Quando gli user generated content fanno il resto del lavoro

Comunicare attraverso le passioni

Maria Vittoria Tinti

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

Quale caratteristica hanno in comune Oreo con il tweet durante il black-out del Superbowl e la campagna di comunicazione di Coca Cola #shareacoke? Entrambe hanno saputo generare e sfruttare i contenti degli utenti per dare un messaggio aziendale.

Se ci si sofferma un attimo ad osservare tutte i contenuti attivabili sui social network, è chiaro come le potenzialità più elevate, sia per un brand sia per un’agenzia, siano da cercare in fotografie, testi, prodotti, creati dagli utenti.

Gli User Generated Content rappresentano, dunque, il trampolino di lancio delle strategie di marketing nel 2015, mettendo da parte campagne di comunicazione passive. Il loro punti di forza sono le passioni, dal momento che solo chi conosce il brand a fondo sa come interpretarlo, a volte meglio dei manager stessi.

Quando si sceglie di affidare la comunicazione ai propri consumatori, bisogna però fare molta attenzione ai particolari; ad oggi, infatti, diversi brand utilizzano i social network, in modo così massiccio da confondere gli utenti con contenuti tutti uguali, diventando così uno fra tanti.

I risultati, invece, si possono ottenere adottando alcuni accorgimenti al momento di definizione delle azioni strategiche.

Liberi di osare

Dato un tema, il principio degli UGC è quello di lasciare ai propri consumatori la parte creativa, ispirandoli ma, allo stesso tempo, lasciandosi ispirare.
L’esempio più virtuoso, in questo campo, è Lego, che ha dedicato un intero portale, Lego Ideas, alla creazione di set nuovi, suggeriti da utenti di tutto il mondo.


Il prodotto proposto dal brand di costruzioni è già di natura molto versatile ma, allo stesso tempo, hanno capito come coinvolgere in modo diretto, ponendo l’accento sulla fantasia e valutando singolarmente ogni progetto, con l’opportunità unica di vedere una propria idea diventare realtà.

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Creatività mai banale

Partendo dall’idea che tutti i brand per essere nella mente dei consumatori devono essere attivi su ogni social network, si trovano spesso pubblicati contenuti tra loro tutti uguali.
Photobooth, selfie con prodotti, sono strategie gettonate e che si vedono troppo frequentemente. La chiave deve essere racchiusa nella parola stupire. Un esempio da seguire potrebbe essere la strategia adottata da Applebee, una catena di ristoranti molto nota in America.
Il successo? aver creato un account Instagram open.

La strategia social di Applebee si basa sul repost, delle foto più belle, scattate dai propri fan. Non vengono creati contenuti, ma si affidano ai propri consumatori e alla loro ispirazione. Il premio in palio per una foto è una cena gratuita.

Passivo diventa passione

L’avvento di Youtube ha determinato lo sviluppo di contenuti generati dagli utenti e il tramonto della comunicazione classica; trasformare uno strumento passivo in una forma di comunicazione creativa, è una soluzione. Uno spot pubblicitario, ad esempio, può essere creato dai propri consumatori.

Trip Advisor è partito da questo concetto per creare le sue pubblicità, da sempre criticate per la scarsa originalità. Chi meglio di un affezionato utilizzatore, può cogliere, infatti al meglio l’anima del brand ed interpretarla, trasmettendo, molteplici significati condivisi da tutti.

Influencer per comunicare

Per parlare al proprio pubblico, ma soprattutto per essere credibili, bisogna lasciare la parola a persone vicine ai consumatori. Affidarsi ad un influencer, meglio se è lui stesso a scegliere il brand e non viceversa, rappresenta una garanzia della propria affidabilità, perchè conosce i propri followers, il linguaggio adatto per coinvolgerli, è indice di sincerità e una guida.

Pianificare per il prossimo 2015 una strategia basata sul concetto di User Generated Contentvuol dire dunque costruire una forte percezione del proprio prodotto sul mercato.
Coinvolgere significa creare, stupire e far parlare.

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