Innovazione

Che fine hanno fatto i Google Glass?

L'esempio di tre aziende che continuano a puntare sui dispositivi indossabili di Big G

La notizia che i Google Glass in Svezia sono finiti nel museo dei fallimenti ha fatto il giro del mondo. Tuttavia, esistono molte aziende che continuano a puntare sui Google Glass per svariate attività lavorative.

Scopriamo insieme due aziende statunitensi che utilizzano i Google Glass nei processi di produzione industriale e un gruppo di aziende italiane che sviluppa applicazioni per il settore medico e per l’istruzione.

Se per i consumatori sono praticamente usciti dal mercato, grazie a diverse aziende in tutto il mondo hanno vissuto una vera e propria rinascita.

1. AGCO punta sui Google Glass nell’industria

Alla AGCO, gigante mondiale della produzione di macchine agricole con sede nel Minnesota, i lavoratori usano gli occhiali di Google in sostituzione dei Tablet, per vedere foto e video o scannerizzare numeri seriali. Tramite la funzione di riconoscimento vocale dettano al sistema le informazioni raccolte durante la giornata lavorativa, che vengono poi salvate nel sistema e lette in tutta facilità dagli operatori del turno successivo. Inoltre, sono in grado di visualizzare direttamente i manuali di istruzione sulle lenti, per non lasciare la postazione di lavoro ed aumentare l’efficienza.

L’azienda attualmente sta pianificando il raddoppio della quota di Glass in servizio da 100 a 200, semplicemente perché hanno registrato un aumento del 20% nella velocità dei processi di produzione.

Peggy Gullick, business process improvement director di AGCO, riferendosi alla sua impresa ed ai lavoratori dichiara:

I Google Glass non sono solo stati accettati, a questo punto li desideriamo.

 

2. Il team di Gerhò – Dental Technologies, primo in Italia a sviluppare per i Glass nel settore medico dentistico

La 426 Your Digital Upgrade è stata la prima azienda italiana che nell’anno 2014 ha sviluppato l’applicazione “Dental Glass” per i Google Glass nel settore odontoiatrico, in collaborazione con Dental Technologies – oggi Intermedical srl – e Gerhò.

Trattasi di un’applicazione client con cui l’operatore che indossa i Glass, può consultare le prossime visite nell’agenda o vedere l’anamnesi del paziente senza l’uso delle mani.

Un’altra loro applicazione sul mercato, sviluppata per gli occhiali smart di Google, ma non solo, è DDIra Didattica Digitale Interattiva, volta al miglioramento dell’interazione tra studente di odontoiatria e professore/Tutor remoto.

Quest’ultimo, tramite l’utilizzo dei wearable durante operazioni in laboratorio, può osservare in tempo reale le azioni e i movimenti degli studenti di odontoiatria ed eventualmente correggerli. Quest’applicazione è disponibile anche per altri dispositivi, come per esempio gli Epson Moverio o gli ODG, dato che i Google Glass non sono più acquistabili sul mercato.

La richiesta dello sviluppo di applicazioni per i wearable nell’ambito lavorativo è in continua crescita, soprattutto nel settore medico, nella produzione e nell’istruzione. Lavorare hands free, usando la propria voce per controllare e guidare alcune attività, aggiunge Daniel Hanspeter, CEO dell’azienda di sviluppatori 426, facilita e velocizza notevolmente determinati processi di lavoro.

3. Boeing costruisce aerei con l’aiuto dei Google Glass

Last but not least Boeing, una delle aziende leader nel campo aeronautico che costruisce aerei per più di 150 stati.

Qui si utilizzano i Glass con l’applicazione Skylight durante varie fasi di produzione degli aeromobili. La compagnia ha calcolato che così facendo è riuscita a ridurre la durata media di produzione del 25% e che il margine d’errore si è ridotto addirittura della metà.

In questo video raccontano l’utilizzo degli occhiali smart di Google all’interno della loro routine lavorativa.

Le aspettative per la prossima generazione dei Google Glass

Prima di parlare dei possibili miglioramenti della prossima versione Google Glass, facciamo un salto indietro nel tempo, per capire quali aspetti non sono stati apprezzati dal pubblico.

Nel 2015, sulla pagina Google+, il team dei Google Glass ha annunciato l’interruzione della vendita, ribadendo però sin da subito che i Glass non sono morti, ma che vivranno un momento di transito e che il team “continua a sviluppare per il futuro”.

I Glass di Google sono stati tra i pionieri nelle tecnologie wearable. Per oltre due anni sono stati in beta e “non hanno mai beneficiato di una vera e propria release sul mercato”, afferma il ricercatore JP Grownder. Lo stesso ricercatore ha ribadito il fatto che sia stato lanciato un prodotto senza nessun tipo di strategia di marketing e senza nemmeno articolare una visione chiara delle possibili applicazioni, di conseguenza i consumatori hanno tratto da soli le loro conclusioni. Questo ha comportato tra l’altro delle lacune nei diritti sulla privacy. Anche Il prezzo troppo alto dei Google Glass ($ 1.500), secondo il ricercatore, non ha favorito la divulgazione del prodotto tra gli sviluppatori stessi.

La capacità di calcolo, la risoluzione, la durata della batteria ed il prezzo sono alcuni degli aspetti che Google dovrebbe migliorare nella nuova generazione dei Glass. Negli ultimi tre anni c’è stato un notevole avanzamento dei wearable concorrenti di Google, che ormai hanno raggiunto la maturità in questo tipo di dispositivi.

Daniel Hanspeter, CEO 426 Your Digital Upgrade

aziende che continunano a puntare sui Google Glass, Boeing, AGCO e 426 Your Digital Upgrade, Gerhò, Dental Technologies

Il professore di giornalismo Robert Hernandez della University of Southern California ha stilato dei suggerimenti per il rollout dei Glass di seconda generazione. Lui ha inserito nelle sue lezioni all’Università i Google Glass, rendendo le lezioni interattive. Per documentare il progetto è stato creato un sito che racconta le lezioni attraverso gli occhiali di Google.

Anche in Italia, alcuni studenti dell’Istituto Ortopedico Galeazzi convenzionato con l’Università di Milano, stanno testando sul campo l’applicazione DDIra, sopra menzionata, per fornire feedback al team degli sviluppatori.

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Oltre a risolvere i problemi di privacy, Google dovrebbe letteralmente mettere in mano i Glass alle persone, per abbattere i pregiudizi che si sono creati. Dovrebbero soprattutto, secondo il professore Hernandez, renderli disponibili sul mercato ad un prezzo competitivo.

Tutte queste critiche negative – che distraggono, che ci si immerge, che si perde la concentrazione nella vita quotidiana – sono commenti e storie scritte da persone che non hanno veramente interagito con i Glass e, se davvero lo hanno fatto, allora è stato per non più di 15 minuti.

Prof. Hernandez Robert, University of Southern California

La realtà aumentata, che sia di Google oppure no, ha di certo migliorato diversi aspetti del lavoro nelle imprese.

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