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È arrivato Magento 2.0: ecco tutte le novità [INTERVISTA]

Daniele Sghedoni

Digital Transformation, Marketing Automation, Ecommerce

Se ne parla da anni, ma finalmente la release 2.0 di Magento è disponibile per il download.

Inutile dire che la crescita vertiginosa di piattaforme quali Shopify e WooCommerce hanno contribuito all’aumento della curiosità nei confronti di ciò che Magento avrebbe tirato fuori dal cappello: le funzionalità offerte dalla piattaforma rimangono pressapoco le stesse ma, dagli utilizzatori IT agli E-commerce Manager, le novità sono tante per tutti.

Per raccontarvele abbiamo fatto una lunga chiaccherata con Marco Dalla Libera di Alpenite, unica azienda italiana ad essere riconosciuta come Gold Partner di Magento e da sempre focalizzata sul mondo Enterprise, e Andrea Saccà, sviluppatore front-end certificato Magento e fondatore di Magentiamo, il primo blog italiano dedicato al CMS oggetto dell’articolo.

Buongiorno Marco e Andrea, benvenuti su Ninja Marketing. Magento 2.0, finalmente. Cosa cambia?

[Marco] La nuova release si è focalizzata soprattutto su quelli che erano i limiti strutturali della piattaforma, così da renderla più scalabile per l’amministratore di sistema e più performante per l’utente finale.

In particolare per quanto riguarda il mondo Enterprise, Magento si è sempre rivelata la scelta vincente rispetto ad altre piattaforme ma, quando si parlava di progetti più corposi, la scalabilità della versione 1 aveva qualche limite rispetto a soluzioni come Hybris e Demandware. Il focus è quindi stato posto sulla scalabilità dei sistemi in situazioni multi-store e multi-catalogo, gestendo in maniera più performante database di grandi dimensioni.

Se da un lato questo potrebbe essere considerato un aspetto negativo in quanto non sono state portate grandi migliorie dal punto di vista delle funzionalità – caratteristica per la quale Magento non era da considerarsi seconda a nessuno – d’altro canto il replatforming era inevitabile per una piattaforma PHP nata tanti anni fa e non completamente in linea con le tecnologie attuali.

Il punto è proprio questo: come la prenderà il mercato? Quando la versione 1.x non sarà più mantenuta come si comporteranno tutte quelle aziende che si troveranno a dover fare un upgrade della loro piattaforma? Passare a Magento 2.0 sarà un’operazione tutt’altro che indolore e inevitabilmente le aziende si troveranno a considerare le alternative di un mercato oggi molto più maturo. Si stanno prendendo un bel rischio.

Uno sviluppo open source che si è prolungato oltre il previsto.

[Marco] E’ vero, la release ha tardato un po’, sono almeno tre anni che se ne parla. Di certo non hanno aiutato i terremoti societari provocati prima dall’uscita di Yoav Kutner (CTO e co-fondatore di Magento) e Roy Rubin (fondatore e COO), e poi dalla separazione tra PayPal e eBay (fino a pochi mesi fa proprietaria di Magento).

Il progetto era faticoso e ambizioso, e per non perdere la leadership di mercato a livello di funzionalità era importante non fare passi falsi. Per tutti questi motivi la release 2.0, con una situazione societaria più serena e con una piattaforma ancora più potente di prima, non è da considerarsi un punto di arrivo bensì un nuovo punto di partenza.

Nulla di nuovo invece per quanto riguarda lo sviluppo open: la piattaforma continua ad essere sviluppata da una fortissima community moderata e gestita da un team centrale di Magento.

Quali novità per sviluppatori e store manager?

[Marco] Tutto, anche se in realtà, trattandosi di un framework PHP, chi aveva imparato a lavorare con la precedente versione non troverà enormi difficoltà ad adattarsi: non è più difficile, solo più strutturato.

[Andrea] Sì, la struttura del front-end, così come la struttura del CMS e delle estensioni, è stata completamente rivisitata. Sarà più semplice ora creare un tema per Magento e renderlo scalabile e mantenibile nel futuro. Sono state introdotte molte novità per agevolare lo sviluppo: LESS per un CSS dinamico e jQuery, che va a sostituire la libreria Prototype. La struttura delle cartelle è stata rivista, ed ora, come accade per la maggior parte dei CMS, il tema risiederà in un’unica cartella. Anche la personalizzazione delle estensioni sarà più semplice: in particolare quelle che aggiungeranno funzionalità al front-end avranno una cartella specifica da importare nel tema per modificare o integrare i file dove necessario.

[Marco] C’è da sottolineare però che, a proposito di estensioni, si riparte da zero: quelle sviluppate e disponibili per la versione 1.x non sono compatibili con la versione 2. Naturalmente Magento ha permesso ad alcuni partner di iniziare a lavorare con un certo anticipo e per questo sono già disponibili sia estensioni di funzionalità sia di migrazione dei dati.

[Andrea] Due parole poi sull’interfaccia di amministrazione che è stata notevolmente rivisitata, migliorandone l’usabilità da parte degli store manager: molte voci di menu sono state inglobate in gruppi per una più facile gestione da parte di chi gestisce catalogo, ordini e attività di marketing.

Per non dilungarci oltre su questo punto invito chi volesse entrare maggiormente nei tecnicismi a fare un salto sul nostro sito, Magentiamo, dove abbiamo pubblicato le slide (in italiano!) proposte ai recenti eventi di training dedicati alla nuova release: sono un ottimo punto di partenza per chi volesse cominciare a sviluppare con Magento 2!

Infine, due parole sullo stato di salute dell’ecommerce.

[Marco] I numeri crescono anche in Italia ma sempre ad un ritmo inferiore rispetto a quello che accade in molti altri Paesi. Non si tratta di frasi fatte quando diciamo che il problema rimane l’approccio con cui sia il consumatore che l’azienda affrontano il tema dell’Ecommerce.

Il mio parere personale è che l’approccio delle aziende non sia adeguatamente strutturato: se all’estero ci capita spesso di confrontarci con clienti che presentano business plan pluriennali con una previsione chiara del ritorno economico previsto, in Italia si fa spesso ecommerce per cavalcare un trend e perchè si sente l’obbligo di farlo, senza obiettivi chiari e senza allocare il budget adeguato.

Nel settore fashion c’è molta attenzione al fenomeno omnichannel; più di tutti sono loro a vederlo come un must have e chi lo ha previsto nella propria strategia commerciale ha riscontrato un incremento dei volumi di vendita. La cosa più affascinante dell’omnichannel è che porta ad un radicale cambiamento delle dinamiche aziendali, poichè aree prima apparentemente distanti come la logistica e il marketing online ora hanno la necessità di avere una visione condivisa.