Twitter e mondo del calcio: come si muovono le società sportive in 140 caratteri?

Le partite si giocano prima e dopo i 90 minuti su Twitter. Ecco come twittano le big di Serie A!

 

Se siete appassionati di calcio e assidui di Twitter avrete sicuramente letto la scorsa settimana degli scambi di tweet fra squadre di calcio avversarie: in Italia, Roma e Juventus e all’estero e in particolare fra Inghilterra e Spagna fra Manchester City e Atletico Madrid.

A iniziare è stata la squadra della capitale che in occasione della partita di Champions League in terra inglese ha twittato sul proprio account ufficiale (@OfficialASRoma) una battuta sul clima poco mite che il Regno Unito è solito soffrire.

 

I rivali del Manchester City (@MCFC) hanno risposto con un simpatico “vi ci abituerete a questo tempo!” e i romani hanno rilanciato con l’arma dell’ironia – qui, a dire il vero, un po’ a rischio strafottenza – chiedendo se, oltre al pessimo clima, la città avesse qualcosa da offrire ai turisti-tifosi che fossero sopraggiunti in città per assistere al match.

Chiude il discorso in modo impeccabile @MCFC che ne approfitta per promuovere la città, invitando l’account della Roma a scaricare l’app mobile del Manchester City dedicata ai supporters europei.

 

 

Fino a qui, un bell’esempio di gentilezze fra account. Poi però, il tono della discussione cambia… Il flame, quando il tema è il calcio, è dietro l’angolo!

Per la serie “le ultime parole famose” (versione web), il City ha stuzzicato la squadra giallorossa, chiedendo conferma del fatto che il capitano dei giallorossi, Francesco Totti, non avesse mai segnato in terra inglese.

La risposta in effetti era affermativa, ma disturbare il cane – o meglio, il lupo – che dorme, può essere assai pericoloso!

Infatti la sera stessa Totti segna uno splendido gol di pallonetto che consente alla Roma di pareggiare in casa dell’avversario anglosassone.

Continua così lo scambio di frecciatine su Twitter (con l’intervento, interessato, della Nike, sponsor tecnico della squadra capitolina e dello stesso capitano).

 

 

A meno di un giorno di distanza, altro scambio di cinguettii tra l’account internazionale della Juventus (@Juventusfcen) e quello dell’Atletico Madrid (@Atleti).

Oggetto del contendere: il numero di scudetti vinti dai bianconeri.

 

 I maligni vedono nel tweet del club madrileno un colpo basso alla società di Torino, che, per le note vicende legate a Calciopoli, balla sempre tra gli scudetti vinti sul campo e quelli riconosciuti dalla Lega Calcio.

Ottima comunque la risposta della Vecchia Signora che, con un pizzico d’ironia, ribadisce la propria verità.

Esempi interessanti che mostrano una tendenza ormai consolidata: l’interesse delle società di calcio verso il mondo dei social network e in particolare l’utilizzo smart e ad alto tasso d’engagement di Twitter.

Tutto il repertorio del tifo calcistico rivive a suon di post in 140 caratteri: dallo scambio cordiale di gagliardetti in mezzo al campo, agli sfottò sugli spalti (con, ahinoi, le consueta derive violente della parte più becera della tifoseria).

La domanda sorge spontanea, visti anche i casi raccontati poc’anzi: quante squadra di calcio hanno un account Twitter?

Stupisce un dato: tutte le 20 formazioni di Serie A hanno un account!

La prima squadra ad aprirne uno è stata la Fiorentina nel 2009; tra il 2010 e il 2011 altri team si sono unite alla “Viola”, anche se alcune – Sampdoria a Sassuolo – sono arrivate sul social network solo a inizio 2012.

Persino neo promosse come Empoli e Cesena tengono costantemente informati i propri tifosi sulle proprie attività.

Già, i topic di discussione: quali sono?

Principalmente  Twitter è utilizzato come un megafono per dare ai propri tifosi notizie sempre aggiornate sulla squadra e sugli atleti.

Ma le attività principali non finiscono qui: report di conferenze stampa, avvicinamento alle partite con la comunicazione delle formazioni ufficiali, celebrazioni di anniversari e compleanni di giocatori ed ex giocatori, retweet dai profili ufficiali dei calciatori, documentazione delle trasferte e telecronache live dei match.

Considerando una media di 1 partita giocata ogni 7 giorni – ma alcune squadre giocano anche ogni 3 giorni –  e che i calciatori di oggi sono vanitosi e malati di social network e documentano ogni momento della propria giornata, ne consegue che questi profili non hanno mai carenza di contenuti.

Immancabili poi i retweet dei tifosi: non solo in Italia ci si crede tutti tifosi di calcio e ogni appassionato ha sempre da dire il proprio punto di vista su schemi, vittorie, sconfitte e, soprattutto, errori arbitrali (proprio nelle ultime ore il web è letteralmente invaso dai commenti sull’ultimo incontro di campionato tra Juventus e Roma, e #JuveRoma stabilmente è fra i trending topic dalla triplice fischio).

Il calcio, come si sa, è competizione e quindi: chi sale sul podio dei più seguiti?

Il verdetto rispecchia la fama e il prestigio delle 3 squadre con più successi e tifosi: al terzo posto l’Inter; al secondo la Juventus; al primo posto il Milan.

 

 

La società rossonera ha sul proprio profilo (@acmilan2,23 milioni di follower, twitta con costanza (oltre 30.400 tweet) e mantiene viva la discussione indicizzata dall’hashtag #weareacmilan, introdotto dalla campagna abbonamenti di quest’anno.

I campioni d’Italia della Juve (@juventusfc) inseguono con 1,44 milioni di fan e “solo” 19.600 tweet: anche in questo caso, c’è un hashtag ricorrente (#finoallafine) che riprende uno dei cori cantati allo stadio dai propri tifosi. Molto interessante l’idea di possedere un canale multilingua pensato per i tifosi di tutto il mondo (oltre a quello in inglese vengono proposti contenuti in spagnolo e in indonesiano).

Al terzo posto si piazza il profilo dell’Internazionale (@inter) con un distacco sensibile: 665.000 follower. La cosa stupisce soprattutto se si considera che l’account nerazzurro ha aperto prima di quello dei rivali storici (marzo 2010 contro settembre 2010 dei cugini e febbraio 2011 della Juventus): anche per questo, detiene il primato nazionale per il numero di tweet emessi (oltre 52.400).

Considerata la fama mondiale del club, c’è forse qualcosa da rivedere a livello di piano editoriale?

Se questi vi sembrano grandi numeri, proviamo a mettere il naso fuori dai nostri confini.

Prendiamo come riferimento solo la prima squadra per numero di follower dei principali campionati stranieri (Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1): in Inghilterra la prima è l’Arsenal con 4,57 milioni; in Spagna trionfa il Real Madrid con 13 milioni di appassionati; in Germania primeggia il Bayern Monaco con 1,55 milioni; in Francia vince il Paris Saint-Germain con 1,61 milioni.

Come sul campo, lo strapotere del Real Madrid – e anche del Barcellona, che insegue con 12,8 milioni – è schiacciate e colpisce ancora di più se si considera che esiste anche un profilo da 4,35 milioni, solo dedicato ai tifosi delle merengues lingua spagnola.

Stupiscono poi positivamente due buone abitudini: quella tedesca di avere, obbligatoriamente, un profilo in lingua inglese (il tedesco non può certo definirsi una lingua semplice!) e quella inglese di avere un canale dedicato alle formazioni femminili. Oltre all’Arsenal, anche Liverpool e Chelsea hanno un profilo “ladies” da migliaia di fan, che ha l’obiettivo di attirare verso il brand dell’azienda la frangia di tifosi, tendenzialmente, meno attenta al calcio rosa.

Una volta le partite duravano 90 minuti: oggi possiamo dire che siano praticamente ininterrotte. Con somma gioia degli amanti dello sport più bello del mondo e gli sbadigli degli anti-calcio.

Che ne pensate, amici lettori?

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?