Cosa si nasconde dietro ai nomi dei prodotti IKEA

Navi, baie e città nordiche: no, non stiamo parlando di turismo, ma di naming!

Nonostante i problemi che IKEA ha dovuto affrontare negli ultimi tempi, il brand rimane sempre uno tra i più amati, all’estero come in Italia. Pinterest, Instagram, Flickr e molte altre piattaforme sono ormai piene di fan sfegatati (la maggiornaza donne), che fotografano, postano e condividono la propria passione per il design scandinavo. Ma fin dove arriva questa vera e propria fissazione? Con il passare del tempo siamo venuti a conoscenza non solo di persone che hanno creato dei veri e propri fan club offline, ma anche persone che arrivano a collezionare i cataloghi che l’azienda invia per posta!

Se anche voi fate parte di quest’ultima categoria, allora non potete non esservi mai chiesti cosa si nasconda dietro ai fantasiosi nomi che l’azienda dà ai suoi prodotti. Grazie all’analisi di varie testate, come il New Yorker e il Guardian, siamo riusciti a capire che il naming non è casuale, ma contestualizzato in un sistema unico e, se vogliamo, un pò inusuale.

LA STORIA

Come tutti i processi di naming che si rispettino, anche quello IKEA ha la sua strategia linguistica di fondo, che però ha una peculiarità, ovvero si basa su un noto problema del CEO, Ingvar Kamprad, la dislessia. Per questo motivo, Kamprad, ha pensato bene di creare un sistema di naming basato sulla cultura scandinava, sui suoi luoghi e modi di vivere, in quanto la sola presenza di numeri e lettere casuali gli avrebbe reso impossibile la lettura e la memorizzazione dei nomi. Anche il naming del brand segue questo schema:

I = Ingvar
K = Kamprad
E = Elmtaryd (La fattoria in cui il CEO è cresciuto)
A = Agunnaryd (Il villaggio più vicino alla sua fattoria)

IL SISTEMA

Il sistema raggruppa tutti i prodotti IKEA in 15 categorie:

Divani, librerie, tavolini e mobili in rattan = nomi di luoghi in Svezia
Librerie = nomi di lavori
Letti, mobili di ingresso e armadi = nomi di luoghi in Norvegia
Sedie e tavoli = nomi di luoghi in Svezia e Finlandia
Tappeti = nomi di luoghi in Danimarca
Arredamento bagno = nomi di fiumi, laghi e baie Svedesi
Scrivanie e sedie = nomi maschili
Stoffe e tende = nomi femminili
Accessori per tendaggi = termini matematici e geometrici
Cuscini e coperte = nomi di piante, fiori e pietre preziose
Lampadari = termini musicali, chimici, nautici o nomi di stagioni, mesi, giorni, misure, pesi o navi
Cucina = termini grammaticali
Utensili da cucina = parole straniere per frutti, verdure e pesci
Giocattoli = nomi di uccelli, mammiferi e vari aggettivi
Orologi, scatole, cornici e decorazioni da muro = espressioni colloquiali o nomi di posti in Svezia

LE ECCEZIONI

Ovviamente questo sistema non è seguito alla lettera per tutti i prodotti, spesso ci sono delle eccezioni che creano non poche risate a chi magari conosce lo svedese. Due esempi che voglio assolutamente riportarvi sono:

La renna a dondolo EKORRE, che tradotto significa SCOIATTOLO

E la bellissima pentola SENSUELL, tradotto SENSUALE

Se dopo questa breve analisi vi sentite in vena di imparare lo svedese, o per veri PRO, i nomi dei prodotti IKEA a memoria, vi consigliamo l’IKEA Game e l’IKEA Dictionary. Il primo, realizzato da Cal Henderson, vi permetterà di memorizzare tutti i nomi dei prodotti in store, mentre il secondo, creato da Lars Petrus, potrà velocizzare il vostro apprendimento del vocabolario svedese! A voi la scelta :)

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