Street-art

Blu cancella le sue opere a Bologna, nuovo murales a Napoli

Dopo le proteste di Blu alla privatizzazione della street art, esce un improvviso nuovo lavoro sui muri partenopei

La street art appartiene ai muri. È una forma di cultura che ha un valore collettivo. È di tutti e tale deve rimanere. La posizione di Blu, uno degli street artist italiani più famosi e apprezzati nel mondo, è netta. E soprattutto non scende a compromessi con il Genus Bononiae, l’istituzione museale di Bologna che sta per inaugurare una mostra sulla street art.

Per allestire la mostra, l’ente sta staccando dai muri alcune opere di famosi writer (a volte anche senza il loro consenso) per esporle all’interno di Palazzo Pepoli. Indoor. In una cornice squisitamente classica. Ma Blu non ci sta, e sta cancellando dai muri di Bologna tutte le sue opere. A sostenerlo – compatta – l’intera comunità dei writers nazionali.

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Blu ha le idee chiare. La street art è una forma di espressione che trova la sua ragion d’essere negli spazi comuni, visibile e condivisibile. È creatività allo stato puro, non può dialogare con la privatizzazione del sapere, non può essere sdoganata e associata al sistema culturale ufficiale.

È una forma di arte e di espressione alternativa. Uno specchio della società contemporanea che si riflette sui muri delle città in cui viviamo, il termometro sociale di ogni singolo centro urbanizzato. L’arte di strada non entra in un museo, non può essere privatizzata. Questo è quanto sostiene Blu.

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E lo strappo di Bologna è enorme, lacerante, mostra la sua carta di identità sottolineando la vicinanza della street art alla gente, allontanandola dalle istituzioni accademiche.

In contrapposizione a questo episodio però, pochi giorni fa è apparso un enorme murales proprio di Blu a Napoli: rappresenta un gigantesco prigioniero – verde – che si sta liberando dalle manette e dall’uniforme a strisce tipica dei carcerati, strappandosela di dosso e urlando.

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Si tratta di un lavoro non annunciato, dalla carica espressiva molto forte. Probabilmente il suo significato si lega alla struttura stessa su cui è dipinto, un ex carcere che è stato successivamente adibito a spazio comunitario.
Tutto è stato interamente dipinto a mano dall’artista, legato ad una corda, senza uso di ponteggi, in perfetto stile Blu.

Scritto da

Gabriella De Stefano

Copywriter

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono ... continua

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