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Digital Planet: 60 paesi in corsa verso un’economia digitale

L’innovazione e le istituzioni svolgono un ruolo importante nella formazione dell'economia e di un'ecosistema digitale: ecco il Digital Evolution Index 2017

Ilaria Capriglione
Ilaria Capriglione

Social media & communications

Vent’anni fa Sergey Brin e Larry Page registravano il marchio Google.

Dieci, invece, gli anni passati da quando Steve Jobs presentava al mondo lo smartphone, che avrebbe cambiato il nostro modo di utilizzare i dispositivi mobili.

Le tecnologie degli ultimi due decenni hanno capovolto il mondo: il nostro modo di comunicare, di lavorare, di vivere.

Steve Jobs annunci ail primo. iPhone nel 2007

Digital Planet: la situazione attuale

Le tecnologie si diffondono sempre di più. Ci sono più connessioni che persone sul nostro pianeta e le famiglie più povere hanno maggiore probabilità di accesso a telefoni cellulari che servizi igienici o acqua pulita.

I flussi di dati digitali sono sempre più diffusi e continuano a diffondersi, rappresentando più di un terzo del PIL mondiale nel 2014. Mentre sempre più persone traggono vantaggio dall’accesso all’informazione e dai nuovi modi di comunicare, crescono anche le probabilità di sprofondare in un caos globale con la diffusione di cyberattack che si estendono a macchia d’olio, con un impatto sempre più grande.

I player in testa alla classifica digitale, esercitano un ruolo abbastanza dominante sul mercato e sull’economia internazionale. In base alla quotazione del 18 luglio 2017, Apple, Alphabet, Amazon e Facebook, sono le cinque compagnie più preziose al mondo. La più preziosa compagnia non americana, e settima nella classifica mondiale, è il gigante cinese di eCommerce Alibaba.

quotazione aziende del 18 luglio 2017

Le tecnologie stanno cambiando il futuro del lavoro: l’automazione, i dati e l’intelligenza artificiale applicata alle tecnologie digitali potrebbero interessare il 50% dell’economia mondiale. C’è molto entusiasmo – ma anche preoccupazione – per come si evolverà la nuova era di industrializzazione. Ad oggi più di 1 milione di posti di lavoro e 14,6 bilioni di dollari in stipendi sono automatizzati dalla tecnologia.

I mercati digitali sono irregolari. Che cosa significa?
La politica, le norme e i livelli di sviluppo economico svolgono un ruolo importante nella formazione dell’industria e dell’ecosistema digitale. Con la popolazione internet più grande al mondo (721 milioni), la Cina possiede un mercato digitale parallelo poiché i giganti occidentali non sono presenti. L’india invece ha 462 milioni di utenti internet e un governo che supporta il mercato digitale ma, nonostante il grande potenziale, è un business estremamente frammentato e sviluppato in lingue diverse e su molteplici infrastrutture. L’Unione Europea, con 412 milioni di utenti, è ancora in fase di creazione di un mercato digitale unico. L’accesso al digitale è poco uniforme a livello mondiale e questo rappresenta un ostacolo all’evoluzione di un pianeta digitale.

Il commercio digitale è ancora in forte competizione con il denaro contante. Nei paesi in via di sviluppo meno dell’1% delle transazione sono digitali. In Europa – anche se Olanda, Francia, Svezia e Svizzera sono tra i paesi meno contante-dipendenti – il 75% dei pagamenti avviene in contanti.

Smatphone con carte di credito incorporate per pagare in modo digitale

Pianeta digitale 2017: la mappatura dei paesi

Nel 2015, l’Harvard Business Review ha introdotto il Digital Evolution Index con lo scopo di tracciare l’evoluzione di un “pianeta digitale” e più precisamente per capire come le interazioni fisiche – comunicazione, scambi politici e sociali – vengano gradualmente rimpiazzate da quelle digitali.

Il Digital Evolution Index analizza lo stato attuale e la velocità dell’evoluzione digitale di 60 paesi, prendendo in considerazione quattro fattori principali: condizione delle infrastrutture (sociali, dei trasporti e transazionali), domanda digitale da parte dei consumatori, istituzioni legali e politiche, innovazione al cambiamento.

Il seguente grafico è una mappa del pianeta digitale che categorizza i Paesi presi in analisi in quattro zone: Stand out, Stall Out, Break out, Watch Out.

 

Mappatura del digital evolution index del 2017 dell'Harvard Business Review

I Paesi nell’area Stand Out si evidenziano per essere tecnologicamente molto avanzati con uno sviluppo altrettanto frenetico: sono i leader nell’innovazione. Sostenere uno sviluppo tecnologico allo stesso passo, però, può risultare molto impegnativo. Quindi per continuare ad essere leader, questi Paesi devono tenere i motori dell’innovazione sempre in marcia e generare nuova domanda, altrimenti rischierebbero di entrare in una fase di stallo.

I Paesi Stall Out godono invece di uno stato di avanzamento digitale, ma hanno rallentato il passo dell’evoluzione tecnologica. I cinque Paesi in cima alla lista del Digital Evolution Index – Norvegia, Svezia, Svizzera, Danimarca e Finlandia – si collocano in questa zona di “stallo”, con difficoltà a mantenere la crescita. Per tenere il passo, questi Paesi dovrebbero reinventarsi tecnologicamente ed eliminare qualsiasi impedimento all’innovazione.

I Paesi Break Out sono Paesi che si presentano attualmente in uno stato di digitalizzazione molto precario ma che si stanno evolvendo molto velocemente. La rapidità con la quale si evolvono e le potenzialità di crescita, li rende molto appetibili per gli investitori. La loro crescita è spesso rallentata dalla carenza di infrastrutture e della qualità delle istituzioni. Con il miglioramento di queste condizioni, i Paesi Break Out tra cui Cina, Malesia, Russia, Bolivia e Kenia, potrebbero sicuramente diventare i paesi Stand Out del futuro.

Infine, abbiamo i Paesi Watch Out, caratterizzati da un livello di digitalizzazione molto basso e da uno sviluppo tecnologico molto lento dovuto alla scarsità delle infrastrutture, limiti istituzionali e accesso ad internet molto limitato, con una conseguente grossolana domanda da parte dei consumatori.

Conclusioni

Due delle economie mondiali più importanti, Stati Uniti e Germania, seguiti dal Giappone, si collocano a cavallo tra le Stand Out e Stall Out – cioè a rischio di stallo – il che li rende poco competitivi nel pianeta digitale. La regione che gode di una condizione molto più entusiasmante e attiva è ovviamente l’Asia, con la Cina e la Malesia in pole-position.

In Africa, mentre le due più forti economie – Nigeria e Sudafrica – si collocano tra la zona Break out e Watch Out, con grande sorpresa un sempre più digital-savvy Kenya, si sta evolvendo molto velocemente, costruendo un’ecosistema molto prospero, come nel caso anche delle sudamericane Colombia e Bolivia.

Come migliorare lo stato dell’economia digitale globale?

Gli innovatori digitali soprattutto, dovrebbero riconoscere la necessità di una public policy essenziale e alla base del successo dell’economia digitale. È importante focalizzarsi su fattori come innovazione e istituzioni, che contribuiscono in maniera rapida ad uno sviluppo dell’economia digitale.

Inoltre i Paesi più piccoli con istituzioni più forti alle spalle – come le tradizionali trading hub Hong Kong, UK e Singapore – potrebbero essere un esempio per i Paesi più grandi, proclamandosi early-adopters di uno smart ecosistema digitale che funzioni, e che possa essere di esempio per il resto del mondo.

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