Lego ci porta a scuola di storytelling

Lego bambini che giocano

L’unico limite è la fantasia.

Se aveste lavorato nella Lego degli anni ‘60, nel piccolo villaggio danese di Billund, avreste sentito questo ritornello almeno una decina di volte al giorno. A ripetervelo, Godtfred Kirk Christiansen, presidente e CEO del gruppo, figlio dello storico fondatore Ole Kirk.

Vero, l’unico limite è la fantasia. Soprattutto per un bambino, soprattutto con in mano dei mattoncini Lego. Perché due mattoncini “2×4” si combinano in ventiquattro modi, tre in più di mille modi. Con sei si ottengono oltre novecento milioni di combinazioni. Insomma, se non stiamo a fare proprio i matematici, l’unico limite è la fantasia.

Ognuno ha una soria da raccontare

scuola spesso, però, non è così. Quando si chiede a un bambino di raccontare una storia, soprattutto in forma scritta, al limite della fantasia se ne aggiungono altri. Perché se ogni bambino ha sicuramente una storia da raccontare, la difficoltà di immaginarla e di trovare le parole per esprimerla possono compromettere il risultato e rendere il processo frustrante.

Dall’astratto al concreto

Se ci pensate, quando siamo bambini, per poter immaginare una cosa, dobbiamo prima di tutto costruirla. Più di cent’anni fa la stessa Maria Montessori aveva osservato che l’apprendimento non avviene in maniera statica e passiva, ascoltando semplicemente una lezione, ma attraverso la sperimentazione e la manipolazione dei materiali.

Costruire una storia, mattone dopo mattone: Lego StoryStarter

Ed ecco dove entra in gioco Lego, con la sua linea di prodotti Education. In questo caso, è  il set StoryStarter ad essere quello adatto a facilitare la narrazione dei ragazzi. Un set completo, con software integrativo e una guida per l’insegnante.

I bambini costuiscono la loro storia, scena dopo scena: la Principessa intrappolata nella torre, il Cavaliere che combatte contro il drago, e così via. Ogni scena può essere fotografata e inserita nel software StoryVisualizer, che costruisce così una vera e propria storyboard. A quel punto, con una storia chiara e concreta, l’alunno può raccontarla, e scriverla, molto più facilmente.

La situazione italiana

Per il nostro sistema scolastico, quello che non si può descrivere attraverso l’espressione linguistica non esiste

Spiega Leonardo Previ, docente di Storia economica della Cultura, nel libro Lego Story. Un concetto decisamente antico e in netta controtendenza rispetto alle evidenze che abbiamo visto insieme.

Media Direct, che distribuisce Lego Education in Italia attraverso il brand Campustore, sta cercando di portare StoryStarter nelle scuole italiane per rimediare a questa situazione. E lo fa attraverso un concorso che mette in palio un set completo Lego StoryStarter e permette a insegnanti e bambini di provarne l’efficacia prima di valutarne l’acquisto e l’impiego.

Come funziona il concorso

Ogni scuola o biblioteca può richiedere un campione gratuito del kit rigistrandosi sul sito Campus Store. Con il kit ricevuto, i bambini potranno costuire la propria storia e animarla grazie al software che permette l’inserimento di disegni, fumetti e didascalie.

Una volta soddisfatti del risultato, sarà possibile inviare la storia a Campus Store. A questo punto tutte le storie saranno pubblicate sulla pagina Facebook StoryStarter Campustore: la più votata vincerà il kit completo per la propria scuola.

Un’ottima occasione dunque per sperimentare e innovare il metodo scolastico italiano e facilitare i bambini a esprimere la loro fantasia e immaginazione nel modo più libero e immediato possibile.

Chissà come avrebbe immaginato i frutti e i fiori il protagonista de “Il vecchio e il bambino” di Guccini, se avesse potuto costruire l’immensa pianura con i mattoncini Lego. E’ ora di scoprirlo, con Lego StoryStarter.

Le metriche del digital marketing: la parola agli esperti

Nel digital marketing ci sono professionisti che raccontano i numeri raggiunti da altri, e professionisti che sono in grado di leggere i numeri per garantire risultati (diventando oggetto di discussione della prima tipologia di professionisti).

Quindi la tua crescita professionale potrebbe essere determinata dall’approfondita lettura di questo post.

Statistiche, analisi, dashboard, report, tutte spalmate tra diverse piattaforme digitali. Da dove cominciare? E quali metriche sono davvero rilevanti?

Ai vostri occhi curiosi alcune tra le più importanti metriche di marketing digitale, per valutare dalla quantità, garantendo qualità.

1 – Conversioni percentuali Macro (globali) e Micro

Avinash Kaushik – “Concentrati sulle macro conversioni, in ottica globale, ma per un coinvolgimento ottimale, identifica e misura anche le micro conversioni.”

La lezione è: non dimenticate mai gli obiettivi strategici nella programmazione delle vostre campagne. È necessario mettere costantemente in discussione ogni micro conversione e KPI (Key Performance Indicators) per raggiungere i macro obiettivi di business predefiniti.

SUGGERIMENTO: Cercate di impostare una campagna con KPI smart dando un’occhiata alla guida di Avinash Kaushik 

2 – CPA (Cost Per Action, Cost Per Acquisition)

Will Critchlow – “Il CPA è un parametro fondamentale per quei canali di marketing a pagamento in cui i costi scalano linearmente (o super-linearmente) con le conversioni. Se il CPA è troppo alto è possibile ridurre le offerte, aumentare i tassi di conversione o aumentare la spesa del cliente”

La lezione è: con le attività pubblicitarie a pagamento è possibile fare leva su due elementi: il vostro messaggio e le vostre offerte. Controllare le metriche di costo farà in modo da non vanificare il traffico, causando un ROI negativo.

3  Tassi di conversione in ogni fase del Funnel

Rand Fishkin– “Conversion funnel metrics (è quella metrica che misura la percentuale di clienti che eseguiranno una determinata decisione nel processo e in percentuale prevede, con anticipo, canali e comportamenti.”

La lezione è: se si desidera generare il miglior ritorno possibile, è necessario capire come interagiscono le conversioni, per ogni fase di vendita rispetto al ROI. Prevedere sempre le prestazioni (rispetto alle conversioni) prima di investire un solo centesimo in attività di marketing on-line.

4 – Aumento in percentuale il canale del ROI

Ed Reece – “Quando si parla di dirigenti o CFO; i dirigenti vogliono sempre vedere prima i soldi. Quindi concentrati sui titoli finanziari, i tassi di conversione, il numero di vendite, il numero dei contatti. Non vogliono passare dal marketing per raggiungere i numeri.”

La lezione è: il  47% dei marketers B2B dicono che la loro sfida più grande è dimostrare “l’importanza” della loro attività di business in maniera più ampia. Le metriche del marketing digitale devono tradursi in risultati di business per i dirigenti, e questo significa provare empiricamente il ROI. Se le campagne digitali generano contatti di successo, si può gridare al traguardo.

Parlare di metriche nel marketing digitale, implica, non solo, il sapersi districare in un nodo complesso di dati, ma anche leggere con competenza e abilità i risultati ottenuti, questo può tradurre il vostro lavoro in obiettivi di business significativi.

Magic Band, il bracciale Disney che rende l'Internet of Things pura magia

Entrare in un parco Disney è per molti di noi già un vero e proprio sogno. Ma interagire con i giochi, saltare le file, pagare velocemente è un Ninja-sogno, diventato realtà grazie a Magic Band!

Con un investimento di $ 1 miliardo, il gadget consiste in un bracciale Disney dai colori vivaci, che bambini e adulti possono indossare al polso e che – grazie a un chip Rfid che trasmette in radiofrequenza fino a 12 mt – dà la possibilità ai visitatori del parco di Orlando di usufruire di molti vantaggi:

  • prenotare un ingresso a un’attrazione;
  • prenotare e pagare al ristorante
  • essere riconosciuti dal personale del parco
  • accedere velocemente e senza chiave alla propria stanza di hotel. 

E se si smarrisce qualcuno? Nessun problema, lo speciale braccialetto provvede ad avvisare la sicurezza.

Come funziona Magic Band?

Ma perché un’azienda come la Disney, storicamente più propensa ad altri tipi di investimenti, ha deciso di realizzare il prototipo di Magic Band?

Semplice, per migliorare l’esperienza dei propri clienti e, ovviamente, aumentare il proprio fatturato. Meno attese e interruzioni durante una visita concedono più tempo da dedicare al divertimento sulle giostre Disney, ma anche allo shopping e al consumo di altri servizi a pagamento offerti dal parco tematico. Il tutto è volto anche a cambiare il modo con cui i dipendenti interagiscono con i clienti: un servizio personalizzato e molto più coinvolgente, nonostante l’intermediazione di ‘una macchina’.

Il prodotto si prenota online un paio di settimane prima della visita a Disneyland; arriva direttamente a casa tramite posta e rappresenta un potentissimo strumento per il monitoraggio dei movimenti e delle scelte dei visitatori (permettendo all’azienda anche di anticiparle e di studiarle per poterle in caso migliorare).

Fondamentalmente, il gadget della Disney rappresenta la concreta applicazione dell’Internet of Things:la tecnologia portata agli oggetti con cui gli umani interagiscono, migliorando le proprie esperienze di vita.

Afferma Nick Franklin, ex VP Next Generation della Disney Company:

“What people call the Internet of Things is just a technological underpinning that misses the point. This is about the experiential Internet.”

Con Magic Band la Disney ha quindi conquistato il primato nel campo wearable dimostrando di saperci “vedere lungo”, tanto da rendere realtà il sogno di tanti (piccoli e grandi) ospiti: poter incontrare Bella o il Principe Azzurro senza… fare la fila!  😆

Ninja Social Oroscopo dal 23 al 29 Aprile

Entusiasmante l’oroscopo di questa settimana perché cambierà decisamente ritmo, o meglio, l’algoritmo per citare Facebook, dando più spazio alle persone nei giorni dopo il weekend. Ma partiamo dall’inizio, cari guerrieri, perché da giovedì il clima sarà armonioso quanto basta per far sì che i segni d’Aria riescano a ritrovare un loro punto fermo. I guerrieri nati sotto il segno dell’Acquario si dovranno arrendere ad alcune consuetudini: inutile utilizzare la App Qurami per saltare la coda, in posta vecchiette-san e vecchietti-san avranno comunque la meglio! E in caso di baruffa nemmeno un guerriero della Bilancia riuscirebbe a fare da pacere perché questa settimana gli astri lo spingeranno a schierarsi! Tu, guerriero dei Gemelli, non fare il finto tonto, sappiamo benissimo che in posta non ci metterai piede perché sarai preso in questioni di comunicazione con il tuo bello o la tua bella, tra una coca cola e una partita a bigliardino! Tutt’altra musica per i segni di Terra che con Marte in aspetto armonico, secondo l’oroscopo della settimana si dedicheranno più volentieri a faccende di coppia. Sarà irrefrenabile l’energia dei guerrieri nati sotto il segno del Toro, capaci di pericolosissime mosse con il partner. Capiamoci: gita all’Ikea di domenica, proposta di matrimonio il lunedì! Diverso per chi ha scelto di frequentare un guerriero della Vergine, state pur certi che questa settimana potrete portarlo in uno store Ikea alla mattina e andarlo a riprendere alla chiusura: trascorrerà ore a riordinare per colore fin anche le palline della piscina dei bimbi all’ingresso! I guerrieri Capricorno, quasi controtendenza, si attiveranno professionalmente, cercando soluzioni utili a migliorare la loro prospettiva di carriera ponderando “le loro cose, il loro mondo, la loro occasione”. E noi tutti li stimeremo molto per questo. Per i segni d’Acqua la settimana sarà piuttosto inusuale, Scorpione e Cancro si vedranno così diversi dalla loro natura da esserne paradossalmente soddisfatti sentendosi a loro agio nei nuovi panni. I guerrieri dello Scorpione getteranno via la loro anima conturbante per lasciare libera la parte più solitaria e brontolona. Inutile cercarli in ufficio, non avranno tempo per nulla e nessuno. I guerrieri del Cancro, invece, subiranno la metamorfosi opposta. Li vedremo ammiccare in corridoio e fare la posta al collega più interessante alla macchinetta del caffè. Arriveranno addirittura ad affollare le sale riunioni pur di imbucarsi in qualche “evento” mondano! Nemmeno Paris e New York nelle vignette di Muratyan risulterebbero così diverse. Più tranquilli i guerrieri dei Pesci, intenti a sognare mantenendo testa sulle spalle e piedi per terra, decisi a convertirsi in pragmatici professionisti, almeno per questi sette giorni! L’oroscopo della settimana dei segni di Fuoco dice che dovranno utilizzare tutta la loro dedizione alle pubbliche relazioni e non solo a quelle digitali. I guerrieri del Leone combatteranno una lotta durissima contro la pigrizia, utilizzeranno le loro energie per cercare di creare alleanze strategiche piuttosto che per risolvere questioni pratiche: contenti voi! I guerrieri dell’Ariete, finiti i bagordi del mese dei compleanni, si dedicheranno alla famiglia, al lavoro e agli hobby più o meno con lo stesso impegno e preferibilmente random all’interno della giornata: PR selvagge con panettiere, parrucchiere e forse qualche collega in ufficio! Più saggi i guerrieri del Sagittario che per non impegolarsi in questioni personali, demanderanno a terzi la gestione della loro attività quotidiana, Swimmo potrebbe essere il dispositivo giusto per non perdere il ritmo. Questo il nostro oroscopo della settimana, che lo zodiaco sia con voi, cari amici Ninja!

Cinque consigli per gestire al meglio la tua startup in crescita

Startup, che passione. E che fatica! Molti sono gli imprenditori che si chiedono come sia possibile gestire con successo un’azienda in fase di crescita. Poche sono le riposte che ci offrono la ricetta magica per avere successo nel business. Gli aspetti fondamentali da rispettare per avere un’opportunità in più per decollare sono passione e risorse umane.

Tradotto, vuol dire che è molto importante mettere amore e passione in quello che si sta portando avanti. La determinazione, la voglia e l’amore potranno essere di grande aiuto nella vostra scalata verso il successo.

Secondo aspetto, non meno importante, sono le persone: è necessario assumere risorse in grado di portare un valore aggiunto alla vostra impresa, ed è fondamentale investire su di loro, senza pausa, in maniera che la loro crescita lavorativa sia in grado di salire in concomitanza con quella della vostra startup. Ma mettiamo da parte le chiacchiere e andiamo al sodo.

Ecco cinque pratici consigli che forse non vi aiuteranno a diventare Bill Gates, Steve Jobs o Zuckerberg, ma che certamente vi aiuteranno a lanciarvi nel migliore dei modi nello spietato mondo del lavoro.

Starup, la collaborazione tra ruoli è fondamentale

Quando una società è in fase di sviluppo, il primo passo da compiere è chiarire immediatamente tutti i ruoli all’interno dell’impresa e definire in maniera esaustiva la missione aziendale. Lavorare su una struttura e su un piano prestabilito aiuta tutti i singoli ruoli a dare il massimo. La conoscenza completa dei propri ruoli, delle strategie aziendali e degli obiettivi da perseguire, rappresenta la freccia in più nell’arco di una startup che ambisce al successo.

Attenzione, non basterà realizzare un business plan e lasciar tutto nelle mani del destino. Pensate alla vostra azienda come una pianta. Questa non crescerà mai da sola, ma bisognerà continuamente curarla: i dirigenti devono prestare attenzione a ogni reparto e a ogni dipendente sia nella formazione personale, lavorativa e umana. Solo così avrete la possibilità di ottenere il meglio dal vostro team.

LEGGI ANCHEStartup, è il momento di assumere un Project Manager

Startup, un vero leader deve saper comunicare

Essere leader non vuol dire solamente essere degli sceriffi. Il leader, è vero, deve essere autorevole e non autoritario, sapere quando spronare i suoi dipendenti e metterli in riga, ma anche quando aiutarli.

La comunicazione conta: i migliori leader sono quelli che parlano in maniera chiara e concisa e che lo fanno spesso. È importante per il futuro del vostro business impostare riunioni periodiche. Questi incontri vi aiuteranno a calcolare i progressi del vostro business e a capire i bisogni e le necessità dei vostri dipendenti.

È consigliabile portare avanti un piano di comunicazione continuo nel proprio team, una comunicazione che aiuti nell’analisi degli obiettivi raggiunti e di quelli mancati, in maniera da poter imparare da tutte le esperienze vissute all’interno della startup.

Startup, mostrare sempre un atteggiamento positivo

Che sia al comando di una grande o di una piccola impresa non vuol dire niente. Un vero leader ha il compito di essere sempre un faro in grado di guidare e nutrire le persone che gli stanno accanto. Trasmettere carica, passione ed entusiasmo ai propri colleghi di lavoro è uno dei segreti per far decollare il proprio business.

Non bisogna mai mostrare paura di sbagliare, gli errori li commettono solamente le persone che agiscono, agli altri resteranno sterili parole.

Perciò bisogna sostenere ogni sfida con passione, se poi si cade in qualche errore nel farlo, non importa.
È nell’affrontare gli sbagli con un atteggiamento positivo che si può apprendere da loro. Il segreto è saper trasformare i propri incidenti di percorso in punti di forza.

Startup, è anche dal processo di assunzione che arrivano i successi

L’azienda è fatta di persone ed è proprio per questo che è opportuno che siano scelte nel migliore dei modi.

Quando sarà il caso di ampliare il personale, sarà bene, durante i colloqui, evitare di chiedere ai candidati solamente riguardo al loro passato lavorativo, ma orientare le domande in un’altra dimensione. Bisogna cercare di capire le competenze trasversali di ogni singolo individuo, cercare di comprendere le sue effettive conoscenze lavorative, la passione, la voglia e l’entusiasmo per la missione aziendale.

Saranno queste a dare un valore aggiunto a voi e alla vostra startup.

Startup, il lavoro di squadra è essenziale

Il successo arriva solo con il lavoro di squadra. È fondamentale investire nelle persone nel loro complesso: l’obiettivo è di realizzare un team che sappia lavorare in armonia, affrontando le difficoltà con un approccio sul lavoro che miri alla collaborazione e al lavoro di squadra.

I problemi non si possono affrontare da soli, sia che siate il boss aziendale, sia che siate uno stagista: per raggiungere il successo è più che mai fondamentale il gruppo, la collaborazione e la condivisione di idee e obiettivi.

Paris vs New York, omaggio video al famoso lavoro di Muratyan

neon collective paris vs new york

Nel suo libro Paris versus New York: A Tally of Two Cities Vahram Muratyan raccontava tramite illustrazioni minimali le differenze (o somiglianze?!) tra le due metropoli. Oggi il libro, nato dal blog di successo dell’art director francese, ha ispirato un video di animazione realizzato da NORD Collective.

Partendo dall’idea originale, il collettivo newyorkese ha ripensato “Paris vs New York” creando nuove illustrazioni e animandole, accompagnandole alla musica originale scritta da The Cosmic Setter. Il risultato è un video piacevole da guardare, un vero e proprio omaggio al lavoro di Vahram.

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parigi vs new york libro

paris vs new york libro

parigi vs new york blog

Stop alle file con Qurami, l'app che ti fa saltare la coda

Che tu sia uno studente, un manager o uno startupper, quello di cui sicuramente avrai sempre bisogno è un po’ di tempo in più. Il tempo per sbrigare tutte le attività quotidiane e arrivare comunque in tempo all’appuntamento di lavoro. La fila all’ufficio postale però, devi rassegnarti, non la puoi saltare e quella sì che ti farà sprecare tempo utile. A meno che tu non abbia Qurami, l’app che ti permette di non fare la fila, attraverso un numeretto virtuale che si inserisce nel flusso di quelli cartacei, eliminando le noiose code davanti agli sportelli.

Dal 2011 Qurami si è imposta come una delle startup più innovative in termini di miglioramento dei servizi per le smart city, aggiudicandosi anche importanti round di finanziamento.

Per scoprire a che punto è oggi Qurami abbiamo rivolto qualche domanda al fondatore di questa startup che dà valore al nostro tempo, Roberto Macina.

Qurami permette di evitare le fastidiose attese delle file. Ormai il vero lusso è il tempo?

Il tempo oggi è uno dei beni più preziosi, ma presi dalle nostre vite frenetiche tendiamo troppo spesso a dimenticarcelo.

L’idea di Qurami è nata proprio in un momento di improvvisa consapevolezza dello spreco di una risorsa così importante. Ero in coda alla segreteria della mia facoltà e mi sono chiesto in che modo un’app potesse aiutarmi a impiegare meglio il tempo, a dedicarlo alle mie priorità.

Questa è la principale ispirazione sulla quale abbiamo costruito il nostro business: restituire il tempo alle persone.

I primi clienti di Qurami sono state delle università. Poi siete approdati a diverse tipologie di coda. Fin dove volete arrivare?

Vogliamo arrivare ovunque le persone sentano il bisogno di sfruttare meglio il proprio tempo. Può essere la coda per un certificato in un ufficio pubblico o per il biglietto di una mostra, per fare una visita medica o per assistere a un evento sportivo. Spesso non ce ne accorgiamo nemmeno, ma ogni giorno possiamo recuperare preziosi momenti per noi.

 

 

Roma, Milano, Firenze e Trieste sono state le città apripista per voi. Sono ambienti più ricettivi o la scelta è mirata?

Queste città hanno creduto in Qurami e sono state le prime ad adottarlo, dimostrando sicuramente un alto grado di apertura verso un servizio innovativo.

Ma anche altre amministrazioni stanno valutando l’adozione della nostra app, spesso sollecitate dalle richieste degli stessi cittadini che conoscono la nostra tecnologia e spingono per poterla utilizzare. Raccogliamo le richieste degli utenti sia direttamente dall’app, dove è possibile segnalare eventuali strutture che necessitano di Qurami, sia sui Social Network dove lanciamo campagne ad hoc che spingono alla partecipazione dell’utente alla cosiddetta “quramizzazione”.

Il nostro team commerciale si muove spesso proprio in base alle segnalazioni che ci arrivano dal basso. Lo riteniamo un punto di forza della nostra strategia di espansione. Tempo fa in un post sulla nostra pagina Facebook abbiamo citato le parole di Francis Bacon: “Chi non applica nuovi rimedi deve essere pronto a nuovi mali, perché il tempo è il più grande degli innovatori“.

Le amministrazioni non possono fermarsi di fronte all’innovazione che galoppa e noi possiamo aiutarle a migliorare i loro servizi e a venire incontro alle aspettative degli utenti.

 

Qurami è considerata da TechCrunch una tra le 40 startup italiane più promettenti. Ci parli dell’espansione all’estero?

Spesso associamo il problema delle code all’Italia. In realtà anche gli inglesi, gli spagnoli e perfino gli svizzeri perdono tempo in fila. E la cosa non gli piace per nulla. Per questo abbiamo avviato contatti importanti in Regno Unito, Francia, Spagna, Turchia e altri Paesi fuori dall’Europa.

Abbiamo avuto ottimi riscontri, la nostra tecnologia piace e molti hanno compreso che il nostro è un servizio efficace per aumentare la customer satisfaction e anche per migliorare gli spazi di accoglienza degli utenti, evitando il sovraffollamento nelle strutture.

 

 

Curare il proprio tempo. Qurami non è solo business, riesce davvero a “curare” il tempo delle persone?

Ogni giorno riceviamo email, tweet, messaggi e post su Facebook sia da parte di persone che hanno usato Qurami, che di addetti delle strutture nelle quali l’app è attiva. I primi ci ringraziano per avergli fatto risparmiare tempo e i secondi per aver contribuito a creare un clima lavorativo più sereno che aiuta il rapporto con il pubblico.

Ognuno di questi messaggi ci riempie di grande orgoglio. Senza dubbio le soddisfazioni dal lato business sono tante e importanti, ma dobbiamo confessare che, indipendentemente dai risultati economici, è emozionante sapere di aver creato un servizio utile, che aiuta veramente le persone a curare il loro tempo.

Relazioni Pubbliche Digitali, il libro di Roberto Venturini che spiega presente e futuro delle PR Online [RECENSIONE]

Quello delle Relazioni Pubbliche è un settore in continua evoluzione, ogni giorno ricco di novità e casi studio davvero interessanti. E la rete, che ha spinto la diffusione delle Digital PR, è diventata un “luogo” di forte innovazione e abilitazione delle stesse strategie e azioni di RP.

Se da un lato questo nuovo contesto appare così challenging, stimolante e creativo, dall’altra in molti potrebbe sorgere il “timore di non farcela”, unito a una certa percezione di disorientamento. Da dove partire per migliorare dal punto di vista professionale?

A livello di letture sul tema, un primo step da fare sicuramente consiste nel’acquisto e nella lettura di “Relazioni Pubbliche Digitali”, il nuovo manuale di Roberto Venturini – esperto di Strategia e Relazioni Pubbliche, Digital Planner in Digital PR e influente blogger italiano.

Relazioni Pubbliche Digitali (EGEA): organizzazione del libro

Lo chiariamo fin da subito: per volontà dell’autore (da noi molto apprezzata!) il libro non “scende” troppo nel tecnico, cercando di descrivere tool e strumenti che rischiano di diventare obsoleti in brevissimo tempo. Al contrario, l’opera desidera introdurre il lettore nel mondo delle Digital PR da una prospettiva strategica, proponendo analisi, modelli, case studies e framework indispensabili per formare (o aggiornare) professionisti di successo.

A livello di organizzazione della trattazione, “Relazioni Pubbliche Digitali” si apre con alcune pagine dedicate a fare chiarezza su cosa si intende oggi per PR Digitali. Che cosa sono e cosa fanno le Digital PR, e perché sono indispensabili per aziende e organizzazioni?

L’autore Roberto Venturini passa poi al tema della reputazione, del reputation management e della relazione con blogger e influencer, fondamentali per migliorare l’immagine di marca o aumentare l’efficacia delle azioni di comunicazione digitale messe in atto. Un panorama ricco di professionisti capaci ma in cui occorre anche fare attenzione, per non rischiare di affidarsi a soggetti non capaci di dare quel “plus” promesso sulla carta.

Infine, le ultime parti del manuale sono dedicate alla gestione concreta dei progetti di Digital PR, ed al tema del crisis management. Un argomento quest’ultimo spinoso ma davvero interessante, anche perché capace di mettere in pericolo il nome dell’azienda o del brand in pochissimo tempo e con effetti collaterali potenzialmente devastanti.

Il libro viene poi arricchito da case studies, esempi e buone pratiche, la maggior parte delle quali curate in prima persona e “toccate con mano” dall’autore.

Appuntamento in libreria!

“Relazioni Pubbliche Digitali” diventa così un alleato indispensabile per aggiornarvi sul mondo delle Digital PR e della Comunicazione Online. Ninja, vediamoci in libreria… e qui, la prossima settimana, per un’intervista esclusiva all’autore!

Cambia l'algoritmo di Facebook: più spazio alle persone

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Il più grande problema di chi si occupa di Social Media Marketing è la volontà di Mark Zuckerberg di essere al centro dei nostri pensieri: mentre ieri il mondo dibatteva del Mobilegeddon di Google, l’algoritmo di Facebook è cambiato di nuovo!

Sulla base dei feedback ricevuti dagli utenti, i vertici dell’azienda di Menlo Park hanno deciso di modificare il flusso delle notizie sulle nostre bacheche per far sì che ci vengano mostrati contenuti che siano più interessanti per noi.

Nello specifico sono stati introdotti tre aggiornamenti che faranno evolvere anche il rapporto odi et amo degli addetti ai lavori con l’algoritmo Facebook.

Queste novità influiranno sulla reach delle fanpage, diminuendola rispetto ai contenuti postati dalle persone.

Ancora tu? Non dovevamo vederci più?

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Fonte: Parla meno ma parla meglio (di Damiano Bordignon)

Il primo dei cambiamenti è dedicato agli utenti che hanno pochi aggiornamenti sul proprio newsfeed. Se avete pochi amici, o molti amici di poche parole, preparatevi ad avere le schermate monopolizzate da chi posta a ripetizione!

Se precedentemente Facebook aveva una regola per evitare che le notizie provenienti dalla stessa fonte si incolonnassero, il nuovo algoritmo prevede che, terminati gli aggiornamenti, sulla timeline si avvicenderanno i contenuti postati da chi ha più cose da dire.

Quindi se siete esperti di timeline gardening, ovvero se avete modellato il vostro newsfeed per ottenere poche buone notizie, preparatevi al peggio!

Quando non c’eri…

La seconda novità dell’algoritmo Facebook è un deja vu per chi bazzica i social: siccome ci si è resi conto che alle persone dispiace perdere i contenuti importanti pubblicati dalle persone care mentre si era offline (sembrano le parole di Twitter di qualche tempo fa), tutto ciò che sarà ritenuto importante in base ai nostri interessi verrà a galla nella parte alta dei nostri newsfeed!

In pratica l’ordinamento cronologico degli aggiornamenti sarà sempre più subordinato al peso sociale dei contenuti.

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

L’effetto rosiko del lunedì mattina sarà amplificato perché probabilmente i vari #buongiornounca**o saranno sostituiti dalle immagini delle uscite dal sabato sera e delle gite domenicali. Quindi se volete evitare l’abuso di gastroprotettori iniziate la settimana senza social, miglioreranno la vostra salute e anche la produttività.

Dulcis in fundo

L’ultimo cambiamento dell’algoritmo Facebook è forse più gradito agli utenti: verranno eliminati quei sia quei post come a Tizio piace questo post di… che quelli Caio ha commentato questo post…

Da Menlo Park giustificano questa scelta come una richiesta a furor di popolo, ma questo tipo di post erano pubblicitari erano sicuramente poco graditi anche a Facebook: ad esempio se in passato con un vostro like avreste suggerito questo articolo ai vostri contatti, ora dovrete condividerlo per avere lo stesso effetto!

Una minore diffusione di contenuti informativi è sicuramente vantaggiosa per i vertici aziendali che hanno appena stretto accordi di collaborazione con molti giornali per diffondere notizie tramite il social.

L’algoritmo Facebook e lo storytelling

Cambia l'algoritmo Facebook più spazio alle persone

Cosa cambierà per chi gestisce una fanpage alla luce di queste novità?

La reach organica delle pagine diminuirà ulteriormente a discapito dei contenuti pubblicati dai profili personali. Quindi se volete promuovere prodotti e servizi non ci sono scorciatoie, ci sono soltanto due strade.

La prima è fare advertising: se la reach organica cala potete pagare per promuovere i vostri post, ma il portafogli ne risentirà!

La seconda strategia è quella di creare buoni contenuti, raccontare storie e creare engagement: chi riuscirà ad instaurare un dialogo con il proprio pubblico sarà ricompensato con una buona visibilità.

Oltre a contenere i costi, lo storytelling consente di aumentare le conversioni e di fidelizzare il cliente che sa che dall’altra parte c’è un brand che sa ascoltare!

Partecipa alla Disruptive Week Milan con Digital Magics e Talent Garden

Disruptive Week Milan, una settimana imperdibile ricca di appuntamenti internazionali per analizzare l’impatto delle tecnologie emergenti sullo stile di vita e sui modelli di business e per capire in quale modo l’ Internet of Things, la robotica e le Wearable Technologies condizioneranno e modificheranno il panorama sociale e il nostro modo di vivere la quotidianità.

Disruptive Week Milan con Digital Magics e Talent Garden

Tra le tante iniziative all’interno della manifestazione, molte delle quali totalmente gratuite, ecco tre eventi di cui Digital Magics e Talent Garden saranno protagonisti.

LEGGI ANCHE: Startup di successo: 7 grandi aziende nate in un garage

Le tue cose, il tuo mondo, la tua occasione

Lunedì 27 aprile 2015– ore 10:30 Talent Garden Milano (via Merano, 16 – Milano M1: Rovereto)

L’evento, totalmente gratuito, offre una possibilità da non lasciarsi assolutamente sfuggire: l’incontro con Microsoft e con alcune tra le più innovative startup del settore.

Scopo dell’incontro è comunicare come sia possibile e semplice connettere “le cose”, gli oggetti che utilizziamo abitualmente ogni giorno e come questa iperconnessione crei nuovi scenari, non solo trasformando il business ma modificando radicalmente il nostro modo di vivere attraverso la tecnologia con l’importante ausilio della giusta dose di creatività e curiosità. Per partecipare, registrati direttamente sul sito della Disruptive Week.

Pitchfire event

Mercoledì 29 aprile 2015 – ore 15.30 Atahotel Expo Fiera (via Keplero, 12 – Pero)

Venture capitalist italiani e internazionali incontrano dieci startup innovative nei settori dell’ Internet of Things, della robotica e dei dispositivi indossabili.

Fra le neoimprese presenti anche Almadom.us, un innovativo sistema di home automation che controlla luci, termostati, elettrovalvole e tapparelle di casa, inserendosi direttamente all’interno delle scatole elettriche o sostituendo gli interruttori.

L’evento è su invito ed è riservato agli investitori. Per partecipare agli speech in lingua inglese è sufficiente registrarsi sul sito della Disruptive Week.

Disruptive talk “IOT per il made in Italy, tra skill shortage e open innovation”

Giovedì 30 aprile 2015 – ore 11.00 Atahotel Expo Fiera (via Keplero, 12 – Pero)

Anche il Made in Italy segue l’onda dello sviluppo dell’internet delle cose e delle tecnologie disruptive, come robotica e tecnologie indossabili

Fra i protagonisti della Tavola Rotonda: Gabriele Ronchini, Fondatore ed Executive Director di Digital Magics, e Davide Dattoli, Co-Fondatore e CEO di Talent Garden.
L’evento è gratuito. Registrati direttamente sul sito.

Partecipare alla Disruptive Week Milan è una occasione imperdibile non solo per gli addetti del settore ma anche per chiunque voglia comprendere appieno quali saranno gli sviluppi delle nuove tecnologie all’orizzonte e in che modo condizioneranno la nostra vita di tutti i giorni e il nostro stile di vita, attraverso la connessione degli oggetti e un dialogo sempre più stretto e spontaneo tra cose e persone.