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Non si vive di sola città, dateci un coworking in paradiso

Immaginiamo il nostro coworking immerso nella natura incontaminata, in posti esotici in riva al mare. Quanto inciderebbe sulla produttività?

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Quale sarà da qui a poco l’evoluzione del coworking? Non solo crocevia di startup, idee, opportunità, networking, ma anche luogo inteso come cross ispirational place: proviamo a immaginarlo non come contesto ordinario dove smaltire la nostra attività lavorativa ma come contesto straordinario in cui coltivare la propria creatività. Una location rigenerante, per se stessi, per le idee e per l’ottimizzazione della propria vision. “Più spazio alla creatività nelle aziende” è un must che abbiamo sentito ribadire ovunque. Così il luogo in cui si lavora si vuol trasformare via via nel luogo deputato a trarre profitto per la propria ispirazione.

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Il co-working come fuga (creativa)

Scegliamo il coworking perché scegliamo di condividere, di attingere dalle risorse altrui, di fare rete, di attuare scambi. Ora immaginiamo di andare a lavoro non per svolgere in maniera automatica le nostre mansioni o con l’ansia di rincorrere i nostri ‘Gantt’ ma come una sorta di vera e propria “fuga creativa”.

E quale miglior luogo in cui poter scappare se non in riva al mare, dove la tecnologia più avanzata, le nostre call, i dispositivi più affezionati fanno da contrasto con ampie spiagge bianche, con acque cristalline di mari incontaminati, con isole dalla barriera corallina, con la visione di tramonti imperdibili e il guizzo di pesci tropicali? Ad essere protagonisti della nostra pianificazione aziendale gli scenari dell’esotismo e della natura.

Possiamo provare a quantificare la qualità delle nostre ore lavorative, dei meeting all’aria aperta, sorseggiando succhi di frutta fresca e affermeremo con totale sicurezza che da luoghi così ameni la mente creativa può partorire solo cose belle e innovative. Vale la pena organizzarsi e scegliere il posto ideale in cui vivere l’esperienza di un coworking straordinario.

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Coworking in Paradise

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Chi ci ha già pensato

“Benvenuto al Coworkparadise”, esordisce così l’home del sito, presentandosi come “Un ritiro delle menti di affari per gli imprenditori con entrate di 250k +”. Ma non lasciatevi scoraggiare dal filtro dei redditi, l’importante è prendere spunto, riflettere su quanto è stato già realizzato e viaggiare con la mente.

Ha sede a Bali, ed è un’iniziativa che riunisce in ritiro 12 imprenditori di alto livello provenienti da tutto il mondo. Il numero 12 evoca un che di cabalistico e spirituale, con un’accezione quasi elitaria anche se ci piacerebbe pensare che questa opportunità fosse a portata di tutti. L’esempio di Bali è un modello felice da cui poter trarre spunto. Dopo un mese il Coworkparadise promette di trasmettere nuovi input, imprinting e competenze. Questi alcuni dei punti messi in evidenza:

Avrai un nuovo piano quinquennale dettagliato per la tua attività e te stesso.
Sarai diventato un esperto di marketing di Facebook. Avrai imparato tutti i trucchi per padroneggiare qualsiasi tipo di vendita. Accrescerai la tua rete con altri 11 imprenditori di successo provenienti da tutto il mondo che possono aiutarti a espandere la tua attività a livello internazionale. Avrai nuove routine, il che ti renderà più produttivo. Avrai appreso che puoi lavorare da qualsiasi parte del mondo. Imparerai a gestire la tua azienda da remoto. Il nostro obiettivo è avere un profondo effetto sulla tua vita. Cerchiamo di avere impatto creando l’ambiente per gli imprenditori per accelerare i loro affari, creare amicizie e possibilmente anche partnership per la vita. Immagina di lavorare in un ambiente paradisiaco.

Perché i co-working non dovrebbero stare in città

Un ambiente in cui trascorrere un mese o più a vivere con altre persone che hanno la stessa filosofia di vita propria come quello che già avviene a Bali. Esporsi a nuove culture e a diversi punti di vista, condividere idee per la propria attività e progetti futuri, staccare la spina dal tran tran quotidiano, dal caos delle metropoli, dai soliti contesti: moltissimi sembrano essere i vantaggi di migrare altrove per fare rete e alimentare l’energia della propria azienda.

Non solo nomadi digitali ma paradisi digitali in cui coccolare le proprie idee e potenziare il business viaggiando, questo è lo scenario visionario che sta emergendo. E visionarietà a parte si sta concretizzando in luoghi esotici riducendo a zero lo stress lavorativo. Forse ricorrendo a contesti simili dimenticheremo definitivamente ansia da ‘to do list’, stacanovismo isterico e sindromi di Burnout per il decollo di startup e aziende. Meglio i paradisi di Bali.

In Italia come alle Canarie

Anche se noi, per il coworking ideale, sogniamo la Polinesia di Bora Bora, immaginiamo se il coworking paradise prendesse piede in Italia, quale sarebbe il primo rifugio creativo? Dalla caraibica Puglia del Salento alla Sicilia delle Eolie, dalla Sardegna di Budelli alle Dolomiti del Lago di Braies, ed ancora Capri, tanto per citare random. Non dimentichiamo di come la Puglia sia già stata definita la Silicon Valley italiana, in più di qualche occasione, come ad esempio l’intervento di Francesco Boccia in occasione dell’iniziativa di HackSannio di pochi giorni addietro: “Se vogliamo che i nostri giovani rimangano in Italia, investano in Italia e creino valore in Italia dobbiamo trasformare il Mezzogiorno nella Silicon Valley d’Europa. Abbiamo la forza e le competenze per farlo. Dobbiamo farlo con le imprese più lungimiranti e investendo risorse pubbliche nelle nostre scuole, nelle università, nei nostri Politecnici e nella ricerca. Iniziative come HackSannio, o come DigithON in Puglia, sono importanti perché mettono al centro le idee, i progetti innovativi, partendo da Sud, senza necessariamente andare all’estero per trovare qualcuno disposto a finanziarli. Il Mezzogiorno ha tutte le carte in regola per diventare la Silicon Valley italiana”.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per fare rete nelle meravigliose location italiane, lasciandosi ispirare dall’eccellenza naturale italiana.

Scritto da

Silvia Buffo

Giornalista

Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della ... continua

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