SEO & SEM

Come conquistare l’America da Nereto con la SEO

Da un piccolo paese dell'Abruzzo agli USA: se credi che la SEO sia morta, forse questa storia ti farà cambiare idea

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    Quest’articolo è stato scritto da Fabio di Gaetano, SEO Strategist di Argoserv e Docente del Corso in Search Engine Marketing.

    Fabio di Gaetano SEO Specialist

    Se credi che la SEO sia morta, se credi che nell’era delle piattaforme di instant messaging, dei social media e delle APP, Google e i motori di ricerca non siano degli strumenti su cui investire o puntare, ti consiglio di leggere questa storia (vera) e forse cambierai opinione.

    Se invece hai capito che anche nel 2017 il posizionamento organico e la visibilità sui search engine possono essere i migliori alleati del tuo business o possono dare una spinta potente alla tua carriera di programmatore, marketer, giornalista o copywriter, la lettura del post t’invoglierà ad acquisire quanto prima le competenze necessarie per padroneggiare questa interessante e proficua disciplina del web marketing sempre molto richiesta sia sul mercato nazionale che internazionale.

    SEO nereto storia

    Credits: Depositphotos #33764657

    La nostra storia: da un sogno al successo

    C’era una volta tanto tempo fa (eravamo nel lontano 2003) a Nereto, piccolo paese dell’Abruzzo, un gruppo di amici che voleva lanciarsi nel mondo degli affari.

    Questo manipolo di sprovveduti sognatori era il mio team e, poiché lavoravo nel mercato dei veicoli industriali e conoscevo i numeri di una rivista di successo nel settore, ci è sembrato naturale tentare di replicare il business model di quel magazine distribuito a pagamento nelle edicole.

    La formula del giornale era semplice e consisteva nel vendere pubblicità classificata (annunci con foto e prezzi): concessionari e commercianti acquistavano pagine in cambio di visibilità (la distribuzione era diffusa su tutto il territorio nazionale).

    Ancora più interessante di utili e fatturati (la rivista era un mega volume mensile di 600 pagine e veniva venduta a 5,00 euro nelle edicole) era l’apparente semplicità dell’operazione: la pubblicazione, infatti, non aveva competitor.

    La nostra idea era elementare e un po’ ingenua: abbiamo pensato di realizzare un magazine ”fotocopia” e di prenderci una fetta di quel fatturato.

    Come in ogni viaggio dell’eroe che si rispetti, abbiamo sentito la “chiamata” ma gli ostacoli da superare erano dietro l’angolo: realizzare una rivista, pubblicarla e distribuirla nelle edicole (trascurando il problema della vendita), pur se semplice concettualmente, richiedeva investimenti non alla nostra portata.

    Bruciati dal fuoco sacro dell’entusiasmo abbiamo cercato il nostro “mentore” (e sponsor) negli allora BIC o CISI (quanto di più simile allora si avvicinasse ad incubatori, venture capitalist e business angels): purtroppo abbiamo capito presto che senza santi in paradiso o buoni garanti, nel 2003 non c’erano strade per ottenere i capitali necessari per tentare l’impresa.

    Non ci crederai ma questa è stata la nostra fortuna!

    Non ci restava che arrenderci… o tentare un’altra strada (sai gli abruzzesi hanno la testa dura e sono abituati ai terreni impervi): quella del web, al tempo ancora un oggetto misterioso.

    Così dopo nove mesi di lavoro abbiamo partorito il portale www.cercocamion.com.

    Search Engine Marketing

    Credits: Depositphotos #69177093

    Il primo mattone era stato posato ma ora veniva il bello: dovevamo “popolare” il nostro marketplace e trasformarlo in azienda, trovando il giusto modello di business.

    Oltre al problema principale della diffidenza nei riguardi del web da parte degli inserzionisti, rivenditori e concessionari (nel 2003 provare a vendere  “su Internet” un camion era considerata un’utopia fra gli addetti ai lavori), la vera sfida consisteva nel trovare il modo per raggiungere il nostro pubblico: dovevamo veicolare quanto più traffico “utile” sul nostro portale nel minor tempo possibile.

    Dovevamo trovare il nostro canale di distribuzione digitale cercando di intercettare chi voleva comprare veicoli da lavoro e non si accontentava di sfogliare una rivista e/o non la conosceva.

    I motori di ricerca, AdWords e la svolta della SEO

    Abbiamo intuito che un metodo furbo per poter riuscire ad ottenere visibilità da “rivendere” era quello di attrarre traffico qualificato proveniente dai motori di ricerca: la nostra audience doveva trovarci, in caso di necessità, sulle SERP quando interrogava Google.

    Abbiamo testato l’ipotesi inserendo i primi annunci a pagamento su AdWords (allora eravamo fra i primi nel settore a farlo e stiamo parlando di cifre irrisorie) riscontrando da un giorno all’altro un balzo importante (in termini relativi) nel numero delle visite sul sito.

    Abbiamo capito che quella era l’intuizione giusta e che in realtà gli acquirenti sui motori di ricerca costituivano già un mercato interessante e pronto.

    Purtroppo però la via del pay per click non era per noi percorribile nel medio e lungo periodo: l’ingresso di competitor più ricchi avrebbe potuto rimescolare in men che non si dica le carte in tavola.

    Search Engine Marketing

    Credits: Depositphotos #67853485

    L’unica strada che ci rimaneva era quella di guadagnarci visibilità gratuita tramite l’attività di posizionamento sui motori di ricerca (al tempo non sapevamo neanche che esistesse, cosa fosse e che si chiamasse SEO).

    Così, dopo il lavoro principale che tutti continuavamo a svolgere, la notte e nei week-end abbiamo cominciato a studiare, a cercare la strada per poter divenire “visibili” e a testare sul campo quello che apprendevamo o le intuizioni che avevamo.

    Sbaglio dopo sbaglio, tentativo dopo tentativo, keyword long tail dopo keyword long tail nel giro di un paio d’anni grazie al posizionamento naturale raggiunto sulle SERP (avevamo stoppato il pay per click) eravamo diventati fra i leader del mercato online di nicchia e avevamo un’audience numerosa che superava quella della rivista.

    Purtroppo da questo a strutturare un’azienda il passo non è stato semplice e sono passati altri tre anni prima di poter cominciare a lavorare a tempo pieno sul progetto: ma il cammino era tracciato e i motori di ricerca costituivano il nostro principale canale di traffico (il nostro migliore business partner).

    In seguito, le competenze acquisite ci hanno spinto ad affiancare al nostro core business una web agency e, grazie all’incontro con Mirko Pallera (che non finirò mai di ringraziare) e con il mondo di Ninja Marketing (la storia di questo incontro meriterebbe un racconto a parte), il nostro sogno è diventato realtà e abbiamo acquisito clienti importanti e iniziato a tenere corsi su Ninja Academy.

    Ma torniamo a noi e alla nostra SEO story

    “Ok – penserai- ma tu ci stai parlando di un sito nel 2003: oggi è tutto diverso, sono nati Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, Snapchat. Google è superato!”

    Forse una rapida occhiata a questa torta ti farà cambiare idea.

    torta seo

    Nel 2017 quasi il 70% del traffico totale arriva ancora “gratuitamente” da Google, nostro “socio di maggioranza” .

    Per il nostro sito come per molti altri business la SEO ha costituito e tuttora costituisce la fonte primaria di traffico e quella con il maggiore ritorno sull’investimento.

    Aranzulla, GialloZafferano, e migliaia di attività online hanno costruito le proprie fortune grazie a Google e agli altri search engine e tuttora vedono nel posizionamento organico la chiave del proprio successo aziendale.

    Vuoi sapere come finisce la nostra storia SEO?

    Grazie al posizionamento raggiunto e al traffico costante proveniente dai motori di ricerca, senza altri canali di distribuzione se non quelli inbound, nella nostra nicchia siamo riusciti a divenire leader in Italia, a tenere testa a colossi multinazionali e a rintuzzare gli attacchi di decine di competitor che si sono affacciati col tempo.

    A Gennaio 2017 siamo stati contattati da un’azienda multinazionale americana, leader dell’editoria di settore, che ha deciso di investire su di noi per espandere il proprio business nel vecchio continente.

    nereto seo in america

    A volte i sogni, se lavori duro per realizzarli (e se Google ti dà una spintarella) possono diventare realtà.

    Rispondo alla tua ultima curiosità: “È possibile nel 2017, senza trucchi e senza pratiche a rischio penalizzazione posizionarsi fra i primi risultati di Google?”

    Dipende dal settore, dai tuoi competitor e dalla tua capacità di rispondere al search intent della tua audience potenziale, ma se seguirai il nostro corso cercheremo di mostrarti come fare e come trovare comunque la migliore strategia SEO compatibile con il tuo budget e la tua forza relativa.

     

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