Sono pochi ormai i posti disponibili per aggiudicarsi una comoda poltrona sul bus dell'innovazione, ma per i lettori Ninja più veloci StartupBus mette a disposizione uno sconto di 50 euro
Sta per partire StartupBus, il bus più innovativo al mondo, che dal 25 al 27 ottobre porterà in giro per l’Italia 25 giovani imprenditori/innovatori al Pioneers Festival di Vienna. Al punto di arrivo, che li riunirà ad oltre 200 giovani startupper provenienti da altri 7 Paesi europei, avranno il compito di presentare l’idea sviluppata durante il viaggio, attraverso le soste e i workshop dedicati. L’obiettivo finale è quello di creare una comunità internazionale di talenti in grado di cambiare lo status quo.
StartupBus, cervelli in viaggio, non in fuga
Questo è il motto in cui il convoglio italiano delle idee ha scelto di identificarsi: sostenere i talenti e i cervelli italiani per raggiungere obiettivi importanti, anche grazie all’appoggio del Ministero per lo Sviluppo Economico e le partnership con realtà importanti come Working Capital e NanaBianca.
Il team italiano ha raggiunto ottimi risultati anche nella passata edizione del 2013: MyAngel Children Care, ad 8 mesi dalla finale di Vienna, sta per lanciare il suo prodotto per programmare cure mediche di primo soccorso attraverso la lettura dei dati tramite smartphone.
Ultimi posti sullo StartupBus. Parti con lo sconto per i lettori Ninja!
Sono pochi ormai i posti disponibili, soprattutto per designer e developer, per aggiudicarsi una comoda poltrona sul bus dell’innovazione. Le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito europe.startupbus.com, dove è indicato anche il programma del viaggio.
Il costo di partecipazione è di 200 euro per l’iscrizione più 150 euro per vitto e alloggio, ma per i lettori Ninja più veloci StartupBus mette a disposizione uno sconto di 50 euro sul pacchetto totale, offrendo, in questo modo, la opportunità di partecipare al costo di 300 euro.
Cosa aspetti? Ancora alla fermata? Salta sul bus dell’ innovazione con StartupBus!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2014-10-22 15:12:442014-10-22 15:12:44Lo StartupBus è in partenza: sali sul bus dell'innovazione con Ninja Marketing
Sarebbe utile se Facebook ci indicasse quali sono i fan più preziosiper le nostre pagine e quali quelli irrilevanti? Secondo gli sviluppatori che lavorano a Palo Alto, sì.
Infatti, alcuni giorni fa, nelle impostazioni della sua pagina, un utente è incappato in una funzione che non aveva mai visto e che ha scoperto essere dedicata proprio a questo. Un portavoce di Facebook ha poi dichiarato che questa nuova opzione è stata effettivamente testata, ma che dopo il test è stata subito tolta. Inoltre ha dichiarato che per calibrare molte caratteristiche ancora da annunciare, è normale che gli sviluppatori le immettano nel sistema per poi toglierle una volta raccolti i dati necessari. Purtroppo però, lo stesso portavoce non ha voluto dare altre informazioni sulle implicazioni e i motivi per cui è stata pensata la funzione.
L’utente ha fatto la scoperta nella sezione degli utenti bannati, tra impostazioni della sua pagina. La tendina conteneva due nuovi tasti che permettevano di visualizzare solo gli utenti preziosi o quelli irrilevanti.
Certo, la funzione sarebbe molto utile per il lavoro del social media manager: pensate come cambierebbe il lavoro quotidiano se Facebook offrisse effettivamente un modo per sapere quali fan sono più preziosi in termini di engagement (chi condivide o commenta) e quali non contribuiscono in alcun modo, magari perché profili fake o perché hanno fatto “Like” sulla pagina solo per partecipare ad un contest. Gli amministratori avrebbe uno strumento in più, ad esempio, per l’organizzazione delle campagne o, semplicemente, indicatori se la social strategy sia stata effettivamente efficace.
Possiamo augurarci che dopo la fase di beta test, gli indicatori Valuable/Irrelevant vengano effettivamente inseriti!
E voi, amici lettori, avete notato questi misteriosi tasti tra le impostazioni delle vostre pagine? O ricordate di essere mai incappati in qualcosa di simile? Fatecelo sapere nei commenti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Paolo Navahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPaolo Nava2014-10-22 13:42:112014-10-22 13:42:11Facebook: in test una funzione per conoscere i fan preziosi e quelli irrilevanti
Ormai lo sapete, noi Ninja facciamo tutto unconventional. Vi aspettavate quindi che le nostre reunion aziendali si tenessero in tristi sale convegni?
In occasione dell’Unconvention14 i Ninja hanno provato un’esperienza outdoor di team building organizzata da Virvelle, la società di formazione specializzata in metodologie attive e outdoor management training.
I ninja provenienti da Salerno, Napoli e Milano si sono riuniti sabato scorso al Marina d’Arechi Port Village per diventare degli esperti marinai. Ebbene sì. Al porto ci aspettavano due bellissime – e pluripremiate – barche a vela che di lì a poco sarebbero state manovrate proprio da noi!
La preparazione interiore: “metti la cera, togli la cera”
Prima dell’esperienza vera e propria, bisogna fare un punto della situazione sull’azienda e su noi stessi. Su ciò che vogliamo per la nostra vita e come vogliamo che il lavoro si intrecci con essa. Come vi vedo da qui a 3 anni? E come vedo me stesso all’interno dell’azienda?
Ci siamo impegnati in un percorso di riflessione interiore, che ci ha permesso di capire quanto sia importante per noi essere felici e rendere felici i nostri clienti.
Orza, poggia, cazza e lasca: barca a vela for Dummies
E’ quasi giunto il momento di metterci alla prova in barca a vela, ma per fortuna i ragazzi di Virvelle non ci hanno mandato in mare aperto senza prima averci spiegato qualche fondamento di navigazione.
Sapete qual è la differenza tra drizze e scotte? Oppure come si dà la precedenza in mare?
Stupefacente vs Xtension
Il Team Ninja è stato diviso in due barche, la Stupefacente e la Xtension, e posto sotto la guida degli skipper Roberto e Antonello. Basta chiacchiere, è il momento di navigare!
Il Team Stupefacente è composto da Mirko, CEO, founder e sensei; Nunzia, editor (ovvero, io); Federica, account manager; Angelica, Marketing Assistant e Anna, responsabile amministrativa. Skipper: Antonello. Trainer Virvelle: Francesco.
Il Team Xtension è composto da Adele, Editor-in-chief; Luca, consulente; Silvia, Marketing Manager; Roberta, segretaria amministrativa e Roberto, designer. Skipper: Roberto. Trainer Virvelle: Mario.
Ogni team ha avuto un po’ di tempo per prendere confidenza con i vari ruoli, per capire chi fosse più adatto a fare cosa e come ragionare ed agire come una macchina ben oliata. Dopo di questo, si parte con i tre mandati.
Si comincia con una prova di abilità a tempo, secondo cui abbiamo dovuto fare una serie di manovre nel tempo stabilito. Condizione imprescindibile ai fini della validità della prova: tutto l’equipaggio ha dovuto ruotare almeno una volta in ogni ruolo.
Il secondo mandato prevede la prima prova tra i due team. Si tratta di una gara di partenze, che ci ha permesso di dare il meglio di noi stessi nel ruolo più adatto e di lavorare ancora di più come gruppo.
Al tramonto giunge finalmente la tanto attesa regata! I due team sono stati messi alla prova con una regata di tre giri, alla fine della quale solo un vincitore è emerso… il Team Stupefacente, capitanato dal sensei. Avevate dubbi?
La prima cosa che abbiamo imparato in questa giornata è che se il tuo capo ti invita ad una convention aziendale in barca a vela, è inutile portarti costume, cappello di paglia e crema solare, perché tutto farai eccetto rilassarti a prendere il sole a prua! La seconda cosa è che è stato decisamente meglio così!
Utilizzando la metafora formativa collaborazione in barca = collaborazione in azienda i trainer ci hanno aiutato ad analizzare i nostri comportamenti e schemi per migliorare le interazioni fra colleghi. Ci spiegano:
“La formazione outdoor è uno strumento potente perché permette di far uscire i partecipanti dalla loro ‘area di comfort’ e misurarsi in un ambiente diverso, ma che ripropone le stesse dinamiche comportamentali di gruppo presenti in azienda, al fine di migliorarne le performance nel team.”
Non c’è dubbio che sia stato stancante lascare e cazzare o manovrare il timone alla ricerca della giusta rotta, ma c’è sempre tempo per un selfie!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-10-22 12:30:032014-10-22 12:30:03Fare team building in barca a vela: l'esperienza dei Ninja con Virvelle
Quando un brand occidentale influisce sugli usi e costumi orientali si può parlare di un clamoroso caso di successo, in quanto il Sol Levante è noto per il suo nazionalismo e tra i valori di cui si vanta vi è di certo l’eticità con cui tratta il lavoro, nel rispetto del benessere dell’individuo. Questa è forse stata la causa dell’incisivo declino che sta subendo una delle più potenti aziende al mondo, McDonald’s Japan. Negli ultimi mesi, infatti, gli analisti segnalano un rosso in bilancio, per un gruppo che da inizio anno ha già accusato un cedimento del 60% degli utili.
Il declino ha visto il suo avvio a fine luglio quando è pubblicamente emerso che un fornitore cinese aveva inviato alimenti scaduti e gestito in modo improprio la carne di pollo utilizzata per i Chicken McNuggets e altri prodotti. In un Paese come il Giappone, molto sensibile al problema della qualità e della sicurezza dei cibi, per McDonald’s le conseguenze sono state pesanti, anche se la società ha fatto subito sapere di aver troncato i rapporti con i fornitori cinesi servendosi di altri provenienti dalla Thailandia.
Ma lo scandalo alimentare aveva già acquisito dimensioni globali. A peggiorare la situazione è stata la reazione della canadese Sarah Casanova, responsabile di McDonald’s Japan, che è apparsa inadeguata tanto da inimicarsi l’opinione pubblica locale.
Contro ogni forma di eticità orientale, ha difatti fatto ciò che da “noi” è all’ordine del giorno: “lo scarica barile” sollevandosi dalle responsabilità. Un passo falso culturale enorme: la cultura nipponica prevede l’assunzione pubblica delle responsabilità e, preferibilmente, predilige il risarcimento o la pena pagati in prima persona.
La responsabilità sociale d’impresa in questi Paesi, impone che essa sia portatrice di doveri morali nei confronti dei propri stakeholder per garantire l’armonia della società nella sua interezza. Il sistema distributivo giapponese infatti, dipende molto più dalle relazioni umane tra i vari operatori economici comportando una massiccia influenza di fattori sociali e culturali.
Oltre allo scandalo etico diversi ostacoli stanno compromettendo la serenità del colosso americano in Oriente: qualche mese fa l‘incoerenza di una campagna promozionale è stata motivo di discussione comune. Questa difatti prevedeva forti sconti su alcuni prodotti senza coordinarsi con buona parte dei 3.135 McDonald’s Japan, che hanno così venduto a prezzi più alti di quanto scritto sui cartelloni pubblicitari. Il danno di immagine potete immaginare quanto è stato alto, soprattutto se unito a una concorrenza insidiosissima data dai nuovi ed efficaci convenience store, come i kombini, spesso aperti 24 ore su 24.
McDonald ‘s Japan e brand reputation
L’immagine è stata l’ultima delle preoccupazioni della Casanova visto che oltre la burrasca mediatica ha dovuto affrontare la Banca del Giappone in quanto il cheeseburger fa parte del paniere di riferimento della banca centrale, è perciò in grado di incidere sui trend dell’inflazione. Quando il suo prezzo è stato abbassato, ha causato un forte risentimento sui prezzi generali dei consumi alimentari. Se il crollo in Borsa del titolo non si arresterà, la storia rischia di finire male, soprattutto per molti dei 160miladipendenti McDonald’s in Giappone.
Sembra ieri quando McDonald’s è sbarcato a Tokyo nel 1971, con l’imprenditore Fujita Den che convinse i vertici Usa ad aprire il primo negozio della divisione Japan sulla Ginza, una zona incisiva per la moda in tutto l’oriente e non solo. Nel bene o nel male, la crescita della catena è stata una delle storie d’oltreoceano di maggior successo in Giappone, contribuendo ad aumentare il consumo di carne e modificando l’immaginario dei bambini giapponesi.
E’ ben noto che l’azienda vanta un altissima brand awareness e bassissima brand reputation che tradotto significa, più o meno, che tutti conoscono il marchio di fast food ma pochi lo giudicano bene. Ma dopo questi continui passi falsi possiamo ancora affermare: I’m Lovin’ It?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Maria Luisa Miraldihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMaria Luisa Miraldi2014-10-22 10:00:352014-10-22 10:00:35McDonald’s Japan: la brand reputation può mettere in crisi un colosso
Viaggiare vuol dire accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, allargare i propri orizzonti, provare emozioni memorabili. Non importa quale sia la destinazione o il motivo del viaggio per cui partirai, il turismo sarà sempre un ottimo investimento che raramente ti farà rimpiangere le spese affrontate.
In un mercato sempre più competitivo l’alternativa alla battaglia dei prezzi è diversificare l’offerta con nuovi servizi. Come in tutti i settori, le startup sono la maggiore fonte di innovazione: giovani creativi che sviluppano la loro idea imprenditoriale e che cercano di ritagliarsi una piccola fetta di mercato. E nell’anno in cui l’online sorpassa le agenzie tradizionali (Expedia si afferma come prima agenzia di viaggi al mondo per fatturato), alle startup serve una marcia in più per fare il salto di qualità per diventare player importanti sul mercato.
Ecco 5 startup che hanno diversificato la loro offerta grazie alle nuove tecnologie e alla creazione di community di viaggiatori.
Freeppie e la geolocalizzazione
Freeppieè la startup che permette di testare gratis le strutture ricettive. Mentre prova il servizio, l’utente si geolocalizza e lascia una recensione.
Anche altre app permettono di associare ai check-in le recensioni (come non pensare a Foursquare) ma il punto di forza delle opinioni degli utenti è che bisogna ultimarle entro le 24 ore dal check-in e più foto e dettagli si inseriscono, più punti si accumulano per testare altre attività. In questo modo si riescono a raccogliere recensioni emozionali ricche di foto e particolari. I commenti degli utenti sono disponibili tramite l’app e vengono condivisi su Facebook nel momento in cui vengono inseriti.
Ok Venice e Google Glass
Abbiamo già raccontato l’esperienza della visita alla laguna più famosa al mondo tramite i Google Glass e l’app Ok Venice.
L’uso del device a realtà aumentata permetterà di visitare Venezia (e sicuramente in futuro altre città) in una maniera originale ed innovativa!
AudioPlayce e l’audioguida geolocalizzata per il turismo
AudioPlayce è un nuovo servizio che permette di creare, caricare e scaricare audioguide turistiche.
Questo marketplace propone tramite la geolocalizzazione le audioguide (gratuite e non) presenti per il luogo che si sta visitando. Inoltre è possibile creare un profilo personale in cui condividere i viaggi, aggregare le audioguide e i contatti di viaggio.
Sailsquare e il “sailsharing”
Sailsquare è una piattaforma che permette di viaggiare in barca a vela con altre persone, con una modalità che ricorda un pochino il modello di business di BlaBlaCar.
Tramite la community si possono ricercare compagni di viaggio che condividano gli stessi interessi per godersi una vacanza economica e trovare nuovi amici. Non resta che prendere il largo!
Popup Room e l’essenziale che ti attende a destinazione
Il servizio è attivo a Milano, ma promette di diventare worldwide: tramite PopupRoom potrai trovare il tuo Welcome Box direttamente al tuo arrivo nella destinazione scelta. Potrai così viaggiare senza troppa zavorra e trovare nel box prodotti per la cura della persona, mappe e carte servizi per la città, il caricabatterie (che dimentichiamo sempre a casa) e altre utilità. Interessante l’idea di poter avere il bike sharing incluso nel pacchetto di benvenuto!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Rocco Iannalfohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRocco Iannalfo2014-10-21 17:11:442014-10-21 17:11:44Turismo 2.0, viaggio nelle startup del settore
Il viaggio come scoperta, un concerto con milioni di persone, mettersi alla prova per superare i propri limiti, momenti e situazioni che vorremmo immortalare per sempre non solo per ricordarne le emozioni, ma per condividere quanto vissuto con un punto di vista più che soggettivo.
Per presentare la Hero4, GoPro realizza un promo da brividi mostrando immagini in una qualità stratosferica: infatti la nuova camera ha una qualità di risoluzione a 4K e 30 frames al secondo con possibilità di nightlapses: la nuova dimensione dell’alta risoluzione.
La scelta delle location e delle situazioni da immortalare rendono il video super emozionale: dal lago di lava di Ambrym in Islanda alla scalata di un Iceberg in Groenlandia, dalle riprese dall’alto delle strade di Tokyo a quelle dei branchi di Mustang in Nevada, dalla folla in visibilio del Tomorrowland in Belgio all’emozionante salvataggio di un’Orca in Nuova Zelanda.
Bellissime le inquadrature che spaziano da soggettive, realizzabili unicamente con GoPro, a panoramiche bellissime con camera montata su droni, quasi a sottolineare la componente di wearability insita nel concept di GoPro.
Accompagna il corto Run boy Run di Woodkid, il famoso artista, regista e graphic designer francese. Traccia già utilizzata per commercial televisivi, proprio per i frequenti cambi di ritmo che permettono al regista di ovviare tra scene incalzanti e veloci con pause panoramiche e primi piani.
GoPro punta quindi sulle peculiarità e le features di prodotto mostrando però cosa è possibile fare con una camera di questo tipo: piccole dimensioni e portabilità permettono di girare dove nessun altro può arrivare con la massima qualità video possibile.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Maikihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMaiki2014-10-21 16:20:152014-10-21 16:20:15GoPro HERO4: l'avventura della vita in 4K [VIRAL VIDEO]
C’è molto rumore attorno all’argomento del social commerce. Principalmente per l’introduzione dei tasti “buy” su Facebook e Twitter, ma non solo.
Già all’inizio di questo 2014, Jeff Jordan, partner per Andressen Horowitz, un’azienda di venture capital e private equity di Menlo Park, aveva dichiarato:
Siamo nel mezzo di un profondo cambiamento strutturale, dal retail fisico a quello digitale. Sta accadendo molto più velocemente di quanto avrei mai potuto immaginare.
In realtà, attualmente, solo una parte delle vendite al dettaglio online sono generate direttamente dalle interazioni sui social. Ma il volume sta crescendo velocemente. Le vendite derivanti dal social commerce sono cresciute il triplo rispetto al tasso delle vendite da e-commerce.
Nel report di BI Intelligence è possibile vedere come i social media abbiano un forte impatto non solo a livello di vendite, ma anche, e soprattutto, sul processo di scelta.
Lo studio è stato condotto tenendo conto di varie metriche che permettono di valutare le performance dei diversi social, come ad esempio tassi di conversione, valore medio dell’ordine e redditi generati da condivisioni, like e tweet.
Immagine a cura di BI Intelligence
Il social commerce sta crescendo rapidamente: i migliori 500 retailer hanno guadagnato 2.69 miliardi di dollari, e come riportato da Internet Retailer’s Social Media 500, si sta parlando di una crescita del 62.5% rispetto ai dati del 2012, mentre l’e-commerce è cresciuto solamente del 17%.
Qualche anno fa i retailer giudicavano il loro social media ROI sulla base del numero dei follower che avevano sui canali social. Ora il focus, invece, è sul spazio che rende i propri prodotti disponibili con un solo click.
Gianluca Diegoli, autore del libro Social Commerce, e docente dell’Università Iulm, ha chiarito bene il concetto della difficoltà della vendita sui social network, spiegando che il modello è quello degli acquisti d’impulso.
Vendere sui social network è complicato soprattutto perché si tratta di piattaforme dedicate all’intrattenimento e ricche di stimoli che distraggono l’utente dal completamento dell’acquisto.
I social però stanno modificando le proprie caratteristiche per essere più adattabili per i retailer. Sempre nello studio di Internet Retailer è possibile vedere come 40 dei retailer presi in esame hanno posto molta più attenzione sui loro canali social, spendendo circa il 300% in più rispetto al 2013.
Si è abituati a pensare che i canali sui cui investire siano Facebook e Twitter, ma anche altri siti stanno avendo risultati significativi, soprattutto per quanto riguarda metriche specifiche, come il valore medio d’acquisto (o per gli addetti ai lavori AOV: Average Order Value).
In particolare, stando a quanto pubblicato anche da Invesp la classifica è questa:
Immagine a cura di Invesp
Per concludere, non si trovano parole più adatte di quelle di Tony Weisman, CEO di DigitasLBi per il Nord America.
Il 5% di americani che hanno effettuato un acquisto su un sito di social media equivale a circa 14 miliardi di dollari di fatturato di vendita al dettaglio on-line. Se saremo in grado di raggiungere il 20%, la cifra scalerebbe a 56 miliardi dollari. Per attivare questo potenziale, i marchi e le reti sociali hanno bisogno di fornire esperienze di social shopping che soddisfino le esigenze dei consumatori, compresa la sicurezza sui dati finanziari, privacy, e un processo di acquisto senza soluzione di continuità.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Valeria Castellihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngValeria Castelli2014-10-21 16:00:232016-04-21 16:28:58Il social commerce cresce. Ecco i dati del 2014
Con circa 1,2 miliardi di madrelingua, il cinese è una delle lingue più interessanti da imparare. Purtroppo, è anche una delle più difficili, non tanto a causa della particolare pronuncia e della tonalità di questa lingua così tanto lontana dal nostro italiano, ma soprattutto per i caratteri complessi della sua forma scritta.
Il discorso sulla lingua cinese, che si interseca con quello della lingua giapponese, è davvero molto complesso e per questo vi rimandiamo a Wikipedia.
Il fatto che ci interessa qui è che sempre più spesso sentiamo dire che gli interessi economici del mondo si stanno spostando nell’area cinese: quella che era una cultura molto lontana dalla nostra, oggi è a due passi da noi. Sempre più spesso ci confrontiamo con la Cina ( e il Giappone) per i più diversi motivi: nelle nostre città, per motivi di lavoro, in viaggio, perché ci interessa quel tipo particolare di cultura, ecc.
Dunque oggi vi parliamo di WAYGO , l’app per tradurre simultaneamente la scrittura cinese e giapponese: siamo sicuri che prima o poi vi tornerà utile in qualche modo, non soltanto in occasioni di viaggi verso quei paesi.
Ad esempio: vi è balenata in testa l’idea di farvi tatuare in kanji la parola “Saggezza”? Ecco, siate saggi davvero: fatevi aiutare da WAYGO prima di trovarvi un tatuaggio con su scritto in realtà “Involtino primavera” 😛
Come funziona WAYGO
L’applicazione Waygo (disponibile sia per iOS ch per Android) funziona in modo molto semplice ed intuitivo. Vi basterà inquadrare con la camera il testo in cinese o giapponese che volete tradurre, e Waygo vi mostrerà in tempo reale il significato degli ideogrammi inquadrati, con la possibilità di vedere anche la pronuncia, il tutto senza l’utilizzo di connessione dati.
Scorrendo semplicemente sul vostro menu potrete vedere in simultanea l’intera traduzione in lingua inglese.
È presente uno slider per ingrandire o zoommare la selezione di testo per rendere la lettura ancora più continua e comprensibile. Inoltre avete la possibilità di mettere a fuoco gli ideogrammi con il classico tap, attivare la luce led e alla fine della vostra traduzione potrete condividere il tutto tramite sms, Facebook, Twitter e via e-mail.
E per quelli che vogliono mettere alla prova WAYGO, mettetelo a lavoro accanto a Google Translate…
L’app Waygo è disponibile in 3 versioni:
– FREE: 10 traduzioni al giorno
– € 1,79: Una settimana di utilizzo
– € 5,99: Utilizzo illimitato.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Tamoshikutohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngTamoshikuto2014-10-21 13:30:172014-10-21 13:30:17App of the Week: WAYGO traduce istantaneamente Cinese e Giapponese
Conosci Martin Lindstrom? E’ un guru mondiale del brand, considerato un brand futurist e consulente di notimarchi come McDonald’s, American Express, Nestlé, Procter&Gamble, Microsoft. E’ considerato “una delle 100 persone più influenti al mondo” e il 24 ottobre sarà in Italia in occasione della Fiera di Vicenza.
Se sei, quindi, un libero professionista o gestisci un’azienda come imprenditore o manager, non puoi perdere l’occasione di conoscere un esperto capace di lanciare nuovi marchi e risollevare quelli in crisi, i cui libri sul rapporto tra brand e consumatori sono stati tradotti in più di 50 lingue e pubblicati in oltre 70 Paesi.
Il corso Total-Branding sarà un’interessante occasione di fare il punto della situazione su ciò che funziona per il tuo brand, su ciò che è ormai obsoleto e ti fa solo perdere soldi, e sugli strumenti più innovativi da acquisire nel campo del marketing, della vendita e del branding.
In Fiera, Lindstrom presenterà i risultati di una ricerca durata 3 anni e costata ben 7 milioni di dollari su come il cervello umano influenza le quotidiane scelte d’acquisto dei consumatori. Sarà possibile conoscere le tecniche più all’avanguardia per ideare efficaci strategie di branding: dai fattori psicologici che spiegano il passaparola on line e off line, al Mirror Branding – il meccanismo dei ‘Neuroni Specchio’ -, dallo sviluppo virale e competitivo di un marchio, al Brand Sense – come ‘vendere sensi’ ai clienti -, dal futuro del marketing a cosa fare e non fare nelle relazioni con i clienti.
Il corso è organizzato dal Club Mondiale della Formazione e da Hi-Performance e promosso con il supporto della Società fieristica vicentina. Con l’iniziativa, Fiera di Vicenza conferma il suo ruolo di Cultural Hub di profilo internazionale, oltre che di Business Hub, quale promotrice della cultura imprenditoriale e di eventi in grado di diffondere le informazioni più attuali sui temi dell’economia e del marketing, contribuendo alla crescita del territorio.
Vuoi partecipare? Ci sono ancora pochi posti disponibili!
Se non vuoi perdere l’occasione di apprendere le strategie di marchio rivoluzionarie e ‘non convenzionali’ ideate da Martin Lindstrom visita il sito www.hiperformance.it o contatta Nello Acampora allo 06.36005152 o via email n.acampora@hiperformance.it Quota di partecipazione: 300 euro + iva, comprensiva di 1 ingresso + traduzione in italiano + 1 coffee break + 1 light lunch + materiale didattico.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-10-21 10:09:232016-11-08 17:47:06Come rendere un brand riconoscibile e virale? Scoprilo con Martin Lindstrom alla Fiera di Vicenza
Sulle pagine di Ninja Marketing abbiamo già affrontato il tema email marketing e come questo possa essere un interessante strumento su cui puntare per raggiungere nuovi clienti. Stavolta vogliamo approfondire l’utilizzo dell’email marketing nel settore B2B, quindi come uno strumento attraverso cui aiutare i propri clienti a raggiungere nuovi clienti!
Tra gli strumenti di marketing low-cost l’email marketing B2B è uno dei meno costosi e più efficaci, ma soprattutto è uno strumento che permette una spinta promozionale diretta con la finalità di creare la domanda.
L’integrazione di un database di liste B2B profilate e targettizzate con un servizio professionale completo (copywriting del messaggio, grafica, piattaforma di spedizione etc.) permette di confezionare un prodotto completo.
L’email marketing come uno dei pilastri del digital marketing
Il whitepaper Vendere l’Email Marketing pubblicato da Bancomail – e che potete richiedere qui -, presenta numerose ricerche e studi che dimostrano le potenzialità dell’email marketing come un prodotto che possa ampliare l’offerta di servizi di digital marketing.
Secondo la ricerca condotta dalla società di data marketing Custora, ad esempio , dal 2009 ad oggi i retailer online hanno quadruplicato i propri clienti proprio grazie all’email marketing e la percentuale di acquisizione di clienti provenienti da questa attività si attesta sul 7% del totale, seconda solamente alla ricerca via Google.
L’email marketing si conferma uno strumento eccellente sia in termini di acquisizione clienti sia in termini di ROI per le aziende: uno studio di settore condotto nel 2012 da Direct Marketing Association (DMA) afferma che per ogni euro speso in email marketing il ritorno sull’investimento è stato di 30 euro.
Non sorprende quindi che l’email marketing sia ancora impiegato dall’89% delle aziende oggetto di ricerca: si tratta di un dato che dimostra quanto le attività di digital marketing non possano prescindere da questo strumento.
L’email marketing non è più considerato un semplice lead generator, ma viene utilizzato anche in modi più sofisticati, ad esempio come strumento per il marketing a goccia. Inviando numerosi e brevi messaggi per un periodo di tempo determinato ai propri clienti o potenziali tali è possibile mantenere un contatto costante con il proprio audience, così da essere sempre presenti.
E’ tutta una questione di database…
Quando si parla di DEM e newsletter è naturale che la qualità del database e della profilazione delle liste email siano un aspetto rilevante per l’andamento complessivo delle performance d’invio.
In Italia è in forte crescita la ricerca di partner per la propria attività di email marketing, sia per l’utilizzo di una piattaforma di invio potente e in costante aggiornamento, sia per il reperimento di database profilati (qualità e quantità del database, provenienza, modalità di acquisizione dei contatti/indirizzi email…)
Tanto più un database è stato costruito con attenzione tanto più sarà elevato il tasso di utenti attivi e le percentuali di apertura, click e share.
E’ necessario, inoltre, studiare attentamente il destinatario target e offrire al cliente un’analisi del mercato che possa aiutarlo a definire i propri obiettivi e il target ideale da intercettare.
… e di contenuto.
Vendere email marketing non significa solamente fornire e gestire un database profilato di indirizzi email. Dopo aver deciso a chi inviare il messaggio, bisogna anche valutare cosa e come comunicarlo ai destinatari.
Per questo è necessario integrare il servizio con la creazione di un messaggio, di un oggetto e una landing page idonei alla tipologia di comunicazione da effettuare. Lo studio del messaggio e del subject dell’email è fondamentale: un oggetto poco invitante, efficace e coerente con il messaggio può indurre i destinatari a non aprire la mail, così come un landing page poco in linea con la comunicazione dell’azienda.
Ottieni vantaggi e privilegi diventando Partner di Bancomail.
Se l’email marketing è un pilastro fondamentale della tua strategia di digital marketing – o vuoi che lo diventi – puoi diventare partner ufficiale di Bancomail, il database B2B per l’email marketing più grande d’Italia, con più di 600.000 aziende italiane e oltre 2.700.000 nel mondo.
In questo modo puoi utilizzare database profilati per il direct marketing della tua azienda a prezzi vantaggiosi o anche rivenderei database Bancomail ai tuoi clienti nel pieno rispetto della normativa vigente.
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-10-21 08:30:432014-10-21 08:30:43Email Marketing: quali opportunità per il B2B?
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