Mobile Marketing

L’ascesa delle App lite: ecco come migliorano la user experience

Meno features e un uso più responsabile della ram, ecco alcune caratteristiche delle app lite

Luca Cannarozzo

Web Strategist

    Prima Facebook, dopo Twitter ora Messenger lite. Ma cosa sta succedendo? In questi ultimi mesi alcune delle app più diffuse sul pianeta sembra siano state messe improvvisamente a dieta. Una vera e propria cura dimagrante che prende il nome di lite.

    La diffusione degli smartphone ha incoraggiato notevolmente lo sviluppo di app sempre più complesse, colme di funzionalità (a volte di dubbia utilità) e con un consequenziale aumento del peso, un fattore gravante sulle memorie degli smartphone e sui piani telefonici.

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    Basterebbe osservare la lista delle app installate sul proprio dispositivo per notare quanto una semplice app di uso quotidiano, occupi uno spazio inaspettatamente notevole con tutte le conseguenze che ne conseguono come: rallentamenti, surriscaldamenti e crash improvvisi.

    Ma dove nasce questo nuovo trend?

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    Nel corso degli ultimi mesi del 2016 e nei primi mesi del 2017 qualcosa silenziosamente si è mosso nelle strategie di marketing dei colossi in campo social per la realizzazione di una strategia di diffusione più aggressiva ed efficace e nel contempo semplice.

    Se sin ora grandi aziende come Facebook e Twitter hanno incentrato gran parte del loro lavoro nei paesi occidentali industrializzati oltre che a quelli orientali emergenti, oggi qualcosa è cambiato. Le strategie di business e comunicazione si sono orientate vero i paesi più poveri, verso tutti quei paesi in cui l’industrializzazione è giunta ma di certo in modo differente dall’immaginario comune.

    E da qui, da questo cambio di rotta, che nasce l’esigenza di creare delle App lite, per raggiungere un target completamente nuovo in un contesto culturale inedito. È evidente che questa nuova direzione intrapresa abbia implicato un profondo studio del target e dei dispositivi utilizzati. Da qui l’idea di Facebook lite, di Twitter lite e di tutte le app in versione più leggera.

    Cosa differenzia le Applicazioni lite?

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    Ma concretamente, in cosa si differenziano le app lite da quelle che potremmo definire ‘full’? Le differenze risiedono principalmente nelle prestazioni che le app necessitano per esser supportate ed utilizzate.

    Un’app più leggera di qualche mega, un utilizzo più responsabile della ram e l’eliminazione di alcune features non essenziali rendono un’app molto più leggera in versione lite e fruibile anche su dispositivi datati con specifiche tecniche obsolete nel mercato degli smartphone odierni. Diversamente l’utilizzo e l’installazione di un’app come ad esempio Facebook (full) sarebbe quasi impensabile se non impossibile.

    L’obiettivo di un’applicazione lite è quello di garantire all’utente un’esperienza d’uso piacevole conservando le finalità della stessa app e garantendo la realizzazione dell’obbiettivo di business alla base del progetto.

    Un esempio: Facebook Lite

    In Facebook si pensa da tempo alla diffusione nei paesi più poveri del mondo. Dopo innumerevoli critiche è giunto sul mercato Facebook lite. Ecco come si presenta:

    Una grafica più semplice, più spartana, più essenziale. Ecco il primo impatto che l’app offre alla sua prima apertura.

    Un’app basata su Snaptu, un sistema che semplifica l’applicazione originaria e che ricorda la web app della piattaforma.
    Un sistema che nel suo insieme risulta funzionale offrendo un’esperienza quasi completa, grazie anche all’integrazione di Messanger ed alla possibilità di poter accedere alla fotocamera

    Facebook lite, come tutte le social app lite, non è certamente pensata per sostituire l’applicazione full, ma offre li dove è necessario un sostegno tecnologico utile.

    Le applicazioni lite in campo social continueranno ad evolversi per garantirsi una diffusione a 360 gradi su tutto il pianeta. Era realmente necessaria una manovra di business in questo senso? Ci sarebbero mille risposte a questa domanda ed altrettante argomentazioni, ma forse ripensando a tutto ciò che è accaduto nel mondo in questi anni grazie all’utilizzo dei social network allora probabilmente la risposta potrebbe essere ‘si’.

    Scritto da

    Luca Cannarozzo

    Web Strategist

    Blogger, formatore e Web Strategist freelance. Specializzato nel settore turistico ed appassionato di viaggi, tecnologia e di meditazione orientale.. ma anche di numeri, trend ... continua

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