Recensione

Fare progetti: la progettazione accessibile a tutti

Una ipotesi di metodologia progettuale per tutti

Siamo tutti designer? A sentire Carlo Branzaglia in Fare progetti, pare proprio di sì.

D’altronde, cosa vuol dire design se non progettazione.
E tutti noi, volenti o nolenti, ogni giorno siamo chiamati a progettare: dalle nostre necessità quotidiane alla pianificazione delle nostre attività lavorative, domestiche o familiari.

Sia che si debba organizzare una gita nel weekend o riammodernare i processi produttivi dell’azienda della quale facciamo parte, tutta la nostra vita è una continua progettazione. O co-progettazione.

Non è forse un esempio di co-design, anche modificare, a maggior gradimento del nostro palato, la ricetta culinaria dello chef stellato riferitaci dalla vicina o scovata navigando in Rete?

Ed è proprio da tali assiomi, che Carlo Branzaglia prende le mosse per il suo originale Manuale di metodologia progettuale Fare progetti. Una ipotesi di metodologia per tutti, edito da Fausto Lupetti Editore.

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La prova dell’originalità di Fare progetti, che non vuole affatto sostituire contributi precedenti a tale materia, è racchiusa già nelle sue finalità: «sviluppare una propensione per il design, inteso come attività professionale»; destinare, a un pubblico eterogeneo, strumenti semplici per permettere a tutti di progettare o, più precisamente, di poter delineare un progetto prima di renderlo esecutivo; offrire non un semplice manuale, ma un vero e proprio strumento laboratoriale.

Il prof. Carlo Branzaglia.

Il prof. Carlo Branzaglia.

Diffondere la cultura del progetto.

In un didascalico quanto appassionante capitolo, intitolato Overture, Branzaglia fornisce al lettore il background teorico e critico necessario per addentrarsi nel design, «scendendo dalla cornice culturale di riferimento alla costruzione del testo vera e propria» (p. 28).

L’autore – attraverso spiegazioni semplici, chiare, accessibili a tutti, e il largo uso dell’iterazione – in queste pagine, torna più volte a spiegare al lettore, estendendone man mano gli orizzonti, il medesimo concetto così da imprimerlo in modo indelebile anche nella mente del più profano ai lavori.

In tale guisa, l’autore concilia l’andamento didattico del volume che da verticale si fa rizomatico, permettendogli di collegare ognuna delle specificità proprie del design con argomenti, pratiche e applicazioni solo apparentemente fuori contesto; questo sostrato teorico anticipa così le linee guida di base su cui il lettore potrà innestare, in autonomia, la propria successiva attività progettuale specifica.

A completezza sia della parte teorica sia dei capitoli propriamente manualistici, seguono all’overture un’utile sinossi e un prezioso glossario che connotano il libro di una inflessione ipertestuale; nelle pagine dedicate agli strumenti e nei box delle case history, infatti, sono disseminati i tag che esplicitano chiaramente – e ancor più rapidamente nella sinossi – i riferimenti presenti nel volume.

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Il glossario, il quale già da solo rappresenta un utile compendio da leggere indipendentemente, assurge così a «pragmatico vademecum aggiornato sulle problematiche correnti di design e suoi derivati» (p. 28); la bibliografia e la sitografia che chiudono il volume arricchiscono ulteriormente le finalità teoriche del libro e permettono al lettore di approfondire ulteriormente ogni nozione.

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Toolkit accessibile a tutti.

Come, d’altronde, spiega lo stesso Branzaglia: «Se vogliamo che la gente impari a dialogare con la cultura del progetto, dobbiamo fornire alla gente strumenti per condividerla senza complicazioni, quindi per apprezzarne i vantaggi. A cominciare dai nostri clienti e dai nostri utenti»(p. 23).

E, infatti, il libro Fare progetti fornisce una serie di strumenti alla portata di tutti, facili da comprendere e facilmente attuabili.

Sono strumenti noti e provenienti da diversi ambiti – dal coaching alle scienze cognitive – ma, per la prima volta, raccolti e innestati da Branzaglia nel medesimo percorso: brainstorming, post it wall, keyword, tagcloud, mind map, infografica, moodboard, guideline.

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Ogni singolo tool è fornito di:

  • descrizione generale;
  • spiegazione in tre fasi della messa in opera;
  • doppia pagina fotografica, e case history;
  • box con riepilogo dei tre punti chiave (“A cosa serve”, “Come funziona”, “Cosa serve”).

In tal modo, il lettore ha sempre ben chiaro le motivazioni che devono spingerlo a scegliere quel determinato strumento, e le azioni da eseguire per il conseguimento – passo dopo passo – dei risultati operativi.

Il volume, costruito volontariamente come «concertazione di strumenti propedeutici», assurge così a vero e proprio «toolkit che permette di raggiungere obiettivi diversi, giocando sulla fortissima flessibilità d’uso dei singoli tool e sulla loro varietà» (p.22).

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Fornire uno strumento laboratoriale

Come testimoniano le case history, le proposte del manuale sono state testate in esperienze laboratoriali reali.

Il volume, appunto, ha raccolto in linee guida e in una possibile consequenzialità gli strumenti utilizzati nei laboratori realizzati dall’autore, per suggerire al lettore una modalità coerente che, step dopo step, permetta la pianificazione delle fasi di progettazione, dall’individuazione di un problema alla risoluzione.

In virtù dei workshop dai quali ha preso spunto, il percorso proposto da Branzaglia non è rivolto unicamente a designer; il toolkit proposto permette di animare i meccanismi di condivisione, collaborazione e ottimizzazione delle competenze e, quindi, di guidare gruppi eterogenei con know-how molto differenti nella risoluzione di problemi complessi.

Proprio perché «sfrutta la capacità del design di fluidificare le competenze ottimizzando le differenze», il libro Fare progetti è una valida guida per progettare qualunque esperienza di learning by doing: gruppi di lavoro, workshop, seminari, project management, formazione aziendale, azioni di cittadinanza partecipata e ideazione condivisa.

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Una ipotesi di metodologia per tutti

Fare progetti di Carlo Branzaglia, edito dalla Fausto Lupetti, sebbene sia immancabile nella libreria di studenti e professionisti del design si rivolge anche a un pubblico non specialista.

Ottenere risultati innovativi, seguendo il set di strumenti forniti dall’autore, permetterà a tutti di «condividere, delineare e perimetrare» gli spazi di qualsiasi progetto, in modo da renderne facilmente eseguibile la messa in opera.