Italia Caput Mundi: lo storytelling sugli occhiali [PARTE 5]

Sin dal Medioevo i produttori italiani di occhiali dovettero difendersi dalla contraffazione e, ancora oggi, l'arte italiana di produrre occhiali è riconosciuta in tutto il mondo: solo Europa e Stati Uniti ne comprano l'80%

Riprendiamo il discorso sui prodotti made in Italy, in quanto eccellenze per l’export internazionale, a partire dalla riflessione della settimana scorsa, quando abbiamo scoperto che l’etichetta “made in Italy” anticamente veniva usata nei Paesi europei per distinguere quella merce che non sarebbe stata dovuta comprare dal consumatore.
Ma se questo poteva costituire uno svantaggio competitivo per i produttori italiani, ben presto la maèstria degli artigiani e la qualità superiore dei materiali e della manifattura dei prodotti fatti in Italia dettero al marchio quella connotazione positiva ancora oggi riconosciuta ovunque.

Il discorso per esempio vale, come abbiamo visto, non solo per prodotti famosi come le scarpe o la pasta, ma anche per le piastrelle, per i rubinetti o, scopriremo oggi, gli occhiali, che non sono propriamente conosciuti dalla maggioranza delle persone come eccellenze internazionali.

Export da record per gli occhiali made in Italy

Proprio il mese scorso Cirillo Marcolin, presidente dell’Anfao, l’Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici, dichiarava che nel 2013 abbiamo battuto l’ennesimo record, in termini di valore e di volumi, con l’export di occhiali da vista e da sole made in Italy.
L’esportazione di questo prodotto, infatti, è cresciuta del 7,2% a 2,811 miliardi, pari al 90% della produzione, che vale 2,919 miliardi di euro.

I mercati principali per l’occhialeria italiana sono stati fino ad ora Europa e Stati Uniti, che assorbono l’80% del flusso di uscita degli occhiali dall’Italia. Per quanto riguarda i mercati cinese e asiatico, invece, nel 2013 il mercato ha subito un lieve calo, registrando una crescita del 2,7%: a penalizzare questi mercati è il calo della vendita di montature.

L’importanza delle politiche attive per i consumi degli italiani

Questi numeri parlando chiaro e ci permettono di fare una riflessione in termini di politiche da attivare, perché se siamo competitivi sul piano internazionale, allora occorre riuscire assolutamente a far ripartire la domanda interna, poiché nel 2013 il mercato italiano ha perso un altro 2,3% e per il 2014 le previsioni di vendite in Italia non sono positive.

Ma cos’hanno di speciale gli occhiali fatti in Italia?

Quando ho iniziato a scrivere questo post, ho scoperto una storia davvero affascinante legata agli occhiali da vista italiani: infatti a Venezia, nel 1100, quando si riteneva importante mantener segreta l’arte della produzione del vetro, tra l’altro considerato un materiale pericoloso al punto da essere circoscritto alla località di Murano, fu vietata espressamente ogni fonte di traffico a forestieri, sia interna che esterna. In realtà, la produzione di lenti a Venezia era oramai molto presente e i commercianti cercavano di difendersi dalla produzione straniera di lenti.

Addirittura, nel 1284, i Capitolari delle Arti Veneziane prevedevano pene per chi fabbricasse occhiali in vetro, lasciandoci comprendere quanto l’arte di costruirli sia tutt’altro che recente, e che tale arte consolidata sia stata remunerativa già all’epoca al punto da giustificare una contraffazione.

Da lì, facendo un salto fino ai giorni nostri, quando ci riferiamo ad un prodotto made in Italy come gli occhiali, grazie alla campagna di comunicazione Italia Caput Mundi, abbiamo imparato che un prodotto italiano è leader sul mercato mondiale innanzitutto perché frutto di un pensiero laterale: da semplice oggetto quotidiano, il produttore italiano ha lavorato su originalità, eleganza, comodità, riuscendo a realizzare la sintesi di un oggetto icona di design e funzionalità.

Nessun segreto, perciò, nessun stratagemma particolare, se non quello di lavorare sulla grande qualità del prodotto al punto da distinguerlo da tutti gli altri presenti sul mercato.

Sarebbe riduttivo chiudere lo storytelling di oggi con “sembra facile, ma non lo è”, eppure a primo impatto sembra che le cose, per un artigiano o un commerciante italiano, oggi stiano proprio così. Non entra in discussione la capacità di produrre in maniera eccellente come ormai si fa da generazioni -anche perché l’eccellenza di un attore sta proprio nel fare con facilità qualcosa che per gli altri non è facile, e questo la rende già inimitabile in prima istanza- quanto piuttosto la coscienza della classe dirigente attuale nel rendere facile la vita di un imprenditore italiano in Italia.

Per un quadro più generale sull’eccellenza italiana, leggi Una classifica dei prodotti top a marchio “made in Italy”.

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