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Migrazione del sito web, buone prassi SEO

Una breve guida ci spiega cosa fare quando si lancia un nuovo sito web

Mariachiara Marsella
Mariachiara Marsella

Docente Ninja Academy & Co-founder di BEM Research

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    In questo articolo affronteremo il tema della migrazione di un sito web strutturando il contenuto in 3 parti, ovvero:

    • cos’è la migrazione di un sito web e perché è così importante gestirla correttamente (utenti e motori);
    • buone prassi: pre-migrazione, migrazione e post-migrazione;
    • risorse utili da Google.

    Prima di affrontare l’argomento è però necessaria una breve premessa.
    Per parlare in modo davvero esaustivo di migrazione, attività che per altro trova un posto d’onore nella lista delle preoccupazioni di SEO e webmaster, sarebbe necessario più che un articolo addirittura un intero libro/ebook o un webinar di un paio di ore.

    In questo contesto, quindi, non ci soffermeremo sui dettagli, ai quali comunque rimandiamo inserendo gli opportuni riferimenti alle guide ufficiali di Google. In questo articolo guarderemo alla migrazione del sito come a una macro tematica che merita tutta l’attenzione possibile, e ora vedremo anche perché.

    Cos’è e perché è importante

    “Spostare” o “trasferire” sono i verbi maggiormente utilizzati per spiegare cosa si intenda con il termine “migrazione”. Sostanzialmente si tratta di, appunto, trasferire i contenuti e non solo quelli testuali, ma tutti i file, da “qualcosa” che Google e/o gli utenti già conoscono a “qualcosa” che, in alcuni casi, né Google né gli utenti conoscono ancora.

    Questo “qualcosa” può essere, ad esempio, il dominio A che diventa il dominio B, il cambio di CMS, il restyling che interessa l’architettura informativa, ma anche il dominio che passa dal protocollo http al protocollo https, ecc… Non tutte le attività hanno lo stesso grado di “rischio”, ma qualsiasi attività tra quelle elencate richiede la medesima attenzione.

    Multiple ways for going from A to B, reaching destination or solution, alternatives - concept presented with sticky notes, white chalk on blackboard

    credits: Depositphotos #2057401

    Nel caso del passaggio da http a https, e qualora a cambiare fosse solo e soltanto il protocollo, gli utenti fidelizzati non avranno problemi a riconoscere il brand (con accesso diretto) ma Google potrebbe averne qualora questo passaggio non dovesse essere gestito correttamente.

    Ed ecco perché, in generale, la migrazione gioca un ruolo decisivo per la corretta archiviazione delle pagine web da parte del motore di ricerca.
    Non fornendo al motore di ricerca chiare indicazioni in tal senso, il rischio è che il traffico acquisito vada perso.

    Possiamo immaginare il sito web come un negozio il cui proprietario decida di spostarsi altrove, in un’altra città o in un’altra via. Deve però fare in modo, ovviamente, che i suoi clienti, i potenziali clienti e fornitori, possano ancora trovarlo.

    Quel che è importante è che la strada per arrivare al nuovo negozio non sia accidentata altrimenti dopo un paio di tentativi i clienti si rivolgeranno altrove.

    Buone prassi: pre-migrazione, migrazione e post-migrazione

    Per svolgere il lavoro in modo che nulla sfugga al nostro controllo possiamo ordinare le attività in tre fasi principali considerando che stiamo accingendoci a passare da un dominio a un altro.

    Pre-migrazione

    Per riprendere l’esempio del negozio fisico, pensiamo a questa prima fase come fosse un inventario: “… ricerca, classificazione, descrizione e valutazione …” (Treccani).

    In pratica, riassumendo, si tratta di:

    • mappare il sito web (tutti i file);
    • verificare le regole scritte nel file .htaccess;
    • associare pagina a pagina per le redirezioni;
    • correggere eventuali errori 404;
    • verificare i linking interno;
    • verificare i link esterni (backlink);
    • analizzare in modo approfondito il traffico (organico e non solo; script e log analyzer).

    Si tratta di fare una vera e propria fotografia degli elementi on-site e off-site del sito web e di organizzarli evitando, appunto, la perdita di traffico.

    L’analisi del traffico ci fornirà preziose informazioni sulle pagine migliori e peggiori e quindi ci servirà anche per capire se e dove “tagliare”. Il test del sito in ambiente locale dovrà essere poi svolto per verificare la correttezza delle implementazioni.

    Un paio di consigli
    Se sappiamo già quando andrà online il nuovo sito web cerchiamo di abituare gli utenti alla nuova struttura e/o alla nuova grafica, ad esempio inserendo nel vecchio sito un link a una pagina web che racconti e mostri la nuova versione.

    La questione “redirezione da pagina a pagina corrispondente” è molto rilevante, tuttavia può accadere che per alcune non vi sia questa possibilità. Evitiamo quanto più possibile la redirezione delle pagine verso la home e in tal caso optiamo invece per la redirezione verso la categoria più vicina all’argomento della pagina. In alternativa utilizzare il 404 o il 410.

    Migrazione

    Dopo aver opportunamente verificato:

    • txt;
    • index, follow;
    • canonical;
    • corretto funzionamento delle redirezioni;
    • nuova mappa xml (che contenga solo url canoniche e nessun errore né pagina che nel robots.txt fosse in disallow);
    • corretto e reale status code 404 per le pagine not found;

    possiamo dunque provvedere a informare Google della presenza di un nuovo sito web registrandolo e configurandolo su Search Console.

    In Search Console occupiamoci della voce Scansione

    • diamo in pasto al motore le pagine più importanti (visualizza come Google);
    • segnaliamo la nuova mappa xml (Sitemap).

    Un paio di consigli.
    Utilizzando le informazioni che provengono dalle statistiche di accesso al sito per almeno un anno, possiamo renderci conto se ci sono periodi in cui vi è un normale calo di traffico. Se possibile è consigliabile effettuare in questo periodo (giorno, ora) la migrazione. E se il sito web è di notevole dimensione potremmo pensare di effettuare un trasferimento graduale partendo dalle categorie meno scansionate/modificate in modo da avere almeno un’idea degli effetti.

    Se si tratta dell’attivazione del protocollo https è necessario aggiungere una nuova proprietà ma non eliminiamo la proprietà http. Nel tempo vedremo una normalissima oscillazione dei dati relativi alle Analisi delle ricerche.

    credits: Depositphoos #84032458

    credits: Depositphoos #84032458

    Post-migrazione

    Per facilitare l’analisi sia nella fase pre che nella fase post esistono tool e strumenti gratuiti o a pagamento che possono esserci di aiuto, oltre, ovviamente, a Search Console.
    Ma in questa fase non possiamo accontentarci solo di un’operazione automatica, dobbiamo integrare anche con un controllo manuale.

    Un primo controllo manuale può essere quello di verificare la corretta indicizzazione del sito utilizzando l’operatore site. Quindi operiamo poi più o meno i medesimi controlli effettuati nella fase pre-migrazione avvalendoci anche dell’utilizzo di Search Console (Indice di Google e Scansione) e monitoriamo queste informazioni di frequente.

    Contestualmente dedichiamo del tempo a navigare il sito web per verificare cosa accade sulle pagine e come queste rispondono.

    In questa fase potremo richiedere la modifica dei vecchi backlink indicando le nuove URL corrispondenti alle vecchie.

    Un paio di consigli
    Il monitoraggio di un sito web è una delle attività più rilevanti a prescindere dall’avvenuta o meno migrazione. In questa occasione, se possibile, diventa ancora più rilevante. Search Console, per adesso, mantiene i dati “Analisi delle ricerche” degli ultimi 3 mesi, per poter avere uno storico più esaustivo è possibile scaricarli mensilmente e crearsi un proprio file oppure utilizzare strumenti o componenti aggiuntivi del browser.

    Quando analizzeremo le statistiche di accesso ricordiamoci di confrontare non tanto il periodo attuale con quello precedente, ma lo stesso identico periodo in anni diversi.

    Risorse utili da Google

    Come indicato all’inizio di questo articolo, alcune tematiche inerenti la migrazione possono richiedere un approfondimento. Google offre a tal proposito diversi contenuti utili che suddivide essenzialmente per due diversi casi di migrazione:

    Inoltre troviamo anche indicazioni utili su best practice https.

    Infine, un ultimo consiglio.
    La migrazione di un sito web può comportare diverse problematiche e di diversa natura, possono esserci casi in cui non riusciamo a capire bene perché le cose non stanno andando come dovevano. In questo caso basta utilizzare il motore di ricerca del Forum ufficiale di Google per l’assistenza ai webmaster cercando la problematica di nostro interesse e magari ordinando i risultati per data.

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    Mariachiara Marsella

    Docente Ninja Academy & Co-founder di BEM Research

    Co-founder di BEM Research, società di servizi di consulenza per l'elaborazione dati, big data e web marketing. Inizia ad occuparsi di web marketing nel 2002. Partecipa di ... continua

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