza della lingua inglese (conoscenza di altre lingue sarà un punto aggiuntivo per il superamento della prova).

Una possibilità da seguire, anche per i risultati che potrebbe produrre, dato che offre potenzialmente ai ragazzi gli strumenti necessari per crescere e migliorare le loro prospettive future, ma anche perché può essere una bella spinta per il Made in Italy, il valore che ci rende unici nel panorama mondiale.

Email Marketing: 5 errori da evitare

L’Email marketing è, senza dubbio, uno mezzo molto potente, ma molto spesso viene utilizzato nel modo sbagliato. Ecco una lista di errori da evitare al fine di raggiungere i risultati migliori.

#1 Scarsa Segmentazione

Utilizzare una strategia senza una corretta segmentazione non è efficace. Quante volte ti capita di ricevere messaggi di posta elettronica, per nulla, coerenti con il tuo stile di vita e le tue passioni? Credo, tantissime!

Per evitare l’effetto contrario, è quindi importante la personalizzazione. Diversi sono gli strumenti e le strategie che permettono di indirizzare le tue email agli utenti più vicini che generano elevate conversazioni. In questo caso, ciò che conta non è la quantità ma la qualità.

#2 L’oggetto

L’oggetto è la parte più potente della vostra email, in quanto determina se aprire o meno il messaggio. Prova a definire un paio di varianti durante la creazione della campagna e valuta le prestazioni di ciascuno con piccolo test. Scoprirai facilmente cosa funziona e cosa invece no.

#3 Evita la cartella spam

I tuoi messaggi di posta elettronica soddisfano gli standard di autenticazione? Se la risposta è negativa, non stupirti! I tuoi messaggi finiscono dritti nella cartella Spam. Ed è inutile dire che un messaggio Spam ha meno probabilità di essere aperto rispetto a quello consegnato direttamente nella Posta in arrivo.

#4 Codifica i messaggi anche per i dispositivi mobili

Più del 50% dei consumatori utilizza il servizio email su un dispositivo mobile. Eppure ci sono ancora aziende che continuano a codificare le email solo per i pc e non per i dispositivi mobili. La tua strategia di email marketing ha bisogno di essere mobile-first, con e-mail progettate per essere correttamente visualizzate da un piccolo schermo. Quindi attento al Layout!

#5 Sii chiaro

Se ci vuole troppo tempo per capire l’offerta, non solo annoi, ma rischi anche che l’utente abbandoni la lettura prima di aver individuato il messaggio chiave.

Introduci elementi chiari che catturano l’attenzione, eviterai di far finire il tuo messaggio nel cestino.

Non lasciare che la poca consapevolezza rovini la tua campagna di web marketing. Segui questi consigli, impara ad osservare ed a comunicare meglio, otterrai risultati straordinari da questo potente strumento!

The Lovie Awards: hai pochi giorni di tempo per candidarti con lo sconto

Ebbene si, il Premio più cool per i creativi del web è giunto alla quinta edizione, e se non ti sei ancora candidato dovresti farlo; se sei un creativo ed un amante del web non puoi certo perdere questa occasione.

La scadenza è fissata per Venerdì 17 Aprile, i finalisti saranno annunciati nel mese di Settembre ed i vincitori nel mese di Ottobre; la premiazione, invece, si terrà a Londra nel mese di Novembre.

The Lovie Awards nasce per riconoscere la natura unica e risonante della comunità internet Europea (dai migliori siti web e network creativi Europei, a organizzazioni politiche e culturali, a bloggers amatoriali). I Lovie Awards celebrano infatti, Internet come strumento unico presente nella vita di ognuno di noi.

Tra le novità: tantissime nuove categorie; inoltre i lavori potranno essere presentati in ben sette lingue: inglese, francese, spagnolo, italiano, tedesco, svedese e olandese.

Visita lovieawards.eu per l’elenco completo delle categorie ed iscriviti entro il 17 Aprile, per ricevere lo sconto.

LEGGI ANCHE: Are you the next big thing? Iscrivi il tuo lavoro ai Lovie Awards

Instagram marketing: i consigli di Ilaria Barbotti [INTERVISTA]

Conoscete davvero Instagram? Sapete come approcciare e interagire in questo social network visivo, affrontando temi come la comunicazione visual e il marketing?

Abbiamo chiesto approfondimenti e spunti per utilizzare in modo strategico ed efficace il canale a Ilaria Barbotti (@ilarysgrill su Instagram e Twitter) fondatrice della prima e unica community degli Instagramers in Italia (legata al gruppo internazionale Instagramers), presidente e co-fondatrice dell’Associazione Igersitalia e autrice del testo “Instagram Marketing. Immagini, brand, community, relazioni per turismo, eventi“, edito da Hoepli per la collana web&marketing 2.0.

Il suo libro vuole essere un aiuto per capire meglio come funziona e come usare questo social, ma anche un supporto pratico a chi conosce già il mondo Instagram e vuole migliorarsi come fotografo e/o affermarsi come brand o come destinazione turistica.

Ciao Ilaria e benvenuta su Ninja Marketing. Instragram è il social che meglio si presta allo storytelling visivo. Come si definisce una strategia su questo canale per un brand?

Instagram è immagine e fotografia. Tutto deve partire da qui. Dal soggetto delle foto che andranno a creare la storia del brand.

Ragionate sui tratti distintivi del vostro brand e raccontateli con Instagram. Soffermatevi su momenti e dettagli del lavoro o del prodotto. Interagite.

Come fa un brand a crescere in termini di engagement?

Cogliete attimi in azienda, di prodotto, visi di chi lavora, temi legati al brand, coinvolgete le persone e interagite sempre con hashtag, commenti, likes alle persone che vi seguono e che possono essere o sono vostri clienti.
Ringraziate sempre chi condivide il vostro prodotto ed eventualmente ricondividete la sua foto con mention.

Comunicare su Instagram, per te cosa vuol dire?

Instagram per me è una fonte di ispirazione e comunicare su questo social significa comunicare una parte di noi stessi. Quando posto una foto su Instagram comunico molto di me attraverso l’immagine, attraverso l’editing e l’atmosfera che decido di dare alla foto e con le parole che inserisco  come commento.
A livello personale è un bellissimo canale di comunicazione e espressione anche di passioni e attitudini.

Per un brand diventa un potente strumento di storytelling che arriva diretto, vicino, dentro le persone. Ma solo se lo si usa bene.

foto credit http://www.ilarysgrillsocial.com/

Come si crea interesse intorno ad un evento offline?

Per un evento nel territorio offline l’unico modo per aumentare la diffusione è quello di coinvolgere la community locale igers. Attraverso essa e la sua fitta e forte rete l’evento sarà promosso e veicolato con passione, divertimento e in maniera virale.

Si può anche attivare un challenge pre-evento per accrescere l’interesse attorno all’evento successivo, ma anche questo va studiato bene altrimenti rischia di non funzionare.

Parliamo di contest: funzionano in Instagram? Come un brand può utilizzarli al meglio?

Il termine corretto è challenge fotografico. Contest è un termine inglese che implica dinamiche burocratiche legate al concorso a premi in Italia.

Il challenge è un’attività che può attirare attenzione su un evento, un prodotto o un’azienda in maniera virale. Per far sì che funzioni, occorre però studiarlo e attuarlo con la community igers e/o con degli influencer/instagramers professionisti tramite PR. Questo perché Instagram segue dinamiche differenti da Facebook o altri social.
È un social fotografico e sappiamo oggi che non possiamo pretendere qualcosa di diverso dagli utenti.

Fondamentali per la buona riuscita sono dunque: tag, semplicità, immagine e idea creativa.

Best practices per il turismo: ci sono diversi esempio nel tuo libro. Ce ne racconti qualcuno?

Il turismo e Instagram viaggiano di pari passo. Abbiamo bellissimi esempi internazionali e diversi italiani.
Sono molto orgogliosa di aver partecipato come unica italiana alla prima edizione di Catalunya Experience nel 2012, il primo format al mondo che ha previsto gli instagramers e la community igers come unico veicolo di promozione del territorio attraverso Instagram.
È un progetto a cui sono legata affettivamente e che ha dato il via ad una serie di progetti in europa, negli States e anche in Italia.

È stato lungimirante e molto stimolante per me poter capire già nel 2012 come poter fare promozione in maniera innovativa. In Italia siamo arrivati un pochino dopo, ma per fortuna io già nel 2014 potevo organizzare il primo tour social nelle Marche con dinamiche “vicine” a quelle spagnole.

Le modalità sono quelle del “vecchio” press tour con una forte componente social e il ruolo centrale e principale di Instagram che attraverso alcuni importante esponenti internazionali veicola un territorio e lo promuove a milioni di persone nel mondo.
La stessa Catalunya riporta dati come 10 milioni di persone che sono venute a contatto con questo tipo di promozione negli anni e attraverso il tag ufficiale #catalunyaexperience.

Foto di mery_tweety (tramonto in Catalunya) #CatalunyaExperience

Grazie Ilaria per i preziosi suggerimenti! Ricordiamo che è possibile seguire le evoluzioni di Instagram Marketing sui canali dedicati: Pagina FBBlog, Gruppo discussione LinkedIn.
Il mondo dei social è in sempre evoluzione e occorre aggiornarsi continuamente. Cari amici Ninja mettete subito in pratica i consigli ricevuti su Instagram e fateci sapere se riuscirete a diventare Igers provetti.

Agos4ideas: la sfida della customer experience

agos4ideas

 

C’è sempre fermento nel mondo delle startup. Le attività e gli eventi sul tema ormai si sprecano, al punto da rendere difficile individuare quelli di valore. Agos4Ideas è uno di questi? La partnership tra Agos Ducato e H-Farm è una garanzia?

Vediamo innanzitutto cos’è.

Agos4Ideas

Agos4Ideas è un contest che intende premiare progetti che sappiano illustrare soluzioni innovative negli ambiti della custom experience e user experience dei clienti Agos Ducato.

L’iniziativa è diretta a giovani imprenditori che hanno avviato una sartup dal 2013 in poi, nonché a team nati spontaneamente per l’occasione.

I punti su cui focalizzarsi sono due:

  • Innovazione: idee non ancora presenti sul mercato bancario e finanziario.
  • Miglioramento: soluzioni che apportino un reale beneficio nella relazione tra Agos Ducato ed i suoi clienti.

L’azienda premierà le soluzioni più creative, legate ai concetti di “mobilità, semplicità, piacevolezza“.

 

agos4ideas

 

Essenziale sarà dunque anche a capacità dei partecipanti di cogliere e incanalare il le potenzialità della comunicazione digitale: canale preferenziale sarà ovviamente l’ambito mobile, unitamente alla proposta di canali di relazione non ancora sfruttati dal brand.

Leggi anche: 10 social advertising best practice per le startup

Ma chi è Agos Ducato?

Agos Ducato

Agos Ducato è una società finanziaria leader nel settore del credito alle famiglie nata dall’unione delle due aziende che ne formano il nome.

Qualche cifra? 25 anni di attività, 230 filiali distribuite sul territorio nazionale e 9 milioni di clienti, il cui tasso di soddisfazione supera il 90% (sondaggio IPSOS).

Il business che gli startupper dovranno analizzare per formulare le loro proposte si basa su prestiti personali, carte di credito, leasing e un’articolata gamma di finanziamenti convenzionati, che vanno a coprire tutti i settori merceologici attraverso un’articolata rete di punti vendita.

agos4ideas

Come lascia intuire l’iniziativa Agos4Ideas, la comunicazione aziendale è uno dei fulcri dell’attività finanziaria dell’azienda; in particolare, viene messo l’accento su quattro comparti relativi alla qualità del servizio e ai rapporti con la clientela:

  • offerta di prodotti;
  • rapporto qualità-prezzo;
  • assistenza;
  • comunicazione e relazione con i clienti.

“Agos Ducato è una realtà che, grazie ad un’offerta innovativa capace di intercettare le esigenze dei propri clienti, si sta distinguendo sempre di più nel panorama italiano come società di credito all’avanguardia – afferma Flavio Salvischiani,
Direttore Marketing e Comunicazione di Agos Ducato – In linea con questa tendenza nasce “Agos4Ideas”, la prima iniziativa nell’ambito del credito ai consumatori, mirata a raccogliere nuove idee in cui l’innovazione dovrà essere alla base delle soluzioni che consentiranno di migliorare la vita del cliente nella sua relazione con Agos, aumentandone la soddisfazione”.

Ma anche gli startupper usciranno appagati da questa avventura? Il team vincitore sicuramente sì.

Premi e scadenze

I titolari del progetto vincitore verranno premiati con un servizio di accelerazione della durata di 3 mesi, il cui inizio è previsto a ottobre 2015.

A offrire il servizio sarà H-Farm: il rinomato incubatore e accelleratore italiano con sede nella verdissima pianura veneta è il titolare del programma di accelerazione H-CAMP, dedicato espressamente ai giovani imprenditori che cercano una guida per sviluppare la loro startup.

Se la squadra vincente non avesse interesse o tempo da dedicare alla formazione, potrà optare per un riconoscimento più prosaico: un contributo cash a fondo perduto di 10 mila euro.

Le candidature vanno inviate entro il 14 giugno 2015 tramite il sito agos4ideas.it.

Qual’è la tua idea vincente?

Incubate, l'app per mandare messaggi digitali nel futuro

Il tempo, ecco forse la risorsa di maggiore valore che resta oggi. È innegabile, viviamo infatti in una società sempre più frenetica e legata a trend che finiscono ancor prima di iniziare, stretti nella morsa del real-time. Così vale anche per la comunicazione, più che mai spinta a presidiare in modo sistematico l’oggi, anzi l’adesso. Colpa o merito soprattutto del web e dei social, strumenti che fanno dell’immediatezza una delle loro migliori caratteristiche.

In un contesto del genere immaginare un’app che si “riprenda” il tempo, permettendo di inviare messaggi anni ed anni nel futuro sembra davvero un’antitesi. Questa antitesi si chiama Incubate: The Time-Delay Messenger, un’applicazione che si pone una mission ambiziosa quanto complessa: restituire valore e dignità al tempo ed al suo incessante trascorrere. Incubate, lanciata questo mese, permette agli utenti di inviare testi, foto, video e messaggi vocali, ma con una singolare ed unica particolarità: che non verranno consegnati fino ad un tempo predeterminato dall’utente (il limite è di 25 anni nel futuro).

Un buon diciottesimo compleanno inviato da un nonno che non c’è più, un video folle del periodo del liceo rivisto a 40 anni, i messaggi di un genitore che a causa di una malattia potrebbe non esserci nei momenti chiave del proprio figlio, il “ti amo” detto alla moglie quando ancora solo fidanzati. Gli utilizzi come potete comprendere sono molteplici quanto affascinanti, arricchiti da una caratteristica unica nel mondo d’oggi, la gratificazione e la sorpresa di saper attendere.

L’utilizzo è semplice e diretto: si realizza il messaggio e questo viene “incubato”, nell’attesa di essere consegnato al momento giusto. Tranquilli, non c’è bisogno di regalare un iPhone al vostro bambino di pochi anni, basta legare la nursery (il luogo dove i messaggi “aspettano”) ad una mail e poi sincronizzare il suo telefono quando abbastanza grande da averne uno.

Incubate punta ovviamente sul valore emozionale che un messaggio inaspettato proveniente dal passato ha, un valore emozionale che per i fondatori resta l’elemento chiave dell’app. “Ognuno ha la necessità di inviare un messaggio in cui l’elemento tempo sia strategico, che lo sappiano o no,” ha detto il co-fondatore Michael McCluney.

Un’idea certamente originale nel panorama odierno delle app, con un unico e grande quesito: tra 25 anni useremo ancora applicazioni e smartphone?

Gillette e Avengers: l'eroe tra rasoi e superpoteri

Non solo rasoi

Quei mattacchioni della Procter & Gamble ne sanno una più del diavolo. Gillette, in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche di Avengers: Age of Ultron – il nuovo film della Marvel in programmazione in Italia dal 22 aprile – lancia una campagna bizzarra e astuta al tempo stesso. Vedere e ascoltare per credere.

Con ironia si chiedono “e se le Stark Industries e Gillette unissero le loro tecnologie?”, ipotizzando, tra il serio e il faceto, la creazione di “rasoi ispirati dagli Avengers” (uno con lame laser alla Iron Man, un altro con la forza di Hulk, un altro ancora con lo scudo rotante di Capitan America e uno coi fulmini di Thor). Pura boutade? Non proprio.

We can be heroes

Blockbuster campioni d’incassi, i film ispirati ai supereroi sono sinonimo di successo. In una joint venture fantastica in tutti i sensi con Gillette, Stark Industries – immaginaria compagnia multi-miliardaria gestita da Tony Stark aka Iron Man – porta “un potere incommensurabile nella vostra vita, nella vostra casa e nel vostro bagno”.

Gillette centra il bersaglio, puntando sulla voglia di straordinarietà di noi comuni mortali e facendo leva sull’archetipo dell’eroe, uno dei più antichi e profondi dell’inconscio collettivo. Essere eccezionale e semidivino, l’eroe è la virilità all’ennesima potenza. Per un marchio che rivendica di essere “il meglio di un uomo” significa fare bingo. Di colpo, come in un piacevole ritornello sussurrato nelle orecchie dal 1977, “we can be heroes”. E basta pure poco.

I “prototipi” ovviamente non saranno in vendita né nei negozi né online né da qualsiasi altra parte, come dichiarato nello spot. Il pubblico dei consumatori e degli appassionati sembra aver apprezzato l’idea, se non altro in termini di design. Non è da escludere che Gillette stessa proponga sui suoi canali social dei contest per poter vincere i rasoi, creati eventualmente ad hoc in edizione limitata, finti o veri che siano.

Gillette à la Copernico

Al di là delle apparenze, la tecnologia protagonista della campagna non è quella degli Avengers, in grado di proteggere e salvare il pianeta, purtroppo fittizia, ma quella reale, realissima, del Gillette Fusion ProGlide con Flexball. Tale innovativo accorgimento fa di questo rasoio non elettrico il più avanzato sul mercato. Si tratta, semplicemente, di un elemento rotondo di raccordo tra manico e lame che consente una rasatura più comoda, più confortevole.

Nel video si parla addirittura di “rivoluzione”. Non è più l’uomo di turno a piegare il volto per facilitare la rasatura ma è lo stesso rasoio a seguire le curve del viso, con la massima aderenza possibile. Gillette come il Copernico dei rasoi o solamente come qualcuno che sa il fatto suo? “Voglia di radersi, tu ne sai”, verrebbe da citare gli ultimi Verdena, a mo’ di risposta.