Nomisugi: quando gli ubriachi diventano un manifesto

I "salary men" di Tokio, beccati mentre dormono per strada ubriachi, diventano spot viventi contro l'abuso di alcol

Roberta Leone
Roberta Leone

Communication Executive & Copywriter

L’opinione pubblica vede il Giappone  e gli abitanti delle sue iper-congestionate metropoli come la capitale dello “stoicismo lavorativo”. Orari di lavoro interminabili, il mito della ricerca dell’eccellenza e della produttività ma anche l’algida e ferrea disciplina dei samurai. Ed è proprio questo onore che viene messo in discussione dalla nuova campagna creata dall’americana Ogilvy & Mather e Geometry Global.

Al termine di ogni intensa ed estenuante settimana lavorativa emerge una drammatica realtà dietro la frenesia: bere fino al collasso, svenire per strada e svegliarsi solo molte ore dopo. Rampanti manager ubriachi accasciati sulle panchine, sui pavimenti della metro e agli angoli delle strade diventano i soggetti attivi della nuova campagna promossa dalla catena di bar Yaocho.

Irriverente, geniale e tremendamente efficace “The Sleeping Drunks Billboard” va oltre il 3D e l’Augmented Reality e trasforma i salary men nipponici in billboard viventi contro questa consuetudine. Far leva sulla perdita dell’onore con un minimo dispendio di forze e budget.

Sono bastati infatti solo un po’ di nastro adesivo bianco, headline stampati, delle call-to-action ad hoc e l’ideazione di un hashtag apposito: #nomisugi, parola che in giapponese significa “troppo ubriaco” o per meglio dire “sbronzo”. Con questi pochi gesti quelli di Ogilvy & Mather fanno leva proprio sul disonore che arreca essere beccati in flagrante in condizioni pessime e che si venga così condivisi in mondovisione sui Social.

In epoca di selfie photoshoppati, controllo preventivo dei tag e condivisioni quando per ogni minimo scatto applichiamo copiosamente ogni tipo di filtro per migliorarci possiamo solo immaginare l’impatto che potrà avere questa campagna, prettamente unconventional, su questa malsana abitudine.

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