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Quando la qualità è più importante della quantità: alla scoperta del Micro Influencer Marketing

Quali sono le differenze rispetto al classico Influencer Marketing e perché i brand dovrebbero integrarlo nella loro social media strategy?

Daniela Chiorboli
Daniela Chiorboli

Social Media Strategist @ DigitasLBi

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Celebrities, fashion blogger, VIPs, top influencers: i brand non hanno più bisogno di rincorrere e corteggiare i personaggi famosi per convincerli a produrre sui loro canali social uno sponsored content con riferimento al loro prodotto.

Esiste una tecnica molto più semplice ma altrettanto performante, e si chiama Micro Influencer Marketing. Il concetto è lo stesso del classico Influencer Marketing, ma su scala minore: l’unica differenza, infatti, si riscontra a livello quantitativo, ovvero i partner hanno una fan base piuttosto ristretta (non più di 10.000 followers) ma attiva, responsive e partecipativa.

Questa forma di Influencer Marketing viene utilizzata maggiormente su Instagram rispetto a Twitter e Facebook, in quanto la piattaforma si presta più efficacemente alla condivisione di contenuti visual.

Sicuramente starai pensando “Ma perché un’azienda famosa, per sponsorizzare il suo prodotto, dovrebbe scegliere un influencer con pochi followers rispetto a una celebrities?”. Provo a chiarirti le idee elencando i principali vantaggi del Micro Influencer Marketing.

Hanno una percentuale di engagement rate più elevata

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Secondo uno studio condotto da Markerly, un profilo con 1.000 followers registra un engagement rate dell’8%, mentre una fan base composta da 10.000 utenti scende al 4%. All’aumentare dei follower diminuisce l’engagement rate, fino a raggiungere l’1,7% con 1 milione di fan.

Risulta quindi che un profilo con meno di 1.000 follower ottiene circa 6 volte più commenti e like rispetto a un profilo con più di 100.000 fan.

Raggiungono un’audience più targetizzata

Non è facile trovare un ago in un pagliaio, così come non è facile trovare un potenziale consumatore tra un milione di follower: una fan base ridotta permette di raggiungere un’audience più targetizzata ed in linea con il target di riferimento dell’azienda.

L’82% degli utenti è più propenso ad acquistare un prodotto consigliato da un micro influencer: questo comporta un potenziale aumento del conversion rate.

Costano meno

Può sembrare scontato, invece anche il lato economico gioca la sua parte: l’ingaggio di una celebrity o di un top influencer può costare quanto (o a volte anche di più) 100 micro influencers!
Con lo stesso investimento, quindi, i brand possono avere a disposizione una quantità maggiore di sponsored content da veicolare e riutilizzare sui propri canali social.

Sono più credibili

Infine, i micro influencers gestiscono in maniera autonoma i propri profili, ovvero non si avvalgono di social media manager o terze persone, come invece succede per i canali delle celebrities.
Gli utenti percepiscono una maggiore autenticità e credibilità nei contenuti prodotti, e tendono a riporre con più facilità la loro fiducia in quello che viene condiviso.

Se tutto ciò non bastasse, Instagram come Facebook privilegia i contenuti organici condivisi da profili di persone reali, rispetto a quelli prodotti dai profili business: questi algoritmi rendono quindi più visibili i post dei micro influencer.

Un esempio di Micro Influencer Marketing è quello di Swiss Beauty Lab, un brand di cosmesi svizzero che per aumentare la sua brand awareness in Italia si è affidato a Fashion & Beauty Blogger, con un seguito modesto sui loro canali social:

micro_influencer_marketing

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Ovviamente non tutte le aziende possono (o vogliono) adottare la tecnica del Micro Influencer Marketing per svariati motivi, che comprendono anche un potenziale danno all’immagine, specialmente nel caso di Luxury Brands.

Ma i social media sono un mondo strano, anche ciò che pensavi impossibile può invece risultare un’idea vincente, quindi try to think small!

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