Come ci ricorda il simpatico gorilla gigante, tutti i film in programmazione nella settimana dall’8 al 15 maggio avranno prezzi scontatissimi: 3 euro per le classiche proiezioni in 2D e 5 euro per quelle in 3D.
La notizia, di per sé, è già degna di nota e va diffusa il più possibile!
Eccone qui tre buoni motivi per farlo:
guardare un film in sala è, e sarà sempre, meglio che vederlo in tv o sul monitor di un computer;
in un periodo di crisi come questo, risparmiare 4/5 euro è già un piccolo, grande regalo;
il nostro cinema, inteso come industria, ha bisogno come il pane di sale piene (e questo, ahinoi, succede solo sotto natale).
I titoli tra cui scegliere sono tanti e adatti ai gusti di ogni tipo di spettatore! Non vi rimane che sceglierne uno (ma anche due, tre, quattro, cinque…).
Tutti i film sono selezionabili in base all’attore principale che li interpreta, in base al regista che li ha diretti e in base al genere a cui appartengono.
Trovato quello che v’ispira di più, potrete approfondire la conoscenza con informazioni aggiuntive, fotografie e trailer…
Ma perché ne parliamo qui, direte voi? Perché degna di segnalazione ninjesca è anche la modalità con cui si sta promuovendo online questo evento.
Per diffondere la notizia della manifestazione – oltre ai classici pagina Facebook e profilo Twitter – si sono scelti due tra gli strumenti più in voga nel mondo della comunicazione web, e dei social network in particolare: la gamification e la call to action.
Il gioco, si sa, aiuta a socializzare, ed è presente sul sito in due versioni: il Quiz da Urlo e il generatore di citazioni.
Quello qui sopra è un semplice quiz di argomento cinematografico in puro stile Ruzzle: sfida i tuoi amici di Facebook o avversari casuali, scala la classifica, raggiungi la prima posizione e vinci un intero anno di cinema gratis! Mica male, no?
Si può inoltre contribuire alle domande del quiz, inviandone di proprie, per rendere il test ancora più variegato e stimolante.
Se invece il nozionismo non rientra tra le vostre doti, ma volete comunque aver la possibilità di giocare e, magari, vincere la sceneggiatura originale del Premio Oscar La grande bellezza autografata da Paolo Sorrentino, non dovete far altro che registrarvi al sito e sperare nella dea bendata.
Nel frattempo divertitevi a condividere su Facebook, Twitter e Google+ le vostre citazioni cinematografiche preferite!
Nella sezione “Talent” sono presenti dieci protagonisti del grande e del piccolo schermo che spiegano come l’iniziativa sia degna di plauso, debba essere sostenuta da tutti e di come possa essere d’aiuto contro la pirateria web.
Coraggio, partecipate tutti a questa festa da urlo!
00KinoKino2014-04-28 15:30:312014-04-28 15:30:31Al cinema con 3 euro? Si può con la Festa del Cinema
Dopo la pausa pasquale siamo tornati per mostrarvi la creatività più genuina nei migliori annunci stampa della settimana provenienti da tutti gli angoli del globo! Via!
Medicus Traveller Assistance: Selfie
Doppi complimenti ai creativi di TBWA di Buenos Aires! In primo luogo perché sono riusciti ad inserire uno zaino Invicta anni ’90 nella loro comunicazione senza risultare anacronistici.
Il secondo perché hanno preso in prestito una pratica attualissima e frivola come quella dell’autoscatto per promuovere un servizio serio e importante come quello dell’assistenza medica per viaggiatori.
Non c’è niente di più importante di te. Voto 8!
Advertising Agency: TBWA, Buenos Aires, Argentina
Executive Creative Directors: Juan Cruz Bazterrica, Guillermo Castañeda
Creative Directors: Nicolás Centroni, Fernando Serra
Art Director: André Soares
Copywriter: João Oliveira
HMBR Bicycle Lock: The bike
Se nemmeno riesci a metterla bene a fuoco, come pretendi di rubarla? Le oltre 95.000 combinazioni che mette in gioco questo lucchetto per biciclette dovrebbe porre al sicuro il vostro mezzo di locomozione a due ruote.
Immaginiamo che due o tre colpi di tenaglia ben assestate possano facilmente disintegrarlo, ma l’idea creativa, almeno quella, regge!
Advertising Agency: Grey, Dhaka, Bangladesh
Creative Director: Nurur Rahman
Art directors: Shariful Islam, Sraboni Chowdhury
Copywriter: Anam Biswas
MAX Shoes: Moccasin/Ankle boot
Pubblicizzare Mocassini non è mai un’impresa facile. I creativi dell’agenzia svizzera Jung von Matt sembrano esserci riusciti con questa serie di print che ruotano attorno al concetto di “dimmi che scarpa indossi e ti dirò chi sei” o meglio sintetizzato: Tu sei quello che indossi.
Advertising Agency: Jung von Matt/Limmat, Zurich, Switzerland
Art Director: David Hanselmann
Copywriter: Samuel Wicki
Illustrators: Tanja Jablanovic, Alban Schelbert
Fight Ultimate Stain Remover: Spaghetti
Tanta tanta energia in questa bellissima campagna stampa di BBDO Thailandia per uno smacchiatore universale. Un cagnolino formato da gustosi spaghetti si leva di dosso tutto il sugo a base di passata di pomodoro. Il riferimento allo sporco è evidente. Lo smacchiatore è la risposta immediata al problema.
Interessante la gamma dei colori distribuiti nella creatività: il bianco e il giallo, e in antitesi l‘azzurro/blu della confezione e il rosso al centro della composizione.
In oltre quarant’anni di attività, Wonderbra è riuscita a sperimentare operazioni non convenzionali di tutti i generi. Tra ironia e allusioni, la forza del brand risiede anche nello humor di cui è intrisa ogni campagna.
Ma c’è qualcosa che rende queste azioni ancora più sottili: la difficoltà necessaria a comprenderne il senso, la richiesta al destinatario di un piccolo sforzo indispensabile per capirne il messaggio. Questo solitamente è controproducente, data la frenesia di oggi che non ci permette di dedicare troppo tempo alle pubblicità. Ma il pubblico di Wonderbra è perspicace e una volta che comprende il messaggio, questo diventa un modo per ironizzare le aspirazioni femminili o le pulsioni istintive maschili.
Scopriamo insieme le più incisive iniziative non convenzionali realizzate fin’ora!
Le “istallazioni” sono spesso realizzate utilizzando i classici cartelloni e pensiline delle fermate dei mezzi pubblici.
Advertising Agency: Publicis Frankfurt, German.
Cosa c’è di meglio che dormire in un posto confortevole? Ecco i nuovi cuscini che accompagnano i tuoi sogni.
Advertising Agency: No.7 (Beijing, Cina).
Indossi un Worderbra? Per te la metro è ancora più pericolosa!
Questo il concetto dell’ ambient sviluppato nella campagna Wonderbra Yellow Safety Line.
Advertising Agency: Euro RSCG, Singapore.
Questa volta il marchio canadese invade Londra con un cartellone 3D. Il personale distribuiva ai passanti gli appositi occhiali, alcuni di loro, probabilmente, sono ancora lì!
Creative Agency: TNR communications, Londra.
Per aumentare la popolarità su Facebook, Wonderbra propone i suoi reggiseni come soluzione… pronte a cambiare la foto sul vostro profilo?
Potere alla tecnologia: in questo caso l’azienda ci invita a spogliare una modella scaricando un’ app sullo smartphone.
Le campagne pubblicitarie si sono sempre rivelate efficaci, sia come stimolo alla creatività che nello stuzzicare l’interesse del cliente.
00Maria Luisa MiraldiMaria Luisa Miraldi2014-04-28 11:30:212014-04-28 11:30:21Unconventional Days: Wonderbra [-11 al corso in "NON-CONVENTIONAL & VIRAL MKTG"]
Dietro ogni impresa, grande o piccola che sia, ci sono delle storie, che attendono di essere trovate, raccontate e condivise.
Cos’è un racconto aziendale e come si costruisce?
Quali sono gli strumenti più idonei su cui far vivere e far circolare racconti d’impresa?
Quando è bene fare un percorso di Corporate Storytelling e quando sarebbe meglio evitare?
Martedì 6 maggio 2014, a partire dalle ore 17, si svolgerà il FREE WEBINAR di presentazione del Corso Online in Corporate Storytelling (con SCONTO Early Booking fino al 12 maggio 2014).
Una lezione gratuita in cui Andrea Fontana e Massimo Lico, docenti del corso, presenteranno le tematiche e alcune case study che verranno affrontate nel percorso formativo.
Verranno illustrati alcuni scenari tecniche del Corporate Storytelling concretamente applicabili alla propria attività professionale, della propria azienda o agenzia. Si introdurranno i primi elementi distintivi utili alla definizione di un piano di narrazione aziendale mirato, e si identificheranno le principali competenze del Corporate Storyteller.
Iscriversi è semplicissimo! A partire da QUI, cliccando su “Iscriviti, é Gratis!” vi si aprirà il form di iscrizione, da compilare in tutte le sue parti. Una volta registrati, vi arriverà una mail di conferma con tutte le indicazioni.
I posti disponibili sono solo 500: quindi “chi prima arriva meglio alloggia”!
Ricapitolando quindi:
FREE WEBINAR Ninja Corso Online in Corporate Storytelling
con Andrea Fontana e Massimo Lico Martedì 06 maggio 2014, dalle ore 17
E non dimenticate di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!
Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change! BE NINJA.
00SilviaSilvia2014-04-28 10:00:242014-04-28 10:00:24Partecipa GRATIS al free webinar del Corso Online in Corporate Storytelling
La settimana scorsa ci eravamo lasciati con una riflessione sul futuro dell’Italia e degli italiani e, un video storytelling dopo l’altro, per dieci settimane, abbiamo viaggiato alla scoperta dell’imprenditorialità italiana, del successo dei suoi prodotti tipici e dei motivi dell’eccellenza internazionale di un certo modo di lavorare artigiano che ci caratterizza da sempre nella storia.
Quando parliamo di reparto salumeria italiano ci riferiamo all’industria delle carni che, per tradizione ed innovazione, ha saputo puntare su due caratteristiche principali, che sono qualità del prodotto e sicurezza della provenienza delle carni. In questo senso made in Italy corrisponde ad un “saper fare italiano” che si distingue ancora una volta in cucina e nel food.
Insieme al prosciutto, salami, pancette e coppe sono i prodotti cosiddetti “belli e ben fatti”, di fascia medio alta nel settore chiave del Made in Italy, che sono esportati all’estero.
Stando ai dati Assica (l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi), nel 2012 sono state esportare dall’Italia negli Stati Uniti circa 5.892 tonnellate di salumi, con una crescita del 21,5% rispetto all’anno precedente.
Di queste, l’83% è rappresentato da prosciutti crudi.
Il controvalore delle esportazioni italiane di salumi negli USA nel 2012 equivale a 68 milioni di euro, pari ad una crescita del 29,7% rispetto al 2011.
Si stima che nel 2014, complice l’entrata in vigore del provvedimento del maggio 2013 con cui le Autorità statunitensi di APHIS (Animal and Plant Health Inspection Service) hanno ufficialmente riconosciuto l’indennità di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Province autonome di Trento e Bolzano dalla Malattia Vescicolare del Suino, il flusso delle esportazioni aumenterà di 10 milioni di euro, a cui va aggiunto un “effetto traino” sull’export degli altri salumi tipici italiani.
Tra questi, il Prosciutto di Parma è il prodotto della salumeria italiana più venduto all’estero. Infatti l’export della DOP di Parma vale infatti 232 milioni di euro, ovvero più di quanto realizzano insieme Prosciutto Cotto, Mortadella e Wurstel.
Le esportazioni incidono per il 28% sul fatturato complessivo del Prosciutto di Parma, quota di molto superiore rispetto alla media del comparto agroalimentare italiano.
Questi risultati sono ancora più significativi se si considera che il Prosciutto di Parma rappresenta al 100% il Made in Italy in quanto vanta una filiera interamente italiana. Ed è su questo che ci apprestiamo a fare una nuova riflessione.
Il prosciutto italiano tra orgoglio e decadenza
Grafico estratto dal report Assica 2013
Secondo un recente reportage della Gazzetta Gastronomica, due prosciutti su tre sono prodotti con carni di maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna e solo uno su tre con carni di maiali allevati in Italia.
Nell’ultimo anno sono 615.000 i maiali in meno allevati nelle nostre aziende: solo in Emilia Romagna in dieci anni siamo passati da 126.000 a 66.000 animali allevati e che la Dop Prosciutto di Parma nell’ultimo anno è passato da 9,2 milioni di pezzi a poco più di 8.
Il settore perciò è in crisi perché le caratteristiche e l’alimentazione del maiale italiano lo rendono qualitativamente migliore del maiale importato, ma proprio per questo i nostri maiali sono più costosi e non reggono la concorrenza delle carni di scarsa qualità importate dall’estero.
L’effetto a catena è che i commercianti, costretti a trovare soluzioni per non morire a causa delle regole di mercato, sottopagano la produzione nazionale e spingono sulle importazioni dall’estero, che che garantisce margini più alti, naturalmente a discapito della qualità.
Grafico estratto dal report Assica 2013
In cambio, molti produttori chiudono perché la loro remunerazione è insufficiente: si stima che per ogni 100 euro spesi dalle famiglie in salumi, 48 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 22,50 euro vanno al trasformatore industriale e 11 euro al macellatore: così restano all’allevatore soltanto 18,50 euro. In altre parole, all’allevatore i maiali sono pagati circa 1,40 euro al chilo mentre il consumatore spende oltre 23 euro al chilo per il prosciutto Dop.
Visto il prezzo finale molto alto, spesso i consumatori scelgono di non acquistare il prosciutto italiano.
Caro Made in Italy, quante barriere per il tuo futuro sviluppo
Come abbiamo visto, il settore dei salumi, così come il resto dell’alimentare, non è stato risparmiato dalla crisi dei consumi che ha trascinato verso verso il basso anche la produzione.
La domanda intera di prodotti Made in Italy, anche in questo caso, è depressa a causa dei numerosi provvedimenti assunti in favore del risanamento dei conti pubblici e schiacciata dai timori delle famiglie per il futuro.
Inoltre la redditività, in un contesto di costi crescenti che ha visto un aumento dei prezzi di tutti i principali fattori produttivi, dall’energia al lavoro fino alle tasse, è risultata ulteriormente compromessa dall’accesso al credito.
Molti imprenditori hanno – loro malgrado – dovuto rinunciare alla propria attività, gli altri hanno sperimentato giorno dopo giorno la difficoltà di resistere e continuare a produrre in un ambiente che anche dal punto di vista burocratico e normativo diventava sempre più insidioso, all’interno di un quadro di peggioramento delle condizioni economiche in tutta Europa.
Per concludere, la mia opinione personale è che le barriere dell’evoluzione futura del Made in Italy, così come della capacità imprenditoriale italiana di creare nuovo valore per la società, si riscontrano principalmente nell’incapacità di guarire quella “Girfriend in a coma” dal punto di vista politico.
A voi la riflessione finale, mentre vi lascio con l’ultima puntata della serie Italia Caput Mundi che parte proprio presentando la tradizione millenaria, diventata poi simbolo del mangiare tipico italiano, oltre che uno dei pilastri della nostra economia.
Per i tifosi, lo si sa, il calcio in Italia è religione e rinunciare ad una partita importante come quella del 21 ottobre 2010 tra Real Madrid e Milan è qualcosa di impossibile. E’ questo che avranno pensato i tifosi milanisti quel giorno.
Durante la stessa giornata, a Milano, circa 1000 malcapitati tifosi hanno però dovuto accettare la proposta di andare ad assistere ad un concerto di musica classica presso l’Auditorium Mahler , obbligati dalle proprie ragazze, mogli, professori universitari e datori di lavoro, anziché guardare la partita tra amici e fiumi di birra.
La prima cosa che i ragazzi hanno adocchiato entrando in sala è stata la presenza di un enorme maxischermo posto alle spalle dei musicisti. Una volta iniziato il concerto sono state proiettate parole e frasi all’inizio senza senso ma che dopo 15 minuti hanno svelato l’arcano mistero.
L’iniziativa unconventional è stata organizzata da Heineken con l’aiuto della sofferenza dei tifosi milanisti.
Advertising Agency: JWT Milan, Italy
Executive Creative Director: Pietro Maestri
Creative Director: Bruno Bertelli
Head of art: Cristiana Boccassini
Art Director: Marco Viganò
Copywriter: Cristiano Tonnarelli
00KakashiKakashi2014-04-27 12:30:342014-04-27 12:30:34Unconventional Days: Heineken [-12 al corso in "NON-CONVENTIONAL & VIRAL MKTG"]
“Un Ninja prega, agisce, ascolta, migliora” è questo il mantra di Ninja Marketing e che, il 5 e il 6 aprile, mi ha condotto a realizzare una missione plus: frequentare la due giorni di “Start Con Plus” a Milano, il Corso in Google Plus organizzato da Michaela Matichecchia e dal team di Tour Tools.
Così una Ninja social addicted è stata catapultata in 16 ore di formazione continua con 2 pranzi originali, diversi coffe break, materiali, gadget ma anche tanto tanto divertimento alla scoperta di un social dalle grandi potenzialità. “Su Google Plus trovi le persone” aveva detto Michaela Matichecchia presentando il modulo di G+ per il Master Online in Social Media Marketing & Community Management della Ninja Academy di cui lei è docente. “Bhè ovvio – avevo pensato tra me e me –, come anche sugli altri social” e invece no, ho capito il perchè solo dopo la due giorni di Milano.
Giorno +1
Michaela Matichecchia - foto di Tiziana Orrù
Dopo aver connesso portatili e smartphone abbiamo subito iniziato l’esplorazione di Google Plus. Michaela ha approfondito temi come l’authorship e la verifica dell’identità. Si è particolarmente soffermata sull’importanza delle cerchie, come crearle, gestirle e condividerle per poter offrire alle persone (attenzione… non agli utenti!) contenuti esclusivi. Abbiamo applicato anche praticamente i consigli del team di TourTools creando una cerchia del corso e iniziando a condividere contenuti tra i partecipanti all’evento formativo. Inoltre abbiamo analizzato delle case histories di pagine aziendali di Google Plus.
Matteo Piselli - foto di Tiziana Orrù
Matteo Piselli poi ha affrontato il tema dell’immagine e dell’identità per una sezione del Corso dedicata alla visibilità tramite le foto e al personal branding. Ibrido Digitale (così è conosciuto Matteo nel settore) ci ha fornito indicazioni su come usare le immagini sul web e sui social e sopratutto su come realizzarle e condividerle al meglio proprio con Google Plus.
Luca Bove - foto di Tiziana Orrù
Per capire le potenzialità di Google plus local e come un’azienda può sfruttare la local search è intervenuto Luca Bove. Con l’esperto Seo abbiamo analizzato dei casi concreti per capire come scegliere la giusta pagina per la propria azienda e incrementare il business.
Durante la giornata il team di TourTools ci ha sottoposto a diverse prove e contest: tra le tante la realizzazione di un contenuto per Google plus che raccontasse il primo giorno del corso. Il vincitore sarebbe stato decretato in base al livello di engagement che la foto avrebbe avuto tra i partecipanti.
Giorno +2
Anche il secondo giorno di “Start Con Plus” ha dato grandi soddisfazioni. Ci siamo sporcati le mani ancor più di quanto fatto sabato, abbiamo vissuto momenti anche concitati ma assolutamente divertenti.
Valentina Lepore ha affrontato il tema dello storytelling su Google Plus svelandoci quindi come raccontare la propria azienda sul social di Big G. Valentina ci ha fornito idee, strategie e chicche creative per arrivare alla notorietà del brand, indicandoci anche tools e metodologie per la diffusione dei post.
Valentina Lepore - foto di Tiziana Orrù
La parte più coinvolgente della giornata è stata condotta da Michaela che ci ha dato delle ottime linee guida su come scrivere un post efficace, proponendoci una vera e propria anatomia del post che riesce a coinvolgere le persone. La Matichecchia inoltre ha affrontato l’aspetto dei ‘temi caldi’: abbiamo avuto utili indicazione su come agire al meglio per ottenere questo traguardo e siamo stati coinvolti in una esercitazione pratica molto interessante che, quel giorno, ci ha fatto conquistare l’ingresso tra i temi caldi di Google Plus.
Abbiamo poi analizzato l’importanza della promozione del sito aziendale tramite il social di Big G e abbiamo studiato gli strumenti per il coinvolgimento dell’audience: dalle community, agli eventi fino agli hangout in diretta (HoA) realizzandone uno con Riccardo Esposito relativamente alle strategie editoriali.
I partecipanti e il team di 'Start con Plus' - foto di Tiziana Orrù
L’intensa esperienza è stata chiosata da un HoA con protagonisti tutti noi, i partecipanti al corso e lo staff di TourTools: volete vedere quanto ci siamo divertiti? Ecco il video!
Insomma per spopolare sul social di Big G bisogna cercare le persone, chiedere direttamente loro di interagire con noi e proporgli contenuti interessanti oltre che esclusivi perchè Google Plus è stato creato intorno alle persone e per le persone.
Ah ma voi avete accerchiato i Ninja? Ancora no?! E che state aspettando? 😆 cliccate qui!
00Felicia MammoneFelicia Mammone2014-04-27 09:00:342014-04-27 09:00:34Google Plus: una Ninja svela i segreti del social di Big G
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dei posizionamenti pubblicitari andati male, ma oggi vogliamo proporvi un esempio di posizionamento non convenzionale che può fare la differenza, in senso positivo!
Ecco la pubblicità del film The Day After Tomorrow: quale modo migliore di rappresentare uno scenario post apocalittico se non quello di dare l’idea che la città sia sommersa dall’acqua?
Era il 2004 e l’iniziativa unconventional è stata ideata dall’agenzia Contract a Mumbai. Il concept era quello di simulare l’effetto che Manhattan fosse stata travolta da un’onda gigante come nel film, anche se al largo della costa indiana.
00Ayumi KenseiAyumi Kensei2014-04-26 15:00:212014-04-26 15:00:21Unconventional Days: The Day After Tomorrow [-13 al corso in "NON-CONVENTIONAL & VIRAL MKTG"]
Dopo lo “scandalo” provocato con You’re on di cui vi abbiamo già parlato, Diet Coke va avanti con la campagna unconventional correggendo il tiro e ispirandosi all’American Dream.
Da bevanda dietetica dalla quale essere assuefatti, Diet Coke cerca di cambiare il suo posizionamento proponendosi come elisir per il successo, la nuova “bevanda dei campioni”. Ma invece che rivolgersi a ragazzoni tutti muscoli e portati per il Football o a odierni Leroy che sognano Broadway, punta sugli ingegnosi nerd che approdano nella Silicon Valley, sperando di ricalcare il successo di Jobs e Zuckerberg.
Che siate dei giovani ingegneri informatici o che siate dei web designer in cerca di fortuna e senza un soldo per far partire la vostra azienda, quando approderete nella valle del silicio non dimenticatevi di bere Diet Coke. Parafrasando Jobs: “Siate affamati ma dissetatevi con Diet Coke“.
Nel corso del 2013 l’editoria e la vendita dei libri su carta hanno subito un grave calo, gli acquisti infatti sono diminuiti del 9% rispetto all’anno precedente; che dipenda dalla crisi, dai cambiamenti culturali di questi decenni o dal passaggio al digitale i dati parlano chiaro: aumenta il mercato del libro elettronico che registra un +17% a discapito dell’editoria tradizionale.
Come interpretare i dati statistici
Ciò che sta cambiando, al di là dell’attitudine alla lettura in sé, è il supporto scelto dagli italiani per dedicarsi alla lettura dei loro testi preferiti.
Il fenomeno è presumibilmente riconducibile sia a ragioni di tipo economico che culturali.
Infatti il costo medio di un libro cartaceo è pari a 17,31 euro mentre un titolo digitale a 8,63 euro (dati 2013 al netto di IVA). La seconda ragione spiega, invece, quanto gli spazi e i tempi una volta dedicati esclusivamente alla lettura stiano oggi subendo la crescente concorrenze delle mille tecnologie sempre a portata di mano, e che contribuiscono a cambiare le abitudini di lettura, in particolare dei più giovani oramai più avvezzi a “sfogliare” lo schermo di un tablet che le pagine di un libro.
Ed è proprio per dare nuova linfa ai processi editoriali, per mettere al centro il libro e i suoi lettori che nasce l’idea di Bookabook, sul modello del britannico Unbound e dello statunitense Pubslush, un modello economico partecipativo di finanziamento dal basso completamente dedicata al libro, presentato a Milano il 2 aprile scorso.
Questa è la novità: è sui libri che si investe, e in Italia l’idea nasce dalla passione degli imprenditori Emanuela Furiosi e Tomaso Greco, in collaborazione con gli agenti letterari Claire Sabatié-Garat e Marco Vigevani, responsabili della selezione dei testi inediti.
Come funziona
Chiunque può inviare un testo che sarà valutato dallo staff di Bookabook.
Superata la selezione i lettori diventano editori. Questi ultimi, direttamente dalla piattaforma on line, avranno modo di accedere ad una selezione di libri inediti, di autori già affermati o esordienti, di cui potranno leggere, gratuitamente, l’anteprima.
A questo punto prende il via la campagna di autofinanziamento vera e propria che i lettori decideranno se sostenere o meno; in pratica da loro dipenderà la vita editoriale del testo.
Ogni mese saranno presentati tre inediti e i lettori potranno decidere di investire qualunque somma a partire da un minimo di 3 euro e favorire, anche attraverso i social network, il successo del libro preferito. Perché un testo venga pubblicato, tuttavia, è necessario raggiungere, nell’arco dei 30 giorni previsti, una quota minima, stabilita a monte, e comprensiva del compenso dell’autore, dei costi di redazione e revisione testi, degli aspetti grafici e tecnici e dei costi della piattaforma.
Il lettore non dovrà attendere la conclusione dell’intera campagna per leggere il libro perché sono previsti dei traguardi intermedi che consentiranno l’accesso a nuovi capitoli. Inoltre i lettori, concorrendo al successo dei testi, entreranno a far parte della prima community editoriale italiana, un blog, unico in Italia, in cui autori e lettori entrano in contatto fra loro.
Se l’obiettivo viene raggiunto il libro verrà pubblicato e tutti i contributor ne riceveranno una copia in formato ebook , più una serie di premi a seconda di quanto hanno versato; con 25 euro, ad esempio, all’ebook si aggiunge un caricabatteria per tablet, con 30, il libro in edizione cartacea limitata, autografato dell’autore con tanto di dedica personale e così via. Se, in caso contrario, l’obiettivo non venisse raggiunto i soldi torneranno nelle tasche dei loro proprietari.
Ciò che c’è di eccezionale in questo sistema è la possibilità data al lettore di partecipare in prima persona al successo del testo e la chance degli scrittori di percorrere strade editoriali alternative che, nella fattispecie, coinvolgono il consumatore finale nell’intero processo di making of del libro.
La lettura, grazie a bookabook, non si limita più alla sola esperienza dell’acquisto ma l’intero processo le conferisce un valore aggiunto che è senza prezzo.
00MikokharaMikokhara2014-04-25 12:00:432014-04-25 12:00:43Bookabook, il primo progetto italiano di crowdfunding dedicato al libro
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