Interviste

Instagram: Premio Nazionale Igersitalia, i migliori scatti del 2015

Ecco la gallery dei premiati, i consigli della giuria e dei vincitori e qualche riflessione su follower, like e...emozioni

Alexia Gattolin

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Si è da poco conclusa la terza edizione del Premio Nazionale Igersitalia che ha selezionato i migliori scatti del 2015 su Instagram. Sette giurati, sette categorie premiate e tanta, tanta creatività. Abbiamo curiosato tra giuria e vincitori per raccogliere commenti e impressioni e fare insieme qualche riflessione sul social del momento.

Conta di più la tecnica o l’emozione? Siamo troppo ossessionati dai follower e dai famigerati cuori? Quanto è importante riuscire a costruire il proprio stile personale per emergere? Lo abbiamo chiesto anche a Ilaria Barbotti (@ilarysgrill), fondatrice e Presidente dell’Associazione Igersitalia, e ad Antonio Ficai (@c4antonio), organizzatore del Premio.

Ma prima, in pieno stile Instagram, spazio alle immagini. Lasciatevi emozionare. Perché l’emozione è il denominatore comune dietro a tutti gli scatti, e anche ciò che ha orientato la giuria nella selezione delle foto candidate.

 

 

Sorores volant.

Una foto pubblicata da Pietro Cataudella (@pietro2o) in data:

We are what we don’t see. #WHPabstract

Una foto pubblicata da Luciano Cina (@luccico) in data:

La giuria. Tecnica o emozione? Nessun dubbio

Per alcuni è stata una dura lotta riuscire a scegliere, per altri amore a prima vista. In ogni caso, su una cosa sono tutti d’accordo. È stata l’emozione a prevalere. Perché la tecnica, da sola, non basta. Bisogna coinvolgere chi guarda e avere qualcosa da raccontare, che sia in grado di parlare anche senza l’ausilio delle parole.

Ezio Totorizzo – @eziomrlifestyle: “Ecco, quando mi sono accorto di aver passato qualche minuto su di una sola foto ho pensato ‘È quella giusta’. La forza è proprio quella di non avere una galley a supporto, ma un singolo scatto che parla di te. Penso che scegliere una singola foto per descriverti sia un processo molto complesso. La bellezza di questo premio era dare visibilità a scatti e non a persone ed in questo caso nessuno ha pensato ai cuori e ai follower, ma al singolo scatto.”

Maria Claudia Venturini – @piccolauma: “Io personalmente ho cercato di tener conto della tecnica e delle regole della fotografia, ma senza dubbio ha vinto chi ha saputo esprimere un’emozione attraverso la forza dell’immagine. L’immagine vincitrice ha trasmesso sicuramente un’emozione. Che sia un sorriso o una smorfia, appena l’ho vista, a me ha trasmesso questo.”

Enrica Mannari – @enrica_mannari: “La mia foto del cuore è quella di Luciano Cina senza se e senza ma. Da subito. Questa foto ha una potenza espressiva incredibile e porta con sé un’italianità a cui sono molto affezionata. Dovrebbe essere portata in giro come immagine promo del nostro paese. L’emozione prevale sempre nell’arte. L’arte è emozione. Se fosse tecnica sarebbe artigianato, che anche se di grande qualità sempre artigianato resta. Se poi si riesce ad unire tecnica ed emozione il gioco è fatto.  E sì, la lotta tra alcuni è stata dura. Non è mai semplice scegliere. Lo dico da illustratrice e artigiana.”

Cris Jiménez – @crisss: “Della foto vincitrice mi ha colpito che è riuscita a catturare insieme tante cose che si pensano dell’Italia non essendo italiani come me: gente che sa godersi le cose semplici, sole, bel posto al mare…Mi sembra un fotogramma di un film senza tempo. Per me una foto deve raccontare una storia.”

Nunzia Cillo – @nunziacillo: “Senza dubbio mi ha colpito la spontaneità dello scatto. Quella che ha vinto è una foto genuina che racconta l’estate, la Sicilia, la spensieratezza leggera della gioventù. Sembra quasi di sentire gli schizzi di acqua salata sul viso, di assaporare la salsedine, di sentire le fragorose risate e il sole sulla pelle. È una fotografia che catapulta l’osservatore nella scena. Se una foto riusciva a raccontarsi e a raccontare l’autore, senza dover leggere la didascalia, passava alla fase successiva.”

Ok, emozione. Ma follower e like sono per molti un’ossessione. Quanto contano davvero per emergere su Instagram?

Ilaria Barbotti ha le idee chiare al riguardo. Su Instagram bisogna creare occasioni per stimolare la creatività e migliorare la qualità, prima di tutto. Poi vengono i numeri.

“Ultimamente si parla solo (purtroppo) di numero di follower perché Instagram è il social del momento in vari campi e perché per molti è divenuto un lavoroTutto quello che organizza Igersitalia (e le community locali Igers in Italia) è per tutti, senza distinzione di numero di follower, ma con l’idea di raccontare il proprio territorio e stimolare la creatività fotografica (challenge o sfide). Io personalmente e l’associazione poi, viviamo proprio per permettere incontri offline agli appassionati del mezzo e per accrescere la qualità e la creatività fotografica di Instagram. I vincitori hanno tutti un numero diverso di follower e mai questo dato è preso come metrica per premiare qualcuno nel Premio Igersitalia. Chi ha vinto negli anni passati è poi cresciuto come nome e seguito. La risposta è quindi partecipare, essere attivi e creativi davvero. Solo così si può diventare qualcuno in questo social”.

Anche Antonio Ficai è dello stesso avviso, e il Premio che ormai organizza da tre anni consecutivi con un successo e una partecipazione sempre maggiori ne è la dimostrazione. È la qualità a mettere d’accordo tutti:

“Questa terza edizione ha nuovamente confermato che non importa essere già delle star di Instagram per poter avere un riconoscimento oggettivo sulle proprie competenze nella realizzazione di immagini di qualità. Anche nelle precedenti edizioni chi è uscito vincitore ha proseguito il proprio percorso di Iger con altri riconoscimenti importanti e nell’interessamento da parte di esperti in comunicazione visuale per partecipare ad ulteriori iniziative ed eventi. La lotta quotidiana alla conquista di nuovi follower e di like da parte della maggioranza degli utenti in questo caso non è contemplata. La giuria anche questa volta era composta da professionisti dell’immagine e della comunicazione, oltre ad affermati Igers a livello internazionale, ed ha oggettivamente dimostrato come una fotografia di qualità può mettere d’accordo persone che hanno una formazione, una visione e un gusto differente nell’interpretare un’immagine pubblicata sul network“. 

I vincitori. Teneteli d’occhio, seguite i loro consigli e poi…siate voi stessi

Ecco l’esperienza e qualche consiglio di alcuni vincitori. Giusto per farvi ispirare, poi sta a voi.

Luciano Cina – @luccico: “Sono felice perché il messaggio è arrivato, sono arrivate le stesse emozioni che ho provato. Mi definisco un attento osservatore: adoro scrutare tutti i dettagli che quotidianamente passano sotto i miei occhi. La fotografia diventa, così, uno strumento fondamentale per fissare nel tempo un momento particolare, un momento unico. Grazie ad Instagram (e smartphone a seguito) posso così raccontare a tutti il mio quotidiano e rendere partecipe la community delle meraviglie che ci circondano.”

Francesco Zivoli – @lazivowski“Sinceramente non mi sarei mai aspettato di vincere nella categoria “minimal”, non è falsa modestia. Questo perché non scatto quasi mai questo genere di foto e perché ci sono tantissimi Igers italiani davvero forti in questa categoria. La foto vincitrice l’ho scattata a Conversano, in Puglia, nel mio paese d’origine, perciò il fatto stesso che sia stata scelta mi rende estremamente orgoglioso.”

Giuseppe Puocci – @puocci_g: “È un piccolo gradino che salgo e soprattutto una grande soddisfazione. Piccolo gradino perchè sto facendo della fotografia e dei video (sono Filmmaker) un vero e proprio lavoro. Sento ogni giorno il bisogno di dover raccontare le mie emozioni attraverso l’arte e quindi le immagini, che siano ferme o in movimento. Instagram è una vetrina molto importante per me e per il lavoro che faccio, ma soprattutto per quello che voglio raccontare. Vedo tutto come una gran bella opportunità, anche di conoscere persone e artisti davvero in gamba.”

Chiara Cerri – @lovetheshoot: “Instagram è diventato il mio social network preferito da un po’ di tempo, da quando ho incominciato a concepirlo come strumento di storytelling, piuttosto che contenitore di immagini tutte filtri e selfie. Sono davvero contenta che la giuria tra tante foto abbia scelto proprio l’immagine di quel bambino nepalese con la faccia appiccicata al vetro. In questo modo abbiamo vinto entrambi.”

Alessio Rossi – @photoreds“Vedere la propria fotografia arrivare a vincere un premio come miglior paesaggio per me è una delle gioie più grandi che ho avuto nel campo della fotografia. Questo traguardo però non influenzerà in maniera significativa il mio profilo Instagram ma continuerò sulla mia strada ancora più motivato di prima. Instagram ormai per me è il contenitore dove condivido tutto quello che la mia anima riesce a racchiudere in una fotografia.”