Recentemente Toyota ha messo in commercio la sua prima auto di serie alimentata a idrogeno, la Mirai (in giapponese, “futuro”), una berlina FCV (Fuel Cell Vehicle, “veicolo a celle a combustibile”). Il prossimo ottobre la casa giapponese prevede d’introdurre la Mirai in California, senza dubbio lo stato americano più sensibile e attento alle problematiche ambientali.
I creativi di Droga5 – l’agenzia newyorkese assunta per il lancio – hanno deciso di partire dalle basi (l’idrogeno è dappertutto, dall’acqua alle piante) in una campagna pubblicitaria significativamente chiamata “Fueled by Everything“. Ricordate una scena di Ritorno al Futuro, quando Doc ha bisogno di carburante per la sua macchina del tempo e finisce per usare la spazzatura di Marty? Ecco, il senso è quello.
Lo spot
Il primo spot, con un perfetto sottofondo country, prende di mira ipregiudizi (“è un sogno impossibile”, ad esempio) e li rovescia ironicamente. Gli scettici etichettano come “stronzata” il carburante a idrogeno? Bene, quale modo migliore di rispondere all’attacco se non quello di stare al gioco, prendendolo alla lettera (bullshit vuol dire sia “stronzata” che “merda di toro”)?
La regia è affidata a Morgan Spurlock, autore del documentario Super Size Me. Il filmato, intitolato “Fueled by Bullsh*t”, mostra un ingegnere meccanico e un produttore lattiero che partendo dal concime arrivano ad alimentare la Toyota Mirai. E sì, l’idrogeno non farà comunque puzza.
Tutto si trasforma
L’ingegnere chiede al produttore di latte che cosa vede nei mucchi di letame che ha di fronte e la risposta è “letame”. Al che ribatte: “io vedo un’enorme quantità di energia” e spiega cosa intende fare. L’allevatore, pur interdetto (“sembra una follia”, commenta, echeggiando lo scetticismo dei detrattori), dà l’ok.
Una volta raccolto, il letame va sottoposto ad una particolare fermentazione, nota come digestione anaerobica, al fine di produrre del biogas. Questo viene purificato e il metano che se ne ottiene passa attraverso un processo di gassificazione in cui si utilizza acqua. Il risultato è la conversione in idrogeno e anidride carbonica (la quale non rappresenta un problema perché, generatasi in un sistema chiuso, può essere controllata).
A voler essere precisi, l’idrogeno nonè una fonte di energia (come il petrolio) ma un vettore, cioè un mezzo che trasporta l’energia immagazzinata. La sua molecola può essere ottenuta in due modi: tramite gassificazione (il caso dello spot) o elettrolisi. E qui mi fermo: le mie conoscenze in chimica risalgono ai rudimenti da liceo e, purtroppo, non ho avuto Walter White come insegnante.
Pro e contro
Il sistema a idrogeno assicura emissioni nulle in fase di utilizzo – un’auto così alimentata scarica solo vapore acqueo – e non condivide i problemi di autonomia e i lunghi tempi di ricarica delle vetture elettriche. Inoltre, i modelli oggi in vendita presentano prestazioni simili a quelle di macchine comuni.
Ma c’è un ma, anzi più di uno: il costo delle tecnologie impiegate è tuttora molto alto e, per la distribuzione del gas, le infrastrutture necessarie sono quasi assenti. “Vincere la materia è comprenderla”, scriveva il chimico e scrittore Primo Levi ne Il sistema periodico. E l’impressione è che ci serva ancora del tempo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Yuto Kuroihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngYuto Kuroi2015-05-01 10:00:462015-05-01 10:00:46Toyota e l'auto a idrogeno: una campagna contro i più scettici
Il Festival internazionale della creatività Leoni di Cannes è da sempre un punto d’arrivo per creativi ed agenzie pubblicitarie di tutto il mondo. I suoi premi hanno reso immortali le migliori campagne degli ultimi 62 anni, senza mai trascurare (grazie a categorie ad hoc come la Young Lions) le nuove generazioni.
Le attenzioni del festival vanno però oltre il dato puramente creativo e anagrafico. Da quest’anno infatti ai Cannes Lions verrà assegnato il Glass Lion: The Lion for Change, premio innovativo che rispecchia una società in continua evoluzione, desiderosa di mostrare tutti i suoi aspetti più complessi e problematici.
Il Glass Lion è il riconoscimento, istituito in collaborazione con LeanIn.Org, che premierà le campagne attive nel superamento degli stereotipi di genere tra uomo e donna (ma non solo). Un invito, soprattutto alle donne, a non parlare più di cose che “non possiamo fare”, ma di cose che “possiamo fare”.
Già lo scorso anno i Cannes Lions si erano dimostrati attenti alle differenze di genere con il progetto See It Be It, iniziativa che, attraverso convegni e seminari, mirava ad accelerare le crescita di 12 giovani creative, selezionate tra candidate di tutto il mondo.
Oggi lo scopo è quello di combattere le discriminazioni di genere attraverso l’arma della creatività, ponendo l’accento sulla improrogabile necessità di un cambiamento nel livello di opportunità offerte a uomini e donne.
La giuria sarà composta da Cindy Gallop (in foto), Founder & CEOdi IfWeRanTheWorld/MakeLoveNotPorn e in precedenza Founder di BBH New York.
Insieme a lei faranno parte della giuria Marcello Serpa (Partner/Co-President of the Board, AlmapBBDO), Catherine Emprin (Managing Director, BETC), Tista Sen (National Creative Director & Senior Vice President, J. Walter Thompson), Laura Jordan Bambach (Creative Partner, Mr President), Nick Bailey (Chief Executive Officer/Executive Creative Director, Isobar), Susan Credle (Chief Creative Officer, Leo Burnett), Gail Heimann (President, Weber Shandwick), Jennifer Siebel Newsom (Founder & Chief Executive Officer, The Representation Project), Elizabeth Nyamayaro (Senior Advisor to Under Secretary-General UN Women, Head @HeForShe Campaign).
Come interpreteranno i candidati queste tematiche? Saranno premiati originalità e ironia o verrà reputato più consono un approccio sentimentale ed empatico? Per saperlo non dobbiamo far altro che aspettare poco più di un mese.
Le premiazioni del Cannes Lions 2015 si terranno il 21-27 Giugno. Rimanete sintonizzati sulle nostre pagine per avere tutti i dettagli e le esclusive!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Danilo di Capuahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDanilo di Capua2015-05-01 09:00:022016-04-21 16:25:12Glass Lion: a Cannes la discriminazione di genere si combatte con la creatività
L’annuncio mercoledì: H-Farm, la digital farm fondata nel 2005 da Riccardo Donadon, dopo un aumento di capitale da dieci milioni di euro si prepara alla quotazione in Borsa.
Per concentrarsi su questo momento fondamentale per la propria azienda e a dare solide fondamenta ad un modello di business arricchito da nuovi elementi, Donadon ha deciso di lasciare Startup Italia, l’Associazione no profit che rappresenta l’ecosistema delle startup italiane.
H-Farm amplierà la sua attività con la digital transformation, per la trasformazione digitale delle aziende, e con la componente education sul lato corporate, ma anche con una maggiore importanza della Digital Accademia nei confronti del mondo scolastico. Non verranno meno gli investimenti in startup, che anzi restano il punto di partenza di questo nuovo inizio.
Per il panorama italiano degli investitori e degli acceleratori la notizia che H-Farm si prepara alla quotazione in borsa è il segno che qualcosa si muove anche in Italia sul fronte startup?
Sicuramente c’è più fermento, più consapevolezza, c’è la percezione reale che questo mondo può fare qualcosa di importante, per cui è molto positivo, assolutamente.
Guardando al lato umano di questa notizia, quanto le costa lasciare la presidenza di Italia Startup?
Mi dispiace molto perché è una cosa che abbiamo fatto nascere da zero e ne siamo orgogliosi. Io sono sempre per lasciare che le cose evolvano e che ci sia cambiamento. Sono molto cosciente del fatto che non ho sufficientemente tempo per poter continuare a fare questo in modo efficiente, per cui è giusto che subentri qualcuno che prenda in mano Startup Italia e che ci dedichi tutto il tempo che richiede ad un’associazione come questa.
Poi credo che sia molto importante che ci sia bisogno di qualcuno di super partes, visto che io adesso vado ad assumere un ruolo un po’ più di mercato.
20 milioni per la quotazione in Borsa, questo l’importante traguardo che H-Farm si è posta. In pratica la stessa cifra investita in startup nei dieci anni di operato. Perché proprio ora il giro di boa?
La volontà era quella di far crescere il progetto, eravamo pronti. Abbiamo intenzione di investire nei cinque anni la stessa cifra che abbiamo investito negli ultimi dieci, per cui fondamentalmente andiamo a raddoppiare lo sforzo.
Digital Transformation e Digital Education sono le due nuove attività che H-Farm ha affiancato a quella di accelerazione di startup. Quale ritorno economico ha per l’Italia investire in digitale?
Aumentare la consapevolezza di tutti è indispensabile. Allora, per quanto riguarda le imprese non possono non farlo, il mondo sta cambiando ad una velocità pazzesca. Bisogna che le imprese siano al centro di questo cambiamento attraverso il proprio modo di essere sul mercato, il modo di produrre, di distribuire, di comunicare; questo è proprio un must per qualsiasi azienda. Se prima le aziende dicevano “aspetto nel 2010, aspetto nel 2012”, adesso non è più possibile.
Sull’ambito dell’educazione ci sono invece molte aziende che stanno affrontando questi temi e hanno tante persone da far crescere, giovani da formare, ci sono delle cose da poter fare nelle scuole. Noi vogliamo lavorare anche su quello.
Questa operazione ha anche lo scopo di attrarre talenti internazionali. Perché è necessario aprirsi all’esterno per la nostra economia e per le imprese del nostro territorio?
Internet è globale, tutti i paesi stanno facendo operazione di razione dei talenti migliori per crearsi una parte di conoscenza e di competenze fortissime.
L’Italia non può non esserci, non può non giocare questa partita, e aggiungo che non può non cercare di portare le persone migliori a lavorare in Italia, è una cosa fondamentale per il nostro territorio.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Federico Gambinahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFederico Gambina2015-04-30 18:12:442015-04-30 18:12:44H-Farm si quota in borsa, parla Riccardo Donadon [INTERVISTA]
Venti secondi per realizzare un film tra amici, e il finale è sempre a sorpresa!
Ormai la condivisione è un concetto che non conosce più limiti. Ne è prova Riff, la nuova app lanciata da Facebook che permette di realizzare in modo semplice video collettivi.
A differenza di tutte le app di condivisione di contenuti video, Riff consente di creare una vera e propria “catena“: clip da massimo 20 secondi a cui gli amici possono aggiungere il loro contributo con altre riprese. Fino ad ottenere un prodotto virale sin dalla nascita, proprio perchè costruito a più mani, e perchè gli “autori” crescono in maniera esponenziale ogni volta che qualcuno aggiunge un pezzo di filmato e lo condivide con i suoi contatti.
Considerando l’attrattiva enorme – ed in costante aumento – che i contenuti video possiedono sul web in generale e sui social network in particolare, potenzialmente Riff potrebbe passare in poco tempo da divertente passatempo fra amici a nuova frontiera dello spot pubblicitario.
Immaginate cosa succederebbe se i consumatori potessero mettere il proprio zampino nel video promozionale di un grande brand, che sia una bevanda o una linea di abbigliamento sportivo!
L’idea nata da un piccolo gruppo di dipendenti di Facebook fuori dall’orario di lavoro, mantiene per ora il suo focus di creare movimento, interattività, e un nuovo modo di raccontare i momenti più belli utilizzando in maniera congiunta punti di vista differenti.
Tanto più che il funzionamento è davvero basico, alla portata di tutti: una volta installata l’app, disponibile sia su iOS sia su Android, basta scegliere un thread per il proprio video, tramite hashtag (ad esempio #concerto), e postare il primo filmato di 20 secondi. Gli amici ricevono una notifica e possono iniziare ad aggiungere i loro frammenti, in una sequenza che teoricamente può continuare all’infinito.
Post di Giulia Barbieri
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ninja Guesthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Guest2015-04-30 16:52:032015-04-30 16:52:03Riff: da Facebook l'app per creare video virali con gli amici
I mercati sono conversazioni. Da questo assunto prendeva forma nel lontano 1999 il celebre Cluetrain Manifesto, un documento fondamentale, capace di segnare profondamente il marketing e la comunicazione dell’ultima decade. Anni (e soprattutto numerosi social network) dopo, tale affermazione si è dimostrata sempre più vera, realtà imprescindibile caratterizzante profondamente la nostra società odierna, realtà che non può essere minimamente trascurata.
Conversazioni e word of mouth da cui deriva la necessità di intercettare rapidamente le persone in grado di diffondere e massimizzare i messaggi dei brand, favorendo conseguentemente il dialogo. Relazioni che diventano 2.0, passo passo con l’evoluzione del web, relazioni che trovano il loro essenziale fondamento nelle persone e nei rapporti che tra esse si instaurano.
Persone, utenti, influencer, gli stessi da tempo sulla bocca di marketer ed esperti di settore. Fin qui tutto ok, ma cosa si intende in realtà per influencer? Ci sono numerosi pareri a riguardo, ma in sintesi possiamo dire che è un utente che grazie a conoscenze e competenze molto sviluppate è in grado di creare vere e proprie community, riuscendo ad attrarre, grazie alla propria credibilità, l’attenzione degli utenti. Parlando lato business invece queste figure sono risorse preziosissime che attraverso attività specifiche possono essere utilizzate dai brand come strumento di marketing, dando accesso ad un’audience spesso più ampia e profilata dei media “tradizionali”. Senza considerare il grado di trust e loyalty che un influencer riesce ad infondere alla comunicazione di un brand.
Intercettarli ed instaurare rapporti quindi. Un’azione che però non è semplice quanto sembra. Sono diversi infatti gli elementi da considerare: settore, audience, media, elementi che possono sancire il reale successo di una campagna.
Lo stato dell’Influencer Marketing digitale
Nonostante non sia tra gli strumenti più considerati (ancora) l’Influencer Marketing sta crescendo notevolmente anche in Italia. A raccontarci questo ed altri interessanti elementi a riguardo ci pensa una recente indagine realizzata da Augure (è possibile scaricare l’indagine completa a questo link), multinazionale specializzata nella creazione di software a supporto delle digital pr e dell’influencer marketing. Numerosi professionisti della comunicazione e del marketing coinvolti, al fine di comprendere e far comprendere pratiche, criticità e trend di un fenomeno poco analizzato. L’indagine, oltre che l’Italia, ha visto coinvolti anche altri Paesi europei (Francia, UK e Spagna) per offrire un confronto.
Dicevamo della crescita dell’influencer marketing, crescita che trova riscontro negli intervistati: il 60% afferma infatti di aver cominciato a sviluppare rapporti con gli influencer da almeno 2 anni ed il 40% di questi che le loro azioni con gli stessi siano altamente performanti.
Tra gli elementi più sentiti certamente la necessità di identificare gli influencer giusti per la propria realtà (66%), seguiti dalla necessità di attirare l’attenzione degli stessi. La valutazione del ROI è sfida chiave solo per il 35% (dato che sale fino al 58% se si considerano solo i professionisti delle agenzie), ben sotto media rispetto agli altri paesi europei. Una percentuale che aiuta a comprendere quanto l’influencer marketing in Italia sia ancora ai primi passi e soprattutto non considerato pienamente strumento di marketing.
Tornando all’identificazione degli influencer ecco un altro dato tutto italiano: il 30%degli intervistati li identifica con i VIP (nel resto d’Europa siamo al 19%). Basta la fama, senza alcuna ulteriore valutazione su audience, credibilità, competenza. Per quei furbetti che invece pesano il Klout ho una brutta notizia: solo il 10% lo crede attendibile ed utilizzabile.
Linkedin (62%), Twitter (50%) e le e-mail (50%) sono i canali più utilizzati per effettuare il contatto con gli influencer e sviluppare le relazioni. Un elemento interessante questo approccio “social”, che ci differenzia nettamente rispetto all’Europa (in UK l’80% utilizza la mail).
Per quanto riguarda le finalità, sono i lanci di prodotto le attività che secondo gli intervistati meglio si adattano alle strategie di influencer marketing (80%), declinati tra inviti ad eventi, test di prodotto e omaggi. Gli eventi, forse per i retaggi ereditati dalle pr classiche, restano un momento imprescindibile quando si parla di opinion leader, sia per promozione che soprattutto presenza fisica. Fa piacere comunque constatare la crescita di obiettivi più “maturi” e attuali, come la creazione dei contenuti (il 41% degli intervistati collabora regolarmente con influencer per la propria content curation) e amplificarne la diffusione.
Ancora assai poco valutata invece (20%) la potenzialità del trust generato dagli influencer nella gestione e risoluzione di eventuali crisi reputazionali.
Influencer Marketing Strategy: alcuni consigli per iniziare
Come ogni attività che si rispetti, anche l’influencer marketing per dare risultati necessita di un’attenta analisi e di una forte componente progettuale. Se pensavate fosse solo questione di inviare mail, inviti o omaggi vi sbagliavate di grosso! Ma quali sono i passi fondamentali per cominciare? Ecco qui alcuni consigli made in Ninja:
Imparare ad ascoltare
Forse il primo comandamento in assoluto quando si parla di comunicazione (di qualunque forma sia). Ascoltare significa comprendere, capire cosa viene detto di noi e soprattutto valutare al meglio il contesto in cui operiamo. È da qui che dobbiamo partire per dar vita al nostro progetto comunicativo, da qui per capire a quali necessità vogliamo rispondere e conseguentemente quali influencer facciano al caso nostro. Andare alla cieca non è mai una buona idea.
Analizzare ed identificare
Stiamo pur sempre parlando di influencer marketing e anche se può sembrare ovvio non mi stancherò mai di sottolinearlo: identificare in modo analitico e strategico gli influencer giusti è vitale. Non è semplice questione di “campo” o fama, quando nel ricercare la persona che fa al caso vostro sono molteplici gli aspetti da considerare. Tra i più rilevanti:
Audience: il pubblico potenziale che l’influencer può raggiunegere attraverso siti, blog e social media
Eco: la capacità di divulgare un dato messaggio e massimizzarne la diffusione
Pertinenza e partecipazione: quanto scriva e interagisca su una data tematica
Ponderate bene le vostre scelte: non è detto infatti che la soluzione migliore sia una media tra i diversi aspetti sopraccitati. Se la mia priorità è raggiungere più utenza possibile darò maggiore peso all’audience per esempio, se invece voglio essere “verticale” valuterò maggiormente la pertinenza.
Non scordare mai il “fattore umano”
Gli influencer sono prima di tutto persone e come tali vanno trattate. Non è solo lavoro, state instaurando relazioni e più sarete bravi a renderle positive e concrete e più saranno in grado di darvi buoni frutti. Dimenticatevi quindi mail troppo formali e contatti saltuari, non andrete molto lontano così. Interagite, coinvolgeteli, sentiteli anche al di là del progetto. Comportatevi con loro come vorreste che la gente si comportasse con voi, perché le relazioni che fate prosperare oggi restano vive e possono essere quantomai utili un domani.
Proprio per questo non è solo questione di brand: l’influencer marketing coinvolge soprattutto voi stessi.
Il lavoro si paga
Sfatiamo subito questo mito. Nella quasi totalità dei casi l’influencer, come ogni altro partner, va remunerato per la propria collaborazione, che questa sia un post, un test di prodotto, la partecipazione ad un evento. La loro “influenza”, ciò che fa tanta gola ai brand, è il loro valore aggiunto, un valore che va giustamente pagato. Difficilmente riuscirete a creare collaborazioni con “veri” influencer senza stanziare un budget adeguato.
Non abbattetevi però. Se non avete esigenze particolari e riuscite a lavorare bene è possibile dar vita a progetti interessanti anche con risorse limitate. Non avrete accesso magari agli influencer di maggior “peso”, ma riuscirete comunque a creare attività performanti e con ROI spesso molto positivi.
Hashtag, una risorsa preziosa
Figli della comunicazione social, gli hashtag sono troppo spesso uno strumento dalle potenzialità poco esplorate. Il loro essere crossmediali permette loro infatti di essere un elemento di congiunzione perfetto, in particolar modo quando la comunicazione si dirama su canali diversi. Associare quindi un hashtag di riferimento alle nostre campagne con gli influencer non solo ci permetterà di renderle univoche, ma soprattutto di legare tra loro i diversi interventi degli opinion leader scelti.
E voi utilizzate già il Digital Influencer Marketing per la vostra realtà? Fateci sapere cosa ne pensate!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kuccimurahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKuccimura2015-04-30 15:00:482015-04-30 15:00:48Come progettare una strategia di Digital Influencer Marketing vincente
Satispay è l’applicazione per inviare e ricevere denaro dai tuoi contatti e pagare i tuoi acquisti in modo gratuito, sicuro e immediato.
Siamo in un era in cui mettere mano al portafoglio per pagare un prodotto non è più la prassi comune. Molte startup, italiane e straniere, hanno infatti ideato diversi metodi e piattaforme che ci permetteranno di pagaredigitalmente.
La novità è Satispay, startup italiana che ha trovato il modo di aggirare le tempistiche legate al sistema bancario e al metodo di pagamento, discostandosi in modo rivoluzionario dalla concorrenza. Andiamo per ordine.
Satispay è una startup italiana fondata da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, che nasce per rivoluzionare gli scambi di denaro tra privati e i pagamenti di piccolo importo, dove gli attuali sistemi di pagamento elettronici sono inutilizzabili; rendendoli gratuiti, immediati e sicuri. Sono dunque finiti i giorni in cui uno studente si trovava con pochi spiccioli nel bancomat da non poter utilizzare. Grazie a questo sistema di pagamento è possibile appoggiarsi su qualunque circuito bancario, italiano ed europeo, superando il limite di altre app simili già esistenti.
Come funziona?
Satispay funziona come una prepagata automatica, collegata al nostro conto corrente bancario (o carta con IBAN). Dopo aver scaricato l’app ed essersi iscritti ci sarà richiesto di definire il nostro budget settimanale, cioè la somma che desideriamo disporre settimanalmente su Satispay. Il budget viene ripristinato ogni settimana, inviando o prelevando dal nostro conto corrente l’eventuale differenza tra la disponibilità effettiva e quella da noi impostata.
Il denaro può essere inviato agli amici iscritti, attraverso una grafica molto intuitiva, oppure utilizzarli per pagare nei negozi aderenti.
Vediamo adesso quali sono i vantaggi per gli esercenti che decidono di aderire.
Vantaggi per gli esercenti
Ricevere pagamenti con Satispay è gratuito per tutte le transazioni inferiori a € 10,00, mentre per quelle superiori la commissione è fissa, pari a € 0,20, qualunque sia l’importo incassato. Ulteriore vantaggio per gli esercenti è che non esiste canone mensile, costo di attivazione o commissione percentuale, è possibile inoltre utilizzare Satispay anche con il proprio smartphone o tablet, non è dunque necessario l’acquisto di un dispositivo accessorio.
Ultimo, ma non meno importante, vantaggio riguarda la banca a cui ci si appoggia, infatti non importa quale sia la banca perché Satispay funziona con qualsiasi istituto bancario. Ogni giorno si riceverà, nel conto corrente bancario indicato in fase d’iscrizione, l’intero importo dei pagamenti ricevuti con Satispay il giorno precedente.
Il Fintech made in Italy
Oltre a Satispay diverse altre startup italiane hanno affrontato il tema dei pagamenti innovativi, anche noi abbiamo la nostra Square che è il POS mobile Jusp, e la nostra Paypal che è l’innovativo POS virtuale di Solo, vincitore dell’edizione 2014 di InnovactionLab. Con Solo, attualmente in BETA è possibile transare senza applicazioni, senza hardware, senza alcun canone, pagando solo (appunto) una percentuale per ogni operazione, pari al 2,50% + 0,25€.
Anche gli istituti di credito, già ovviamente attivi nel settore hanno puntato tramite concorsi, hackathon o sviluppo interno, al lancio di innovative applicazioni per i pagamenti digitali.
La più recente e più accattivante per un pubblico di giovani Ninja è sicuramente Hype di Banca Sella, da sempre first mover nel panorama fintech tricolore.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Federico Gambinahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFederico Gambina2015-04-30 14:45:082015-04-30 14:45:08Satispay, l'app che rivoluzionerà gli scambi di denaro e i pagamenti
Per Multi-level Marketing (conosciuto anche come MLM, Network Marketing o Marketing Multilivello) si intende generalmente “un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che ha la finalità di permettere a chiunque di diventare un distributore e di creare una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro”.
Sempre riprendendo la descrizione data da Wikipedia, alla base di ogni azienda di MLM o Network Marketing ci devono essere i seguenti capisaldi:
Mercato: il network di “broker” e venditori si espande rapidamente, e il mercato deve essere di dimensioni adeguate per non creare un incremento più che proporzionale dell’offerta rispetto alla domanda.
Prodotto: riuscendo ad abbattere i costi di distribuzione attraverso il collegamento con il consumatore finale, solitamente le aziende di Multi-level Marketing riescono a offrire prodotti di maggiore qualità, o almeno superiori rispetto alle soluzioni competitor sviluppate dai player della Grande Distribuzione.
Formazione: il MLM offre a chiunque – anche senza esperienza – di diventare imprenditori e venditori di successo. La formazione acquista dunque un’importanza fondamentale per affinare le skills e ampliare il proprio network di clienti.
Il Digitale a supporto del Multi-level Marketing
Il MLM si presenta dunque come un modello di business basato essenzialmente sul network di contatti, l’ampiezza del capitale sociale degli agenti e la loro capacità di diventare venditori efficaci. A prima vista, qualcosa di molto lontano dalle tipiche associazioni mentali collegate al mondo digitale, fondato sulla virtualità e sull’assenza di barriere spazio-temporali.
In realtà, diverse aziende di Network Marketing leader anche in Italia da tempo si stanno impegnando allo scopo di attivare strumenti digitali e gestire posizionamenti online capaci di generare valore, integrandosi alla perfezione con il modello di vendita, il target di riferimento ed il network di stakeholder coinvolti. Stiamo parlando di cataloghi multimediali, blog, app digitali, progetti di Content Marketing e posizionamenti di successo sui principali Social Media, attivati da realtà brillanti e di successo del calibro di Herbalife, Stanhome, Avon, NWG / NWG Energia, Yives Rocher.
Scopriamoli meglio uno a uno!
Il Catalogo Multimediale di Herbalife
“Scopri l’ultima versione del catalogo prodotti Herbalife. Tutto quello che c’è da sapere su Herbalife e molto di più! Trova la soluzione nutrizionale Herbalife che fa per te: da sostituti del pasto per il controllo del peso a integratori alimentari per una nutrizione equilibrata. Soluzioni per ogni esigenza. Per maggiori informazioni contatta il tuo Distributore Indipendente.”
Si presenta in questo modo la brochure digitalizzata di Herbalife, azienda tra le più conosciute e importanti a livello internazionale in relazione ai prodotti alimentari e dietetici: alcune decine di pagine per presentare l’azienda e i prodotti 2015 direttamente dal sito web corporate. Una soluzione semplice, che riesce però a facilitare la vita a tanti clienti (attuali e potenziali).
La brochure digitalizzata di Herbalife
Il Blog di Stanhome
Un altro esempio di strumento – o meglio piattaforma – digitale al servizio del Multi-level Marketing è il blog.
A proposito, Stanhome ha lanciato il proprio blog Stanhomesphere. Un “luogo” accogliente, capace di accogliere il lettore – o più verosimilmente la lettrice – facendo leva su storytelling, user-generated contents e consigli pratici.
Stanhomesphere, il blog di Stanhome
La app digitale di Avon
Il mobile, o meglio la mobility, si posiziona sempre più come il paradigma del presente (e del prossimo futuro) digitale.
Gestire il database contatti della stessa clientela;
Sfogliare il catalogo prodotti in modo pratico, interattivo e alla portata di tutti, attraverso mobile device.
Ecco il video di presentazione della soluzione.
Il Content Marketing di NWG / NWG Energia
A proposito di contenuti, alcune realtà hanno deciso di posizionarsi online anche con progetti più corposi e strutturati, legati alle leve core del Multi-level Marketing.
NWG Academy è lo spazio digitale della corporate university dedicata alla crescita personale e professionale della rete vendita e degli studi tecnici. Un progetto fortemente integrato con una delle leve fondamentali del MLM, che (come già anticipato) vede la formazione come elemento centrale per lo sviluppo delle skills e delle abilità degli Energy Broker.
L'Academy di NWG / NWG Energia
I Social Media di Yves Rocher
Last but not the least, chi ha detto che i social media non possono trainare le vendite e il Network Marketing? Non sicuramente il management di Yves Rocher, realtà del settore cosmetico che è posizionata in modo molto efficace sui social network. In particolare, date un’occhiata alla pagina Facebook Italia del brand: bella, rassicurante, informativa.
Capace di attrarre e trattenere utenti di qualsiasi età grazie ai propri contenuti digitali!
La pagina Facebook Italia di Yves Rocher
Azioni e progetti digitali efficaci per il Vostro Network Marketing
Avon, Herbalife, Yives Rocher, NWG / NWG Energia, Stanhome sono alcune delle realtà di Network Marketing eccellenti, che hanno scelto di iniziare a investire nel digitale per ottimizzare l’efficacia e l’efficienza delle proprie attività – in particolare in relazione al care del proprio network di broker e venditori.
Amici Ninja, avete altri casi da segnalare? Nel caso, scriveteceli nei commenti per stimolare la discussione!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kamaehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKamae2015-04-30 12:30:422015-04-30 12:30:425 modi con cui il Digitale può supportare il Multilevel Marketing
C’era in giorno in cui la pubblicità era facile da capire, proprio come il cofano di una Fiat 500, in cui tutte le parti erano facili e visibili. Ora comporre insieme i pezzi dell’ecosistema digitale moderno, è come provare ad assemblare una navicella, altro che cofano della 500.
Ci viene in soccorso il whitepaper “Cosa c’è sotto il cofano del programmatic buying?”, redatto da Michael Benish, direttore dell’Intelligenza Artificiale di Rocket Fuel, che spiega come usare avanzati sistemi di acquisto programmatico dei media per rendere il tutto meno complicato.
Benish spiega quali sono i cinque step per lanciare una pubblicità online:
1. Un anonimo consumatore clicca su un link
2. Il consumatore raggiunge la pagina. Ma quale ad dovrebbe visualizzare?
3. Gli ad exchange mostrano ai potenziali bidder le informazioni sul consumatore
4. Ogni bidder decide se e quanto offrire in circa 100 millisecondi.
5. L’ad vincente appare sulla pagina aperta dal consumatore.
Per fare ancora più chiarezza, abbiamo chiesto a Enrico Quaroni, Country Manager italiano di Rocket Fuel, di spiegarci come funziona il programmatic buyig e cosa fa Rocket Fuel.
Enrico, come hai spiegato a tuo nonno cosa fai nella vita?
Ho seguito il percorso più semplice. Ho preferito fargli credere di essere come tutti i nipoti di cui parlavano i suoi colleghi nonni: ossia, ho voluto fargli credere che in fondo ero soltanto un viziato, drogato che non aveva fatto la guerra e che quindi non poteva essere che un debosciato figlio del consumismo più sfrenato. In questo modo sono riuscito a spiegare internet a mio nonno. In fondo, credo che abbia comunque capito.
Cosa succede quando un consumatore vede un link interessante?
Dipende. Posso darti diverse risposte in base al momento della giornata a cui vuoi fare riferimento.
Alle 9.30 di mattina l’utente legge bene cosa c’è scritto sul link e dopo un’attenta analisi l’utente decide se cliccarlo oppure no.
Alle 12.30 di mattina l’utente guarda velocemente il link e se il colore del link non è già viola ci clicca svogliatamente sopra ma mantenendo comunque uno spirito critico e attento al contenuto delle prime due o tre parole del testo che appare all’apertura del link stesso. Dopo di ché chiude rapidamente la pagina e va a mangiare un panino.
Alle 4.00 di pomeriggio l’utente comincia a dare segni di cedimento e guarda i link con sospetto e circospezione senza leggere ma pensando: “…e se dietro il link ci fosse per sbaglio un questionario aziendale da compilare entro due ore?”. L’utente in questo momento della giornata solitamente non clicca neanche la clip del polsino della camicia di jeans. Piuttosto, pensa a cosa fare venerdì sera… anche se fosse solo lunedì.
Alle 6:00 di pomeriggio/sera in base al fuso orario in cui sei stato cresciuto. Alle 6 pm a Milano è pomeriggio, alle 6 pm di Napoli è quasi notte fonda e di solito gli uffici sono già deserti dato che sono andati tutti al mare in motorino. Alle 6:00 di pomeriggio l’utente è un automa senz’anima con gli occhi di vetro. L’utente donna davanti a un link pensa: “se fosse un virus o ciò che rimane del millenium bug?” e quindi non clicca. L’utente uomo davanti a un link alle 6:00 di pomeriggio fa un rapidissimo e automatizzato check di parole chiave. Se nel testo del link appaiono parole chiave come Kardashan, Rodriguez, Yespica, etc. clicca, in caso contrario rimane a fissare lo schermo senza reagire e con sguardo attonito. L’espressione è di sommo sbigottimento per ambo i sessi.
Chi – o cosa – decide qual è la pubblicità più adatta per ogni consumatore?
Un algoritmo di intelligenza artificiale. Il nome di questo algoritmo è Rocket Fuel.
Come fa un bidder a decidere se vale la pena offrire – e quanto offrire – per raggiungere un consumatore?
Il bidder di Rocket Fuel in base al propensity score degli utenti a compiere una determinata azione (obiettivo della campagna pubblicitaria) individuato granularmente per ogni singolo utente a seguito dell’elaborazione di 11 milioni di segnali / caratteristiche (Big Data) analizzati e digeriti da un algoritmo di intelligenza artificiale.
“Al gioco del real-time bidding si vince o si muore”, dice il detto (più o meno). Ma chi è che vince? Come fa un’azienda ad assicurarsi che la sua pubblicità sia vista dalla persona giusta, al posto giusto e al momento giusto?
Di solito questo giudizio viene affidato a sistemi di tracciamento di terze parti quali Dart, Adform o alle versioni più evolute di tracciamento come quella di Adometry che adotta un modello di attribuzione dinamico e algoritmico.
Cosa bisogna cercare nella scelta del perfetto programmatic partner?
Bisogna selezionare la compagnia con il Country Manager più avvenente e con la tecnologia più avanzata. Nella fattispecie: il sottoscritto 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2015-04-30 12:22:402015-04-30 12:22:40Cos'è e come funziona il programmatic buying? [INTERVISTA]
“La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”.
Se sei un creativo, se durante la notte vieni svegliato da un’idea improvvisa e il tuo primo gesto non è quello di addormentarti ma di annotarla su un quaderno segreto, o sei solo un aspirante creativo, non puoi perderti la prima tappa del Creativity Day il 25 maggio presso L’Acquario Romano.
Il Creativity Day, organizzato da InSide Training ispira da 15 anni designer, art director, marketing e communication manager, costituendo un appuntamento da fissare sempre in agenda: oltre alle tappe dedicate ai creativi romani, ci saranno date dedicate nelle città di Reggio Emilia, Milano, Trento e Bari, diventate tra le più importanti protagoniste nel panorama attuale.
La parola d’ordine è idea, ma di contenuto: un momento di condivisione può portare alla creazione di progetti concreti, favorendo opinioni e punti di vista eterogenei. Non c’è creatività, infatti, senza condivisione ma anche senza concretezza.
Per questo motivo diversi speaker coinvolti sono protagonisti importanti e creativi, che hanno saputo trasformare le loro idee… in realtà!
Leopoldo Muti e Andrea Giraldi
Rispettivamente Regista e Tecnico del programma Sky “Storie di Campioni”,racconteranno come coinvolgere consumatori e spettatori, attraverso tecniche di storytelling e motion graphics create per emozionare.
Se il vostro sogno nel cassetto è crescere in un contesto innovativo e creativo come il settore televisivo, scoprirete come raccontare, in modo concreto la storia che avete in mente, dai contenuti alla struttura del vostro format.
Emanuela Zaccone
Creatività vuol dire anche saper interagire in modo innovativo con il proprio pubblico; nell’era di Youtube e Twitter, capire cosa pensano i nostri consumatori è la chiave per produrre contenuti di successo.
Emanuela Zaccone, Digital Entrepreneur, Co-founder e Social Media Strategist di TOK.tv, spiegherà i veri segreti per unire social media e format televisivi, analizzando le potenzialità del secondo schermo, per costruire insieme il perfetto linguaggio per ogni canale social.
Andrea Guida
Il creativo è sinonimo di professionista? In un mondo attuale in cui è sempre più difficile costruire la propria strada e trovare spazio per le proprie idee, Andrea Guida spiegherà, durante un workshop di quattro ore dedicato al pubblico del Creativity Day, come pensare in modo strategico e creativo, per costruire il proprio successo nel mondo del lavoro.
Se la vostra arma segreta da Ninja è la creatività, non perdetevi l’appuntamento con il Creativity Day 2015 a Roma, il 25 maggio: le idee si accendono sempre l’una con l’altra, come scintille elettriche.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Harukahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHaruka2015-04-30 11:30:002015-04-30 11:30:00Creativity Day 2015, per ispirare e lasciarsi ispirare [EVENTO]
Cari guerrieri, temperate le punte della creatività perché nello speciale oroscopo della settimana Venere è in Gemelli e vi farà mandare baci via Twitter, Facebook, e addirittura con una videochiamata su Messenger. I vostri baci saranno così virali e sfacciati che addirittura pianificherete qualche euro sui vostri post più mielosi…. Irriconoscibili davvero questa settimana!
A battere il Gemelli soltanto il Leone che, innamorato ma stanchissimo, grazie ad Ikea potrebbe organizzare un intero matrimonio con duecento invitati tutti collegati via webcam… Non dovrebbe rinunciare alla voglia di un evento faraonico ma senza tutti i fastidi che ne conseguono. A meno che il Leone non decida di sposare un Ariete che si sobbarcherà volentieri tutti i fastidi, gestirà gli invitati, dirigerà il catering e manderà anche i biglietti di ringraziamento scritti a mano. Uno per uno!
La Bilancia emana fascino come i pipistrelli gli ultrasuoni tanto che anche lo smartwatch Swimmo (l’orologio per i nuotatori) vedendola in costume da bagno perderebbe la connessione! Se poi lo Swimmo fosse del segno del Capricorno sono certa che non si tratterrebbe dal darle un pizzico sul sedere… Con Marte in trigono infatti non avrà alcun freno inibitorio per tutta la settimana.
Il Toro continua a mietere successi e questa settimana ci stupirà di nuovo come Instagram con i suoi nuovi 3 filtri perché, si sa, per il Toro il cervello è importante, ma l’aspetto di più! A questa trovata del Toro applaudirà la Vergine che non ha perso tempo in smancerie ma si è concentrata sul lavoro (con brevi intervalli erotici) ed è riuscita ad inserire le sue amate emoticon anche nei commenti di Instagram… È di certo più igienico salutare via web!
Sarà meglio invece che il Sagittario non scopra 2Pay App perché se questa settimana sarà nervoso come quando non va il wi-fi, è certo che solamente la cassiera di Zara sia una vera amica e che i nuovi jeans possano svoltare la giornata… Figuratevi se per pagare basta un’app! Solamente un Cancro formichina potrà farlo ragionare, lui che sta lentamente tornando in pace col mondo grazie ad un’iniezione di autostima ed all’iscrizione al corso Ninja per Startupper!
Lo Scorpione invece questa settimana si sente minacciato come una startup a rischio: le energie sono scarsissime e anche il portafoglio è solo virtuale… Meglio non chieda un supporto morale al Pesci che col pianeta dell’amore messo storto questa settimana sarà romantico come il Comicon di Napoli.
Ci stupirà infine l’Acquario che, nonostante sia ancora sgangherato come un telefono caduto nella vasca da bagno, riscoprirà l’amore per se e per gli altri come arma vincente e si sentirà forte come le bambine del video “Like a Girl“.
Buona settimana a tutti…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00zodiakkuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngzodiakku2015-04-30 10:43:032015-04-30 10:43:03Ninja Social Oroscopo dal 30 aprile al 6 maggio
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