Mobile Marketing

Seeing AI, l’app che racconta il mondo a chi non lo può vedere

Intelligenza artificiale e riconoscimento facciale al servizio degli ipovedenti

Quasi tutti gli smartphone sono già dotati di strumenti per l’accessibilità ed esistono anche molte app dedicate ai non vedenti. Si tratta di applicazioni create pensando a funzionalità utili soprattutto fuori casa, come quando ci si sposta in città o si fa shopping; oltre che per fare un uso ottimale e completo del dispositivo in sé, ad esempio dando comandi vocali e ricevendo feedback sonori.

Seeing AI, l’app realizzata da Microsoft, al momento disponibile solo negli USA per iOs, è pensata per sintetizzare in un’unica app le maggiori funzionalità già presenti sul mercato integrando anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per descrivere a un pubblico di non vedenti o ipovedenti il mondo che li circonda in termini più approfonditi.

L’intelligenza artificiale per “vedere” il mondo intorno a sé

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Per utilizzare l’app basta inquadrare con lo smartphone la persona o l’oggetto interessato, l’intelligenza artificiale grazie all’attivazione di una rete neurale è capace di riconoscere e di conseguenza raccontare all’utilizzatore quello che si trova di fronte. Per facilitare l’inquadratura del target l’app comunica con l’user, informandolo di spostarsi più a sinistra o più a destra per centrare meglio il “bersaglio”.

L’app è in grado, nel caso del riconoscimento facciale degli esseri umani, di dare delle indicazioni sull’età, sull’aspetto fisico e sulle emozioni che la persona inquadrata sta provando in quel momento, tutte informazioni fondamentali per un non vedente per immedesimarsi nel contesto in cui si trova e per poter comprendere e rispondere al meglio ai segnali esterni.

Nel caso degli oggetti, Seeing AI è in grado di riconoscerli e descriverli grazie alla lettura del barcode, ma è anche in grado di scannerizzare e leggere documenti e riconoscere le banconote, evitando spiacevoli inconvenienti a non vedenti e ipovedenti.

Seeing AI, secondo il suo sviluppatore Saqib Shaikh, ha il suo punto di forza nella velocità di attivazione delle reti neurali in grado di eseguire il riconoscimento sia facciale che dei documenti. Secondo Shaikh l’app garantisce una risposta vocale al riconoscimento facciale/ambientale nel giro di pochi millisecondi e questo è fondamentale per garantire una migliore user experience.

Come dicevamo, al momento è disponibile gratuitamente solo negli USA e solo per sistema operativo iOs, siamo sicuri che se il test americano dovesse avere successo la vedremo presto anche realizzata per dispositivi Android e commercializzata in tutto il Mondo.

Lo smartphone sarà lo specchio dell’anima.