Il futuro è ad un soffio con il touchless di Snapback [INTERVISTA]

Dall'automotive al gaming la tecnologia che promette di rendere obsoleto il touch

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

 

Snapback lo aveva già previsto Zemeckis nel secondo capito lo della saga Ritorno al Futuro. “Si devono usare le mani? Allora è un gioco da bambini!

Già, perché anche toccare diventa obsoleto quando puoi utilizzare le funzioni principali del tuo smartphone senza impiastricciare lo schermo con le dita, risparmiando sulla batteria. Ma Automotive, Gaming, Medicina sono solo alcune delle possibili strade di sviluppo della futuristica Snapback.

 

Ho avuto il piacere di fare qualche domanda a Gerardo Gorga, cofounder di Snapback:

1. Il video di presentazione di Snapback e delle sue funzioni è abbastanza eloquente. Spiegaci qualcosa che ancora non sappiamo!

Sicuramente dal video emerge come le nostre soluzioni non richiedano scomode periferiche aggiuntive o hardware costoso, ma che tutto è realizzabile con quello che è già presente sui comuni device. Inoltre, tra i fattori più interessanti della nostra tecnologia c’è senza dubbio l’efficienza energetica. Le nostre soluzioni garantiscono un risparmio della batteria che può arrivare al 35%.

 

 

La nostra tecnologia va oltre gli smartphone e i tablet, stiamo già lavorando su un’interazione touchless and sightless basata sui wearables (smartwatch, smartband e simili). L’obiettivo è quello di rendere l’interazione con la tecnologia sempre più naturale, per questo ci prepariamo a declinare la nostra visione dell’interazione anche all’interno dell’Internet of Things.

2. La libreria software di Snapback è in parte aperta. Perché?

La nostra libreria sarà free per gli sviluppatori. La rivoluzione touchless passa per loro. Siamo sicuri che la creatività dei developers è, e sarà, fondamentale.

Per costruire app basate su interfacce touchless e sightless che permettano agli utenti finali una UX più immersiva, coinvolgente e divertente, gli sviluppatori hanno bisogno di tempo, conoscenze specifiche e soprattutto di superare il problema della frammentazione dei device.

La grande diversità di modelli di dispositivi si rispecchia inevitabilmente anche in una grande differenza a livello di sensoristica. Proprio per questo prevediamo che la nostra libreria sarà in parte aperta, per avere così massima compatibilità con hardware esistente e futuro.

Ancora prima di lanciare il nostro SDK abbiamo già ricevuto tantissime mail di sviluppatori che hanno sottoscritto il nostro early adopter program. Siamo sicuri che questa comunità di developers continuerà a crescere e che grazie alle loro applicazioni, il touchless sarà il nuovo modo di interagire.

 

 

3. In cosa è stato fondamentale il supporto di Luiss Enlabs e LVenture Group?

Snapback ha ricevuto un finanziamento da LVenture Group, ed è facile immaginare quanto sia prezioso per una startup poter contare su un finanziamento che permetta di rendere l’idea un progetto più che concreto. Abbiamo preso parte anche al programma di accelerazione di Luiss Enlabs. Oltre allo spazio di coworking, il supporto del team di Luiss Enlabs è stato fondamentale per consigli, networking, accesso agli investitori. Insomma in entrambi i casi il supporto è stato concreto e più che utile.

4. Snapback non è solo un selfie quando schiocco le dita. Le applicazioni possibili sono (per il momento) solo da immaginare. Potete anticiparci cosa bolle in pentola?

Andando oltre le tantissime occasioni di utilizzo che si presentano ogni giorno nella vita di ognuno di noi, le possibilità di utilizzo della nostra tecnologia in contesti più strutturati sono diverse e una più interessante dell’altra.

Automotive, Gaming, Medicina sono solo alcuni dei contesti possibili. Uno dei settori più importanti è sicuramente la disabilità. Ad esempio, uno dei nostri use case è pensato per i non vedenti. Proprio attraverso lo snap delle dita è possibile attivare una suoneria che permette di individuare dove si trova il telefono.

 

 

Cosa bolle in pentola? Qualcosa di davvero molto buono. Gli ingredienti ci sono tutti, team, competenze, tecnologia. Immaginate cosa sarebbe possibile fare se con dei semplici gesti si potesse interagire con tutta la tecnologia che ci circonda, come se avessimo una bacchetta magica.

A breve rilasceremo il nostro SDK e con una comunità di sviluppatori iper creativi già pronti a realizzare app c’è da aspettarsi un moltiplicarsi di possibili contesti d’uso e applicazione.
Gerardo Gorga

 

Grazie a Gerardo, aspettando lo skateboard volante, godiamoci un po’ di futuro con Snapback!