Top #10

Una top ten dei marketing moments del 2015

Una selezione del meglio (e del peggio) che devi ricordare del marketing del 2015

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

10. Periscope/Meerkat/Facebook Mentions

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Non solo Periscope e Meerkat, anche Facebook si è lanciato nel mondo del live streaming. Il 2015 infatti è stato particolarmente proficuo per queste piattaforme che hanno visto la luce.

Si tratta di app social che permettono di trasmettere in diretta in un determinato momento e condividere ciò che si sta facendo live con i propri seguaci. Si va sempre di più verso la condivisione del reale, infatti, grazie a queste app attori, musicisti, atleti hanno potuto trasmettere video del backstage, fare sessioni di domande e risposte, annunciare novità o semplicemente condividere quel che fanno nella vita di tutti i giorni con i propri fan.

Sono mancate in questo primo anno implementazioni di questi social nella strategia digitale complessiva, ma siamo sicuri che le potenzialità siano elevatissime.

9. Adele e l’album “25”

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Hello...” Ci sei? Hello ti ha lasciato ancora in lacrime o ti sei ripreso?
A novembre 2015 Adele lancia il suo nuovo disco, intitolato “25”, ed il primo singolo tratto da lì è Hello, un testo evidentemente molto evocativo che ha richiamato l’ironia sui social network tanto da far diventare virale il nome del pezzo e far impennare il download su iTunes schizzato subito al primo posto in classifica. Le vendite del disco di Adele poi hanno registrato il record di numero di unità vendute nella prima settimana. Dal 2000 ad oggi il record era fortemente detenuto dagli N’Sync con No Strings Attached. Ma, “25” è arrivato a 2.433.000 copie nei primi 7 giorni dall’uscita. Dato che fa ben sperare per l’industria musicale.

Chi non ha una storia struggente alle spalle? La cantante britannica ha infranto ogni record di vendita e così monopolizzato ogni mezzo di comunicazione, perciò anche i meno appassionati di canzoni sdolcinate si sono lasciati andare ad un’ironia che prende in giro la “tristezza” sprigionata dalle sue canzoni. Il fenomeno è stato così forte che anche Tempo, il brand produttore di fazzoletti ha voluto ringraziarla.

8. Emoji Revolution

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Il 2015 sarà ricordato sicuramente come l’anno in cui l’Oxford Dictionary ha proclamato una emoji “parola dell’anno“. Il simbolo pittografico “Face with Tears of Joy” si è dunque aggiudicato la vetta del podio non solo per il suo largo utilizzo nelle conversazioni scritte, ma anche e perchè sostitutivo di tante parole.

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Le faccine (sorridenti, tristi, arrabbiate) sono parte preponderante della comunicazione online per milioni di utenti in tutto il mondo ogni giorno, perchè con un solo tap esprimono un intero concetto. Possono essere pericolose, infatti nel 2015 sono nate le campagne “don’t text and drive” per convincere gli automobilisti che messaggiare o chattare al volante è pericoloso.

Pericolose o utili, ma sicuramente molto diffuse, tant’è che il portale emojipedia.org ha creato il World Emoji Day a cui i brand hanno risposto con enorme entusiasmo.

Ringraziamo i Guerrieri del clan e i nostri fan per le segnalazioni. Buon #WorldEmojiDay

Posted by Ninja Marketing on Venerdì 17 luglio 2015

7. Black Friday e Cyber Monday pure in Italia

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Fino a qualche anno fa il Black Friday era un’usanza esclusivamente americana per indicare il giorno che segue quello del Ringraziamento. L’internazionalizzazione del commercio, spinta soprattutto da Internet e dall’e-commerce, da qualche anno ha esteso il Black Friday anche alle nostre usanze.

Si tratta di un giorno in cui centri commerciali e negozi di ogni genere effettuano forti sconti sui propri prodotti e  servizi dunque rappresenta una ghiotta occasione per consumatori e brand. Accanto al Black Friday è nato il Cyber Monday, cioè un lunedì nel quale gli sconti sono dedicati maggiormente ai prodotti di elettronica. Nel 2015 queste due iniziative sono state diffusissime anche in Italia, tant’è che Amazon ha cominciato un’intera Black Week nel nostro Paese.

E tu? Che prodotti sei riuscito ad acquistare?!

6. Google Alphabet

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Il 2015 è stato anche l’anno di riassetto di Google che da semplice Google si è trasformata in Alphabet, una società più grande che diventa di fatto, la controllante di Google.  La nuova società riunisce tutte le attività del colosso di Mountain View, compreso il motore di ricerca, YouTube, Maps e le divisioni Calico che si occupa di ricerca sulla longevità e Life Science, focalizzata sulla salute, tenendole però in società separate e non più semplici divisioni del colosso.

Ma perchè questo nome? Ce lo spiega Larry Page, fondatore di Google, sul suo blog:

“Amiamo il nome alphabet perché è una collezione di lettere che rappresentano il linguaggio, una delle innovazioni più importanti dell’umanità, e rappresenta il nucleo di come indicizziamo le ricerche con Google”

5. Adblock minaccia l’adv?

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Un altro evento di quest’anno è stata la minaccia alle pubblicità online costituita da AdBlock, un semplice tool che permette di bloccare i popup pubblicitari dalle pagine web. Tutte le industrie di pubblicità si sono schierate sul piede di guerra contro Eyeoh Gmbh, la società produttrice del programmino.

“Questa situazione  porta alla luce un’evidente criticità nel mercato pubblicitario che ancora molti si ostinano ad ignorare. Se un gran numero di utenti ha deciso di bloccare fastidiosi pop-up o pre-roll su YouTube diviene chiaro che parte della questione scaturisce proprio nella pervasivitàdei contenuti promozionali. Purtroppo sono ancora in pochi a comprendere l’entità del problema.”

Dunque questo ci porta ad una domanda: AdBlock è davvero un problema? O lo sono i pubblicitari?

4. Apple Watch

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A dominare mediaticamente il 2015 è stata anche, ancora una volta, l’azienda di Cupertino. In Silicon Valley era già da tempo in progettazione uno smart watch che s’integrasse con smartphone e tablet nella vita quotidiana. Altri orologi smart sono già stati lanciati sul mercato da altre case informatiche ma non hanno raggiunto il boost mediatico di Apple Watch.

Apple dunque entra in un nuovo mercato con un piccolo dispositivo wearable, ricco di sensori biometrici e dall’elevata possibilità di personalizzazione. La cattiva notizia però è che le vendite degli Apple watch negli Stati Uniti nelle dopo le prime sei settimane sono calate del 90% rispetto al periodo del lancio. Cupertino è sempre stata abbottonata sul tema ma a rivelarlo è Market Watch, sito economico finanziario di Dow Jones.

Si tratta comunque dell’esordio di Apple nel mondo dei dispositivi indossabili, un comparto verso il quale le aspettative del mercato sono molto forti, ma che almeno fino a quest’anno non ha ottenuto forte interesse da parte dei consumatori.

3. Star Wars

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“Che la forza sia con te!” is the new “in bocca al lupo!”. Questo perchè nel 2015 è uscito l’ultimo episodio della saga di Star Wars che è stato accompagnato da un fortissimo eco mediatico. A volte ritornano, è proprio il caso di dirlo, così è stato anche per Star Wars che ha fatto tornare al cinema appassionati e non.

Oltre al film però, non sono mancate tantissime iniziative di marketing sul brand. Eccone qualcuno:

2. Esplosione Real Time

Dal famoso “Momento Oreo” ad oggi, è esplosa la mania per il real time advertising. Ogni brand ormai cerca di sfruttare una notizia del mondo per poter inserirsi nella discussione con la propria voce. Ecco alcuni dei casi più famosi di quest’anno.

The Dress

#biancoeoro o #bluenero?

Posted by Ninja Marketing on Venerdì 27 febbraio 2015

Love Wins

#LoveWins: i brand (e non solo) festeggiano la legalizzazione dei matrimoni gay in USA

Posted by Ninja Marketing on Venerdì 26 giugno 2015

Atterraggio su Marte

Ringraziamo i nostri mitici lettori per le segnalazioni!

Posted by Ninja Marketing on Lunedì 28 settembre 2015

Ritorno al Futuro Day

Ringraziamo i Ninja del clan e i nostri mitici lettori per le segnalazioni!

Posted by Ninja Marketing on Mercoledì 21 ottobre 2015

1. Scandalo VW

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Hai riconosciuto quello in foto? È l’ormai famosissimo pulmino Volkswagen degli anni 80! Da questa immagine, per l’azienda tedesca sono cambiate tantissime cose. Fino a settembre 2015 infatti è riuscita ad essere considerata la più grande casa produttrice di automobili europea con un brand positioning molto trasversale.

Quest’anno però il brand VW è stato coinvolto in uno scandalo circa il mancato rispetto di alcune normative ambientali ed ha subito un incalcolabile danno d’immagine che ha permesso a concorrenti e non di sfruttare il momento per poter fare dell’ironia. I temi trattati nel real time advertising di questo scandalo sono stati i soliti: gli stereotipi tedeschi, la Merkel e altri casi di umorismo nero sul popolo teutonico.

Il vero momento di marketing però, è stato per Volkswagen stessa che ha saputo reagire allo scandalo sfruttando al massimo il momento di visibilità acquisito. Pubbliche scuse immediate, massima trasparenza, celeri dimissioni dell’amministratore delegato e continui messaggi alla clientela, “faremo presto totale chiarezza” hanno ribadito in ogni sede i vertici dell’azienda. Hanno immediatamente predisposto un piano di recovery della reputazione  facendosi totalmente carico dei costi degli effetti dell’errore. E se gli staff di relazioni esterne lavoreranno bene, potranno recuperare la crisi magari utilizzando anche l’enorme visibilità che il marchio ha avuto in quei giorni.

Scritto da

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

Nasce a Los Angeles nel 1984, stessa annata dello spot "1984". Va a vivere ad Huntington Beach, detta Surf City USA, ed ogni venerdì va a Disneyland. Si trasferisce a Napoli a 5 ... continua

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