Social media

Social TV e second screen: la TV nell’era social

L'84% degli utenti utilizzano un second screen, smartphone o tablet, mentre guardano la TV

Ilaria Capriglione
Ilaria Capriglione

Social media & communications

I social media hanno introdotto un senso di comunità che non ha lasciato da parte nessuna industria, inclusa quella televisiva.

Tornati a casa dopo una giornata di lavoro, seduti sul divano a guardare il nostro programma preferito, la serie del momento che sia su Netflix, Sky o su qualunque altro broadcaster, non siamo mai soli: spesso c’è quell’hashtag posizionato in un angolo dello schermo a ricordarcelo, ad incoraggiarci nel commentare e discutere i contenuti sui social media. Queste attività rientrano nel concetto di second screen e Social TV.

La Social TV ha modificato il nostro modo di interagire con la TV

Il second screen è ormai diventato un classico. Sono sempre di più gli utenti che guardano la TV e allo stesso tempo interagiscono con i contenuti tramite smartphone o tablet, o utilizzano il second screen per consultare ulteriori informazioni sui personaggi di una serie, sugli ospiti di un programma o i risultati delle partite. Secondo Nielsen, l’84% degli utenti in possesso di un dispositivo mobile, utilizzano questi gadget mentre guardano la TV.

Le offerte televisive continuano ad aumentare. Offerte come Netflix, per esempio, garantiscono ai fan delle serie televisive di consumare i contenuti in qualunque momento da qualunque dispositivo. Inoltre la TV via cavo dovrà vedersela a breve con uno dei più grandi competitor probabilmente mai avuti, che si distingue come il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo: YouTube, dove le persone guardano attualmente 1 miliardo di ore di video ogni giorno. Youtube lancerà infatti nei prossimi mesi (negli Stati Uniti) un nuovo servizio di live TV, la YouTube TV, che include sei account disponibili ad un costo di soli 35 dollari al mese.

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Ne consegue che la TV via cavo deve reinventarsi, Sky go per esempio dà la possibilità di guardare la TV da un dispositivo mobile (solo su territorio italiano), mentre Rai Play si sta mettendo al passo evolvendo continuamente la propria app (disponibile anche su Apple TV, non solo da mobile) con una vastissima quantità di contenuti disponibili anche dall’estero, dando l’opportunità anche a chi viaggia di essere sempre connessi ai programmi preferiti e non essere esclusi dalla conversazione social.

La Social TV ha abbassato l’età media dell’audience televisiva

L’Italia è un paese in cui la televisione broadcast, non includendo la Internet TV e Netflix al momento, ha sempre avuto un ruolo centrale, portando anche Nielsen a sceglierlo come secondo paese (dopo gli Stati Uniti) per lanciare Nielsen Social, presente ormai da tre anni.

L’avvento dei social media e  l’integrazione sempre più frequente di questi ultimi all’interno dei programmi ha abbassato l’età dei fruitori dei contenuti.

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L’avvento dei social media, con i suoi pro ed i suoi contro, ha sicuramente portato dei benefici alla TV via cavo, una specie quasi in via d’estinzione. L’età dell’audience televisiva in generale non è mai stata troppo alta, soprattutto se parliamo di millennial l’accesso ai contenuti multimediali avviene in streaming, online, tramite app su dispositivo mobile o smart TV. La TV tradizionale quindi ha dovuto in qualche modo ristrutturarsi inserendo i social media all’interno della struttura narrativa dei programmi televisivi, diventandone spesso il contenuto principale attraverso la partecipazione di social media influencer, call to action o interazioni tra studio e pubblico a casa.

Quando guardiamo la TV, non siamo più soli, anzi siamo virtualmente circondati da una community di milioni di persone che nello stesso instante stanno guardando lo stesso programma e con i quali possiamo connettere e conversare. Insomma, i social hanno ridato potere alla TV, soprattutto da un punto di vista dell’advertising.

I dati di Nielsen Social del 2017 ci dimostrano infatti che quando parliamo di Social TV, la fascia d’età più attiva su Facebook è stata 25-34 anni (25% del totale, con picchi del 29% per quanto riguarda Serie TV e Talent/Reality). 25-34 anni è la fascia d’età più rilevante per quanto riguarda Serie TV, Intrattenimento e Sport, mentre 18-24 prevale per quanto riguarda i Talent/Reality e gli Over 55 nel caso di Talk & News.

Un concetto tutto nuovo di TV on demand

Avete mai pensato al fatto che i social media hanno introdotto un nuovo concetto di TV on demand ed in un certo modo hanno potenzialmente aumentato il reach di determinati contenuti? Spesso, grazie ai poteri social, veniamo a contatto con contenuti che un tempo non sarebbero mai arrivati ai nostri occhi, specialmente per mancanza di interesse. A volte capita di incorrere in alcune discussioni riguardo argomenti o contenuti televisivi diventati virali, innescando un meccanismo “on demand” che potremmo definire di reach secondario o allargato, aumentandone la awareness. Analogamente ai media tradizionali (riviste o quotidiani) oltre alla audience di riferimento, si passa ad una audience “allargata” non considerata un tempo parte del reach.

Oggi siamo in grado di parlare di un programma anche se non lo abbiamo mai visto e di accedere ai suoi contenuti, non per nostro desiderio ma perché sono loro a venire da noi, permettendoci di accedervi in un secondo momento quando e dove vogliamo.

Come dimostra il tweet qui di seguito riguardo il Social Media TV ranking di Nielsen Italia della settimana scorsa, anche se non fossimo in alcun modo interessati a “Uomini e donne”, la possibilità di venire a contatto con dei contenuti relativi al programma è molto alta grazie alle 220.000 interazioni avvenute su Facebook e Twitter.

Opportunità per gli advertiser

L’analisi della Social TV e le 91 milioni di interazioni avvenute nel periodo agosto-dicembre 2016 ha sottolineato: “La sovrapposizione tra gli utenti social che commentano i contenuti televisivi e quelli che citano le marche commerciali. L’overlap, nel secondo semestre dell’anno, è stato del 62% su Twitter, con picchi tra l’80% e il 90% per categorie merceologiche quali Abbigliamento, Farmaceutici/Sanitari, Alimentari, Bevande e alcolici.”

In molti casi i social media diventano i catalizzatori tra audience e TV, o addirittura ne diventano un’estensione a beneficio della brand awareness del programma televisivo e degli advertiser. Alcuni broadcaster ci stanno riuscendo molto bene ad integrarli nella proprio struttura narrativa e nel planning della stagione televisiva, ed in maniera molto professionale soprattutto per programmi indirizzati ad un pubblico più giovane, altri invece sono ancora in fase di prova.

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