Valutare una startup digitale in cinque mosse

Il team, il mercato e gli altri driver per analizzare un progetto imprenditoriale

Ogni volta che si accende una lampadina nel nostro cervello, quando arriva l’idea geniale, la killer application del secolo o il marketplace che tutti stavano aspettando, prima di bussare alla porta di uno dei 140 venture capital e investitori italiani, è utile fare una riflessione su come valutare una startup digitale. Che si tratti di una business plan competition, di un programma di accelerazione, o di un investimento da parte di un fondo, bisogna conoscere i propri punti di forza e di debolezza per ogni singolo driver. Se si vuole avere un format indicativo di calcolo del valore pre-money è a disposizione a questo link.Durante la primissima fase di realizzazione di un progetto, per essere pronti a mandare una mail di presentazione o a bussare alla porta di un incubatore, occorre prepararsi al meglio conoscendo quali sono i punti fondamentali su cui costruire la propria avventura imprenditoriale.

Team, team, team, team, team

Il team è la prima variabile, il team viene prima di ogni altra cosa, anche prima dell’idea stessa. Un buon team si misura ovviamente non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente, più il team è indipendente nello sviluppo dell’idea, più possibilità avrà di essere finanziato. Alcuni investitori affermano addirittura che i cinque driver sono: team, team, team, team, team.Soffermandoci sulle startup digitali, è sempre necessario che siano presenti almeno un ingegnere informatico ed un economista. Si valuta quindi il curriculum dei fondatori in funzione delle formazione e delle esperienze, dell’aderenza dei curriculum alle tematiche del progetto, al network personale e professionale, e soprattutto almeno per la prima impressione la capacità di saper presentare l’idea.

Da un’idea nasce un prodotto

Esiste una bella differenza tra prodotto e idea, avere un prodotto significa concretezza, significa customer validation, cioè contatto e validazione da parte dei primi potenziali. Si passa quindi dalle interviste, al cosiddetto MVP il famoso miminum viable product, cioè una versione dimostrativa delle funzioni del prodotto. Dalla versione Alpha, si passa alla versione Beta, con variante privata e pubblicaper consentire la fase di test ad un numero circoscritto di utenti.

Trazione come velocità di decollo

Quando parliamo di trazione, o traction, intendiamo l’andamento dell’interesse dei potenziali clienti in funzione dello stadio di sviluppo del prodotto. Si tratta di numeri concreti, non di ipotesi o paginate di analisi finanziarie e business plan Come hanno reagito i primi clienti al prodotto? La prima misura di traction per determinare il valore di una startup digitale è data dalle classiche email che si raccolgono con una landing page, passando per i veri e propri test del prodotto. La traction fa parte delle metriche che ogni startup digitale deve monitorare, a costo di dover cambiare completamente strategia, valutando ogni possibile causa dell’insuccesso, movimentando le leve che vanno a formare il business model del progetto.

Numeri cioè risultati

Le metriche possono riguardare risultati non strettamente collegati al fatturato, come numero di visualizzazioni di un sito, o numero di download di un’application. I numeri intesi come risultati derivano dal revenue model della startup, cioè come genera ricavi. Il fatturato è una cosa, una manifestazione d’interesse è un’altra cosa, e soprattutto nella fase iniziale, prima della costituzione è difficile, ma non impossibile, avere già dei risultati reddituali positivi. Non è impossibile perché un team può iniziare a validare la propria idea rispetto a dei potenziali clienti, anche attraverso il pagamento dell’iscrizione ad un gruppo su Facebook come minimum viable product. Un recente esempio di successo di questo tipo è dato dalla startup Tutored che ha potuto validare il proprio business model proprio attraverso un gruppo su Facebook per mettere in contatto chi cerca e chi offre ripetizioni.  

Mercato e concorrenza della startup digitale

Ogni prodotto ha un mercato, ed in ogni mercato esiste concorrenza. Si tratta in primis di identificare quanto grande è il mercato a cui ci si riferisce, e quanto cresce in media annualmente. È bene quindi ragionare sui trend in crescita, ragionare su esempi di successo, oppure addirittura pensare ad un copycat, cioè copiare un’idea esistente focalizzandosi per esempio su un mercato diverso. Il classico esempio è dato idee di successo negli Stati Uniti che vengono replicate in altre nazioni, rispetto a mercati emergenti, come il famoso esempio di Rocket Internet, incubatore di startup digitali basato a Berlino e famoso per aver lanciato Zalando. Importante capire quali sono i concorrenti, senza limitare l’attenzione allo stesso identico prodotto, sono concorrenti tutti i prodotti o servizi che rispondono allo stesso bisogno.