Red Light, un'app per combattere la violenza sulle donne in Turchia

La violenza sulle donne in Turchia è oggi una delle più grandi piaghe del paese


Vodafone Turchia ha creato un’app per la violenza contro le donne. Un tema caldo, di cui si sente parlare troppo spesso. Forse proprio per questo, anche la tecnologia in un certo senso vuole dare il suo contributo anche se siamo tutti consapevoli che una piaga del genere, perché di questo si tratta, non è risolvibile con un’app né con tutta la tecnologia a disposizione.

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Resta comunque un tentativo interessante quello di Vodafone Turchia che ha riscontrato l’approvazione delle donne del paese: in Turchia, d’altro lato, i dati sulle violenze alle donne da parte degli uomini sono sconcertanti. Basta guardare i numeri raccolti da Bianet, l’associazione  dei giornalisti indipendenti turchi.

In Turchia il tema della violenza sulle donne ha raggiunto in questi ultimi mesi (tristemente, purtroppo) la prima pagina di tutte le maggiori testate internazionali: dopo l’omicidio della studentessa ventenne Ozgecan Aslan, è arrivata l’indignazione dello stesso popolo turco con la protesta di migliaia di uomini che hanno manifestato in minigonna i difesa delle donne su Twitter e in strada. È stato realizzato anche un sito, Anıt sayaç, un “monumento digitale” che raccoglie i nomi delle donne morte per violenza divisi per anni e ne conta il numero.

Tuttavia c’è altro da aggiungere, che ne fa ancor di più un caso interessante: la campagna di comunicazione ha meritato il silver nella categoria mobile nella scorsa edizione dell’Eurobest Awards, il festival della creatività.

Un caso singolare perché si tratta di un’app per sole donne, sia nell’utilizzo che nella modalità di comunicazione. Ma andiamo ad analizzare le due caratteristiche una alla volta.

Discrezione e facilità d’uso per aiutare le donne vittime di violenza

Quando si realizza un’app, una delle scelte più importanti è l’aspetto grafico dell’icona: dall’icona deve essere subito chiaro il servizio che quell’app è in grado di offrire, così che l’utente possa velocemente riconoscerla quando gli occorre usarla.

Ora provate ad immaginare un’app per la violenza sulle donne. Se quanto detto valesse anche per questa app, chi la terrebbe sul proprio dispositivo?! Possedere un’app del genere significherebbe ammettere di averne bisogno e dunque sarebbe come dichiarare apertamente di essere vittima di violenze.

Sebbene chiedere aiuto e parlare di determinate situazioni sia sempre la cosa migliore da fare, molte persone hanno non poche difficoltà ad aprirsi su certi argomenti, specialmente se come in Turchia i limiti sono imposti culturalmente. Per evitare ciò, l’app in questione ha l’aspetto di una torcia e a dissimulare il tutto vi è anche il nome: Red Light Application. Tutto verrebbe da pensare fuorché alla reale funzione.

Rispetto al compito vero e proprio, l’app, una volta effettuato l’accesso, consente di chiamare i numeri d’emergenza oppure, attraverso la funzione Shake&Warn agitando per tre volte il dispositivo, tre messaggi di testo preimpostati saranno inviati automaticamente ai contatti scelti dall’utente così da chiedere soccorso ai nostri conoscenti.

Una campagna di comunicazione unica e intelligente

Un tema così delicato e un pubblico così ristretto, come procedere?
La campagna di comunicazione della app è stata ideata da Y&R ISTANBUL. Un obiettivo non facile da raggiungere: un’ampia diffusione del messaggio rivolgendosi solamente a un pubblico femminile e, soprattutto, escludendo gli uomini.

Y&R Istanbul ha raggiunto abilmente il traguardo tralasciando, nella scelta dei mezzi di comunicazione, tv, outdoor e radio e dunque preferendo veicolare i contenuti attraverso un mezzo davvero tutto al femminile: i tutorial sulla bellezza, ad esempio quelli sul make up. Nel bel mezzo di un video in cui si spiega come applicare l’eyeliner con un cucchiaino ed ottenere il risultato perfetto, la protagonista abbandona l’argomento beauty per spiegare il funzionamento della app dopodiché, con molta naturalezza, riprende il tema make up fino alla chiusura del filmato.

Se volete farvi un’idea, ecco uno dei tutorial originali: dal minuto 1.48 inizia la presentazione della app.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=1XUvErEy5vY’]

Naturalmente non finisce qui. La domanda da porgere a questo punto potrebbe essere: va bene i tutorial, ma come si conduce il target a ricercare questi video? Nulla è lasciato al caso: le protagoniste dei tutorial erano ospiti in noti programmi televisivi; le loro immagini e i riferimenti ai video sono apparsi anche su annunci stampa ma senza nessun logo che potesse ricondurre né a Vodafone né alla app e la stessa “politica” valeva per i poster affissi nelle toilette femminili.

Ma non finisce qui! Per assicurare una diffusione ancor più capillare, informazioni relative ai tutorial erano presenti anche sulle etichette dell’intimo femminile e sulla superficie di strisce depilatorie visibili soltanto in seguito al riscaldamento della cera, ad esempio con il tipico sfregamento delle mani.

Tutto ciò ha permesso di raggiungere circa 200.000 visualizzazioni in poco tempo e una condivisione tra donne attraverso i social network. In un mese l’app, che non è disponibile in Italia, è stata scaricata circa 4700 volte e la funzione Shake&Warn è stata attivata in 2044 casi.

Insomma un caso tutto particolare. L’esistenza di un bisogno piuttosto radicato nella popolazione, una risposta che c’è ma non si vede proveniente dal panorama della telefonia mobile; un brand che si fa avanti ma non si fa pubblicità nel senso più vero del termine scegliendo di non ostentare logo e marchio e per finire la nascita di un’app per smartphone, così da essere sempre a portata di mano. Altro da aggiungere?!

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