Fare carriera, 7 consigli per lavorare soddisfatti

Chi ha il controllo della tua vita professionale: l'abitudine, gli altri o te stesso?

Marco Fongaro

Web Marketing Assistant

“Fare carriera” è uno stimolo onnipresente nella vita lavorativa, a qualsiasi livello, per qualsiasi professione. Ecco qualche consiglio per fare ordine nel tuo metodo e nelle tue priorità, cercando di fissare delle mete e arrivare soddisfatto a fine giornata.

Vivi la tua vocazione…

Se ti sei fermato al binomio “lavoro vs carriera” sei già caduto nella prima trappola. Se è innegabile che chi lavora in vista del futuro sia più motivato di coloro che lo fanno meramente per lo stipendio, è ancor più vero che chi lo fa esprimendo se stesso sia ancor più soddisfatto.

Guarda al presente prima che al futuro e concilia vita personale e professionale, poiché il lavoro è uno dei fattori che determina la tua identità: sta a te decidere quanta importanza dargli.

… cercala, trovala e ritrovala

“Talvolta si prende come cattiva abitudine l’essere infelici.” G. Eliot

Prima di cercare un lavoro o di fossilizzarti su quello che hai, prendi coscienza delle abilità e degli interessi che ti definiscono: non cadere nella trappola dell’abitudine, non sederti pensando che sei stanco, ma mettiti in piedi e guarda dall’alto il puzzle della tua professionalità.

Sia che tu sia disoccupato o che tu abbia una carriera avviata, abbi sempre uno sguardo d’insieme, così che, anche se scendi a compromessi, tu sappia sempre dove vuoi arrivare o quando i tempi sono maturi per cambiare rotta.

Ricorda che puoi decidere liberamente il numero di pezzi, ossia l’impegno che vuoi profondere e le competenze che vuoi raggiungere. Probabilmente dovrai scegliere e ri-scegliere, finirai un puzzle e dovrai/vorrai cominciarne un altro, perché la tua carriera difficilmente sarà a senso unico.

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Goditi il percorso non la meta, la carriera non il ruolo

La tua carriera è un viaggio formativo: impara, integra, inventa. Nel contesto attuale ci sono poche certezze, quindi non vale la pena focalizzarsi su un ruolo, ma piuttosto sulle competenze: sono queste a determinare il tuo valore e a permetterti di scegliere, quando se ne presenterà l’occasione.

Abbi la pazienza di decidere come arredare la tua mente, ma comincia a farlo ora.

Fai le pulizie di primavera

“La mente umana è come un piccolo ripostiglio vuoto, e sta a noi riempirlo con mobili di nostra scelta.” S. Holmes

Mettere in ordine i propri spazi vitali è un esercizio virtuoso, ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Le mensole che devi spolverare e arredare sono nella tua testa: si tratta, anzi, di un bell’appartamento.

Vuoi uno studio privato, un luogo di pace da decorare con la tua passione segreta? Perfetto! Bada però che essa non invada bagno, salotto e cucina, altrimenti ti converrà scegliere se farne il tuo nuovo lavoro o ridimensionare lo spazio che uno dei due occupa nella tua vita. Di sicuro, la soluzione non è quella di ributtarla nello studio, chiudendo la porta prima che debordi fuori.

Cerca una coerenza tra possibilità, voglia e aspettative: puoi fare come il famoso detective, che si sforza di dimenticare che il sole gira intorno alla terra per non occupare memoria inutilmente, ma come lui dovrai accettare lo scherno della gente comune (e magari sorprenderla con il tuo genio).

Sii indispensabile

L’esercizio più utile che puoi fare per auto-formarti è chiederti: “Chi assumeranno se mi licenziano? (/se non assumono me?)”.

La risposta “uno che lavora di più” può valere per un lavoro che non richiede una spiccata professionalità, ma un’azienda è composta dalle competenze e dalla personalità dei suoi dipendenti.

Spesso quello che sai trasmettere vale più di quello che sei: enfatizza le tue abilità dimostrandoti maturo, indipendente, coinvolgente e organizzato e genererai un circolo virtuoso di cui sarai il fulcro, indipendentemente dal tuo ruolo in azienda.

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Compiaci te stesso

“La filosofia è paga di pochi giudici, e di proposito evita la folla.” Cicerone

Quanto è sottile il confine tra l’autogratificazione e il prestigio? Quanto è facile cedere alle lusinghe dell’approvazione? Dove finisce davvero la volontà degli altri e dove inizia la mia? E ancora: è più utile insegnare ad una platea o essere il più ignorante nella stanza? Essere applauditi o applaudire? Scrivere un libro o leggerlo?

Aristotele afferma che l’uomo è un animale sociale, e questo si manifesta in modo subdolo nella tua menti, come in quella di tutti noi, portandoci spesso a scegliere il plauso immediato piuttosto che la tranquillità nel sonno.

Il prestigio è una tentazione onnipresente, e dunque una distrazione che ti impedisce di operare scelte razionali. Ottenere il favore di clienti, colleghi e superiori rischia di diventare la tua priorità senza che tu te ne accorga. Non ignorare gli altri, impara da loro, ma non alimentarti dei giudizi esterni, perché minano la tua autostima.

Pensa a te stesso. Fai in modo di sorridere alla fine di un compito senza cercare l’approvazione degli altri: magari arriverà, ma sarà secondaria. Sei tu a innaffiare le radici dell’albero della tua carriera personale, e sempre tu deciderai come potarlo, di volta in volta.

Crea bei ricordi

Ridi, trastullati, bighellona, socializza. Prenditi le tue pause, che aiutano a scandire il lavoro, e concediti il tempo per scambiare due battute con i colleghi/clienti o per cogliere il lato comico di un incarico.

I bei ricordi si fissano nella memoria portandosi dietro le nozioni tecniche, ed entrambi devono far parte della tua carriera lavorativa.