Contenuti digitali: 5 errori di cui puoi fare volentieri a meno

Creare contenuti digitali può essere un ottimo modo per presentarci ai nostri clienti: attenzione, però, a non cadere in errore

Da quando le aziende hanno capito che con creazione di contenuti digitali si riesce a coinvolgere in maniera più attiva i consumatori rispetto alle pubblicità tradizionali, in tanti si sono improvvisati social media manager, blogger o grafici. E’ proprio in questo momento che articoli poco interessanti, post senza alcun senso e foto poco appropriate hanno cominciato a invadere le bacheche Facebook di tutti noi non senza qualche fastidio.

Creare contenuti interessanti per i nostri clienti (attenzione, per loro, non per noi!) può essere effettivamente un’arma importante con cui iniziare uno scambio di esperienze e opinioni, nonché un modo per instaurare quel dialogo che sarà in grado di accrescere la fiducia reciproca; in fondo, ogni relazione che si rispetti si basa proprio su questo.

Qui, i cinque errori più comuni nella creazione di contenuti digitali, quelli che hanno colto in fallo prima o poi tutti noi, con le relative soluzioni perchè, come diceva Confucio, “l’importante non è non cadere mai, ma risollevarsi sempre”.

Pronti con matita e blocco per gli appunti?

1. “Io, io, io”, il narcisismo del brand

La maggior parte delle aziende, che si affaccia al mondo della creazione dei contenuti digitali, lo fa pensando solo a se stessa, a quello che ritiene importante, a cosa crede sia interessante senza prestar abbastanza attenzione a quello che è, invece, il punto di vista dei suoi fruitori.

SOLUZIONE: Cercate di concentrarvi di più su quello che i vostri clienti ritengono davvero interessante, d’ispirazione o utile e fornite loro ciò che stanno cercando e si aspettano da voi.

Un esempio è la To Write Love on Her Arms, associazione che si occupa di persone in difficoltà con problemi di depressione, autolesionismo, suicidio o dipendenza, che grazie alla condivisione di messaggi di speranza e conforto sui suoi canali, ha costruito una comunità di milioni di persone.

Il suo direttore, Jonathan Frazier spiega la filosofia che c’è alla base con queste semplici parole: “Orgoglio e paura bussano in continuazione alla nostra porta offrendoci cose come fama e soldi, così facendo ci distrae de da quello che il bisogno primario degli esseri umani – il significato”. Proprio sull’importanza del significato si basa la loro campagna di comunicazione ed è evidente che questo atteggiamento sta ripagando il loro lavoro.

2. L’ostinazione di puntare troppo sulle caratteristiche del prodotto/servizio

Le persone non creano una connessione emotiva né con la lista dei servizi che proponiamo né con il libretto d’istruzioni del nostro miglior prodotto, piuttosto lo fanno con l’immagine di sé stessi che questi sono in grado di regalargli.

Per far un esempio pratico: molti resisteranno senza grandi sforzi alla tentazione di comunicare ad amici e colleghi che sul loro smartphone è installata una app in grado di eseguire comandi dati vocalmente, mentre molti di più, invece, moriranno dalla voglia di condividere con tutti la storia che Siri gli ha raccontato prima di andare a letto per farlo addormentare. Caratterista fredda di mera utilità vs Inserimento nella quotidianità, 0-1.

SOLUZIONE: Focalizzatevi sul contesto d’uso, su dove le persone utilizzano i vostri prodotti, quando lo fanno e come si sentono in quel momento, che cosa rende quell’esperienza piacevole, unica e indimenticabile.

Ma cosa si fa per creare questo legamene emozionale con i nostri clienti? “Pensa in modo creativo”, suggerisce Dario Meli, CEO della piattaforma Quietly. “Esplora quanti più angoli diversi degli stili di vita di quelle persone che interagiscono con il tuo prodotto e scopri come le cose si fondono”. Insomma, trova il modo di creare contenuti digitali in grado di far venir voglia alle persone di scoprire che cosa avete da offrire e di andare oltre.

3. Fingere

Non avete scampo, i consumatori sono abituati a scovare come segugio ogni balla che cercherete di rifilargli, evitate.

SOLUZIONE: Il vostro brand nasce da un’idea, da qualcosa che per voi ha un valore ed è proprio questo quello che le persone si aspettano che voi gli regaliate. Siate genuini, basatevi su ciò che di meglio avete da offrire e è proprio da lì che dovete cominciate a creare con autenticità e onestà: le bugie hanno sempre le gambe corte, tenetelo a mente.

“Devi essere davvero onesto e parlare attraverso i contenuti che produci di quali sono le cose importanti per il brand e spiegare perché lo sono.” Con queste parole Mazdack Rassi, co-fondatore  e direttore creativo della Milk Studios, agenzia media americana, spiega la chiave alla base del successo che li ha portati ad avere oggi più di 100.000 followers in Instagram.

4. Aspettarsi troppo, troppo presto

Il web è un mondo meraviglioso ma che necessita costanza e pazienza, vi basti pensare a quante pagine fan siete invitati a mettere “mi piace” ogni giorno. Una volta si diceva: “only the brave”, ora sembrerebbe proprio il caso di dire “only the lasting!”

SOLUZIONE: Il contenuto digitale è uno dei metodi che avete di mostrare agli altri chi siete, che cosa fate e attirarli nella vostra direzione curiosi di conoscervi meglio. Questo processo ha bisogno, però, dei suoi tempi e non ci si deve aspettare di goderne i frutti dall’oggi al domani.

Stefan Merriwweather, il coordinatore della parte multimedia delle Harvevs Industries, spiega l’atteggiamento nei confronti dei contenuti digitali prodotti dal suo team in questo modo: “Contaminiamo i contenuti della compagnia dandogli una personalità, raccontando che cosa ci interessa e ci piace. Questo ci permette, non solo di scoprire interessi comuni con i nostri clienti ma anche di creare un’interazione di valore con loro”. E’ proprio questa che farà la differenza e che bisogna coltivare con pazienza giorno dopo giorno.

5. Concentrarsi su quello che si può prendere, invece che su quello che si può dare

Ci proteggiamo naturalmente da chi è interessato a noi solo per quello che può guadagnarci, lo stesso lo facciamo con le aziende. Se ci accorgiamo che il loro obbiettivo è solo quello di arricchirsi alle nostre spalle, scappiamo a gambe levate e è così iniziano a piovere gli “unsubscribes” o, peggio, spiacevoli hashtags.

SOLUZIONE: Cambiate la prospettiva della domanda di base e invece di dare troppa importanza al guadagno che i contenuti digitali prodotti porteranno alla vostra azienda, concentratevi su quello che avete da offrire ai vostri clienti. Pensate a ogni pezzo che producete come ad un regalo che farà nascere un sentimento nel vostro audience, un sentimento che vi metterà in connessione.

Michael Bubin, CEO del Dollar Shave Club, ci mette in guardia: “Preoccupatevi che (i clienti) se ne vadano con qualcosa per loro, potrebbe anche essere un qualcosa di semplice come una risata. Non fate si che giri tutto intorno a voi, non vorrete certo essere gli unici soddisfatti a seguito dell’esperienza che avete creato.”

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Detto questo, ora tocca a voi sbizzarrirvi con contenuti che siano interessanti anche per chi legge ma, mi raccomando, solo dopo aver riflettuto bene su quali sono i valori che volete comunicare, individuato i contenuti che meglio rispondono alla richiesta del pubblico a cui andrete a riferirvi e esservi messi in testa che ci vorrà del tempo.

Ricordatevi che ogni singolo pezzo rappresenta un passo in più nella direzione dei vostri clienti e più lo farete con coscienza e attenzione, più la falcata sarà lunga. Riuscire a creare con loro una relazione basata sulla fiducia e sull’affinità di interessi e quella sarà la conferma dell’ottimo investimento che state facendo portandovi sicuramente risultati sul lungo periodo. Buon lavoro!



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