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eCommerce: cosa ci insegnano i 25 miliardi di vendite in un giorno di Alibaba

C'è più di una lezione dietro il successo del Singles' Day, l'evento di shopping online cinese più atteso. La prima: l'instant message è importantissimo

Chiara Morini

Contributor

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    Anche voi avete celebrato il Singles’ Day lo scorso 11 novembre? Tranquilli, non bisogna essere single orgogliosi per festeggiare visto che stiamo parlando dell’evento di shopping online più famoso in Cina da otto anni a questa parte. Per un Paese che vanta nella sua tradizione culturale festività tra le più antiche e radicate della storia questa dell’11 novembre sembra praticamente una barzelletta, ma osservando gli hot trend su WeChat e soprattutto i numeri che ogni anno produce dobbiamo proprio ricrederci.

    Cos’è il Singles’ Day?

    Nonostante se ne parli dal 1993 la storia sulla nascita del Singles Day non è certa al 100% . La teoria più in voga racconta però di un gruppo di quattro studenti dell’Università di Nanchino ritrovatisi a discutere su come liberarsi della solitudine e monotonia della vita da single. La soluzione? Un anti-San Valentino, ossia, il Singles Day o festa del doppio 11 (quale altra data meglio di 11/11 poteva rappresentare graficamente quattro single?).

    来!给你们听一首欲罢不能的歌
    Negli anni 2000 il Singles Day era già una festività più che in voga tra i giovani che ben presto avrebbero brindato alla loro solitudine senza nemmeno dover uscire di casa grazie al colosso eCommerce Alibaba che nel 2009 lancia i primi deal online con sconti e offerte per l’11 novembre. Bell’affare per Alibaba pioniere del più grande evento di shopping online della Cina (e quindi quasi del mondo intero) che quest’anno ha raccolto cifre da record: 168,2 miliardi di RMB (quasi 22 miliardi di euro, il 40% in più dell’anno scorso) una cifra quattro volte più grande rispetto al fatturato del Black Friday e del Cyber Monday.

    Qualche altro numero per farvi strabuzzare gli occhi: 140 mila brand partecipanti, 15 milioni di prodotti in offerta, 812 milioni di transazioni eCommerce e 1,27 miliardi di euro di pagamenti attraverso Alipay (di cui il 90% solo su mobile). I consumatori “middle-class” cinesi sono più di 500 milioni e nel 2016 hanno speso l’equivalente di 4 trilioni di euro solo nel retail marketing e le previsioni per i numeri dell’ eCommerce raccontano una storia ancor più sbalorditiva: per il 2020 si stima che la Cina totalizzerà cifre pari al 60% dell’eCommerce globale.

    WeChat è il mezzo di comunicazione e vetrina online per il Singles Day

    Chi per curiosità o per lavoro ha a che fare con WeChat sa bene che è l’app social più in voga e completa utilizzata dai cinesi. Spesso si fa l’errore di paragonarla a Whatsapp perché usata principalmente per la messaggistica istantanea ma la sua potenzialità va ben oltre le nostre aspettative.

    La maggior parte dei brand multinazionali presenti in Cina possiede e gestisce il proprio account corporate WeChat per condividere notizie e informazioni su prodotti o eventi. Non è un caso che durante il Singles Day WeChat diventa per eccellenza il mezzo di comunicazione principale per la promozione di offerte.

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    Alcuni brand come Nike hanno scelto di attivare sconti e coupon già dalla fine di ottobre: sulla pagina WeChat del colosso del fitwear trovavamo addirittura una vera e propria timeline delle offerte con tanto di date e orari e un punto interrogativo (?) in corrispondenza dell’11.11.

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    La tecnica dei pre-saldi non è sempre utilizzata ma la maggior parte dei brand la predilige sia per prolungare l’engagement che per far salire l’ansia da attesa (e perché no, il fatturato) fino alla data fatidica. Anche Carrefour ha optato per un calendario con il dettaglio dei prodotti scontati al 50% mentre le major del fast fashion H&M e Zara hanno scelto di pubblicizzare in anticipo i deal disponibili solo dall’11 novembre con super sconti fino al 70%.

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    E le offerte non valgono solo per acquisti online: molti anche i brand che hanno offerto coupon e sconti da consumare anche presso i loro punti vendita, come ad esempio le catene fast food. In prima linea già da giorni prima dell’11 novembre c’erano tutti: KFCBurger King e McDonald’s.

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    Anche gli eCommerce hanno il loro account WeChat

    Quello che stupisce è vedere non solo i brand, ma anche le piattaforme eCommerce stesse presenti su WeChat con le loro vetrine in-app. Attenzione però perché per loro ci sono delle limitazioni. WeChat è di proprietà Tencent la holding che controlla anche QQ (la copia asiatica di quello che una volta era MSN) e Weibo (piattaforma di microblogging), ma gli eCommerce più utilizzati come JD.comTmall e TaoBao sono invece proprietà (o parzialmente controllati nel caso di JD.com) del colosso Alibaba.

    In poche parole, se dal profilo WeChat dei brand avete la possibilità di acquistare direttamente dallo store generando conversioni senza mai dover uscire dalla app, per accedere alle offerte degli eCommerce si è costretti a fare copia/incolla del link al deal nel browser: uno step in più ma di certo non del tutto limitante per chi ha sete di sconti (o per le tasche di Jack Ma). Una curiosità: nell’universo degli eCommerce su WeChat c’è anche Amazon con tanto di offerte per il Singles Day.

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    Scritto da

    Chiara Morini

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    Mangiatrice compulsiva di serie tv e graphic novel, (soprav)vive a Roma ma intraprende frequenti voli pindarici intorno al mondo. Ha iniziato come soffiatrice di cartucce del ... continua

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