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Stories ed esperienze di Realtà Aumentata nelle strategie di marketing 2018

Nuove forme di racconto e un coinvolgimento sempre maggiore avranno un impatto crescente sulle strategie del prossimo anno

Vincenzo Cosenza
Vincenzo Cosenza

Docente Ninja Academy

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    Come ogni anno le novità che avranno un impatto sulle attività di marketing sono state numerose, ma a mio avviso ce ne sono due che meritano maggiore attenzione. La prima è il paradigma delle Storie, che già sta condizionando la content strategy delle aziende, la seconda è la Realtà Aumentata, che influenzerà le  strategie aziendali del 2018.

    Le Storie

    La funzione Stories viene lanciata da Snapchat nel lontano 2013 con l’obiettivo di permettere agli utenti di raccontare la propria giornata attraverso brevi spezzoni di video e foto. A differenza degli Snap che si autodistruggono dopo pochi secondi, le storie sono pensate per durare 24 ore. La novità viene subito apprezzata dagli utenti e nel giro di tre anni Kevin Systrom la clona, come ammette candidamente, e la porta su Instagram. Qui la base utenti più ampia ne determina il successo e così Zuckerberg la replica su Facebook, su Facebook Messenger e su WhatsApp (qui col nome di Status).

    Oggi le Instagram Stories e gli Status di WhatsApp vengono visti da oltre 300 milioni di persone ogni mese (il doppio di Snapchat), diventando di fatto un prodotto aggiuntivo e ancillare rispetto all’applicazione “madre”, sia per le piattaforme che per le aziende.

    Per Instagram, ma presto probabilmente anche per gli altri social, le Storie sono uno spazio in più nel quale poter ospitare la pubblicità degli inserzionisti e dunque una ulteriore fonte di guadagno. Specularmente per le aziende rappresentano un nuovo luogo nel quale far transitare i propri messaggi a pagamento oppure organici, ma soprattutto stimolano un cambiamento sostanziale di approccio ai contenuti.

    Innanzitutto perché la progettazione di una Storia richiede la capacità di mixare efficacemente elementi diversi: video (live e non), foto, boomerang (fotogrammi in loop), emoji, testo, disegni a mano libera, stickers. Ovviamente ciò va fatto non in maniera superficiale, ma avendo in mente un racconto da far vivere allo spettatore, rispettando il tono di voce e lo stile del brand. Dunque più strumenti creativi a disposizione, ma anche il rischio di produrre slideshow di foto o video amatoriali senza anima.

    Recentemente Instagram ha introdotto una novità da tener presente: Stories Highlights. Questa funzione permette di mostrare permanentemente le storie create sul proprio profilo, in modo da salvarle dall’oblio e arricchire la “vetrina” dell’azienda.

    Il consiglio è di sperimentare le diverse forme di racconto possibili, ma guardando quello che altre aziende del settore stanno facendo.  Questo è il momento giusto per studiare, anche  se la vostra azienda non un profilo Instagram, perché nel 2018 le Storie verranno inserite nelle Pagine Facebook e dunque sarà pressoché impossibile ignorarle.

    La Realtà Aumentata

    Un trend che nel 2018 inizierà ad avere un impatto crescente sulle strategie di marketing è quello della Realtà Aumentata. Con questo termine generalmente si intende la possibilità, abilitata da hardware e software, di visualizzare elementi digitali sovrapposti ad uno spazio fisico, reale. Le prime applicazioni interessanti per smartphone iniziarono a comparire nel 2009, ma solo oggi abbiamo hardware abbastanza potente per consentire quella velocità di calcolo tale da rendere fruibile questo mix di atomi e bit. Inoltre anche i consumatori sembrano essere pronti ad accettare la realtà aumentata come ha dimostrato il successo senza precedenti di Pokémon Go.

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    Come se non bastasse, nel corso del 2017 è emersa anche la volontà dei giganti della tecnologia di puntare su questa nuova tecnologia. In particolare Google e Apple, ma anche Facebook che, contemporaneamente, sta scommettendo sulla Realtà Virtuale (con l’acquisizione di Oculus), basata su un’immersione totale dell’utente in un “mondo di bit”, a patto di dotarsi di un’apposita attrezzatura (un visore e un PC ben carrozzato).

    L’oggetto che abiliterà l’utilizzo di massa della Realtà Aumentata è lo smartphone, che ormai è un vero e proprio computer nelle tasche di tutti, dotato di CPU/GPU sempre più potenti, oltre che di sensori e fotocamere in grado di “comprendere” e riprodurre la realtà circostante. Ma per sfruttare questo hardware c’è bisogno di uno strato software particolare. Quello di Google si chiama ARCore, quello di Apple è denominato ARKit.  Entrambe le piattaforme, nelle mani di sviluppatori creativi, costituiranno le fondamenta per le applicazioni più interessanti nei settori più disparati.

    Ad esempio la realtà aumentata permette di valutare al meglio un prodotto prima di acquistarlo. Tra i primi sperimentatori c’è IKEA che ha creato Place, un’app per iOS che permette di scegliere un oggetto e visualizzarlo tridimensionalmente nel contesto casalingo, in modo da simularne la sistemazione ideale.

    ikea_places

    Un’altra applicazione di Realtà Aumentata che inizia ad essere sfruttata è quella legata alla promozione e alla comunicazione. Snapchat e Facebook Messenger permettono alle aziende di creare “adesivi tridimensionali” (World Lenses e World Effects) da far interagire con oggetti reali. Similmente, ma più evoluti, sono gli sticker lanciati da Google e dedicati a Stranger Things e Star Wars.  Con essi gli utenti possono inserire i personaggi virtuali delle due serie, nel mondo circostante. Un modo nuovo per comunicare un prodotto e aumentare il coinvolgimento del pubblico cui è destinato.

    Queste sono solo alcune delle sfide che i professionisti del marketing si troveranno ad affrontare quest’anno e che avremo modo di approfondire nel Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy:Formula Online + Social Media Factory!

    Scritto da

    Vincenzo Cosenza

    Docente Ninja Academy

    Social Media Strategist e responsabile della sede romana di BlogMeter, società leader in Italia nell’analisi delle conversazioni in rete e delle interazioni sui social media. ... continua

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