Intervista

Futuro ed evoluzione del tech e della realtà virtuale: il racconto dal The Europas

Francesco Buonaurio ha raccolto le testimonianze di tre speaker della manifestazione londinese dello scorso giugno

Maria Vittoria Tinti

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

francesco_buonaurio

Questa interviste sono state realizzate durante la conferenza The Europas da Francesco Buonaurio, YouTube Content Manager. Traduzione e adattamento a cura di Maria Vittoria Tinti.

The Europas sono i premi più importanti per le migliori start-up tecnologiche in Europa. Sulla scena oltre alle imprese più importanti, ci sono anche startup, investitori e agenti media. In un giorno è possibile vedere grandi idee imprenditoriali e tantissimi speaker di livello. Quest’anno si sono tenuti il 14 Giugno e noi di Ninja abbiamo avuto la possibilità di intervistare alcuni tra gli speaker presenti.

Iulia Tudor: Community Programmes Manager di Tech Hub

Iulia Tudor

Quali sono i criteri attraverso i quali potete validate un progetto?

Siamo una comunità globale sviluppata per imprese tecnologiche; non investiamo in una startup ma siamo una community con work place e programmi di supporto per accelerare la crescita di una startup. In sintesi Tech Hub è il posto perfetto per te in questi due casi:

  1. se stai realizzando una tecnologia o un prodotto technology focus; tutti nella nostra community producono prodotti tecnologici
  2. se stai cercando una community che ti aiuti a realizzare il prodotto o solo uno spazio dove realizzare la tua idea.

Se stai cercando solo uno spazio di lavoro il nostro non è il luogo adatto, ma se vuoi costruire relazioni, essere parte della community, imparare e collaborare insieme questo è quello che facciamo.

Tech Hub è uno spazio per collaborare?

Lo definirei più un modo di collaborare perché l’aiuto e le idee principali arrivano dalla comunità, una vera e propria community globale con più di 750 startup, da piccole a realtà più grandi con 50 persone.

Per qualsiasi problema o domanda che puoi avere c’è qualcuno all’interno della community che può aiutarti, con cui parlare o qualcuno al quale dire abbiamo risolto il problema trovando questa soluzione.

Abbiamo alcuni community tools che possiamo usare per creare questo tipo di connessioni tra i vari membri.

Quali caratteristiche deve avere un impreditore?

Una delle prime caratteristiche sono le social skills. Devi avere iniziativa; quando parliamo di imprenditore è qualcuno che è in grado di testare le sue idee e metterle in pratica. Non esiste la “ricetta perfetta” di come dovrebbe essere un imprenditore.

Abbiamo visto persone costruire delle imprese, c’è chi ha fatto bene, chi ha sbagliato. Gira tutto intorno a essere in grado di imparare velocemente ed essere reattivi

Quali sono i fattori che fanno crescere in modo lento un’impresa?

Attualmente sono due gli errori più comuni: il primo è non strutturarla nel modo corretto, fin dall’inizio. Questo aspetto è importante, la non chiusura dei contratti rallenta la chiusura del tuo investimento, acquisizioni e altro.

Un secondo errore è quello di non organizzare tutto fin dal primo giorno.

Infine è necessario capire quando devi prendere delle decisioni veramente difficili, dipende anche da quanti soldi hai o meno, e devi essere pronto a farlo. Le persone tendono a non farlo fin dall’inizio ma a sperare che le cose andranno meglio. Il people management è il primo fattore da tenere in considerazione.

Kate Unsworth: Founder e CEO di Vinaya

Kate Unsworth Vinaya

Ci sono diverse realtà di tech company e diversi prodotti ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, quali progetti porta avanti Vinaya?

Siamo interessati a costruire prodotti tecnologici ad alto impatto, ad “utilizzare” le menti brillanti dei nostri ingegneri, alcuni con un PHD, per avere un impatto rilevante. Per me il focus principale sono le emozioni, il mental webbing e balance life, dal momento che le tecnologie nel futuro impatteranno nelle nostre vite in ogni momento ed è difficile da evitare, e le tecnologie saranno sempre più onnipresenti e all’interno delle relazioni umane.

La nostra missione è su come costruire delle tecnologie anche in un modo più social aggiungendo l’esperienza umana, e  come queste possano diventare invisibili. Lo schermo è il primo ad usare un interfaccia in grado di interagire attraverso un personal computer; sono diventati più elevati tecnologicamente ma sono comunque solo schermi.

A mio parere gli schermi tendono a distrarre e a togliere l’attenzione dalla vita reale. Avremo sempre più prodotti tecnologici, perchè non è possibile pensare di avere nel futuro meno tecnologia, ma sempre di più come background, adatti ed integrati con la vita di tutti i giorni. Il mio focus è “human first”.

L’integrazione è la chiave di ogni progetto?

Integrazione e smart technology: bisogna capire quali sono i bisogni umani e costruire dispositivi in grado di integrarsi, perché a volte succede che una tecnologia si sviluppa quando l’utilizzo che ne fa l’uomo innova o migliora la sua vita. Lo Smartphone ne è un ottimo esempio: la tecnologia si è sviluppata perché si innova un prodotto già esistente, cosa sia uno smartphone e come utilizzarlo ha catturato l’attenzione e spinto al rinnovamento.

Questo potrà portare anche dei benefici nelle nostre vite e cambiare la nostra quotidianità, ad esempio su come condividiamo informazioni, attraverso i social network, per migliorare la vita di tutti i giorni. Vedi qualche rischio nel condividere così tanti dati personali?

Sì certo è sempre rischioso, ma le imprese dovranno essere più trasparenti sui dati che raccolgono, come e quando li condividono ed educare il consumatore su come sono utilizzati i dati personali, dando il controllo all’utente stesso e permettendo a lui di decidere.

Questo è il fattore più importante, i consumatori devono decidere come condividere i propri dati; compagnie come Google o Facebook dovranno curare gli interessi dei propri consumatori trovando qualcuno che li tuteli.

Yigit Yigiter: CEO di Time Looper

Yigit Yigiter -Time Looper

Quali sono le ultime novità nel mondo della realtà virtuale? Cosa succederà?

Il primo concetto importante è quello dell’adozione della realtà virtuale da parte dei consumatori. Sebbene sappiano che cosa sia non sanno ancora come funzioni. Ad esempio abbiamo chiesto alle persone di posizionare il loro telefono sulle Cardboard e di guardarsi intorno, non muovevano la testa ma gli occhi.

Dopo la user adoption, stiamo usando device mobili e cardboard ma in parallelo gli hardware raggiungeranno dei livelli più alti, saranno più leggeri ma con prestazioni più elevate. Ma penso che il primo passo sia la user adoption.

quando parliamo di realtà virtuale si è portati a pensare a computer e macchinari grandi e ingombranti, hardware pesanti, quali sono attualmente gli hardware e i materiali che utilizzate o avete intenzione di utilizzare. Ad esempio parlando del cartone, c’è qualche novità in arrivo come ad esempio altri supporti.

Ci sono alcuni prodotti nella pipeline e quando pensiamo ad hardware per la realtà virtuale mi viene in mente le macchine fotografiche per rendere la produzione più facile. Si può catturare un momento importante e la qualità è molto elevata.

La seconda sono gli hardware, che si stanno già utilizzando e ci sono anche macchine fotografiche per i consumatori che puoi attaccare al tuo smartphone.