L’anno scorso Ninja Marketing ha annunciato in anteprima il grande evento e quest’anno non potevamo essere da meno rivelando le date di uno degli appuntamenti più attesi nel mondo delle startup: TechCrunch Italy
Voci semi-ufficiali ci informano che il 26 ed il 27 settembre 2013 si terrà infatti la seconda edizione dell’iniziativa nata dalla collaborazione di Populis e TechCrunch, che proprio in questa occasione è arrivato per la prima volta in Italia realizzando quello che si è rivelato il più importante evento a livello Europeo per dimensioni e risonanza targato TechCrunch.
Per chi non ha avuto la fortuna di partecipare , vi mostriamo attraverso qualche numero perchè dovete assolutamente inserire questo appuntamento nella vostra agenda.
I numeri dell’edizione 2012
– 1000 partecipanti all’evento;
– 47 le startup selezionate da Mind the Bridge tra centinaia di richieste;
– 100 i developers che si sono sfidati per 12 ore a colpi di codice nell’hackathlon;
– 53 gli speaker d’eccezione chiamati a salire sul palco;
– 3 le startup premiate per un totale di 45k tra assistenza legale, finanziamenti e biglietti per il TechCrunch Disrupt a San Francisco.
In attesa di comunicazioni ufficiali da parte degli organizzatori su location e speaker dell’edizione 2013, vi lasciamo con un’intervista di Luca Ascani, fondatore di Populis, che ci spiega perché abbiamo bisogno di iniziative di questo tipo in Italia.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kajihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaji2013-04-17 19:59:322013-04-17 19:59:32TechCrunch, a settembre 2013 per la seconda volta in Italia [SCOOP]
Giardini verticali, foreste nebulari in serra, macchia mediterranea e maestosi baobab africani. Vorreste vederli tutti insieme in un bizzarro viaggio nel mondo vegetale? Allora il vostro posto è a Singapore, la garden city d’asia, la città stato che ha fatto della modifica e manomissione del territorio una prerogativa ed un business.
Singapore è la lo stato con la più alta densità abitativa del mondo: oltre 7300 abitanti per chilometro quadrato. Chi la visita resta però raramente con l’impressione di una città caotica o sovraffollata. Gli spazi restano ampi, le strade larghe, ed ogni condominio destina ampi spazi al verde comune, salvo poi svilupparsi in verticale per decine e decine di piani.
La ricerca di spazio è spasmodica e significa denaro. I prezzi degli immobili sono alle stelle, il PIL pro capite è maggiore di oltre il 40% della media europea, e nuovo spazio significa assicurare vivibilità facendo al contempo grossi affari immobiliari. Per questo Singapore ha allargato la propria isola, contendendo spazio al mare, ed espandendosi di oltre il 30% della propria dimensione negli ultimi 40 anni.
La zona più caratteristica della città, Marina Bay con il suo novero di grattaceli avveniristici, è interamente costruita da terra inventata dall’uomo. Una faraonica e costosa opera di riempimento dei mari. Ma Singapore non è solo grattacieli. La terra ed il business non vengono solo da mattoni e vetri incastonati con forme avvenieristiche.
La città mira a passare da “Garden City”, concetto così importante da essere sulle banconote dei singapore dollars, a “City in the Garden”, invertendo il paradigma di spazio verde, all’intero del quale si trova la città (e non viceversa).
Nel 2005 il primo ministro Lee Hsien Loong annuncia la creazione di “Gardens in the Bay”, un avveniristico ed iconico parco di 105 ettari meraviglie ed i colori della natura. Inaugurato pochi mesi fa, ovviamente da un nuovo lotto di terra strappato al mare, è un vero e proprio parco tematico dedicato al mondo vegetale. Dimenticatevi i parchi zoo o i parchi botanici.
Gardens in the bay è la terra dei “mega-alberi” ricoperti da giardini verticali, di futuristici padiglioni di vetro dove l’uomo ha plasmato la natura a suo piacimento e e per il proprio compiacimento. E’ diviso in tre diverse aree tematiche incluse in un unico biglietto dal prezzo di ingresso non modico (dai circa 15 euro per i locali ai circa 20 per i turisti), rendendone di fatto una vera e propria macchina da soldi, con circa 1 milioni di visitatori nei primi due mesi di attività. Anche la posizione è strategica, proprio alle spalle del famoso mega albergo “Marina Bsay Sands” con la sua piscina di 120 metri sulla terrazza a forma di sommergibile, proprio accanto ad un grossò casinò.
Non bisogna però dimenticare che la fortissima urbanizzazione di Singapore ha di fatto cancellato la maggior parte della foresta pluviale che ricopriva originalmente l’isola. Ed anche che le riserve rimanenti, nel centro della città, siano generalmente poco frequentate. I locali appaiono generalmente poco interessati ad approfondire la flora comunque rigogliosa, la natura in libertà, ma piuttosto a scattarsi una foto ricordo con il cartello riportante il “punto più alto di Singapore”, ben 163 metri nella collina di Bukit Timah. Da far sganasciare anche il più dilettante degli alpini. Tutti però ben contenti, qualche chilometro “a valle”, di pagare ed andare ad ammirare, fotografare e farsi fotografare con la natura in cattività. Che non sia un modo per Singapore di pagare il proprio debito con la madreterra? O forse semplicemente, miracoli del marketing
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00ekohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngeko2013-04-17 16:00:032016-04-21 16:35:37Singapore Gardens: la macchina da soldi degli spazi e della natura
Dopo l’ennesima foto imbarazzante o commento fuori luogo, avete deciso di cancellare le vostre tracce da Internet? Il giornalista Charles Arthur ha realizzato per The Guardian il tutorial che state cercando: “How to delete your digital life”, ovvero “Come cancellare la tua vita digitale”. Il riferimento è ovvio: si parla di come cancellarsi da Internet, o meglio dei modi in cui eliminare le informazioni che in maniera più o meno consapevole abbiamo immesso nella rete.
Cancellare la propria web presence
Il video e l’articolo forniscono una serie di tattiche di emergenza per cancellarsi da Internet, da attuare nel momento in cui ci si rende conto di volere rimuovere la propria presenza dal web. Le motivazioni che spingono gli utenti a intraprendere questa strada sono tra le più diverse: dalla volontà di tutelare la propria privacy, al tentativo di eliminare esperienze, commenti e informazioni riservate e/o imbarazzanti dalle pagine del Web.
Ecco cosa suggerisce Charles Arthur:
Come eliminare le vostre tracce in 8 passaggi
1) Se avete Facebook, impostate la Privacy su “Privato” o “Da non condividere”.
2) Cercate le foto in cui siete taggati, passate il mouse sull’immagine fino a vedere comparire una stella e una matita in alto a destra. Da qui, potete scegliere di rimuovere il tag, cliccando su “Voglio eliminare il mio tag”. Se desiderate eliminare totalmente la vostra presenza da Facebook, resterete delusi. Un account di Facebook non è mai davvero cancellato: infatti si può solo disattivare. Una volta cliccato su “Disattiva l’account”, tutte le informazioni diventano automaticamente proprietà di Facebook. Quindi, siate certi di eliminare tutto il possibile, prima di premere quel bottone.
3) Diverso è il discorso per gli account Blogger, la piattaforma per blog di Google: cancellando il profilo, tutti i post e i commenti al blog saranno eliminati.
4) Anche i blog di Tumblr e WordPress consentono la cancellazione dei contenuti e degli account. Verificate la vostra web presence su Pipl.com e scoprite i vostri account fantasma (scommetto che c’eravate su Myspace, qualche anno fa).
5) Cercate il vostro nome e cognome (meglio se tra virgolette “Nome Cognome”) sui motori di ricerca e terrorizzatevi nello scoprire in quante pagine siete presenti con foto, commenti, post di forum e tag. Cercate di risalire agli amministratori delle suddette pagine e richiedete di eliminare i vostri riferimenti dai loro siti, spiegando – gentilmente e con dovizia di particolari – le motivazioni che vi spingono a tale richiesta.
6) Cercate il vostro nome e cognome anche su Google Images e provate a richiedere la cancellazione a chi di dovere. Ricordate di essere gentili o indisporrete i vostri interlocutori, ottenendo l’effetto contrario.
7) Dopo avere cancellato tutto quello che avete trovato, continuate a cercare il vostro nome su diversi motori di ricerca e proseguite la vostra opera di cancellazione con le procedure sopra evidenziate.
8 ) Probabilmente non riuscirete a eliminare tutto: ricordate che qualsiasi contenuto pubblicato tramite Facebook, Blogger o WordPress potrebbe serpeggiare per il Web per sempre, memorizzato su The Internet Archive. Rimuovere contenuti da questo sito, il cui obiettivo è di archiviare tutte le informazioni che esso recupera sul Web, è impresa ardua che richiede un approccio sempre diverso per le richieste di cancellazione.
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Il buon senso prima di tutto
Cosa aggiungere? Che è sbagliato considerare Internet come una realtà virtuale: essa è piuttosto un’estensione digitale del nostro analogico quotidiano. Tutte le operazioni che intraprendiamo via web, dagli acquisti all’invio di email, sono archiviate da qualche parte in uno dei 600 milioni di server sparsi in giro per il mondo.
Per non doversi pentire di post sgraditi, basta seguire le regole del buon senso e stare attenti a non pubblicare niente di cui ci potremmo vergognare, a distanza di anni. E se proprio non rimane altra scelta, possiamo infine rivolgerci ad agenzie specializzate non solo nella rimozione delle informazioni da Internet, ma anche nella gestione dei contenuti di persone e aziende, come ad esempio Reputation.com.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/04/8_mosse_per_cancellarsi_da_internet1.jpg498704kurarisahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngkurarisa2013-04-17 15:00:592013-04-17 15:00:598 mosse per cancellarsi da Internet [HOW TO]
L’oggetto simbolo del boom economico degli anni ’60 in Italia è l’automobile che ha regalato a milioni di famiglie un elevato grado di autonomia e libertà e probabilmente simboleggia ancora una delle conquiste ottenute dalle persone attraverso il capitalismo.
Oggi il settore è in profonda crisi in Europa e molti hanno imparato a farne almeno quando possibile.
Tra le cause del calo delle vendite non ci sono solo motivi riconducibili alla crisi economica, ma anche altri fattori che fanno dell’Italia uno dei paesi in cui possedere un’auto costa di più.
L’Economist ha stilato una classifica delle città al mondo in cui i costi di possesso dell’auto sono più alti e Roma figura al quarto posto dopo Shanghai, San Paolo e Delhi.
E come se non bastasse, l’Economist posiziona l’Italia al primo posto dei paesi in cui i costi collegati al possesso di un’auto sono aumentati di più dal 2005 a oggi con un +51,3%.
Federconsumatori ha analizzato più dettagliatamente la situazione per l’Italia, rilevando innanzitutto che dal 2011 al 2012 l’incremento nei costi è stato nell’ordine del +15%. Mantenere un’auto di media cilindrata nel 2012 ci è costato oltre 4.600 euro così ripartiti: 2.320€ di benzina; 1.198€ di Rc Auto; 363€ di pedaggi e parcheggi; 747€ di manutenzione.
Se poi a questo totale aggiungiamo anche le spese per il bollo e il costo d’acquisto dell’auto ripartito su 10 anni, ecco che il totale arriva a 7.000 euro l’anno, praticamente il prezzo di una piccola utilitaria.
Sempre Federconsumatori si ausipca interventi importanti del Governo per rendere più concorrenziale il settore delle assicurazioni e ridurre significativamente le accise sul carburante per restituire un po’ di potere d’acquisto alle famiglie Italiane.
E voi cosa ne pensate di questa situazione? Sperate in importanti sgravi oppure nel frattempo preferite andare a piedi?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/04/Quanto_costa_oggi_possedere_un_auto_in_Italia.jpg412620Mirko Ferrarihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMirko Ferrari2013-04-17 13:00:562013-04-17 13:00:56Quanto costa oggi possedere un'auto in Italia?
I video musicali sono sempre più territorio di sperimentazione audivisiva e tecnologica, frutto di collaborazioni tra mondo della musica e quello del videomaking, della motion graphic, dell’arte visiva. La band olandese Light Light ha pensato qualcosa di diverso per il suo ultimo video “Kilo”, coinvolgendo la rete per un progetto in crowdsourcing.
Con la collaborazione di Roel Wouters, il gruppo ha realizzato un’interfaccia browser-based al sito donottouch.org che permette a chiunque si colleghi di partecipare alla creazione del video utilizzando semplicemente il mouse. Il programma tiene traccia dei movimenti del cursore, e lo aggiunge a quelli già registrati.
Non dovete fare altro che seguire le istruzioni a schermo, e divertirvi vedendo quali scelte hanno compiuto gli altri utenti che hanno parteicpato prima di voi 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-04-17 12:30:072013-04-17 12:30:07Il tuo mouse in un video musicale in crowdsourcing [VIDEO]
Il paradiso dei retrogamer esiste, ed è in Terra. Si chiama Project Unity e l’ha creato Bacteria, esperto di hardware. Un solo sistema, 15 console diverse: dai “preistorici”, ma sempre bellissimi, Amstrad Gx100 e Atari 7800 fino alla Play 2, passando per console poco fortunate come il Sega Saturn e il Nintendo 64.
Roba da far venire un coccolone anche al più freddo dei retrogamer. Un unico joypad, un unico trasformatore, un’unica uscita scart: ma ciò che più sorprende è che per la realizzazione della superconsole Bacteria ha utilizzato l’hardware originale delle diverse console, per sposare al meglio lo spirito del tempo in cui vissero il loro momento d’oro, e non emulatori o affini.
Le 15 console sono:
1) Armstrad GX1000
2) Atari 7800
3) Colecovision
4) Intellivision
5) NEC TurboGrafx X
6) NeoGeo MVS
7) Nintendo Entertainment System (NES)
8 ) Nintendo Gamecube
9) Nintendo 64
10) Sega Dreamcast
11) Sega MegaDrive (Genesis)
12) Sega Master System
13) Sega Saturn
14) Sony PlayStation 2
15) Super Nintendo (SNES)
3500 ore di lavoro, circa 800 euro di spesa: un’impresa titanica. Ora la cattiva notizia: Project Unity non sarà messa in vendita, anche per ovvi problemi di copyright. Un vero peccato! Per consolarvi almeno in parte, potete ammirare il video realizzato dall’ideatore.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2013-04-17 11:30:292013-04-17 11:30:29Project Unity: il Godzilla delle console
Con l’affermazione di internet, le inserzione pubblicitarie sulla carta stampata e in radio sono calate drasticamente, mettendo in ginocchio questi due affascinanti storici settori.
Il settore televisivo sembra essere l’unico a resistere a quello online. Si stima che entro il 2017 il mercato aumenti di circa il 14% e che questo anno gli investitori americani aumentino la loro spesa di circa 2 miliardi di dollari (Fonte eMarketer).
Anche se cresce ad un ritmo elevato, ci vorranno un po’ di anni prima che la spesa pubblicitaria digitale superi quella televisiva negli USA. Si prevede un incremento del 18% nei prossimi cinque anni e questo anno la spesa complessiva ammonta a 37,3 miliardi di dollari. Di questo passo è probabile che l’investimento previsto entro il 2017 sia di 60,4 miliardi di dollari. Solo il Regno Unito ha visto nel 2009 il sorpasso del digitale rispetto alle inserzioni pubblicitarie televisive.
Molti broadcaster via etere e via cavo hanno ampliato la loro presenza digitale, e la spesa per gli annunci video digitali dovrebbe raggiungere 4 miliardi dollari quest’anno, più del doppio della somma investita nel 2011.
Le inserzioni dovrebbero raddoppiare toccando i 9 miliardi di dollari entro il 2017. Gran parte della crescita sarà guidata da video distribuiti su smartphone e tablet, che rappresentano attualmente il 12,6% della spesa pubblicitaria video digitale. Entro il 2017 le inserzioni per gli smartphone raggiungeranno circa il 30% del mercato.
Immagini: Thinkstock, eMarketer.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kensakuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKensaku2013-04-17 10:45:402013-04-17 10:45:40Le inserzioni pubblicitarie televisive sono ancora in crescita
Siete alla ricerca di lavoro? Passate in rassegna quotidianamente le bacheca e i siti con gli annunci? Vi candidate senza avere successo e spesso neanche una risposta?
Oppure siete dall’altro lato della scrivania, stufi di ricevere tonnellate di curriculum vitae e mail di presentazione standardizzate e irrilevanti e di non riuscir a trovare i migliori candidati che fanno al caso vostro?
Allora non avete ancora provato ad utilizzare in modo efficace Twitter! E’ vero, i social network stanno rivoluzionando anche il mondo del recruiting e della risorse umane – basti pensare a Linkedin o, come vi avevamo raccontato un po’ di tempo fa, alle possibilità di creare CV di rottura ed effetto in versione 2.0 – ma finora Twitter non è mai stato utilizzato, almeno in Italia, come un vero e proprio luogo di incontro tra l’offerta e la domanda di lavoro.
Invece proprio Twitter, come evidenziato da Rachel Emma Silverman e Lauren Weber in un recente articolo apparso sul Wall Street Journal, sembra essere lo “strumento rivelazione” sia per coloro alla ricerca di lavoro che per i selezionatori alla ricerca di figure professionali e talenti. Ma come? Scopriamolo insieme 🙂
Twitter: un CV e un nuovo modo di farsi notare e trovare per i candidati
Nel mercato del lavoro, oltre a selezionatori ed aziende, ci sono anche coloro che stanno dall’altro lato della scrivania e che a loro volta stanno iniziando a sfruttare Twitter per cercare e trovare lavoro. In che modo? Realizzando i cosiddetti Twesume, ossia CV in 140 caratteri o in video Vine di 6 secondi in cui riassumere le loro competenze, esperienze ed abilità!
Utilizzare Twitter per la ricerca di lavoro può essere però un po’ “tricky” soprattutto perchè nel social network l’identità lavorativa si mischia e combina spesso con quella personale. Per poterlo sfruttare al meglio ecco alcuni semplici ma utili consigli:
Seguite le aziende di vostro interesse, le persone responsabili della selezione del personale e gli stessi impiegati
Re-tweetate, rispondete, cercate il dialogo e l’interazione
Curate e sfruttate il vostro profilo, utilizzando la descrizione per comunicare che siete alla ricerca di nuove opportunità e scegliendo un’immagine che vi rispecchi positivamente e professionalmente
Siate voi stessi, non escludete i tweet personali. I selezionatori utilizzano queste informazioni per capire come potreste relazionarvi e comportarvi con i colleghi ed in team
Create un CV in 140 caratteri, ossia una frase concisa che riassuma in modo semplice le vostre competenze, i vostri interessi e come un selezionatore può scoprire qualcosa in più su di voi, ad esempio linkando al vostro profilo LinkedIn. E mi raccomando, non dimenticatevi della nuova opportuntità offerta da Vine 😉
E’ ovvio che 140 caratteri non possono essere sufficienti per la scelta definitiva del candidato ma sono sicuramente una modalità originale ed efficace per entrare in contatto, relazionarsi con i selezionatori e farsi notare in modo semplice e diretto. A cui far seguire i più tradizionali mezzi di ricerca e selezione 😉
Twitter: una lente di ingrandimento per selezionatori, risorse umane e “cacciatori di teste”
Stufi dei soliti strumenti di ricerca e selezione, gli esperti delle risorse umane hanno iniziato a dirigersi su Twitter per cercare e trovare le figure prefessionali migliori. Ecco come sfruttano il social network:
postare annunci
individuare potenziali candidati attraverso le descrizioni di ogni profilo, le posizioni che ricoprono, chi sono i loro follower e chi i following, le eventuali liste in grado di identificare profili con le medesime competenze o settori di interesse
farsi un’idea in più sui candidati e la loro personalità, osservando come interagiscono, come si relazionano, come si esprimono
collegarsi ed entrare in contatto direttamente e rapidamente con loro
Anche se una parte di selezionatori e responsabili risorse umane rimangono scettici sull’utilizzo di Twitter (alcuni lo considerano meno efficace di LinkedIn, altri non sanno che “regole” seguire, altri ancora non sono sicuri che il proprio target utilizzi il social network), Twitter sembra essere uno strumento efficace per la ricerca di candidati a patto che ci sia una condizione fondamentale: l’interazione.
Le aziende che falliscono nell’utilizzare Twitter per la ricerca di lavoro sono quelle che lo utilizzano solo per postare annunci senza interagire. Se inteso così, non è meglio di una bacheca di annunci di lavoro.
E voi? Cosa ne pensate? Avete già provato ad essere contatti per una proposta lavorativa o, all’opposto, avete già trovato qualche candidato ideale via Twitter? Fateci sapere 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akarihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkari2013-04-17 10:00:462013-04-17 10:00:46Twesume, il curriculum vitae ora sta nei 140 caratteri di Twitter
I giovani e la rete: il prossimo 20 aprile a Mestre, lo IUSVE (Università salesiana di Venezia) organizza il convegno che quest’anno è dedicato all’alfabetizzazione digitale (in inglese “digital literacy”), con i maggiori esperti italiani ed internazionali.
Il convegno sarà l’occasione per indagare come le nuove tecnologie stanno trasformando la nostra vita esigendo, in cambio, un’educazione ad un loro uso consapevole e per dare avvio a una ricerca su “Giovani e digital literacy” che, nell’arco di due anni, raccoglierà dati sulla diffusione dell’alfabetizzazione digitale. I partecipanti ai workshop riceveranno un questionario per indagare sulla familiarità che hanno con i media digitali, sulle loro opinioni circa il loro valore, oltre che sulle opportunità o i rischi che portano con sé.
Saranno presenti:
– Leslie Haddon, ricercatore di EU Kids Online, progetto finanziato dall’Unione europea;
– Giovanna Mascheroni, studiosa dell’impatto dei new media tra i bambini e i giovani;
– Luigi Guerra, punto di riferimento nell’educazione alle nuove tecnologie e di educazione attraverso le nuove tecnologie;
– Mirko Pallera, maggiore esperto italiano di marketing non convenzionale.
L’attuale sottosegretario alla Pubblica istruzione, Marco Rossi Doria, risponderà inoltre alla provocazione del maestro elementare Franco Lorenzoni, autore di un appello per “Liberare le scuole dai computer”.
Il nostro Mirko Pallera parlerà delle nuove frontiere del marketing e della comunicazione, illustrando la formula alla base del suo libro “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”.
La partecipazione è aperta a tutti e gratuita! È obbligatorio iscriversi, specie per intervenire ai workshop del pomeriggio, compilando entro il 18 aprile 2013 l’iscrizione a questo link: convegnoiusve.eventbrite.it
Non perdete l’occasione, la sede del Campus di Mestre è in via dei Salesiani 15!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/04/Mai_senza_rete_scenari_e_prospettive_della_digital_literacy.png365656Simosokehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSimosoke2013-04-17 09:30:592013-04-17 09:30:59"Mai senza Rete? Scenari e prospettive della digital literacy" [EVENTO]
Second Life è spesso associato al grande flop legato ai deludenti ritorni puramente economici causati da politiche di marketing non riuscite da parte di grandi aziende commerciali come 20th Century Fox, Adidas, Reebok, American Apparel, American Cancer Society, BBC, Creative Commons, Disney, Endemol, Eudoxa, Gabetti Property Solutions, IBM, Liechtenstein Creative media, Toyota, Telecom e altre che in essa avevano investito ingenti risorse.
Ma, da quel grande flop come mai, nonostante le recensioni negative e le aspettative deluse, il metaverso continua ad attrarre utenti? Quali sono le sue peculiarietà? Rappresenta realmente solo il mondo illusorio in cui le persone cercano la fuga dalla realtà, quel luogo di “perdizione” nel quale si possono vivere delle esperienze più “libertine” (anche se virtuali), nella speranza di cogliere una “seconda opportunità”, nascondendosi dietro un’identità non- reale per agire in maniera meno conformista?
Le sue peculiarietà vanno ben oltre dal poterlo definire un luogo meramente commerciale o ludico, ma esse investono ben altre sfere: quelle relazionali e sociali.
In Second Life, infatti, si è al cospetto di una vera e propria comunità nella quale l’apprendimento rappresenta il fil-rouge che investe, sviluppandolo, non solo l’aspetto delle competenze tecniche ma anche quello relativo ad un percorso di conoscenza personale, il tutto a beneficio di una comunità che si struttura basandosi sull’azzeramento delle distanze sociali, territoriali e gerarchiche, permettendo di incrementare la coesione e lo spirito di gruppo nonchè lo sviluppo di passioni sopite o sconosciute grazie anche alla condivisone della conoscenza, elemento di spicco in Second Life.
In essa si concretizzano aspetti relazionali che in Real Life si fa fatica a realizzare perchè legati a strategie del potere o dettate dalla competizione, che tendono ad inquinare le relazioni sociali a scapito di quella nostra società sempre maggiormente caratterizzata e inaridita dall’individualismo.
In Second Life invece si torna al concetto di comunità legato alla condivisione, alla gratuità e allo spirito di gruppo e, così come, lo spazio fisico del tempo libero, in quanto spazio culturale, occupa un posto nell’area urbana e costituisce uno spazio in cui si allacciano i rapporti tra individui, ceti e classi, così lo spazio virtuale di Second Life assurge alla stessa funzione aggregante e socializzante e di autoconoscenza.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ninja Guesthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Guest2013-04-16 16:00:322013-04-16 16:00:32Second Life e il vero significato di una community
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