Pause, l'app che mette in pausa lo stress

Non siate troppo veloci, rilassatevi ed incoraggiate la vostra mente a non divagare. Cliccate Pause

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Avete mai pensato al grado di stress a cui siete esposti durante la vostra giornata? Ritenete di dovervi sottoporre a sedute meditative che vi liberino dal peso incombente delle scadenze e delle responsabilità? Allora cliccate su pause. Sì, avete capito bene, mettete tutto in pausa per 10 minuti. Ma come? Con Pause appunto. Nata all’Ustwo’s Studio a Malmo, in Svezia, dalla mente di Cheng Peng, UX designer, ex dipendente di Nokia, Pause è l’app che combatte lo stress e la depressione.

Ma in cosa consiste?

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L’app nasce dal desiderio di Cheng di poter creare uno strumento che riesca a liberare dallo stress attraverso movimenti delicati e lenti, basato sugli stessi meccanismi del tai chi e delle arti marziali.
Cheng inizia a sviluppare Pause dopo anni di depressione. Dopo aver abbandonato il lavoro come designer per l’azienda Nokia, Cheng si trova ad avere molto tempo a disposizione ed inizia a sperimentare soluzioni che possano aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, abbracciando così le discipline meditative. Dalla sua vicinanza a questo nuovo rapporto con i gesti e i movimenti del corpo, Cheng sviluppa Pause.
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Una macchia che si muove all’interno dello schermo, che introduce un nuovo tipo d’interazione con il dispositivo tecnologico a cui siamo invece abituati fortemente attraverso colpetti, strattoni, mosse secche e veloci. Questa idea si basa sul principio dell’attenzione ristoratrice, che afferma che i livelli di stress possono essere ridotti spostando l’attività del nostro cervello su di una che anziché richieda minor sforzo mentale.
Per Cheng ridurre lo stress significa osservare una macchia fluttuare sotto la guida del proprio indice, ascoltando il rumore del fruscio del vento. Tutto questo diventa possibile perché l’app è strutturata su di una semplice mappa cognitiva che non richiede all’utente di pensare troppo a quello che sta facendo.

The other side

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Dall’altro lato Pause non è per niente sorprendente, ma banalmente, anche se con grande sforzo, suggerisce solo una modalità di percorso che difficilmente nella vita di tutti i giorni siamo portati a seguire. La calma. Non siamo mai abituati a sperimentare 10 minuti di calma, per cui ci risulta sorprendentemente difficile raggiungere un livello costante ed ininterrotto di interazione con uno schermo, che non sia discontinuo, disattento e frettoloso.

Per cui il compito che vi darò per i prossimi 10 minuti, sarà quello di sedervi, aprire l’app, ascoltare il fruscio del vento e abbandonarvi completamente al lento e costante vagabondare di una lampada di lava, con le sembianze di una macchia informe sullo schermo del vostro cellulare. Tutto qui, niente di più. E adesso, come vi sentite?

Scritto da

Giulia Spagni

Fiorentina, classe 1987, trapiantata a Londra e poi a Milano. Una tesi di laurea sull’identità comunicativa dell’immagine, la catapulta nel magico mondo della pubblicità. ... continua

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