Elisa Marino
Elisa Marino

Retail & Digital Marketing Manager

Il content marketing è la chiave vincente per una strategia digitale di successo, questo è assodato: dagli eCommerce ai portali web, tutti i digital marketing manager hanno imparato che il contenuto è sempre di più uno dei fattori principali dietro le decisioni di acquisto dei clienti.

A fine 2016, i 3⁄4 degli intervistati nella survey di HyperContent Lab, dichiaravano di aver implementato una strategia di content marketing sui media digitali, confermando la crescita del content marketing, un business che entro il 2019 varrà 300 miliardi di dollari. Se infatti il bisogno di acquisto può nascere per le più svariate ragioni, senza dubbio sarà la storia, la relazione o la magia che il brand riuscirà a raccontare, a far scegliere agli utenti quale prodotto inserire nel carrello.

Il bisogno di avere uno storytelling di marca da un lato e l’esponenziale crescita degli eCommerce dall’altro ha fatto emergere in poco tempo la necessità di una evoluzione del content marketing, che, seppur di tendenza, non è mai stato totalmente integrato nei processi di acquisto e, viceversa, i prodotti non sono mai stati inclusi nei racconti di marca.

Questo, ovviamente, fino a che non sono arrivati gli Shoppable Content.

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Credits: DepositPhotos 49370989

Cosa sono gli Shoppable Content

Quante volte vi sarà capitato – e le fashion victim lo ammetteranno – di sfogliare una rivista e desiderare ardentemente il prodotto mostrato? O anche leggere degli articoli su mete da sogno, e sperare di poterle prenotare con un click?

Gli Shoppable Content sono dei contenuti di qualunque genere, dalle foto agli articoli passando per i video, che danno al consumatore l’opportunità di acquistare direttamente da ciò che stanno osservando o, con un click, atterrare rapidamente sulla pagina prodotto dell’articolo desiderato.

Pensate che nel 2016 il rivenditore britannico Marks & Spencer ha inserito sul suo sito la campagna fotografica rendendola acquistabile, ottenendo il 90% di engagement in più rispetto all’anno precedente, con un valore medio degli ordini superiore del 50%.

Il valore aggiunto degli Shoppable Content

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Rispetto al native advertising, che prevede il semplice inserimento della pubblicità all’interno dei contenuti editoriali, il valore aggiunto del contextual advertising è che riesce a instaurare una relazione diretta tra consumatore e prodotto. Ed è della stessa idea SHAANS, il primo tool italiano di contextual advertising che, oltre a facilitare l’esperienza di acquisto online a beneficio degli utenti e degli eCommerce, prende le parti anche degli editori, permettendo loro di ottenere una nuova revenue.

SHAANS: un match automatico tra contenuto, prodotto e utente

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Il widget suggerisce all’utente il prodotto che vede sulle immagini e video dell’articolo. Ne conosce la disponibilità, visualizza il prezzo e ne abilita l’acquisto.

Il sistema è totalmente automatizzato: i prodotti disponibili su eCommerce e marketplace si integrano con i contenuti che gli editori mettono a disposizione nella media platform di SHAANS. Qui infatti avviene l’analisi visiva dei media e il successivo match con gli articoli in vendita.

La prima case history dell’utilizzo di questa piattaforma l’abbiamo trovata su Androidworld, portale dedicato al mondo Android by Arnoldo Mondadori Editore Spa, e siamo certi che presto ne avremo molte altre.

La formula, infatti, è vincente: i clienti digitali, tra tutorial sull’utilizzo dei prodotti e foto a 360° che mostrano gli articoli da ogni angolazione, si sono viziati ad interagire con i brand online prima di averli tra le loro mani.

E il contextual advertising permette non solo di scoprire le caratteristiche di un bene attraverso foto e video, ma anche di acquistarlo immediatamente, permettendo al lettore di risparmiare tempo, ricerca e click e – lato aziende – incentivare l’acquisto di impulso. La soluzione, quindi, per trovare il prodotto giusto al momento giusto!

Interagire con nuovi utenti e convertire più consumatori: questi sono gli obiettivi delle strategie di marketing delle aziende moderne. E il contextual advertising sembra proprio essere quello strumento che ci permetterà, finalmente, di chiudere il cerchio tra engagement e acquisto!

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