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LoveBot, il Bot che trasformerà la tua dolce metà in un partner perfetto

La dolce metà lamenta che sei troppo distratto/a o poco sdolcinato/a? Questo prototipo di Bot presentato a TechCrunch Disrupt fa al caso tuo!

Daniele Sghedoni

Digital Transformation, Marketing Automation, Ecommerce

Semplificando la questione ai minimi termini, potremmo dire che un Bot può interagire e conversare con altre persone al posto tuo.

Si tratta di una tecnologia che ha raggiunto il suo hype proprio nel corso di questo 2016 e che rappresenta una grande opportunità per le aziende, le quali, grazie ad un utilizzo più o meno avanzato dell’intelligenza artificiale, possono sfruttare le piattaforme maggiormente utilizzate dagli utenti – le app di messaggistica – per automatizzare alcuni processi.

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E se invece di chattare con un Bot fosse un Bot a chattare per noi? È da questa intuizione che nasce LoveBot, realizzato in sole 20 ore al TechCrunch Disrupt SF Hackathon da Guru Ranganathan Karthikeyan Santana (entrambi dipendenti di Microsoft ma a TechCrunch per svago). Di certo nulla sostituirà mai il valore intrinseco di una conversazione reale, ma era inevitabile che “il Bot che invia automaticamente messaggi ai tuoi cari come se fossero stati inviati da te” facesse parlare di sè.

lovebot

Come funziona LoveBot?

LoveBot ti mette a disposizione una semplice interfaccia dalla quale potrai impostare il numero di telefono del destinatario, scegliere la quantità di messaggi da inviare, indicare l’intervallo temporale entro il quale inviarli e definirne diversi mood:

  • Love: per inviare frasi shakesperiane e altre parole d’amore;
  • Casual: perché essere troppo sdolcinati a volte è controproducente o nel caso vogliate utilizzare LoveBot per “coltivare” una semplice amicizia;
  • Motivational: per inviare citazioni ispirazionali (da usare con scrupolo, perché il confine con la banalità in questo caso rischia di essere davvero sottile e potrebbe risultare piuttosto controproducente!)

gurulovebot

Ti stai chiedendo dove puoi scaricare LoveBot? Spiacente di deluderti: l’app non esiste e quello che vedi sopra è solo un prototipo, nonostante la notizia abbia ottenuto un eco ben al di sopra di ogni aspettativa. Guru, uno dei due ideatori, spiega nel suo blog che le reazioni del pubblico sono state essenzialmente di tre tipi:

  1. quelli che hanno compreso lo spirito del progetto e si sono fatti una risata;
  2. quelli che hanno chiesto dove poter scaricare l’app chiedendo di tradurla e adattarla ad altre situazioni;
  3. quelli che invece non l’hanno presa benissimo e che si interrogano su quali danni possa causare alle relazioni umane un’idea così stupida.

Tu, da che parte ti schieri? E se fosse un Bot anche quello che risponde ai messaggi inviati dal tuo LoveBot? 😉