8 mosse infallibili per promuovere un evento su Facebook

Promuovere evento Facebook

Se ben usato Facebook può essere uno strumento efficacissimo per promuovere un evento e vendere i biglietti. Basta fare le giuste mosse. Steve Toth ne ha scritto su Techwise, blog dedicato al web marketing, elencando una serie di cose da fare assolutamente se devi promuovere un evento su Facebook.

Vediamole insieme.

#1 – Crea una pagina apposta per il tuo evento

Se il tuo evento si svolge più volte all’anno, mantieni online sempre la stessa pagina – beneficerai della indicizzazione passata- e ritocca semplicemente la foto di copertina e l’immagine di profilo per adattarla al nuovo evento. Per fare questo devi usare URL e title generici in cui non sia specificato un determinato anno.

Se invece c’è già una pagina ufficiale del brand, magari con molti fan, crea l’evento direttamente dalla timeline.

#2 – Crea un evento dalla fanpage

È molto facile, basta seguire pochi semplici passaggi. Vai sul menu che vedi in foto e clicca su “evento”. Si aprirà in overlay la scheda dove inserire tutti i dettagli.

Promuovi evento facebook

Fatto questo vedrai l’app degli eventi nel menu in alto alla tua timeline.

Raccomandazione: crea immagini accattivanti per il tuo evento. Assicurati di inserire info indispensabili come luogo e data. Inoltre includi un link per acquistare i biglietti.

#3 – Dai qualcosa in cambio

È una mossa semplice, ma sempre efficace. Carica una foto in cui chiarisci le regole: il like vale 1 punto, il commento 2 punti, la condivisione 5 punti. Chiaramente valgono solo like, commenti e condivisioni espresse pubblicamente, anche perché le interazioni private non si vedono sulla tua pagina.

Dare qualcosa in cambio ai tuoi utenti è il modo più semplice, ma più efficace, per generare il passaparola spontaneo.

#4 – Crea un annuncio con Facebook Ads

Invece di creare un annuncio per la tua pagina o il tuo sito web, prova a creare un annuncio direttamente per il tuo evento. In questo modo sarà tutto più mirato: avrai un CTR più alto – il rapporto tra visualizzazioni e click- e le persone avranno la possibilità di invitare i loro amici all’evento direttamente dall’annuncio.

Altra cosa importante di Facebook Ads è la profilazione del target. Puoi segmentare il tuo target per sesso, età, località: tutto con precisione chirurgica.

#5 – Crea più amministratori

Se attorno al tuo evento sta lavorando un gruppo di persone, nomina ciascuno amministratore della pagina. In questo modo potranno invitare i loro amici all’evento e l’effetto virale sarà moltiplicato.

#6 – Fai vivere la pagina dell’evento

Aggiungi l’indirizzo, informazioni sul tuo evento, le date. Posta link, foto e video. Fai vivere la pagina dell’evento come fosse una normale pagina brand. In questo modo invoglierai le persone a partecipare.

#7 – Crea messaggi differenziati

Con la pagina evento puoi creare messaggi per differenti gruppi di utenti. Mettiamo il caso tu abbia un piccolo gruppo di persone che non ha risposto al tuo invito. Perché non invii loro un messaggio con un coupon sconto o un’offerta che non possono rifiutare?

Ricordati poi di inviare un promemoria pochi giorni prima dell’evento a chi ha confermato di partecipare.

#8 – Divertiti!

Posta un sacco di foto e video in diretta dal tuo evento. Chiedi ai partecipanti di postare a loro volta sulla tua timeline e partecipa alle conversazioni online.

Ci sono tantissime cose che puoi fare per coinvolgere le persone e rendere il tuo evento davvero social. L’unico limite è la creatività.

7 nuovi prodotti made in Google

Il colosso del web non dorme mai ed è sempre pronto a sfruttare la sua arma migliore: L’innovazione a 360°. Pensavamo che i Google Glass, già divenuti una realtà nel mercato, e l’auto senza conducente fossero le sole direttrici di innovazione, ma non andrà esattamente così. Negli ultimi mesi Google ha lavorato anche su altri prodotti impressionanti che sicuramente stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere.
Scopriamo insieme le 7 novità che Google ha aggiunto al suo portafoglio di prodotti.

Motorola X Phone

Google sta arrivando con un nuovo Smartphone, il Motorola X, che permetterà agli utenti di personalizzare l’hardware del dispositivo. I clienti avranno la possibilità di personalizzare il colore e le specifiche hardware come RAM e memoria interna similmente a come altre aziende permettono all’utente di costruire un PC.
Lo stesso Larry Page ha dichiarato che Motorola sta lavorando su dispositivi  “Breakthrough” con materiali resistenti e batterie a lunga durata.

7 nuovi prodotti made in Google

Babel, un servizio di messaggistica di proprietà Google

Google ha l’intensione di unificare Google Voice, Google Talk e Google Messenger sotto un unico marchio, Babel, ora diventato Hangouts. Rappresenta la risposta di un Google alla grande varietà di applicazioni di messaggistica standalone presenti sul mercato, come WhatsApp, iMessage di Apple, BlackBerry Messenger e Facebook Messenger. Le sue capacità multi-piattaforma contribuiscono certamente a rendere l’offerta più attraente per gli utenti attuali.

7 nuovi prodotti made in Google

Lo Smartwatch con sistema operativo Android

Dopo aver messo a segno ottimi colpi con gli smartphone e tablet della gamma Nexus, il gigante della ricerca sta apparentemente lavorando alla realizzazione di uno smartwatch Android. Il gadget indossabile sarà la risposta di Google allo SmartWatch di Apple.

7 nuovi prodotti made in Google

Creare una rete wireless mondiale

La soluzione per fornire al mondo una rete internet senza fili? La risposta sono i palloni areostatici. I palloni antenna sono in fase di sviluppo da parte di Google con il nome di progetto ‘Loon‘, che si propone di diffondere il segnale internet tramite antenne fluttuanti nella stratosfera, ad una altezza doppia rispetto il volo degli aeroplani. I palloni fluttueranno attorno alla terra e avranno la capacità di cambiare direzione alzandosi o abbassandosi di quota, sfruttando i venti per muoversi nella direzione desiderata.

I clienti possono connettersi alla rete palloncino di Google utilizzando una speciale antenna internet attaccata alla loro abitazione. Il segnale rimbalza da palloncino a palloncino, da internet alla terra. Il progetto pilota ‘progetto Loon’ è iniziato il 15 giugno presso il 40 ° parallelo Sud, con il lancio di 30 palloni dall’ “Isola del Sud” in Nuova Zelanda e vede coinvolti un piccolo gruppo di tester.

7 nuovi prodotti made in Google

Una gaming-console by Android

Google sembra voler sfidare i giganti del gaming lavorando ad una consolle da gioco basata sul proprio sistema operativo. Nei prossimi mesi è in arrivo un competitor diretto per Microsoft e Sony.

7 nuovi prodotti made in Google

Produzione di energia dal cielo

Google ha da poco acquistato Makani, una startup del campo dell’energia che, con il supporto del ente per l’energia americano, si occcupa dello sviluppo di aeroplani con turbine per la produzione di elettricità. L’ultimo modello di aereo-turbina prodotto è il called Wing 7, un prototipo lungo circa 7 metri interamente realizzato in fibra di carbonio. Il modello è collegato ad una centrale tramite un cavo e produce energia volando compiendo spirali ad un’altezza che va dai 200 ai 700 metri dal suolo.

7 nuovi prodotti made in Google

Nuovo Android@Home

Google, nonostante non siano di certo temi molto innovativi, entra prepotentemente del mondo della domotica e della home-automization. Google@home consente di governare la casa tramite lo smartphone, trasformando ogni elettrodomestico e apparecchiatura in casa in un potenziale accessorio per il telefono. Il principale punto di forza sarà il controllo vocale.

7 nuovi prodotti made in Google

Royal Baby: su Etsy l’handmade per bambini royal inspired

L’attesa per il Royal baby è più lunga del previsto. Tra date del parto presunte, previsioni dei bookmakers e indiscrezioni, l’entusiasmo collettivo ha preso ormai il sopravvento.

La nascita del futuro erede è anche diventata una grande oppurtunità di business, che ha contagiato tutti i campi: su Etsy già da qualche mese stanno spopolando corredini e accessori per tutti i piccoli principi e principesse, tutti rigorosamente handmade.

Per pappe degne di un erede al trono, perfetti i bavaglini di Yellowbluebag:

Lenzuolini e federe coronati per fare sogni d’oro, realizzati da Let’s create online:

Biberon regale (e, diciamolo, un pò kitch) di Tori Smith:

Body rosa e prezioso, per la piccola principessa della mamma, realizzato da Funny baby Onesie:

Bimbi dal sangue blu dalla testa ai piedi, con queste scarpine realizzate da Foxypants:

Deliziosi cuscini in puro stile Royal baby, in vendita da Naked decor:

Coroncina crochet (con mutandina abbinata) realizzata di Korea Kids:

E per le mamme in attesa di un futuro principe, ecco le t-shirt dipinte a mano di OutieNZ:

Royal Baby: il merchandise da collezione

Prima di William a Kate è stato il turno di Diana e Charles. Se all’inizio degli anni Ottanta i neo-genitori non hanno dovuto fare i conti con social network e iniziative di guerrilla marketing legate alla nascita del loro primogenito, c’era già il merchandise.

Pacchiani piatti decorativi, ditali d’oro e bambole inquietanti: ecco gli oggetti più strani prodotti per celebrare la famiglia reale e il Royal Baby William. E ricordate che erano gli anni Ottanta!

Immigrazione: la nuova fuga di cervelli che sostiene l'economia


I miei bisnonni sono arrivati negli Stati Uniti passando per Ellis Island. Uno dei miei nonni era postino, l’altro poliziotto. I miei genitori erano medici. Io ho creato un’azienda. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza una politica dell’immigrazione accogliente, un sistema scolastico di alto livello e la comunità scientifica che ha creato internet
[Mark Zuckerberg sul Washington Post]

In questo periodo di riflessioni sull’economia globale, italiani ed europei si trovano sempre più spesso a confronto con il tema delicato e problematico dell’immigrazione, letto ora in ottica di depauperamento dell’economia interna, ora in chiave di risorsa per un rilancio, considerato anche il tasso ridotto di natalità di molti dei Paesi occidentali economicamente sviluppati.

Immigrazione e reazione: la paura indotta dalla crisi economica

Alcuni Stati dell’eurozona reagiscono a questo non nuovo fenomeno con la riduzione delle possibilità di ingresso per gli stranieri. Tramite un referendum del 9 giugno, gli svizzeri si sono pronunciati con ampio margine a favore di un inasprimento della legge sull’asilo, ma questa è solo la prima delle misure che la classe politica sta cercando di attuare per rispondere alle preoccupazioni della cittadinanza: ora la Svizzera può accorciare i permessi di lungo soggiorno ai lavoratori dell’Unione europea (italiani compresi, quindi).

Il 23 per cento della popolazione svizzera è costituito da stranieri, per lo più europei, che contribuiscono in maniera decisiva alla crescita del PIL elvetico. Nonostante il dato di tutto rispetto, questo Paese non è nuovo ad esternazioni xenofobe, che volentieri colpiscono direttamente i cugini d’oltralpe, gli Italiani.

L’associazione tipica “straniero = brutto e sporco” che si contrappone alla “meraviglia di una integrità nazionale” è sottolineata e ribadita anche da una campagna politica di qualche anno fa, che puntava a colpire espressamente le popolazioni ROM.

Ma come si sviluppano questi processi razzisti e di avversione nei confronti degli immigrati?

La risposta è comune a tante problematiche: le difficoltà economiche attuali.

Senza andare neanche troppo indietro, la storia dell’ultimo secolo ha evidenziato ondate di odio razziale associate a fasi depressive del ciclo economico, per uno spontaneo timore di contrazione dei mercati e del relativo benessere collegato strettamente con la riduzione delle possibilità occupazionali.

Spesso però, il forte espediente della “minaccia straniera” è stato largamente strumentalizzato per sviare l’attenzione dei cittadini dalle reali problematiche alla base della crisi.

Immigrazione: pericolo o risorsa?

Per il nostro Paese l’immigrazione ha un ruolo determinante per la crescita economica, dato che la popolazione è sempre più anziana e pochi sono disposti a svolgere mansioni fondamentali che, sebbene strettamente necessarie, sono perlopiù snobbate dagli italiani e richiedono quindi una operazione di “importazione di manodopera”.
Le attuali leggi in vigore determinano invece un tasso di clandestinità elevato: oltre a non agevolare l’inserimento degli immigrati in settori occupazionali carenti di personale, scoraggiano anche il flusso di lavoratori altamente qualificati.

A differenza dell’immigrazione clandestina, condotta barbaramente da personaggi senza scrupoli per fini strettamente di lucro, della quale abbiamo una visione chiara grazie alle notizie che quotidianamente ci arrivano da località come Lampedusa, sarebbe necessario agevolare un tipo di immigrazione qualificata. Una ricerca di talento straniero porterebbe benefici di carattere tecnico ed economico ad aziende che stentano ad adeguarsi ai veloci cambiamenti dei mercati, che non riguardano esclusivamente le tecnologie ma coinvolgono sempre più anche le risorse umane.

Un “fuga dei cervelli al contrario“, una sorta di turn over dei lavoratori e delle conoscenze, basato su una legislazione più flessibile ed attenta alle reali esigenze del mercato interno e dell’occupazione, che non riduca il fenomeno migratorio a mera accoglienza dei disagiati ma anzi valorizzi le eccellenze straniere per migliorare complessivamente la situazione economica locale.

Certamente questa opzione incontra grandi ostacoli in un Paese nel quale anche importanti cariche dello Stato scivolano su più o meno propagandistiche affermazioni a sfondo razzista e sessista.

Come sostiene Zuckerberg “In una economia della conoscenza le persone di talento sono la risorsa principale: bisogna fare crescere e attrarre i migliori, perché saranno i leader di domani.

Trail me Up: lo street view dei percorsi naturalistici [INTERVISTA]

Immaginatevi Google Street View in mezzo a foreste lussureggianti, sentieri dorati, dune di sabbia desertica o parchi naturali con panorami mozzafiato. Immaginate di poter visitare gli angoli più remoti del mondo in modalità completamente off-road rispetto ai percorsi asfaltati tradizionali.

Utopia? Avventure alla Indiana Jones?

No, è tutto realtà (virtuale). E si chiama Trail Me Up.

Trail Me Up è un sito web che offre trailviews a 360° di paesaggi che sono accessibili solo attraverso itinerari e percorsi a piedi: dai parchi naturali ai luoghi più sperduti e inospitali. Un’interfaccia che permette agli utenti di visitare queste location dalla prospettiva di chi fa hiking, con un format di realtà virtuale in cui ogni movimento o rotazione può essere colto da tutti gli angoli possibili.

Online da febbraio 2012 e nato con intento documentaristico e divulgativo, è un progetto che sta crescendo sempre di più. Testi e tracce audio sono contributi fondamentali e fanno in modo che, oltre alle potenzialità di Street View ci siano anche quelle di una vera enciclopedia naturalistica, geografica e geologica.

Avevamo già incontrato questo progetto alcuni mesi fa spiegandovelo sotto il punto di vista più “tecnico” e tecnologico: questa volta invece abbiamo intervistato Fabio Zaffagnini, CEO e Founder di Trail me Up, per farci raccontare i retroscena e le prossime tappe di questa avventura.

1- Come nasce Trail Me Up? Essendo un progetto molto originale è interessante scoprire l’intento originario da cui è partito.

L’idea è nata di ritorno da un viaggio in Patagonia. Dopo aver mostrato le foto ai miei amici, ho notato che quello che così tanto aveva emozionato me, non provocava lo stesso effetto su di loro. Quindi ho pensato a un modo per far rivivere quei luoghi attraverso lo schermo di un computer. In quel momento mi è tornato in mente il giorno in cui ho scoperto Google Streetview: per quasi una settimana non sono riuscito a lavorare, ero troppo impegnato a percorrere le strade americane, italiane, spagnole. Da lì il passaggio è stato breve: mi sono chiesto come sarebbe stato se Streetview fosse riuscito a percorrere anche i sentieri. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che non esisteva niente di simile. Così mi son detto: “Lo faccio io!”. E da lì, era il 2011, non ho fatto altro che pensare a quello: mappare tutti i sentieri del mondo.

2 – Come decidete le mete del virtual trail?

Fino ad oggi, hanno corrisposto alle nostre ferie! Ma ora stiamo costruendo una roadmap in base alle adesioni dei mappatori che continuano ad arrivare ad una velocità vertiginosa.

 

3 – La vostra è un’alternativa a Google view con un target molto particolare. In estrema sintesi, qual è tutto il processo per creare una “trail view”?

È tutto molto semplice: raccogliamo le adesioni dei volontari, inviamo loro il nostro zaino. E aspettiamo le foto ed i contenuti che pubblicheremo sul nostro sito, a fronte di una lauta ricompensa (una maglietta).

4 – Attualmente ci sono Yosemite ed Etiopia, in progress la Cappadocia. Quali saranno le prossime mete?

Abbiamo già mappato e quindi siamo prossimi alla pubblicazione di altri sentieri mappati negli USA, in Tanzania, Turchia, Nuova Zelanda, Cuba. Entro breve partiremo poi in modo massiccio con l’Italia, più alcuni progetti molto ambiziosi che stiamo sviluppando, ma su cui vige il più profondo segreto.

Made in Italy vs Google: noi tifiamo per il primo, e voi amici ninja trekker?

Perché i gatti (e il bacon) sono ancora virali [INFOGRAFICA]

È una domanda alla quale in molti cercando di rispondere oramai da un po’: perché i gattini continuano ad essere così popolari in rete? Marketo ci fornisce una risposta attraverso questa infografica che ripercorre alcuni momenti importanti nella storia del dominio felino nel web.

Ogni mese la parola “cat” viene ricercata più di 30 milioni volte. Alcuni esemplari sono diventati dei veri e propri fenomeni, come “Keyboard Cat” e il più recente, triste, amaro e cinico “Grumpy Cat“.

Seppur saliti sull’Olimpo dei contenuti più virali a partire da materiale amatoriale, i brand negli ultimi anni non si sono lasciati sfuggire l’occasione di utilizzare questi catalizatori di views. Cravendale, famoso brand di latte inglese, conquistò una posizione d’onore un paio di anni fa grazie ai suoi “gatti coi pollici“: lo spot ha raggiunto nel tempo addirittura la soglia delle 7 milioni di visualizzazioni e incrementando le vendite dell’8%.

Perchè i gatti piacciono tanto, dunque?

  1. Aggiungono humour al contenuto
  2. Aiutano i brand ad ingaggiare anche il pubblico dei millennials
  3. Se il video è ben progettato, contribuiscono a far sorgere una sensazione di “autenticità” in chi guarda

 

A quanto pare, tuttavia, anche il bacon sembra totalizzare più ricerche di Kim Kardashian 😉 Ma i gatti riamngono imbattibili.

Mobilizing The12th Man, l'app che ha riportato i tifosi allo stadio

Due anni dopo la Primavera Araba, la tensione in Tunisia è rimasta: le autorità locali per evitare conflitti hanno vietato l’accesso agli stadi durante le partite della Tunisian Ligue Professionelle, la coppa nazionale di calcio. Il calcio, che dovrebbe essere un momento di svago e di emozione, in quel paese può esser l’occasione per disordini e atti di terrorismo.

Per noi italiani il calcio è lo sport nazionale, eppure possiamo solo minimamente immaginare cosa significa una restrizione della libertà di questo tipo, che è il segnale di un paese profondamente ferito. Pensate inoltre a quanto possa esser triste non soltanto per i tifosi ma anche per gli atleti in campo non avere il sostegno dei propri tifosi.

Mobilizing The 12th Man riporta i tifosi tunisini allo stadio

Memac Ogilvy Tunis, la sede tunisina del gruppo Ogilvy & Mather ha realizzato  l’app “Mobilizing The 12th Man in collaborazione con la squadra di calcio CS Hammam-Lif che a marzo 2013, prima del match cruciale della stagione, aveva bisogno di tutto il sostegno dei suoi tifosi.

I tifosi, senza essere presenti fisicamente nello stadio, grazie a questa app hanno potuto far sentire alla loro squadra tutto il loro sostegno. Come? L’app ha connesso ogni tifoso a 40 altoparlanti giganti posizionati all’interno dello stadio durante la partita: a quel punto al tifoso bastava fare touch sullo schermo per trasformare quel tocco in un potente tifo da stadio trasmesso dagli altoparlanti!

Guardate il video per capire la potenza di questa iniziativa, che ha coinvolto migliaia di utenti!

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93mila fan via Mobile!

Grazie all’applicazione, lo stadio che normalmente ha una capacità di 12 mila persone ha potuto ospitare  più di 93mila fan, creando un risultato agghiacciante e anche con lo stadio vuoto, il suono ha “preso campo”, ed i giocatori hanno trovato il sostegno di cui avevano bisogno per andare avanti, vincendo la partita per 1-0.

L’app e la campagna promozionale che vi è dietro ha ottenuto ben 7 Leoni a Cannes, cinque d’argento e due di bronzo.

Ci saranno ovviamente molti possibili sviluppi futuri per questa applicazione, anche in altri contesti: ma quello che ci preme più credere è che ancora una volta la tecnologia può essere lo strumento per creare valore ed emozione.

Minibar, caffè istantaneo e vernici rock: i migliori annunci stampa della settimana

Emozionare, far sorridere, riflettere, o spingere ad un comportamento. Gli annunci stampa di questa settimana hanno queste caratteristiche pronti a vederli? Ecco la top 5:

Dometic: Automatic minibars

La tentazione di svuotare il minibar della propria camera d’albergo durante le notti più calde è venuta a molti di noi, ma la prospettiva di pagare 4 euro e 50 centesimi per 0,15 cl di aranciata ferma sul nascere il desiderio dell’assetato più disperato. Qualcun altro invece trova metodi particolari per nascondere l’uso dei prodotti del frigobar, magari riempiendo d’acqua le bottigliette mignon di liquori. Dometic dice basta a questi abusi introducendo un iper tecnologico frigobar “HiPromatic” che garantisce alte performance di tracciabilità in real time per ridurre al minimo le razzie dei “criminali” notturni!

In questa campagna stampa un collage di numeri colorati formano le classiche bottiglie da frigobar. Il gioco di parole della headline (buono sia per l’italiano che per l’inglese) cita: “Un minibar su cui puoi veramente contare.

Advertising Agency: FederhenSchneider, Cologne, Germany
Creative Director: Christian Schneider
Art Director: Ingo Pagotto
Copywriter: Hendrik Spree
Illustrator: Manfred Liersam

Khao Shong: Ski cap

Ah! Un buon caffè durante le giornate invernali! Niente di meglio! In questa print si ha un ribaltamento immediato e veloce di valori sensoriali giocati sull’opposizione caldo/freddo. In maniera elegante e pulita, questa creatività riesce ad introdurci immediatamente il prodotto: il caffè istantaneo che da freddo (polvere liofilizzata) può diventare in un vero e proprio caffè caldo, garantendo un ottimo “Istant Ahhhhhhhhs!” Davvero buona l’esecuzione artistica che trasforma il cappellino di lana in una tazza di caffè.

Advertising Agency: TBWATAL, Colombo, Sri Lanka
Creative Director: Mario De Soyza
Art Directors: Vijitha Wijewarnakula, Mithila De Silva
Copywriter: Mario De Soyza
Photographer: Saminda Priyadarshana

Tintas Verginia: Colors of Rock

Chissà come la pensano Roger Waters e Billie Joe Armstrong, ma a noi “Rose Floyd” e “Blue day” ci sembrano davvero dei pessimi nomi da dare ad un gruppo musicale! A volte le sfumature possono decretare il successo o il fallimento di un progetto, e questo vale nella musica come nella tinteggiatura.

Tintas Verginia ci consiglia di consultare i suoi esperti prima di decidere di colorare le mura di casa. Un tono di colore sbagliato infatti può compromettere intere giornate di lavoro.

Advertising Agency: Verbal Communication, Curitiba, Brazil
Creative Director: Cláudio Erwin
Creatives: Rodrigo Lira, Leandro Bonfim
Art Director: Rodrigo Lira
Copywriter: Leandro Bonfim

Gain With Oxi: Soccer/Rocker

C’è tensione in queste print! Siamo nell’istante prima di un evento che spezzerà la routine dei simpatici personaggi posti sulla sinistra della creatività che sono legati ai personaggi sulla destra che innescheranno gli eventi “traumatici” che daranno luogo ad una macchia sui vestiti e sulle superfici dei mobili. “Le macchie accadono“, ma niente paura, ad eliminarle, ci pensa il detersivo Gain Oxi.

Advertising Agency: Lapiz, Chicago, USA
Chief Creative Officer: Laurence Klinger
Creative Directors: Ciro Sarmiento, Maria Bernal
Copywriter: Omar Sotomayor Noel
Art Director: Gaston Soto Denegri
Illustrator: Javier Lourenco

El Colombiano: Slide Tree/Truck

Il telefonino e la guida erano un connubio pericoloso già dall’era degli sms. Oggi con gli smartphone di ultima generazione moltiplichiamo le probabilità di distrarci al volante, per esempio leggendo gli aggiornamenti social, o dando un’occhiata a meteo e news. Il quotidiano online El Colombiano odia le cattive notizie e consiglia di non usare il telefono alla guida.

Graficamente si mette in scena una schermata tipica di blocco schermo di uno smartphone, decontestualizzata e modificata con l’icona di un auto che inevitabilmente si scontrerà con un albero e con un camion se verrà applicata la procedura di sblocco del cellulare. Messaggio chiaro e efficace che fa leva su una pratica (sblocco schermo) immediatamente riconoscibile dagli utilizzatori di smartphone. Target colpito! 

Advertising Agency: DDB Medellín, Bogota, Colombia
Chief Creative Officer: RodrigoBolívar
Creative Director: Marco Muñoz
Copywriter: Juan David Arboleda
Art Director: Mauricio Cortés

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica [INTERVISTA]

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di conoscere, grazie alla pagina Facebook di NVIDIA Italia, un gentile libero professionista di nome Giovanni L. Puggioni che ha dimostrato un grande interesse nel condividere pubblicamente il proprio PC raffreddato a liquido, scatenando l’entusiasmo e l’euforia della community italiana di appassionati di tecnologia informatica.

Scopriamo le caratteristiche del PC, prima di fare qualche domanda a Giovanni!

Specifiche Hardware / Caratteristiche Tecniche

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica

Il case è un Corsair Obsidian-D800.
Il monitor è un Samsung SyncMaster SA950, dotato di un display Full HD  di 27 pollici (16:9) 120Hz, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED.
Il processore è un esa-core Intel i7 990X Extreme (5000MHZ-liquid coolingWB Koolance CPU-370).

La scheda madre è un Asus R.O.G. Rampage III extreme.
La memoria conta su 12 GB RAM 2000 Corsair Dominator GT.
La grafica è supportata da ben due NVIDIA GTX 780 liquid cooling-Watercool HeatKiller più Backplate, il tutto in modalità SLI-Evga.
La memoria d’archiviazione è dotata di un disco SSD: 480 GB 2x Corsair ForceGT 240GB RAID 0 più Velociraptor WD 300GB.
Il drive ottico è un masterizzatore BluRay.
L’Alimentatore è un  SilverStone Strider 1550W.
La Tastiera retroilluminata è una Razer DeathStalKer Ultimate.
Il sistema operativo è Windows 7 Ultimate 64 Bit.

L’Intervista

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologicaSalve Giovanni, è un vero piacere conoscerti. Difficile frenare la propria crescente curiosità su questo tuo magnifico computer.

–  Quanto tempo è stato necessario per realizzarlo da zero?
“Circa una settimana.”

– Da quando hai scoperto di avere la passione per l’assemblaggio di componentistica PC?
“14-15 anni fa. Inizialmente ero molto “preso” dai portatili, più avanti acquistai il mio primo PC fisso già assemblato, e da lì è nata la passione.”

– Hai mai pensato di partecipare a competizioni di assemblaggio e configurazione professionistica?
“No, sinceramente non ci ho mai pensato.”

– Qual è stato il componente più complicato d’assemblare?
“Secondo me è stata la realizzazione dell’impianto a liquido.”

– E’ stato difficile procurarsi i materiali idonei per un simile raffreddamento a liquido?
“Direi di no, su Internet con tempo e pazienza si riesce a realizzare e procurarsi ciò che si desidera.

– Abbiamo anche notato quella affascinante “fiala” luminosa con all’interno i tubi intrecciati a spirale, di che si tratta?

PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica
“Si tratta di una vaschetta su cui circola il liquido dell’impianto, si chiama “FrozenQ Liquid Fusion”, reperibile negli shop più forniti di accessori per pc.”

– Qual è stato il primo programma che hai avuto in mente di testare una volta ultimato il tuo lavoro?
“Beh, il programma che misura le temperature dei rispettivi componenti raffreddati a liquido.”

– A che velocità sei riuscito ad overclockare le memorie RAM?
“A 2133 mhz.

–  Che tipo di temperature hai potuto registrare durante le tue sessioni?
“Beh, dipende dal carico sulla CPU e GPU: sul PC che hai visto con le schede in full load non supero i 46 °C, mentre a 5 Ghz sulla CPU a pieno carico non supero i 66 °C.”

– Quali sono i tuoi videogiochi preferiti e quali titoli stai aspettando impazientemente di testare?
“Beh, per queste cose sarei un po’ vecchiotto e dovrei vergognarmi un pochino, ma vista la passione qualche gioco me lo sparo volentieri tipo Metro Dead Space, ma anche i race games non mi dispiacciono.”

– Se qualcuno dei nostri lettori volesse emulare le tue gesta, che tipo di spesa (in €) dovrebbe affrontare, più o meno, tra componentistica e materiali vari? E soprattutto qual è il singolo pezzo su cui è più necessario investire i propri risparmi?


PC “fai da te”: quando la creatività si trasforma in arte tecnologica
“Il prezzo dipende e può variare da tante cose, secondo me non si deve badare a spese sulla piattaforma: Scheda Madre, CPU e Ram. Se li tieni bene, sei sempre al top per anni. Mentre per realizzare una configurazione tipo la mia si spende parecchio (purtroppo): dai 5500-6500 euro e oltre.”


Sei stato gentilissimo Giovanni, grazie mille della tua disponibilità e ancora tanti complimenti per una simile meraviglia!  🙂