Primo Maggio a Taranto, con Caparezza e Mannoia il crowdfunding si fa musica

Centomila partecipanti e quasi dieci milioni di tweet per un concerto organizzato dal basso

Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Cosa hanno in comune Jonathan Swift e Fiorella Mannoia?  A parte la canzone “Il cielo d’Irlanda”, proprio niente in effetti, se non fosse che il concerto del Primo Maggio a Taranto è stato organizzato grazie al modello collaborativo che ispirò gli Irish Loan Fund, gli istituti collettivi di microcredito che combattevano la povertà del popolo irlandese tra il Settecento e l’Ottocento.

Definito come il “controconcerto“, in contrapposizione a quello romano dei sindacati, il Primo Maggio tarantino ha dato vita ad una delle più produttive e consolidate forme di sostegno dal basso: la collaborazione.

Abbattendo le consuete barriere dell’investimento finanziario, la massiccia operazione di raccolta fondi, sviluppata attraverso eventi capillarmente distribuiti nei mesi precedenti all’iniziativa, è culminata nel mega concerto del giorno della festa dei lavoratori: una dodici ore di musica e informazione alla quale anche gli artisti presenti hanno contribuito partecipando gratuitamente e dimostrando in prima persona di aderire all’idea di uno sviluppo sociale che parte dalle coscienze civiche dei cittadini.

 

 

Primo Maggio di lotta a Taranto 2014: Sì ai diritti, No ai ricatti – …futuro? Ma quale futuro?!

Con questo titolo  il Comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti ha promosso la manifestazione. Non proprio “accattivante” nella forma ma decisamente diretto nel messaggio, a ribadire lo scopo non commerciale del concerto, con un superamento della separazione concettuale tra pubblico e privato in vista di un risultato comune.

Il concerto è diventato in questo modo il concerto di tutta la città e di tutti coloro che hanno voluto contribuire con erogazioni liberali o con la loro attività diretta a sostegno dell’iniziativa, artisti compresi.

Espressione di un consapevole impegno, sono state le rapidissime operazioni di pulizia del parco archeologico delle mura greche che ha ospitato l’evento: dopo meno di ventiquattro ore, uno spazio decisamente ampio è stato completamente ripulito, ad opera degli organizzatori ma anche di tanti comuni cittadini, volontariamente intervenuti in una sorta di “ringraziamento” collettivo per il grande spettacolo offerto.

 

 

Niente di paragonabile, in termini di costi, rispetto al massiccio uso di mezzi e macchinari per la pulizia di piazza San Giovanni a Roma, a spese del Comune.

Il crowdfunding ha dimostrato in questa occasione un’altra enorme potenzialità a livello di comunicazione e soft advertising, creando una nuova tipologia di partecipante all’evento, quella del fruitore-finanziatore, al tempo stesso diffusore e testimonial.

Concerti, vino, t-shirt, lavoro e grandi nomi

 

Una serie di concerti e spettacoli, a Taranto ma anche a Roma, Bologna e altre città d’Italia, ha contribuito a raccogliere parte dei fondi necessari all’organizzazione di un evento tanto impegnativo in termini di attrezzatura, sicurezza, gestione e servizi, con lo slogan “Aspettando il Primo Maggio”.

La musica non è stata l’unico strumento di sensibilizzazione e raccolta di fondi: un’ottima bottiglia numerata di vino primitivo IGP (il vino “Libero e Pensante”, appunto), è servita a veicolare un invito alla collaborazione, passando dal web direttamente alle tavole dei tarantini e dei supporters.

Durante il concerto, alcuni stand erano adibiti alla raccolta volontaria di fondi per l’acquisto di un emogasometro, una apparecchiatura medica indispensabile per il reparto oncologico dell’ospedale Moscati di Taranto. Senza dimenticare il cd con i brani di alcuni degli artisti presenti al simbolico prezzo di due euro.

 

 

E non solo: quanto può valere in termini di visibilità e passaparola social l’impegno diretto e spontaneo di big del panorama musicale italiano come Roy Paci, Sud Sound System, Caparezza, 99Posse, Luca Barbarossa, Paola Turci e tutti gli altri? Difficile da quantificare, ma certamente ha attribuito un valore non meramente economico all’iniziativa.

Lo scivolone della Cisl e la #sagapaesana

Impossibile non riconoscere l’enorme successo e l’entusiasmo per la riuscita di questa grande operazione di sensibilizzazione dal basso. Impossibile, già, ma non per tutti. Lo sconsiderato tweet dell’account ufficiale del sindacato Cisl, che ha definito il concerto di Taranto una “saga (o sagra, forse?) paesana” ha suscitato una “levata di scudi telematica” in favore del controconcerto. Oltre nove milioni di tweet (ok, almeno due erano i miei!) sull’onda degli hashtag lanciati dal direttore artistico Roy Paci:

 

Con la totale assenza delle istituzioni e dei soliti finanziamenti “calati dall’alto” la città è riuscita ad organizzare un evento che non solo è stato di successo, ma ha scatenato una attenzione mediatica e social mai vista a Taranto nemmeno nei tempi delle inchieste sul gruppo Ilva.

Su questo ha posto l’accento Michele Riondino, che, svestiti i panni del giovane Montalbano, ha affiancato Roy Paci nella direzione artistica del Primo Maggio tarantino.

 

 

Perché Taranto non è solo industria e non è nemmeno solo una perla del mediterraneo, ma ha anche dimostrato una coesione sociale in grado di smuovere coscienze e infastidire i “monopolisti” della musica della festa del lavoro.

Per dirla con Caparezza: “per Taranto linfa, non Ilva“.

foto di Daria D’Acquisto