Nike trionfa ai mondiali di calcio femminili in finale e sui social media

Quando l'emotional marketing diventa più forte di uno sponsor. Il caso di Nike ai mondiali di calcio femminile

Questo post è stato scritto per Ninja Marketing da Marco Parlato: napoletano, classe 83, laureato in Comunicazione d’Impresa, master MBA, da sempre appassionato di branding.

Domenica 5 luglio, in una caldissima Vancouver, è andata in scena la finale dei mondiali di calcio femminile. E se in Italia il pensiero di associare il calcio, da sempre territorio incontrastato del maschio alfa, al gentil sesso scatena reazioni che vanno dal disgusto all’ironia, dovete sapere che da questa parte dell’oceano le dinamiche sono quasi opposte ed il “soccer” in versione femminile è, invece, molto più seguito della controparte maschile.

USA vs Canada, la finale mancata

La manifestazione, iniziata il 6 giugno e conclusasi il 5 luglio, si è rivelata un successo in termini di media spettatori e di interesse generato con punte di oltre 50.000 spettatori nelle partite più importanti. Tanti qui in Canada sognavano una finale tra la squadra di casa e gli USA, ma purtroppo la nazionale della foglia d’acero si è fatta eliminare ai quarti dall’Inghilterra.

Così in finale sono arrivate le stesse squadre che si sono contese il titolo nella scorsa edizione, ovvero Giappone ed USA. Ma se quattro anni fa sono state le “samurai” ad avere la meglio, quest’anno la partita non ha avuto storia visto che la nazionale a stelle e strisce, rigorosamente griffata Nike, ha stravinto per 5 a 2 segnando ben 4 goal, di cui uno da metà campo, nei primi 16 minuti.

Il sorpasso “social”

Ma la sfida tra i due colossi dell’abbigliamento sportivo si è estesa anche al di fuori del rettangolo di gioco spostandosi nell’arena virtuale dei social media. Anche qui la sfida è stata vinta da Nike che ha fatto registrare il doppio delle citazioni Twitter rispetto ad Adidas che, va ricordato, è lo sponsor tecnico ufficiale della manifestazione.

Il merito di questa schiacciante vittoria da parte dell’azienda statunitense è da attribuire anche alla campagna online caratterizzata dall’hashtag #NoMaybes. Il video da 60 secondi, che è andato oltre il milione di visualizzazioni, è impreziosito dalla colonna sonora “American Woman”, nella prima versione del 1970 della rock band canadese The Guess Who. L’annuncio, realizzato dall’agenzia Thousands Creative, si basa sul claim “Strong Alone. Unstoppable Together”e vede protagoniste diverse giocatrici della nazionale a stelle e strisce mentre si sottopongono a duri allenamenti in vista dell’esordio mondiale.

Corsa, dribbling e cinguettii

Secondo uno studio condotto dall’agenzia Amobee, Nike e Adidas sono stati i brand più nominati su Twitter, seguiti poi da Chevrolet, che conferma il connubio vincente tra calcio ed automotive, e gli sponsor ufficiali della manifestazione Coca-Cola e Visa.

Amobee ha inoltre segnalato che ci sono stati 2.875.436 tweet riguardanti la Coppa del Mondo femminile, ed in particolare la squadra degli Stati Uniti, nelle sei ore successive il calcio d’inizio della finale. Di questi, 1.080.000 con l’hashtag #USA, 688.511 con #USWNT, 629.000 per il torneo in sé, 120.951 su Carli Lloyd (attaccante statunitense che ha segnato una tripletta in finale) e 98.028 con l’hashtag ufficiale #FIFAWWC. In totale è stato registrato un aumento del 571 per cento di cinguettii con l’hashtag #USA nell’arco di un periodo di 6 ore successivo alla partita di domenica che durante tutto il 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, 1.080.000 contro 161.000.

Ultima curiosità: la sola Carli Lloyd, che ha anche vinto il premio come miglior giocatrice del torneo, ha generato più Twitter nella giornata di domenica che tutte le 30 squadre della Major League Baseball messe insieme, dimostrando di avere “i numeri” anche al di fuori del campo di gioco.