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Internet of Things nelle case degli italiani: un mercato da 185 milioni

Ecco a che punto è l'Italia con domotica e IoT: un mercato cresciuto del 23% nell'ultimo anno

Una grande epoca è cominciata. Esiste uno spirito nuovo. L’industria, irrompente come un fiume che scorre verso il proprio destino, ci porta gli strumenti nuovi adatti a quest’epoca (…). L’architettura ha come primo compito, in un’epoca di rinnovamento, quello di operare la revisione dei valori, la revisione degli elementi costitutivi della casa.

Le Corbusier, Case in serie, in Vers une architecture, 1923

Con l’Internet of Things la casa diventa una macchina per abitare

Sono passati quasi cent’anni da quando nel 1923 Le Corbusier scrisse queste parole, attuali allora come oggi: la casa veniva definita “una macchina per abitare”.

Mai come oggi la casa diventa macchina abitativa, meccanismo che si attiva e funziona coordinato dalle tecnologie informatiche e dalle comunicazioni integrate che queste generano: un ingranaggio che ruota intorno all’uomo che la abita e si plasma con il variare delle sue esigenze.

L’Internet of Things è il frutto della tecnologia che crea interazione tra il mondo reale delle cose ed i dati raccolti nel mondo virtuale. Le sue potenzialità? Riscopriamone una piccola parte in questo video realizzato dalla Comunità Europea.

L’Internet of Things è già nelle case degli italiani

Il mercato delle soluzioni IoT per la Smart Home in Italia vale 185 milioni di euro, nel 2016 è cresciuto del +23% rispetto all’anno precedente. L’offerta dei prodotti è crescente, dunque un potenziale enorme volto a trasformare la casa del futuro nel “fulcro dell’ecosistema Internet of Things“.

A rivelarci queste informazioni è il risultato della ricerca Smart Home realizzata dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

La sicurezza e la gestione della casa sono le due leve  che portano il consumatore a smartizzare casa.

Chi abita le Smart Home italiane?

chi abita le smart home in italia

La ricerca Smart Home, dell’Osservatorio IoT in collaborazione con Doxa, è avvenuta su un cluster di internet users dai 25 ai 70 anni. Il 26% degli italiani possiede almeno un oggetto intelligente e conesso nella propria casa ed il 58% ne progetta l’acquisto futuro, ma i consumatori credono che l’offerta Smart Home non sia ancora soddisfacente.

Se da una parte vi è “attesa di soluzioni tecnologicamente più mature”(50% di coloro che non dispongono di oggettistica smart), dall’altra vi è il timore per la propria privacy e la tutela dei dati personali (il 67% dei potenziali acquirenti).

“L’Internet of Things sta iniziando a entrare nelle case degli italiani, ma quello a cui stiamo assistendo è solo l’inizio di un percorso di crescita dal grande potenziale – dice Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things –. Verso la casa connessa infatti oggi si muovono grandi player globali, startup, retailer, produttori, assicurazioni, utility e operatori delle telecomunicazioni. Per aprire davvero la porta all’innovazione è fondamentale offrire nuovi servizi ai consumatori: quelli più elementari come l’installazione, ancora indispensabile per una fetta importante della popolazione, e quelli evoluti che possano convincere gli utenti ancora scettici sul valore di una casa connessa”.

I canali d’acquisto: GDO, eRetailer e negozi di elettronica

i canali d'acquisto

Installatori e distributori di materiali elettrici rappresentano la filiera “tradizionale” della domotica, detenendo l’82% delle quote di mercato.

A partire dal 2016 l’oggettistica smart ha cominciato a far capolino sugli scaffali della GDO, dei negozzi fai-da-te e nelle vetrine dei princiali eRetailer, che si sono trasformati in veri e propri showroom per l’IoT, portando dunque  un esponenziale ampliamento di pubblico.

A partire da quest’anno nei negozi sarà possibile trovare personale specializzato, in grado di spiegare i prodotti ed i loro benefici, superando così le barriere all’acquisto da parte dei consumatori.

Nel mercato si stanno affacciando anche Top Player come Google Home e Amazon Echo, la cui brand reputation potrà infondere maggior fiducia nei consumatori, alimentando lo sviluppo della filiera.

Un ulteriore mercato in via di sviluppo è quello delle polizze assicurative sulle abitazioni legate alla presenza di oggetti connessi:  in Italia sono già 6 le compagnie assicurative che si stanno muovendo su questo fronte.

Le telco inizano a predisporre SIM con piani tariffari ad hoc per le applicazioni Smart Home, dagli antifuri, ai termostati.

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Le applicazioni per la Smart Home

le applicazioni per la smart home

In Italia e all’estero sono state censite 290 soluzioni per la casa connessa, di queste il 31% è dedicato alla sicurezza (videocamere di sorveglianza, sensori di movimento, …), il 10% al controllo remoto degli elettrodomestici, iun’altro 10% al monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici ed un 8% alla gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento.

Il Do-it-Yourself rappresenta il 68% delle soluzioni presenti sul mercato, tuttavia il 70% dei consumatori che acquistano questi prodotti si rivolgono a personale specializzato per la loro installazione.

Un’occhio di riguardo alle 124 Startup nel settore (+26% 2016 vs 2015) che nel corso degli ultimi tre anni hanno raccolto un totale di 1,2 miliardi di dollari. 89 di queste sono state finanziate da investitori istituzionali.

Ed ora che la nostra casa si sta trasformando sempre più in macchina, non ci resta che salire a bordo!

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