È tempo di fundraising! È tempo di "Un'altra stagione da esordienti" [INTERVISTA]

AAA cercasi soci-sognatori per ricreare "cinquanta per cento metri di meraviglia" portati via da una frana

Marco Fongaro

Web Marketing Assistant

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Cinquanta metri per cento sono lo scopo della campagna di fundraising “Un’altra stagione da esordienti”, tanto misurava il campo da calcio di Casola Valsenio (RA).

Il passato è d’obbligo quando una frana di migliaia di metri quadri porta via il terreno di gioco, lasciando al suo posto una voragine.

La mattina successiva alla catastrofe, molti volti si sono affacciati alle finestre chiedendosi se ci fossero state vittime e feriti, ma per fortuna il peggio non era accaduto. La preoccupazione successiva è stata per le conseguenze di un simile evento e per le implicazioni che esso avrebbe portato nell’immediato futuro.

Tutti ragionamenti sensati, lungimiranti e adulti che possono però essere riassunti da una frase semplice ed ingenua: “Il campetto non c’è più”. Questo hanno pensato i giovani del luogo, che in pochi attimi hanno perso uno degli spazi che per eccellenza è costruito a misura di bambino.

A trasformare in azione il pensiero comune dei piccoli abitanti di Casola è stato lo scrittore Cristiano Cavina.

Ciao Cristiano. Come è nata l’idea di ricorrere al fundraising?

Ciao! Beh, più che nata, direi che l’idea è piovuta dal cielo, grazie ad una serie di coincidenze. Poco tempo prima che il nostro campo sportivo decidesse di crollare giù nel fiume, avevo parlato con un amico che per vari motivi si occupa di fundraising; ricordo che mi aveva raccontato di una persona che era riuscita a raccogliere i fondi necessari per girare un documentario.

Quando ha saputo la notizia di quello che ci era successo a Casola, beh, mi ha messo la pulce nell’orecchio. Mi è sembrata un’idea bellissima, da subito.

L’Italia dei paesini come Casola può sposarsi con le dinamiche online?

Certo! Anzi, dovrebbero essere matrimoni super incentivati! Le dinamiche online, la rete, consentono ai paesi piccoli di assomigliare moltissimo ad un luogo perfetto.
Prendete qui da noi: ovunque ti volti ci sono colline ricoperte di boschi, un fiume in cui puoi fare il bagno e bambini che vanno a giocare dove vogliono, senza doversi preoccupare troppo di accompagnarli o di andarli a riprendere; sono posti in cui crescere è perfetto, e con la rete diventano immediatamente ricchi di opportunità come una qualsiasi metropoli.
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I ragazzi

“Quando sei un ragazzino, il mondo non è fatto a tua misura. A scuola ti sgridano i prof, e quando arrivi a casa ti sgridano i genitori. I ragazzi più grandi ti prendono in giro e le ragazze, beh, quelle nemmeno ti vedono. Per molti, l’unico posto fatto su misura è un rettangolo di prato, che misura cinquanta metri per cento, con le bandierine agli angoli. Quel rettangolo è uno dei pochi luoghi che senti davvero tuo, in cui senti di funzionare come si deve, non solo per combinare disastri e prendere sgridate.”

Sono queste le parole con cui Cavina introduce l’iniziativa di fundraising nel video che presenta l’iniziativa.

Gigante nel corpo ma bimbo nell’animo, come le sue opere testimoniano, lo scrittore ha iniziato e promosso “Un’altra stagione da esordienti”, la raccolta fondi online per far rinascere quei “cinquanta metri per cento di meraviglia”, forieri di sensazioni che Cavina ha già saputo trasmettere con il suo libro “Un’ultima stagione da esordienti”, apprezzatissimo spaccato di emozioni, ambienti e situazioni della prima adolescenza negli anni ’80.

Sogni e realtà. Quanto ti ha aiutato la tua esperienza di scrittore ad elaborare il messaggio di ‘Un’altra stagione da esordienti’?

Io, anche per quello che riguarda lo scrivere, lascio tutto molto in mano all’improvvisazione. Anche gli incontri per i miei libri, li affronto sempre come se fossero chiacchierate al bar con gli amici, e alle chiacchierate al bar con gli amici non ci si va con gli appunti e la scaletta. Ho cercato solo di dire quello che sentivo, nel modo più semplice possibile. Ho cercato di essere sincero. E credo che quando una voce è sincera, si capisce subito. Fa un suono tutto suo che lo riconosci lontano un chilometro. Non ho elaborato molto; ho solo lasciato che venisse fuori quello che sentivo, tutto qua.

Quali conoscenze ritieni indispensabili per organizzare un’iniziativa simile?

Beh, ad essere sinceri la conoscenza indispensabile per organizzare un’iniziativa simile era Paolo Latini, il mio amico di Treviso che mi aveva parlato del fundraising. La parte tecnica è tutto merito suo; conosceva le dinamiche dei vari siti di raccolta fondi, come registrare la petizione e in che modo presentarla.
Come tutte le cose, l’improvvisazione non può fare tutto. Insomma, anche se fai una jam session jazz, devi comunque amplificare gli strumenti, sistemare il palco e sopratutto trovare un locale che ti faccia suonare…
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“I sognatori”

Un’altra stagione da esordienti non cerca semplici donatori, ma veri e propri co-proprietari, soci-sognatori che vogliano reinventare dal niente un angolo di felicità, anzi, quattro… e con le bandierine!

Quella che riemergere dalla frana è una testardaggine tipicamente italiana, che può portare, ad esempio, un piccolo paese di tremila anime nel dopoguerra a reinventarsi, piantando peschi e vigneti, reinventandosi così un intero universo.

Chi non si vanterebbe ad essere co-proprietario di un simile pezzetto di Romagna?

Click e palloni, Rete e Romagna: come stai suddividendo i tuoi sforzi tra digitale e reale?”

Non so bene neanche io come dividere gli sforzi, perché sono leggermente disordinato!
Fortunatamente ho lettori che sono anche giornalisti, e a volte scrivono articoli su quello che stiamo cercando di fare: io mando mail e messaggi!

Come ti muovi offline per coinvolgere persone, influencer e aziende? (Quel premio a 5000€…)

Cerco di parlare della nostra idea di riprenderci cinquanta metri per cento di meraviglia ad ogni mio incontro, raccontando di cosa rappresenta in realtà un campo sportivo per un piccolo paese, che è molto di più della somma di quattro pali, due traverse e un paio di bandierine agli angoli. E quando mi capita, provo a coinvolgere altri scrittori, mettendogli sotto il naso il telefonino e girando brevi video in cui invitano a diventare soci sognatori.

Credo che questo fine settimana, al Salone del Libro di Torino, romperò le scatole a molti di loro.
Tra un paio di giorni incontrerò il presidente di una grossa squadra di calcio. Mi sa che gli chiederò se per caso non gli interesserebbe investire qualche cosa in romagna; un bel campo sportivo con vista sui castagneti. Quanti altri posti hanno campi sportivi con vista sui castagneti? Non vedo come potrebbe rifiutare; male che vada la squadra, finite le partite si va tutti a raccogliere le castagne…
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La felicità

Inseguire una palla ed essere felici. Cosa c’è di meglio?

Probabilmente farlo in un prossimo futuro insieme a tanti soci-sognatori, festeggiando il nuovo campo sportivo assaporando Sangiovese, piadine e squacquerone [il secondo link più importante dell’articolo – nda], in un’atmosfera di soddisfazione che rende tutto più buono.

Oltre all’evento, cui saranno invitati tutti i donatori, i riconoscimenti per chi contribuisce alla campagna includono l’attestato di co-proprietà, le magliette della squadra, posto in tribuna a vita e altri ancora, fino ad arrivare alla cittadinanza onoraria e ai cartelloni pubblicitari permanenti a bordo campo.

Cavina e i ragazzi di Casola si stanno dando veramente da fare per riappropriarsi del loro spazio felice, centimetro dopo centimetro, portando dalla loro il famoso scrittore Alessandro Baricco e riuscendo ad ottenere uno un intervento su Caterpillar Radio 2 Rai.

Henry Rosso sosteneva che il fundraising è l’arte di insegnare alle persone la gioia di donare: partecipare al sogno dei ragazzi di Casola potrebbe essere il miglior modo per imparare.

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